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Black Gate Magazine – prime impressioni

5 commenti

Sempre di editoria elettronica si parla.

Come detto nei commenti qualche post addietro, ho sottoscritto un abbonamento alla versione elettronica di Black Gate Magazine (da qui in avanti, BGM), rivista americana dedicata al fantasy e soprattutto alla sword & sorcery ed al fantasy “leggero”.
Ecco quindi una prima panoramica.

Domanda – è valsa la pena di bruciare 15 euro?
Risposta – sì.

Cominciamo con un po’ di dati, un po’ di numeri.
BGM è una rivista che esce con cadenza semestrale (prima era trimestrale), e che esiste sia in cartaceo che in versione elettronica, come pdf.
La versione cartacea costa 15 dollari più la spedizione, una copia in pdf 4.95 – più o meno come una copia cartacea di Urania.
Con poco più del prezzo di copertina di una copia cartacea, è possibile abbonarsi per quattro numeri in pdf, due annate complete.
I vecchi numeri trimestrali viaggiavano sulle 200-250 pagine, e sono disponibili come pdf al prezzo dei pdf.
Il numero 14, primo della nuova gestione semestrale, conta 384 pagine.
Guardando proprio solo al quattrino, circa 15 euro mi comprano circa 1500 pagine di narrativa e rubriche, spalmate su due anni.

Ora diamo un’occhiata al numero 14, appena ricevuto.
23 mega e rotti di pdf.

Non si tratta di una opera sublime di programmazione – è un semplice pdf lineare delle 384 a stampa, senza accessori o fronzoli.
BGM punta tutto sul contenuto in questo momento, ed è su questo che la giudicheremo.

C’è una bella copertina, di Bruce Pennington

Sedici racconti.
Tre racconti lunghi.
Tre poesie.
Una cinquantina di pagine di recensioni.
Un lungo articolo.
Una ruibrica della posta.
Un editoriale.
Un sacco di illustrazioni di ottimo livello (circa 25 pagine).
E un fumetto.

Pochissima pubblicità, non invasiva e tutta comunque coerente col tema della rivista.

Non l’ho letto tutto, ovviamente.
Non ancora.
Però…

Ottimo l’editoriale, lunga autobiografia di un giocatore di giochi fantasy.
Buona la sezione delle lettere – non solo il solito ciarpame.
Eccellente l’articolo, Back to the Future, di Rich Horton, dieci pagine fitte su tutte le ristampe disponibili a buon mercato (e a volte no) di titoli classici della fantascienza e del fantasy.
Ottime le recensioni – venti pagine dedicate ai giochi, trentadue dedicate alla narrativa fantastica, con un buon occhio tanto agli editori di grosso calibro quanto alle iniziative di nicchia (e un sacco di pessime notizie per la mia carta di credito).
Il fumetto – Knights of the Dinner Table, the Java Joint, spin-off di una delle serie storiche sulla cultura geek, è semplicemente folle, e fa decisamente ridere.

Così come fa ridere, un lungo sghignazzo cattivissimo, The Renunciation of the Crimes of Gharad the Undying, di Alex Kreis, devastante lettera di scuse che un povero Oscuro Signore si trova a dover scrivere alla popolazione che ha tentato di opprimere.
Il che ci porta alla narrativa – che fin qui, per quel che ho letto, è buona, molto buona.
Il taglio è avventuroso, con il genere di fantasy non troppo eroic e non troppo high che preferisco.
Non mancano le escursioni nel fantasy urbano o contemporaneo, e qualche accenno ucronico.
La ricetta base vuole l’eroe solo contro ilmale, armato solo delle proprie capacità e della propria intelligenza.
La varietà delle situazioni proposte è notevole.

BGM pubblica talvolta dei grossi nomi(il più noto, sul numero 14, è Jay Lake), ma è sulla fascia intermedia che si costruisce la forza di una rivista.
È a questo livello, che le cose interessanti succedono – è qui che si testano le capacità (tecniche e morali) dei giovani autori, è qui che nascono e muoiono le carriere.
Gli autori presentati sono semiprofessionisti o giovani professionisti, ed hanno una buona mano.
Un paio hanno giù un romanzo o due all’attivo, ed un paio sono già sulla mia lista della spesa.
Le storie di Morlock lo stregone, di James Enge in particolare paiono promettere molto bene…

Ora qualche considerazione sfusa.
Primo – mi piace, BGM.
Se non costasse un patrimonio, lo ordinerei su cartaceo – e anche in pdf, perché nonostante si tratti di un file grezzo, è un bel file grezzo.
Detto ciò…

BGM fa un gran bel lavoro con uno sforzo tutto sommato modesto di marketing.
Si appoggia a un sito web/blog, ad una agguerrita comunità di lettori, ed al passaparola fra lettori.
C’è una buona rete di siti web che ne parlano (ora anche questo), e gode dell’appoggio e della simpatia di alcuni nomi nel settore – io ne ho scoperta l’esistenza grazie ai siti di Charles De Lint e Charles R. Saunders.

Da quel che ho potuto vedere fin qui nella mia breve esperienza di abbonato, lo staff della rivista punta tutto ciò che ha su tre fattori:

  • i contenuti – originali, interessanti, di alta qualità
  • la grafica – molto buona
  • il rapporto personale con i lettori – la conferma dell’abbonamento non è una circolare automatica ma una mail personale, l’opinione dei lettori viene attivamente cercata e valutata

Se BGM dimostra qualcosa, è che è possibile avere successo nel mondo dell’e-publishing senza dover spendere migliaia di ore-uomo in effetti speciali.
Non è d’avanguardia, ma è anche il livello al quale un ipotetico nuovo editore potrebbe partire.
Contando sui contenuti.

E qualcosa mi dice che nei mesi prossimi, poco per volta, mi procurerò anche gli arretrati…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Black Gate Magazine – prime impressioni

  1. Interessante.
    Grazie per la segnalazione.

  2. con 30$ dollari ti fai tutto Jim Baen’s Universe: l’abbonamento annuale, con le nuove clausole, dà accesso a TUTTI i numeri della rivista (compresi quelli degli anni precedenti) per tutto l’anno in un fantastilione di formati, da HTML a epub, da mobi a pdf.
    Mi aveva incuriosito l’Intergalactic MedicineShow, mi sai dire qualcosa?

  3. Io frequento poco Orson Scott Card.
    Il Baen Universe però ha appena chiuso…

  4. lo so… ed è per questo che con l’abbonamento (i 30 dollari) hai l’accesso a tutti i numeri pubblicati: è stato il regalo che hanno fatto agli abbonati. Un gran bel regalo!

  5. Confermo la recensione di Davide. Su ipad il corpo 9 usato da BGM risulta un po’ risicatino, ma il direttore mi conferma che tra breve faranno versioni dedicate ai vari lettori ebook.

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