strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Ucronia canaglia

12 commenti

Ormai del concorso lanciato dal Blog sull’Orlo del Mondo sapete tutto.
Da 1000 a 7000 parole, un racconto di storia alternativa.
Una ucronia.

Ci sono parecchi partecipanti in lizza, ed un pool giudicante dannatamente valido.
Non conosco personalmente il lavoro di tutti i partecipanti, ma quelli che conosco sono autori di eccellente livello.
E tutti, ovviamente, renderanno il massimo.
Non solo per i ghiotti premi, o per la soddisfazione di arrivare primi, ma perché se si partecipa ad una competizione, si dà il meglio per rispetto verso gli altri concorrenti.
Si cerca di fare la miglior gara possibile, indipendentemente dal piazzamento.

Tutti vogliono vincere?
Certo – è ovvio che tutti vogliono vincere.
Ma tutti cercheranno di vincere con classe – e quindi parteciperanno con classe.

Ora, il bello della storia alternativa è che ci permette di rimescolare le carte, e di disporle in un ordine diverso dall’originale.
Un ordine che ci diverte, che ci permette di parlare di ciò che ci interessa davvero.
Un nuovo ordine che ci permette, in alcuni casi, semplicemente uno sberleffo nei confronti di certe strutture, certe convenzioni, certi poteri…

Nel mio universo…
… Federico Secondo inventa il Gundam…
… Robert Howard non riesce a suicidarsi…
… oppure è una donna, Roberta Howard…
… H.P. Lovecraft diventa leader di uno stato totalitario sulla Costa Atlantica…
… Charles Manson è Jim Morrison, e ha ucciso Hendrix, Janis Joplin e Brian Jones…
… Lawrence d’Arabia simula la propria morte e ruba il Necronomicon…

Li ho scritti tutti e tutti – tranne uno – li ho pubblicati.
Mi piace la storia alternativa.
Mi piace rimescolare le carte.

E così ieri sera mi sono messo qui alla scrivania, ed ho messo giù tre possibili idee per altrettante storie.
Tre post-it.
In questa fase del lavoro, se riesco a far stare su un post-it i punti essenziali del racconto, sono a buon punto.
Tre post-it.
Tre storie.
Tre linee temporali alternative.
Sedicesimo, diciassettesimo e ventesimo secolo.

Ora, la prima è quella che mi piace di più.
Non per nulla mi è venuta per prima, come idea.
Un rapido check in rete, naturalmente, mi rivela che la mia idea è così bella che Harry Turtledove ne ha avuta una molto molto simile, sulla base della quale ha pubblicato alcune migliaia di pagine.
È l’orrido destino di chi scrive ucronie – non importa quanto storta sia la vostra idea di partenza, Harry Turtledove ci ha già scritto per lo meno una trilogia.

Mentre sto inviando pensieri non esattamente positivi alla volta di Harry Turtledove, mi rendo conto che la mia seconda idea potrebbe essere, dopotutto, una diretta conseguenza della prima.
Insomma, non si tratta di due storie diverse – solo di due momenti diversi dello stesso continuum.
Way cool!

Ora posso quindi appaiare i due post it.
Ho due malandate idee da sfregare assieme nella speranza di far scoccare la scintilla.
E poi ho settemila parole per raccontare la mia storia.
Posso mettere giù sette post-it – uno per ciascuna scena principale, ed assegnare a ciascuna scena mille parole.
Alla faccia di Turtledove.

Mi servono un blocchetto di post-it e una biro.
Un word processor.
Un accesso alla rete per controllare i fatti al volo.
Un paio di libri che ho qui sullo scaffale.
E una fornitura illimitata di té.

E tempo.
Ed è un peccato che io abbia qui una cassa di rocce cretaciche che urlano per essere studiate, ed una università che mi paga i conti per studiarle.

Fortunatamente, la scadenza del concorso è il 31 dicmbre.
Spero solo che nel frattempo Harry Turtledove non mi pubblichi anche questa…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

12 thoughts on “Ucronia canaglia

  1. Uff… piacerebbe anche a me essere così metodico nella scrittura (cosa in cui, comunque, ahimè, non mi cimento da anni…) ed avere tempo e costanza per portare a termine qualcosa.
    Però questo concorso è interessante, ci sto facendo un pensierino.

  2. Grazie per la segnalazione,sono orgoglioso di partecipare a questa iniziativa.Il fatto che ci siano Alex,che ha messo su un iniziativa notevole e a cui vanno tutti i miei complimenti e persone come El è una garanzia di qualità.

  3. Ti ringrazio della stima, Davide.
    Dopotutto, non mi conosce nessuno. Quindi questa fiducia che tutti voi state riponendo in me è motivo di orgoglio [senza accezioni megalomani, ndr]. A parlare per me c’è solo il mio blog, per ora. Poi mi deciderò a mettere online qualcosa scritto di mio pugno. Ma questa è un’altra storia…

    A proposito… RobertA Howard? Mi sa che stanorre mi verranno gli incubi… 😀
    Per il resto devo confessare che anche io amo gli schemi. È un ottimo sistema per avere sempre presenti trama principale e personaggi. Poi, si sa, che mentre si scrive accade l’impensabile.

    Io avrò una particina in questo concorso, ovvero leggere i racconti più validi selezionati da Alex, ma credo sia anche la più delicata.
    Sono sicuro che leggerò ottimi racconti.

    😉

  4. Ovviamente è “stanotte” non “stanorre”. È il vizio di scrivere guardando [si fa per dire…] il monitor piuttosto che la tastiera… 😀

  5. Più che un vizio dovrebbe essere la prassi – mia mamma, che era stata dattilografa per molti anni, mi prendeva sempre in giro perché guardavo la tastiera e non il foglio o lo schermo.
    Ed anche guardando la tastiera, gli errori capitano lo stesso.
    Oh, se ne capitano…

    PS: comunque non farti venire gli incubi sulla povera Bobbie Howard.
    La storia è piaciuta persino ai giapponesi 😛

  6. Messere, lei ha inteso alla perfezione lo spirito del concorso 🙂
    Proprio oggi vi ho dedicato – tacitamente, s’intende – un post dedicato all’arte del duellare, sul mio blog.

    Riguardo a zio Harry, di cui ho il santino nel portafoglio, credo sia lo scrittore che mi ha fatto spendere più soldi in assoluto, considerando le saghe infinite che scrive da decenni.
    Secondo me zio Harry in universo parallelo è un monaco pazzo, o un dittatore di un qualche stato americano balcanizzato. Non so perché, ma ogni volta che vedo una sua foto mi viene in mente questo sospetto…

  7. PS: riguardo alle tue idee in corso d’opera, ovviamente non posso commentare…

  8. Io confesso di avere poca pazienza per Turtledove.
    OK, ci deve mangiare, e le saghe infinite tirano sempre, però dai… il concetto di frustare un cavallo morto lo ha fatto diventare una regola.
    Ed in effetti la cosa che ho preferito, della sua produzione, è un vecchio one-shot intitolato The Case of the Toxic Spell Dump

    Preferisco le storie parallele di Paul Di Filippo, per dire, o certe vecchie boutade di Sprague De Camp o di Avram Davidson.

    Sulle mie idee in corso d’opera non mi esprimo neanch’io!
    Nel senso che, ok, la trama è – più o meno – delineata.
    Ma ora cosa m’invento per farla diventare il meglio possibile?
    Mah, la notte porterà consiglio…

  9. Secondo me Turtledove in un mondo parallelo sarebbe un vecchio guerrigliero che in gioventù ha combattuto per ripristinare l’Impero Bizantino, magari riuscendoci e salendo al trono dopo un trionfo per le strade di Istanbul, preceduto da dodici parasole e facendo sventolare la bandiera col simbolo della N.R.R.P. (Novissima Romana Res Publica): la tartaruga e la colomba a fianco del disco solare di Phos. 🙂

  10. Sarà la barba… a me ricorda Osama Bin Laden.

  11. Da purista dell’ucrona sono un po’ spiazzato dalla discrezionalità sull’elemento fantastico…

  12. Mah, la discrezionalità lascia spazio sia ai puristi che agli eretici.
    Di fatto, io non hoparticolari diffficoltà né con un modo né con l’altro di raccontare storie.
    Ma io, notoriamente, sono solo un dilettante…

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