strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Chi ha ammazzato la fantascienza?

6 commenti

Questa è una pubblicità progresso.
Prima della pubblicità, però, un po’ di storia.

Nel 1960 la fantascienza era in crisi (dove l’abbiamo già sentita, qesta storia?), o per lo meno così pareva a molti appassionati americani.
Uno di loro, Earl Kemp, decise di scoprire cosa stesse succedendo.

Il piano di Kemp era semplice.
Si procurò gli indirizzi di 108 autori di fantascienza, e spedì loro cinque domande…

1) Ha l’impresione che la fantascienza delle riviste sia morta?
2) Secondo lei una singola persona, azione, incidente etc. è responsabile per l’attuale situazione? Se no, chi o cosa responsabile?
3) Cosa possiamo fare per correggere questo stato di cose?
4) Dobbiamo considerare le uscite in formato tascabile come un’ancora di salvezza?
5) Quai altre osservazioni, pertinenti a questo studio, vorrbbe aggiungere?

Dei 108, risposero in 71

Robert A. Heinlein, Philip José Farmer, Poul Anderson, Isaac Asimov, Prof. J.O. Bailey, C.L. Barrett, MD, Landell Bartlett, Alfred Bester, James Blish, Robert Bloch, Hannes Bok, Anthony Boucher, Ray Bradbury, Walter I. Bradbury,Marion Zimmer Bradley, Robert E. Briney, A.J. Budrys, Elinor Busby, F.M. Busby, Gregg Calkins, John W. Campbell, Jr., E.J. Carnell, Mark Clifton, Theodore R. Cogswell, Sidney Coleman, Robert Coulson, Basil Davenport, Avram Davidson, L. Sprague DeCamp, Gerry de la Ree, August Derleth, Charles V. DeVet, Howard DeVore, G.C. Edmondson, Edward Emshwiller, Philip José Farmer, Frank Kelly Freas, Hugo Gernsback, Horace L. Gold, Roger Phillips Graham, Martin Greenberg, Dean A. Grennell, James E. Gunn, Nancy Kemp, Damon Knight, Fritz Leiber, Willy Ley, Robert A.W. Lowndes, Dean McLaughlin, Edmund R. Meskys, P. Schuyler Miller, Robert P. Mills, Andre Norton, James H. O’Meara, Raymond A. Palmer, Rodney Palmer, George W. Price, Mack Reynolds, Eric Frank Russell, Ray Russell, Timothy Seldes, Larry T. Shaw, Robert Silverberg, E.E. Smith, Ph.D., Vincent Starrett, Jon Stopa, Stephen Takacs, Bob Tucker, Kurt Vonnegut, Jr., Wallace West, Jack Williamson, Donald A. Wollheim, Edward Wood

I risultati vennero pubblicasti in una fanzine intitolata SaFary Annual, che uscì con quel singolo numero, in 125 copie e vinse l’Hugo nel 1961,
Come potete immaginare, si tratta di una gemma per collezionisti.
Nel 1980, Kemp ripeté l’esperimento, contattando i sopravvissuti della prima lista, più parecchi nuovi autori, con una nuova serie di domande.
L’edizione del 1980 non venne mai pubblicata.

Ma, grazie al buon cuore di Earl Kemp ed alla lungimiranza di strategie evolutive, potete trovare il testo completo di entrambe, online ed in edizione integrale, qui.

Ma non è tutto.

Lo scorso gennaio, una edizione a stampa è stata pubblicata dalla Merry Blacksmith Press, col titolo di Who Killed Science Fiction, integrando i testi del 1960 e del 1980, con articoli e metatesto di varia origine (incluso un pezzo di Ed Wood sulla storia delle riviste pulp.
Viaggia sui 10 euro, è un volume illustrato di 230 pagine e lo trovate da Amazon (ma non .it!)

Fine pubblicità.

Buona lettura.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Chi ha ammazzato la fantascienza?

  1. Bello. Vado subito a curiosare ^_^

  2. E’ come chiedersi l’autore di un omicidio di cui non è stato trovato il cadavere.

  3. Credo che uno degli interpellati dica esattamente la stessa cosa.

    Io ritengo comunque sempre interessante conoscere l’immagine che hanno del proprio ambiente coloro che lo definiscono.

  4. Bella segnalazione, grazie.
    Interessante notare come nella prima lista fossero inclusi autori, librai come de la Ree, illustratori come Bok ed Emshwiller; editor come Seldes e curatori di riviste come Gold e Shaw.
    Praticamente tutte le voci della SF del periodo.

  5. Non solo.
    C’erano anche osservatori esterni – anche se non vennero riportati uno per uno, ma vennero solo riassunte le loro opinioni.

    E tutto questo ad opera di un fan – agguerrito fin che si vuole, ma comunque un fan.
    Davvero notevole.

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