strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Visitate lo Xenozoico

10 commenti

Premessa – Mark Schultz è uno dei miei disegnatori preferiti.
In questo momento, una sua tavola per The Mastermind of Mars, di E.R. Burroughs, è il mio sfondo del desktop.
Il suo manuale di genetica a fumetti è l’unico fumetto sul mio scaffale dei testi accademici, ed ho sempre provato una profonda affinità per i lavori di questo autore, per i temi, le dinamiche, le narrative.
Ora so perché.
Ma andiamo con ordine…

Scoprii lo Xenozoico, e Mark Schultz, su un esile manualino pubblicato dalla Games designer’s Workshopè, e intitolato Cadilacs & Dinosaurs.
Si trattava di un gioco di ruolo imperfetto – grande ma discontinua l’ambientazione, legnoso (come sempre, con GDW) il sistema di gioco.

Naturalmente, l’ambientazione sarebbe parsa meno discontinua a chi avesse avuto una buona dimestichezza con Xenozoic Tales, il fumetto sul quale era basato il gioco.

Acquistato ad una svendita, il manuale rimase lì, ma il nome di Mark Schultz mi rimase impresso.

L’idea alla base di Xenozoic Tales è fatta apposta per agganciarmi.
In un futuro remoto, dopo una immane catastrofe che ha cancellato la civiltà (è successo nel 1996), New York è un arcipelago di grattacieli-isola, e la terra è popolata da tribù umane che praticano una sorta di archeologia di recupero – scavano per tirar fuori dal suolo i resti della civiltà passata.
Gli antichi hanno lasciato, nascosti in profonde caverne, depositi di materiale – armi, automobili, libri.
Questo porta ad una strana cultura dieselpunk, fatta di Cadillac, giacche tipo Avirex, bungalow tipo safari anni ’50 e vasti palazzi in stile Ming il Crudele, il tutto sperduto in giungle e savane popolate da dinosauri e bestiame pleistocenico, creature inspiegabilmente tornate in vita ad occupare nicchie ecologiche di animali a noi più familiari, ma estinti.
E non mancano strane creature prodotte dalla superscienza, e un popolo perduto di rettiliani evoluti.
Le storie vedono i nostri eroi – Jack Tenrec, rude meccanico, e Hannah Dundee, alpha girl della scuola di Lois Lane – all’esplorazione del pianeta, ma anche coinvolti in intyrighi politici e in questioni filosofiche meno che banali.

Ha senso cercare di riportare la civiltà umana ai suoi originali splendori, considerando che tali splendori furono forieri del cataclisma?
Ha senso ipotizzare che le leggi umane siano migliori della legge della giungla, quando la giungla rappresenta la normalità?
Fin dove si spuò spingere l’uomo a modificare l’ambiente naturale?

Il tutto, sotto forma di avventure piuttosto muscolari di un garagista (!) e di una bella esploratrice.
Si può essere più pulp?

Xenozoic Tales era un buon fumetto, per quanto quasi introvabile per noi esiliati ai confini dell’impero.
Oltre ad essere un buon narratore per immagini, Schultz si dimostrava anche molto forte sul disegno scientifico – i suoi dinosauri, le sue tigridai denti a sciabola, i suoi mammuth erano e sono perfettamente disegnati, tanto da non esere fuori posto in un buon testo di divulgazione.

Ed il fumetto era solo la punta dell’iceberg.
Il pacchetto Xenozoico comprendeva anche, oltre al gioco di ruolo del quale dicevamo in apertura, un videogioco per PC e per sala giochi prodotto da Capcom ed uno successivamente prodotto dalla Rocket Science Games, un CD di musica ispirata all’universo della serie (neanche poi così male), un flipper, e i soliti memorabilia da fumetteria avanzata – poster, magliette, stampe numerate, statue…
Ci fecero persino un cartone animato (che, a ben pensarci, non era proprio granché, e morì dopo tredici episodi).
Lo usarono per sponsorizzare una compagnia petrolifera – mi pare… o era un’azienda automobilistica?

Poi la cosa scompave.
Erano arrivati i primi anni ’90.

I fumetti divennero rari pezzi da collezione.
Vennero stampate raccolte costosissime.
Mark Schultz si diede all’illustrazione, e fece altri fumetti – oggi scrive Prince Valiant.

Ma giusto in tempo per Natale, è uscito Xenozoic, un volume delle dimensioni di una guida telefonica, che riunisce i quindici episodi della serie, rimasterizzati da scan delle tavole originali.
E che si può avere per circa venti euro.
È vero – mancano le tavole fuori serie (che Schultz aveva già raccolto nella serie Various Sketches), ed un paio di storie minori, ma tutta la polpa della serie è qui, in un formato colossale e con una qualità eccellente.

Ed è leggendo l’introduzione dell’autore, che improvvisamente la mia simpatia per Schultz diventa molto, molto facile da spiegare.
Il disegnatore cita fra le proprie fonti (e le proprie passioni)

Questo tizio ha saccheggiato la mia biblioteca e la mia videoteca.
O, se preferite, io e Mark Schultz condividiamo la stessa cultura di base.
I suoi miti sono i miei miti.
I suoi libri e film preferiti sono i miei libri e film preferiti.
La differenza fondamentale è che lui sa disegnare da dio.

Xenozoic sarà una buona lettura per il gorno della Befana.
E anche oltre, considerando che supera le 300 pagine.
E poi, chissà – si potrebbe ridare un’occhiata al gioco di ruolo.
Rubare l’ambientazione, ed innestarla su Savage Worlds.
E a quel punto, chi ci ferma?

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Visitate lo Xenozoico

  1. Sui fumetti ci sono sempre!
    E’ possibile che io ricordi delle pagine pubblicitarie di Cadillacs & Dinosaurs (titolo che in effetti ti si imprime nella mente con una certa facilità), con anteprime, su un qualche numero di Previews di, diciamo, primi Anni 90?…
    Da quel che vedo qui riprodotto, mi sembra un disegnatose assai interessante!
    Vo a fare una ricerchina.
    Buona befana.

  2. [sto guardando il cartone sul tubo: non è granché… ma non è neanche così male 🙂 ]

  3. Previews primi anni ’90 ci sta benissimo… in effetti l’ultimo segnale, C&D lo diede attorno al ’93/’94…
    La storia editoriale poi è complicatissima – ci fu un momento in cui lo ristampò persino Marvel.

    E in generale, Schultz rimane un eccellente autore nello stile della vecchia scuola avventurosa – se te lo sei perso, potrebbe essere interessante dargli un’occhiata, anche se si trova pochino nella nostra lingua.

    I cartoni animati sono graziosi (ci sono i dinosauri, non posso parlarne male), ma il fumetto ha ovviamente molta più polpa.

  4. Ciao davide,
    Colgo l’occasione dep delurkizzarmi visto che sul tema qualcosina la so: il fumetto è uscito in italia parzialmente per i tipi dell’eternauta.

    Complimenti per il blog, davvero ricco di informazioni
    DavideB

  5. Bentrovato, omonimo!
    E grazie della segnalazione – seguivo in maniera discontinua l’Eternauta (momento di nostalgia… lacrimuccia) ma non ricordavo la presenza di C&D su quella rivista.
    Con la mia solita fortuna, mi sarò perso i numeri critici… 😦

  6. Confermo.L’Eternauta versione Comic Art stampò i primi episodi di Xenozoic Tales ,all’epoca Traini credeva molto in quel fumetto.

  7. dopo breve ricerca nella mia raccolta preciso quanto segue: col numero 76 (agosto ’89) inizia la pubblicazione della serie che si protrae fino al Nr 105.

    davideb

  8. Siamo troppo avanti.
    io non credo di aver superato il numero 70 dell’Eternauta.
    Ma grazie per la segnalazione, che certamente aiuterà i predatori delle bancarelle perdute.

  9. Beh ammetto di aver speso diverse paghette a cadillac e dinosauri, ma nn sapevo arrivasse da un fumetto! Sembra anche interessante…

  10. Pingback: A caccia di Dinosauri – letture indispensabili (parte seconda) « strategie evolutive

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