strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La vecchia casa buia

6 commenti

Sono solo in una casa di campagna.
Fuori imperversa il temporale.

Cosa faccio?
Mi hanno chiesto di dare un’occhiata a Inception, è vero – film dell’ultima ora – ma al momento non posso.
Perciò mi guardo The Old Dark House, di James Whale.
Del 1932, con Boris Karloff.
In italiano lo intitolarono Il castello maledetto.

Un film su un gruppo di persone in una casa isolata in campagna, mentre fuori imperversa il temporale.
Bello liscio.

Il film è basato su un romanzo di J.B. Priestley (Benighted) che pare sia fuori stampa dal 1964 – o così mi dice un rapido giro su Amazon.

Oltre a Boris Karloff ci recitano Raymond Massey, Charles Laughton, Melvyn Douglas, Gloria Stuart (che è assolutamente splendida) e Eva Moore (che è assolutamente inquietante).

Il film che circola oggi ha una qualità ineguale, ma non ci si deve lamentare – la pellicola fu un flop negli USA, e rimase un film quantomai elusivo fino agli anni ’60, quando ne venne ritrovata una copia in buono stato.
Nel frattempo, comunque, ci avevano fatto un remake.

La trama – perduti durante un temporale, i coniugi Waverton ed il loro amico Roger Penderel trovano rifugio nella vecchia casa dei Fell – fratello e sorella legati da un evidente rapporto di reciproca insofferenza.
Al gruppo, isolato per il maltempo, si uniscono anche Sir William Porterhouse, un ricco affarista, e la sua amica occasionale, la ballerina Gladys DuCane.
Con la padrona di casa che predice sventura e furia divina, il padrone di casa vocalmente ateo ma terorizzato all’idea di salire le scale, ed il maggiordomo muto Morgan che viene descritto come “una bestia” dal suo datore di lavoro, si prospetta una lunga notte.

Ma in realtà non succede assolutamente nulla per circatre quarti d’ora.
Il film dura un’ora e dieci, quindi è chiaro che in quei venticinque minuti che avanzano ci sarà un bel po’ d’azione, ma ciò che più sorprendente è come il cervello dello scoiattolo medio (il mio,in questo caso), addestrato da infiniti slasher movies, continui ad aspettarsi cose che non capitano.

Penderel e Gladys escono a recuperare da bere in macchina?
E noi ci aspettiamo Karloff/Morgan che gli faccia una cosina alla Jason.
La signora Waverton rimane sola in una stanza dopo essersi spogliata?
E noi ci aspettiamo una cosa alla Scream che salti fuori da un armadio.

E invece niente.
Ma niente <b>bene</b>.
Niente che ti porta a stare sull’orlo della sedia.

Whale era un grande a giocare con le ombre, con il suono, ed il dialogo è scoppiettante, pieno di humor.
Ci sono scene costruite interamente sul gioco di luci e ombre…

E poi c’è Brember Wills, che fa Saul Fenn, lo schizzatissimo fratello dei padroni di casa, in quello che rimane certamente uno dei grandi psicopatici della storia del cinema.

Per chi fosse interessato, il film si trova tutto, in dieci comodi episodi, su YouTube.

E Gloria Stuart è scomparsa proprio quest’anno.
Il suo ultimo successo era stato con Titanic.
Già, quel Titanic.
Gloria Stuart che fumava, beveva, andava a uomini (e forse anche a donne), e che ha vissuto fino a 100 anni suonati.
Ed era splendida, nel ’32…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “La vecchia casa buia

  1. Adoro questi vecchi film,i grandi Universal degli anni 30 e 40.Con grandi caratteristi come Dwight Frye comparso in FRANKENSTEIN e DRACULA.Il buon Karloff;Lugosi e tanti altri.
    Il buon Whale era un gran regista ritiratosi prematuramente a causa della sua omosessualità,cosa che in quegli anni gli studios non ti perdonavano.
    Se t’interessa è stato girato un film sugli ultimi anni di Whale,prodotto da Clive Barker ed interpretato da Ian McEllen.
    Non ricordo bene il titolo, credo che fosse DEMONI E DEI:Di tanto in tanto a FUORI ORARIO lo ripassano.
    Ciao

  2. Diavolo di un Mana, tu sai come infilare dei ragionamenti sottili in post apparentemente molto tranquilli.
    I ritmi del cinema? Specialmente del cinema horror, o comunque di genere?
    Mamma mia. Ci sarebbe da scrivere un saggio di mille pagine. Accontentiamoci di molto meno 😉
    Dunque, sul fatto che i film ante anni 80 fossero proprio un’altra cosa, non ci piove. Non parlo meramente di valori artistici, bensì di costruzione, linguaggio e stile narrativo.
    E’ una cosa che noto da diversi anni a questa parte. I vecchi film avevano tempi morti (non lo dico in termine dispregiativo) e passo lento. Costruivano atmosfere e si permettevano di dilatare la trama con scene non del tutto necessarie al contesto.
    Ora i film – specialmente gli horror – sono una succursale dell’action. Tutto avviene molto in fretta e in maniera concitata. Si punta a non far respirare lo spettatore, eliminando ogni orpello e una bella fetta di costruzione psicologica dei personaggi. Gli slasher che tu citi sono un esempio ottimo.

    Il punto: i nuovi lettori (diciamo quelli nati dal 1990 in poi?) possono apprezzare i vecchi film. Qualcuno senz’altro sì. Ma parlo di coloro che amano approfondire e confrontare. Gli altri? Troverebbero Karloff barboso, Price ridicolo, Cushing e Fisher stucchevoli. Non capirebbero i ritmi lenti, né i giochi di luce. Oramai vige il tempo da videogioco: spara, salta, corri, schiva, avanti al prossimo livello.

    Sono i soliti discorsi da vecchio conservatore, ma qualcosa di è perso, anche se, in un certo senso, potrebbe essere considerata un’evoluzione del genere.

  3. Parole sacrosante Alex,in quanto appartenente alle nuove generazioni posso confermare tutto quello che dici.Dal canto mio invece i classici del muto e della Universal li apprezzo molto e di Whale amo alla follia “L’uomo invisibile” e “La moglie di Frankenstein” (per la presenza di quel gran villain che è il Dr. Pretorius).

  4. Posso solo rallegrarmi che si parli ancora di film così, minori solo perchè le circostanze li hanno fatti finire ingiustamente nel dimenticatoio ma che in quanto a potere evocativo rimangono cime insuperate.

  5. Pingback: Una casa buia sotto la pioggia | strategie evolutive

  6. Pingback: The Old Dark House | ilgiornodeglizombi

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