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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Strambo West

23 commenti

Un pezzo non proprio a richiesta ma quasi per il mio piano bar del fantastico.
Si è accennato al film tratto dai fumetti di Jonah Hex, su un blog poco lontano (appena un accenno, in attesa di qualcosa di più sostanzioso) e da lì si è partiti con le solite maledizioni alla volta di produttori e registi statunitensi.

Su Jonah Hex si era già espresso in maniera breve e definitiva Roger Ebert, commentando tra l’altro…

Stunk Crick è la classica città di frontiera con un’ampia Main Street, un saloon, e una stanza sopra al saloon occupata da Lilah, una prostituta sexy. La presenza di Lilah nel film si spiega con seplicità: è interpretata da Megan Fox. Se vuoi un personaggio feminile in una città del vecchio west, ci sono solo tre occupazioni disponibili – prostituirsi, insegnare a scuola o una qualsiasi donna di nome Ma.

Che Jonah Hex sia scarso non ci sorprende – c’è John Malkivich che vuole radere al suolo il Campidoglio, c’è Josh Brolin con una X marchiata a fuoco così profondamete sulla faccia che quando beve whiskey gli cola lungo la cicatrice. C’è Lilah, opportunamente scosciata.
L’America ha bisogno di uno sceriffo, dice uno dei persoaggi.
Ed anche di un paio di sceneggiatori, diciamo noi.

Il fatto è che quando si arriva al weird western, i produttori vanno in palla.
Non che toppare sul weird west sia solo prerogativa degli americani.
Il francese Blueberry, tratto da un fumetto francese, o l’italiano Tex Willer, tratto da voi sapete cosa, che si delineavano entrambi come weird western (per quanto l’ispirazione non lo fosse necessariamente), sono stati dei fiaschi colossali e deludenti nonostante la popolarità dei fumetti originali.

Ma cos’è esattamente ‘sto weird western?

Viene in generale definito weird western quel sottogenere dato dall’incrocio del genere western con un altro – di solito l’orrore, il fantastico, la fantascienza.

Il genere, o sottogenere che dir si voglia, ha antenati piuttosto variegati.

Perché ammettiamolo, anche fuori dalla pagina stampata della narrativa il west era strambo:

il giudice Roy Bean (1825-1903), che si autodefiniva “la legge ad ovest del Pecos”, amministrava la giustizia in un saloon (il suo), e teneva un orso alla catena, che veniva ammansito durante i processi con un secchio di birra; ma leggetevi la lapide, che c’è tutto.

Joshua Norton (1819-1880) si era autoptrroclamato Imperatore degli Stati Uniti e Protettore del Messico, batteva moneta, e aveva grandi progetti per la baia di San Francisco (voleva costruirci un ponte, pensate un po’), ed i californiani gli davano corda…

… e naturalmente, nel 1864, Joshua Parker si era mangiato sei minatori in Colorado, da cui la famosa frase “che voi siate dannato, Parker… c’erano sei Repubblicani in questo territorio, e voi ve li siete mangiati!” che accopagnò la sentenza…

E intanto Cope e Marsh si facevano la guerra nelle Black Hills per i resti fossili dei draghi del tuono dei pellirosse.

Una terra di eccetrici, quindi, di resti fossili contesi a colpi di dinamite, con l’occasionale cannibale di passaggio (non abbiamo parlato della facenda del Donner Pass), oltre alle maledizioni indiane, alle città fantasma ed alle jackalopes (strano mix di lepre e antilope, che porta male a vederla, e poi si muore…)

Oh, e le misteriose areonavi non identificate! (ma quello era il 1896-97… l’epopea della frontiera era agli sgoccioli)

Insomma, materiale più che sufficiente per ispirare scrittori, fumettisti, sceneggiatori e varia umanità.

E si cominciò quasi da subito.
L’Uomo a Vapore delle Praterie esordì nel 1865, in una serie di dime novels che ebbero un certo successo presso il pubblico dell’epoca.
L’autore era Edward S. Ellis, narratore e biografo, che con la sua idea opziona il titolo di padre del weird western.

L’elemento orrifico – presente in molte dime novels – sarebbe entrato prepotentemente nella narrativa di Weird Tales – con autori come Manly Wade Wellman e, naturalmente, con il Robert E. Howard di The Horror of the Mound; Howard rappresenta davvero un autore il cui destino – se una pallottola non avesse posto fine alla sua carriera – sarebbe stato probabilmente quello di diventare un solido narratore regionalista, una delle prime voci del Texas, il logico antenato di Joe Lansdale.

E Joe Lansdale – che può piacere o non piacere, ma è una voce importante – è oggi con Nancy Collins e Emma Bull il principale autore di narrativa weird western.
Nel 2000, l’antologia storica Skull full of Spurs, costosissima e mai tradotta, riassume u po’ la suma del geere horror-western.

Intanto in Canada, Charles De Lint fa qualcosa di simile – ma si limita all’ambientazione contemporanea – quando mescola folklore indiano e “colonizzatori” provenienti da faerie nelle sue storie di Newford.

E l’insospettabile S.P. Somtow, compositore classico tailadese con la mania della narrativa di genere, crea alla fine degli anni ’80 Moon Dance, saga generazionale che mette in scena l’ovvia fusione del western e della storia di licantropi.

E poi via – gli apache contro gli alieni nei romanzi di Bruce Boxleitner, il quartetto dei Sundowners, sorta di X-files western scritto da uno degli autori storici di 2000 AD, la miscela di alieni, dinosauri e cowboy nei romanzi di Brett Davis…

Le ispirazioni letterarie non mancano.
Ma farci un film?
Grazie al cielo, no.

Intanto, in TV…

Abbiamo già parlato in passato di The Wild Wild West, storica serie tv anni ’60.
Che con la sua miscela di servizi segreti, cospirazioni, scienziati pazzi, nobili europei dementi, mandarini crudeli e stravaganti complotti, tenne banco per cinque anni fondando, oseremmo dire, il genere per il pubblico televisivo.
Ed era un gran bel prodotto.
Ma tempo di sbarcare a Hollywood, ed il progetto venne fatto deragliare, diventando un veicolo per un logorroico Will Smith, un sottosfruttato e imbarazzato Kevin Kline ed il povero Kenneth Branagh nella parte dello scienziato pazzo e paraplegico.
C’era Salma Hayek opportunamente scosciata, ma poco altro.

Negli anni successivi, David Carradine in Kung Fu contribuì a rendere il west un po’ meno inamidato – e non mancavano gli episodi borderline-sovrannaturali.

E che dire di più recenti The Adventures of Brisco County Jr. (west, superscienza e maledizioni cinesi), Legend (west e steampunk), o Lazarus Man (cospirazioni paranormali e politica)… tutte serie costose, interrotte alla prima stagione per motivi diversi.

Ho parlato in altra sede del weird-western di Deadlands, il gioco di ruolo.
Suggestioni simili si trovao in Six Guns & Sorcery, supplemento per il defunto, compianto Castle Falkenstein.

Il west ispira l’ibridazione.
Un po’ perché i temi classici sono stati fatti a morte in passato.
Un po’ perché i grandi spazi, i paesaggi alieni, la civiltà indigena che lentaente svanisce, sono temi che ben si prerstano al fatastico, all’immaginario.

Ma il cinema arranca.
Se il miglior weird western (ma resta una definizione riduttiva) rimane il tributo coreano a Sergio Leone, The God, the Bad and the Weird, seguito a ruota dal western macedone Dust, le prove migliori rimangono nel campo del B-Movie, cominciando col fondamentale The Valley of Gwangi, opera minore del grande Harryhousen…

per poi arrivare ai vari prequel western di Tremors e di Dal Tramonto all’Alba

e a cose molte strane come Sundown: The Vampires in Retreat

o il ridicolo, ma guardabuilissimo, High Plains Invaders.

Il materiale non manca – e non oso toccare nemmeno con un bastone il mondo dei fumetti, del quale ho una frequentazione troppo superficiale.
Ma la DC Comics aveva una testata che si chiamava Weird Western Tales

Resta il fatto che quando Hollywood (o una grande casa produttrice) mette mano al western e ci butta un bel po’ di quattrini, i risultati sono orribili, oppure passano completamente inosservati.

Perché?
È un caso di sensibilità perdute?
Del pubblico o del cinema?
O è una questione di costi di produzione troppo elevati, che vengono ammortizzati lesinando sulla sceneggiatura?

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

23 thoughts on “Strambo West

  1. Mi vengono in mente Insaziabile (horror-western incentrato sul cannibalismo e grazioso, per quel che ricordo) e Dead man, che definirei western-metafisico.
    Poi ci sarebbero le ibridazioni col genere erotico, no? Anche se forse lì l’elemento western diventa un po’ un pretesto… 🙂

  2. Nel mio piccolo segnalo questo libro di Mogavero uscito in Italia:

    http://eshop.xii-online.com/store/product_info.php?products_id=1137

  3. Io sono un patito di western. Avrei voluto nascere in america soltanto per poter scrivere romanzi western, comunque ho finito un racconto di una quindicina di cartelle per farwest.it, niente male… Certo si tratta di western puro e lascia il tempo che trova. Il Weird permette invece delle contaminazioni che malgrado non sia americano non mi fanno sentire un deficiente a scrivere cose simili. Però capisco anche che trasformarli in film fanno un po’ ridere. Sarebbe così anche con i lavori weird di Lansdale. Immagino sia il genere stesso ad essere idiosincratico con il cinema, un genere che visivamente appare troppo “superficiale” e troppo difficile da staccare dal mondo del fumetto. (Io la penso così)

    Anch’io di segnalo six shots, questa è la mia recensione : tp://ferrucciogianola.blogspot.com/2010/05/six-shots-di-alfredo-mogavero-sul-mio.html

  4. Bell’articolone, complimenti.
    Tra l’altro cercavo proprio qualche film (non romanzo) in tema weird west, ma devo dire che è difficile capire la linea di demarcazione.
    Perché, francamente, io il western puro lo detesto. Ma mi incuriosisce ogni sua possibile declinazione fantastica o steampunk.
    Il film di Wild Wild West mi piace. Non mi strappo i capelli, ma mi diverte. Dust lo devo ancora vedere. Ho apprezzato molto “The missing”, poco considerato ma molto valido. Poi ci sono una marea di titoli di cui ho letto tutto e il contrario di tutto.
    Qualche consiglio?
    Premetto che “Dal tramonto all’alba 3” non mi è piaciuto e la saga di “Tremors” per me si ferma al capitolo pilota. Quel Legend che citi, per esempio, com’è?

  5. be’, però non definirei tex, nonostante alcune derive non sempre infelici (almeno a confronto colla media degli albi di tex… io sono un kenparkeriano), weird west. non programmaticamente e nemmeno per ispirazione. per caso, tutt’alpiù.
    avrei detto mister no, invece, (a tratti decisamente trash, ma assai godibile (sempre nei limiti di una scuola autoriale che secondo me dimostra delle manchevolezze tecniche abissali)) poi c’è stato magico vento che, a parte alcune storie più “storiche”, cavalcava esplicitamente l’interesse per il wierd west. e non era scritto neanche particolarmente male.
    e, per gli americani, vale la pena di citare desperadoes, almeno per il successo ottenuto (pochi pregi, molte perplessità).

  6. Altri fumetti weird western sono senz’altro Zagor,Kerry il trapper di Tiziano Sclavi,Magico Vento,High Moon (recente titolo della DC che parla di licantropi nel far west),Kinowa (dei creatori de “Il comandante Mark”) per non parlare di come anche i fumetti western puri come “Tex”,”Ken Parker” e “Red Carson” abbiano avuto molte avventure weird.Recentemente ho letto un antologia di racconti weird western di Luca Barbieri intitolata “Five Fingers” e non era malaccio.
    Dal punto di vista cinematografico due autentici gioiellini sono “The killing box” di George Hickenloper e “Ravenous” di Antonia Bird.

  7. Alex “The missing” io lo trovo fenomenale:-)

  8. Bell’articolo complimenti.
    Dunque tra i fumetti Western citati dall’amico Vampirologo aggiungerei anche Zagor a volte ucronico,a volte weird a volte forse ingenuo.Ma pur sempre,nel bene o nel male il fumetto italiano più longevo dopo Tex.
    C’è un aneddoto divertente riguardo Brisco Country,con quella sagoma di Campbell,quando fu lanciata la serie,alcuni analisti e diversi dirigenti televisivi la considerarono LA SERIE su cui scommettere al posto della contemporanea X-FILES,come siano andate le cose lo sapete…
    La nuova incarnazione di Jonah hex fumettistica mi piace molto,così come mi è piaciuto DUST:cow boys in Macedonia?Bellsisimo,geniale.
    Riguardo al genere,temo che il problema non sia il Weird Western,ma tutto il Western a non attirare più le folle.E detto da uno che giocava da piccolo a fare cowboys contro indiani,non c’è sicuramente nessuna gioia nel dirlo.

  9. In realtà ora che ci penso attentamente ad Hollywood un weird western lo stanno ultimando in questi giorni,”Cowboy and aliens”.Speriamo che non sdogani il genere con gli effetti nefasti che conosciamo.
    P.S.Volevo consigliare un blog in lingua inglese sull’argomento “The weird west emporium”.

  10. @Vampirologo: dicci il link, credo che gradirà anche messer Davide 😉

    @Ferruccio: gimme 5! 🙂

  11. Il link è http://www.weirdwestemporium.blogspot.com
    Si tratta di un sito interamente dedicato alle recensioni su tutto ciò che appartiene al weird western.Quindi molto utile per approfondire l’argomento,soprattutto per dare un occhiata alle produzioni più recenti sia letterarie che filmiche.

  12. Grazie dei commenti, specie in campo fumettistico.
    E grazie per il link.
    Oh, e per il libro, al quale darò volentieri un’occhiata…

    @ldr – io parlavo di weird western nel caso del film di Tex, quello con Giuliano Gemma contro le mummie…o qualcosa del genere.
    Tex virava al weird quando saltavano fuori città Inca dimenticate dal tempo o quel satanasso di Mefisto…

    @Mcnab
    Ti metto giù una mia personale top five del weird western, in giornata.
    Non sempre film facili da trovare, ma qualcosa di curioso viene fuori di sicuro…

  13. Grazie al vampirologo per il link e a Davide (anticipatamente) per la top five di weird western. Cercherò di rimediare quelli che mi ispirano “a pelle” 😉
    Con questo ti concedo la grazia per aver deprecato la mia passione nerd riguardo Kenshiro 🙂

  14. Bel post.
    Avevo letto tempo fa un articolo di non ricordo chi, in cui si diceva che nei racconti dell’epoca e nella vita quotidiana del far west ci fosse una forte corrente sotterranea di sensibilità verso il sovrannaturale, dovuta soprattutto al contatto con gli indiani d’America e favorita dallo smarrimento verso una natura selvaggia e spesso soverchiante. Questo si sarebbe notato in molte dime novels: i prodotti più moderni, però, ritengo riflettano più la voglia postmoderna di contaminazione e le necessità di inventarsi nuovi “mashup” che quelle antiche suggestioni.

  15. Non ho mai messo le mani su delle autentiche dime novels, quindi non posso dare un giudizio personale, ma anch’io ho sentito (e letto) che spesso erano cose molto strane e… “alternative”.
    Forse le due cose più simili sono i quattro romanzi della serie Sundowners, e il romanzo di Somtow, che risalgono all’epoca in cui queste contaminazioni postmoderne non erano ancora molto diffuse.

  16. Personalmente ho apprezzato molto Ravenous, che oltetutto ritirava fuori dal cilindro il simpatico Wendigo. Aveva pure una colonna sonora decisamente originale, con strumenti popolari (e stonati) che a furia di sovrapporsi in dissonanza creavano una notevole tensione.

  17. A proposito di weird west sono l’unico a ricordarsi di “Turok son of stone”? Era un vecchio fumetto americano edito dalla Dell dal 1962 fino al 1980 e che ha conosciuto negli anni ’90 un rilancio da parte della Valiant. In Italia è stato pubblicato da quelli della Play press e parlava di alcuni indiani intrappolati su un’isola popolata da dinosauri, un pò come in “The valley of Gwangi”

  18. Turok!
    Grande fumetto – esisteva già negli anni ’70, qui da noi.
    Lo sceneggiatore era uno degli autori di Bonanza.
    Mi pare ci sia anche un videogioco…

  19. Turok,lo leggevo: la versione Valiant era molto bella nei primi episodi ,poi la gestione pessima che quella casa editrice fece del suo parco personaggi e con la conseguente defenestrazioni di Jim Shooter e degli altri autori della prima ora,ne ha causato la decadenza.
    Non a caso la Valiant è fallita miseramente..
    Per quello che ne so adesso i diritti di Turok,X-O-Manowar e Solar adesso sono liberi.

  20. Io ho seguito solo la versione Valiant, bello quel parco testate.
    Nick, adesso li sta gestendo la Dark Horse, sempre con Shooter al timone. Le copertine di Turok sono veramente belle.

  21. Perfetto.
    Ottima notizia Quiller.

  22. Sul sito “Diversion of the groovy kind” si trova l’adattamento a fumetti di “The horror from the mound” realizzato da Gardner Fox e Frank Brunner per la collana “Chamber of chills”.Il link:http://diversionsofthegroovykind.blogspot.com/2010/07/two-fer-tuesday-fox-jakes-and-brunner.html
    P.S.Sullo stesso sito sono presenti anche altri fumetti dello stesso periodo sui personaggi di Howard nonchè altre chicche fumettistiche dei seventies.

  23. Notevole!
    Grazie della segnalazione.

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