strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Non dire gatto…

12 commenti

E così mi sono guardato – per la milionesima volta – Cat People, di Alain Jacques Tourneur.
Il bacio della pantera, qui da noi.
Classe 1942.
RKO Pictures.
Prodotto dal leggendario Val Lewton.
Ovviamente in bianco e nero.
Ovviamente splendido.

Il film, scopro, è all’origine dell’espressione “Bus” usata nei thriller per quelle scene in cui si fa montare la tensione per poi risolvere la scena con il nulla.

E si tratta ancora una volta, in effetti, di un film costruito sul nulla.
Niente attori famosi.
Praticamente niente esterni.
Niente scenografie spettacolari – solo una mezza dozzina di set riciclati da L’Orgoglio degli Amberson.
Zero effetti speciali.

Tutto quello che c’è è la paura – forse perché, come osservò a suo tempo Roger Ebert, non c’erano soldi che per quella.
Tutto è giocato sulle ombre, sulle inquadrature, sui dettagli minimi.

La trama, per chi se lo fosse perso.
Ragazzo incontra ragazza – lui è un architetto americano, lei una disegnatrice di origine serba.
Si innamorano, si sposano.
Ma lei è ossessionata dalla leggenda che grava sul suo villaggio d’origine – popolato da streghe nel medioevo, maledetto come da copione, infestato da pericolosi uomini-gatto.
Lei teme che cedere alla passione possa scatenare in lei la manifestazione del male felino.
Lui, vedendosi negare i diritti coniugali, cerca conforto in una collega.
E lei allora decide di eliminare l’altra, proprio facendo uso di quella maledizione che tanto l’ha condizionata.

Storiaccia passionale, quindi, ma presentata con una delicatezza estrema, che serve solo ad amplificare la paura.
Classici alcuni momenti – la visitaal negozio di animali, con la garrula proprietaria e le bestiole impazzite per il terrore, la cena di fidanzamento nel ristorante Belgrado, con l’apparizione della minacciosa donna impellicciata dai tratti felini.

E poi, su tutte, la scena della piscina – costruita in effetti solo con una piscina, un’attrice, un paio di riflettori e un effetto sonoro.
Ma certo una delle scene più inquietanti del cinema.

Non manca la stoccata allo psicanalista – nuovo guru della società moderna, destinato al fallimento più colossale.

E intanto, quasi subliminali, gatti minacciosi compaiono nei luoghi più impensati, sullo sfondo, a sottolineare e caricare la minaccia implicita.

Il film è stato segnalato da personaggi diversi e sostanziosi come Martin Scorsese, Roger Ebert e Kim Newman (autore di un’ottima monografia sul film), come una delle pellicole fondamentali del secolo scorso.
Difficile non dar loro ragione.
C’è nel film una quantità tale di suggestioni – dal conflitto fra ragione e superstizione, a tematiche sessuali più o meno sussurrate – da rendere ogni visione un’esperienza nuova.
Non si finisce mai discoprire qualcosa di nuovo.

E dire che dura poco più di un’ora e dieci minuti.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Non dire gatto…

  1. Sbaglio o questo è uno dei leggendari nove film che Val Newton e Lewis Tourner girarono per la RKO?
    Quei film fatti per dimostrare che si poteva fare un film horror semplicemente costruendo una bellissima storia d’atmosfera.Altri due degni di nota della “sporca novicina” sono senza dubbio IL VAMPIRO DELL’ISOLA col grande Boris Karlof,scenografie ispirate dal quadro “l’isola dei morti di Bocklin,e l’alrettanto leggendario HO CAMMINATO CON UNO ZOMBI.
    Urge recensione mastro Mana,urge recensione.

  2. …E ovviamente era Val Lewton ed Alain Tourneur…quando sbaglio così mi odio da solo….

  3. Esatto.
    Val Lewton lavorava con budget ridicoli, e sopperiva con la tecnica all’assenza di effetti, attori, scenografie.
    Ed era un grande.

    Tra l’altro, della serie di nove film, i sette selezionati da Scorsese sono stati ridistribuiti in cofanetto, con tonnellatedi materiale aggiuntivo – incluso il commento di Kim Newman e Stephen Jones.
    Ma, dannazione, si tratta di DVD Zona 1 – e costano pure cari.

    Ho camminato con uno zombie è in lista.
    Ma prima, credo, farò ancora una volta un giro sull’isola del Conte Zaroff, ancora viaggiando con la premiata ditta RKO…

  4. i DVD zona 1 li puoi vedere semplicemente digitando un codice col telecomando sul tuo lettore… l’ho scoperto un annetto fa e da allora ho sempre comprato DVD su Amazon approfittando di sconti e promozioni (soprattutto animazione). Dimmi marca e modello e ti dico come fare :-
    Tutti i lettori sono uguali, c’è solo un blocco di zona che viene messo nel firmware, ma è aggirabile dal telecomando, e il tuo lettore con un clic diventa PER SEMPRE un lettore multizona.

  5. Grazie, Andrea – lo terrò presente.

    C’è anche un sistema più semplice – si può caricare sul PC un software che si chiama XBMC, e poi connettere il PC a un buon video.
    Io così già ci guardo parecchie cose, e non ci sono controindicazioni.

    In realtà, sono più i 50 e rotti euro per il cofanetto che non la Zona 1 a impensierirmi, al momento 😛

    Ma chissà, magari per Natale…

  6. “Il Bacio della Pantera” è da sempre uno dei miei film preferiti (insieme a “Suspence”, di Jack Clayton, con Deborah Kerr) e uno di quelli più rivisti, ogni volta con lo stesso piacere. Non c’è scena che non ami in quel film, ma ovviamente “la piscina” è un must insuperabile!
    Amo così tanto Cat People che mi sono visto diverse volte anche il remake con la Kinsky e Malcolm McDowell, anche se ancora non ho capito se mi piace o mi fa schifo… Di certo la canzone di Bowie mi piace.
    Un film che umilmente mi sento di consigliare fregandosene dei giudizi della critica ufficiale, è quello che viene spacciato come “il seguito de Il Bacio della Pantera”, e cioè “Il Giardino delle Streghe” (“The Curse of Cat People”) di Robert Wise: un film visionario e coinvolgente, livido e inquietante. E stroncato dalla critica…
    Anche “I Walked with a Zombie” è un must assoluto e non vedo l’ora che Mastro Mana ce ne parli.
    Orlando

  7. …dimenticavo: che diavolo c’entra “Alain”?!? E’ JACQUES Tourneur.
    Orlando

  8. … acc! È vero, è Jacques!
    Alain non c’entra nulla.
    [batte ripetutamente la testa sul piano della scrivania]
    Correggo immediatamente.
    Mi domando da dove sia sbucato. Troppi chinotti mi fanno questo effetto.

    Su Curse of the Cat People – venne stroncato all’epoca, ed è certamente inferiore al primo, ma ha un paio di punti di interesse.
    Non ultimo quello di essere il primo film ad usare l’espediente della ragazzina con l’amico immaginario/spettro malevolo, abusato in parecchi film recenti.

    Sul film con la Kinski – mah.
    A me non piacque granché.
    Esplicita tutto quello che il film di Tourneur mantiene nelle ombre.
    Ma è una vita che non lo rivedo…

  9. Jacques Tourneur?Allora avevo ragione!
    Lodi al cricetone…allora ripongo la Katana e rimando momentaneamente il seppuku.
    Certo che mastro Mana che sbaglia un nome,per me ha lo stesso effetto dirompente di un politico italiano che dice la verità.

  10. Sbagliassi solo i nomi!

    Ma credo di aver capito da dove viene la cosa: da una vecchia battuta che si faceva con un paio di amici cinefili anni addietro, tutte le volte che saltava fuori il nostro.
    Tourneur suona vagamente, in piemontese, come “turniur”, “tornitore” (figura molto familiare all’ombra della FIAT).
    E “Alain tuorneur” si pronuncia quasi come “al’è ‘n turniur” – “fa il tornitore”.
    Da cui giù battute sceme sulle sue capacità come regista, ed il mio lapsus lubrificato dal chinotto.

  11. che mi hai ricordato! Quando non esistevano ancora i dvd comprai il VHS di cat people, un film davvero intrigante e misterioso. Ho setacciato tutta internet per saperne di più sulla storia. Quello con Nastassja Kinski ha molto meno fascino, è troppo splatter, troppo sexy, troppo tutto, anche se lei cammina in modo abbastanza gattesco. La canzone di Davis Bowie alla fine è la cosa migliore.

  12. Pingback: Baby, I don’t care | strategie evolutive

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.