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La vita notturna degli dei

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Ci fu un tempo in cui si poteva dire fantasy e non pensare automaticamente a barbai nerboruti, elfi biondi o maghetti quattr’occhi.
In quei tempi gloriosi, le classi superiori sofisticate si intrattenevano con dosi massicce di bevande alcooliche e con i romanzi di Thorne Smith.
Romanzi nei quali personaggi delle classi superiori e dosi massicce di bevande alcooliche erano elementi prominenti.
Thorne Smith davvero faceva ruggire gli anni ruggenti.

Oggi, facendo un giro sul web in cerca di tutt’altro, ho fatto due scoperte piuttosto interessanti.

  • la prima, è che (Courtney) Throne Smith è anche il nome di una polposa bionda che con il vecchio fantasista non c’entra proprio nulla, ma ve la beccate lo stesso qui di fianco, così, come specchietto per le allodole.
  • la seconda è che, grazie alle bizantine regole che regolano il copyright, i romanzi di Thorne Smith sono disponibili in Europa liberamente, essendo scaduti i diritti sull’intera opera del vecchio autore (mentre in America, parecchio materiale è ancora copyrightato).

Il che significa che con un po’ di dimestichezza con la lingua inglese, è possibile godersi La Vita Notturna degli Dei.

Thorne Smith era un autore con una discreta vena umoristica, e la ferma convinzione che godersi la vita un po’ brilli, saltando da un letto all’altro, non era poi un brutto modo per condurre un’esistenza.
Tant’è vero che questa idea – quella di bersene un paio e poi cercarsi compagnia per la notte (o il pomeriggio, o la mattina) – è al nucleo dei suoi romanzi più famosi, il ciclo di Topper, più volte portato sullo schermo.
Due ricchi gaudenti muoiono in un incidente e ritornano come spettri, con la missione dichiarata di far sì che il loro vecchio consulente legale – Topper, appunto – si lasci un po’ andare. Che lo voglia o meno.
Sesso col fantasma, insomma – garbatamente giocato da Smith per il pubblico degli anni ’20.

E parlando di film – avete presente il film in cui lui e lei si scambiano i corpi, scoprendo quanto è dura la vita dell’altro… o magari si scambiano i corpi padre e figlio… ecco, ne avranno girati dodici, solo negli anni ’80. In uno c’era persino Jamie Lee Curtis
Beh, tutti basti su un romanzo del ’31 di Thorne Smith, Turnabout.

E dal suo ultimo romanzo venne tratto Ho Sposato una Strega – il film con Veronica Lake – Una Strega in Paradiso – il film con Kim Novak – e la serie Vita da Strega.
Anche se l’originale era molto più scollacciato e etilico.

Non male, eh?
Thorne Smith era un anarchico di buona famiglia, uno che non voleva né la legge né l’ordine, se non per smontarli, sabotarli e trasformarli in burla.
Nei suoi romanzi l’alcool scorre a fiumi (in barba al proibizionismo), l’adulterio è l’attività più praticata – spesso con gusto e divertimento – il sesso è il più piacevole dei passatempi. Le leggi vengono sbeffeggiate (Smith è ben noto per le sue scene in aula di tribunale – che Peter Bogdanovich copiò in più di un’occasione), la morale irrisa, i sacri valori americani calpestati e pervertiti.

Ma è in Night Life of the Gods, a mio parere, che Smith arriva al meglio della sua forma.
Un inventore etilico inventa una macchina che trasforma la carne in pietra – e viceversa.
Nel momento in cui il nostro eroe riporta alla vita le statue delle divinità greche del Metropolitan Museum, il caos si scatena a New York.
Seguono infinite situazioni imbarazzanti e scollacciate.
Ci fecero anche un film, negli anni ’30.
Il libro ispirò Henry Kutner a scrivere I Robot non hanno la coda, ed indirettamente all’origine dei due film Una Notte al Museo.

Ora, diciamolo chiaro – molto dell’umorismo di Smith è invecchiato male, è politicamente scorretto in maniera terminale, e gran parte delle sue situazioni sexy sono roba da educande rispetto a ciò che oggi vediamo anche solo nella pubblicità degli yogurt.
Ed è perciò probabile ch gran parte dell’interesse per l’opera di Smith sia di natura archeologica.

Eppure, si tratta di romanzi che hanno sdoganato una quantità di idee poi riciclate – dichiaratamente da Robert Bloch e Neil Gaiman fra gli altri, e senza troppa publicità da una marea di altri autori e sceneggiatori.

In Thorne Smith, il sovrannaturale non è razionalizzato, né spiegato – c’è ed ha la sola funzione di innescare le situazioni comiche o piccanti della narrativa, senza troppi se e ma.
The Glorious Pool (del 1934, e certamente all’origine del deprecabile – ma divertente – Bathtub Time-Machine, dell’anno passato) usa la Fonte dell’Eterna Giovinezza per dare a due libertini con 25 peccaminosi anni alle spalle, corpi adatti per ricominciare da capo, mettendo a frutto l’esperienza.
Nightlife of the Gods usa un’invenzione indistinguibile dalla magia per scatenare dei supereroi pagani ed immorali nella perbenista società dell’Upper East Side newyorkese.
Topper invoca gli spettri per rendere i corpi invisibili, impalpabili o palpabilissimi a seconda della situazione.
Turnabout usa un idolo egizio per scambiare i ruoli fra marito e moglie…

Ci sono idee peggiori.
E Thorne Smith ha il merito di essere stato il primo.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

8 thoughts on “La vita notturna degli dei

  1. Sincronicità mezza felicità: La Thorne Smith attrice recitava in un noto serial (Melrose Place) in cui lavorava anche la “musa” che citerò settimana prossima…
    Sembra bizzaro, ma è così: sei riuscito a citare un nome talmente remoto e insospettabile, nel giorno stesso in cui a anche a me è tornata in mente (pur essendo l’attrice, non lo scrittore) per altri motivi.

    Uhm, chiedo scuda per l’OT!

  2. Per questa volta passi…😀

  3. Me l’ero segnato perché l’aveva citato MJH, l’ho anche scaricato ma non l’ho ancora letto.

  4. Ripeto, io credo sia invecchiato maluccio, ma rimane un autore di riferimento se non altro per la sua impostazione non-canonica.

  5. Soprattutto “chiedo scuda”, come ho scritto nel commento precedente.
    Le belle donne ci rendono ciechi!🙂

  6. 😀
    Ciechi e con le mani tremanti…
    Ma chi sono io per criticare un errore di battitura?

  7. Ah! Dopo ore passate con “spaccamaroni certificati” un articolo del genere ci voleva proprio. Divertente e rilassante. Questa volta non ho lacune così grosse, almeno riguardo i nomi. L’autore lo conosco perché mi è capitato tra capo e collo in una delle ricerche sui classici-moderni che hanno scritto genere fantastico.
    Fa parte di quella parte di materiale che non ho ancora avuto il tempo di leggere.
    A questo punto tengo Night Life of the Gods come riferimento.
    Riguardo la bionda: dato che preferisco more e rosse, ricordo bene le poche bionde che mi garbano. Courtney, notata già nella serie che ha ricordato il buon Mcnab, è presente anche ne “La vita secondo Jim”: recente sit-com in cui è la “mugliera” di James Belushi.
    Oh, non mi stupirebbe scoprire che è apparsa anche al fianco di uno yogurt…

  8. Pingback: Sull’ereader per l’estate « strategie evolutive

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