strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

I rivetti di Nemo

3 commenti

Riprendiamo il filo del discorso sull’estetica del vapore.
Avevamo chiuso con la Grande Disillusione – l’Europa traumatizzata dal successo tecnologico della Prima Guerra Mondiale (il Progresso Uccide!), la fantascienza che emigra in America, valigia di cartone e tutto quanto, per riprendere la propria attività laggiù, in un paese che associa ad un pragmatico progresismo una profonda vena di diffidenza verso il progresso.
Resta in Europa Wells, che però è alquanto amareggiato – quando nel ’45 esploderanno le atomiche su Hiroshima e Nagasaki, lui osserverà

Io vi avevo avvertiti.

Ma grazie al cielo esiste il copyright.
O l’assenza del medesimo.

Ventimila Leghe sotto i Mari rimane uno dei quattro romanzi più popolari di Jules Verne.
All’inizio degli anni ’50, la Disney decise di mettere in cantiere un adattamento cinematiografico del romanzo.
Non la prima, ma probabilmente la più influente, per lo meno per ciò di cui stiamo parlando.
Il film, distribuito nel 1954, è interpretato da Kirk Douglas (che canta!), da James Mason nella parte del Capitano Nemo, da Peter Lorre nella parte di Conseil e Paul Lukas nel ruolo del professor Arounax.

Ora è interessante che il film esca proprio mentre il sistema legale americano si accinge a passare dal vecchio sistema del copyright (sancito nel 1909 – per il quale i diritti d’autore sull’opera scadono dopo ventotto anni e si possono rinnovare per altri ventotto) alla Universal Copyright Convention, disposta nel 1952 ma rattificata negli USA solo nel 1954.
Servirebbe uno specialista in brevetti e proprietà intellettuale (dov’è Lyon Sprague de Camp quando serve?) per dirimee la complicata situazione dei lavori di Verne in Ameica.
Resta forte l’ipotesi che la decisione della House of Mouse di produrre un film da verne avesse lo scopo di speculare sulla questione dei diritti.
L’anno dopo, allo scadere dei cinquant’anni dalla morte di Verne, la United Artists avrebbe messo in cantiere e (nel ’56) sbancato il botteghino con Il Giro del Mondo in 80 Giorni – ma naturalmente si trattava di una celebrazione del cinquantenario della morte di verne, non dell’opportunità offerta dalla scadenza dei diritti sul romanzo.

Ma torniamo a ventimila Leghe con James Mason…

La produzione rappresenta lo stato dell’arte per ciò che riguarda le riprese subacquee, e l’art director Harper Goff ha dalla sua le illustrazioni di Riou sulle quali basare gli interni del Nautilus.
Goff, tuttavia, lavora su un paio di idee personali…

Quando il capitano Nemo costruisce il Nautilus su Mysterious Island, la nave di ferro rivettato era l’avanguardia nella costruzione marina. Ho sempre pensato che gli schemi di rivettatura fossero bellissimi. Non volevo una levigata nave spaziale per trasportare Nemo attraverso le profondità di smeraldo e così mi impuntai, e in qualche modo riuscii a fare a modo mio. Su Mysterious Island Nemo aveva il calor bianco di un vulcano per costruire la sua nave dei sogni, ma sono sicuro che piastre di ferro profusamente rivettate sarebbero state la sua scelta. la sua fonte di materiali è sempre stata la quantità innumerevoe di navi affondate disponibili a lui ed a lui solo. Anche le anfore greche e le opere d’arte che abbellivano il sua grande salone era recuperato da relitti.

La lettera di Goff riguardo alle soluzioni utilizzate nel realizzare set ed effetti per Ventimila Leghe è disponibile qui.

Ma è la parte sul ferro e sui rivetti che ci interessa – perché è nell’estetica di Ventimila Leghe, con le sue poltrone di velluto rosso, il legno di ciliegio e di radica, le tubature d’ottone e il ferro rivettato, che una parte consistente dell’estetica del moderno (?) steampunk ha le proprie origini.
Le cabine del nautilus sposano efficienza ed estetica – notate nel trailer le ornamentazioni “inutili”, la strana commistione di funzione e ornamento – la fontana e gli acquari.

Senza Harper Goff, non avremmo gli elementi minimi dello steampunk.
Se la narrativa prende a piene mani dal proto-steampunk, dalla fantascienza vittoriana e dallo scientific romance d’inizio secolo, la componente visuale della sottocultura ruba da questo film.

Negli anni successivi, questa estetica divenne estremamente popolare grazie alle attrazioni di Disneyland – al punto che il recente cannone verniano che funge da ottovolante a Disneyland Parigi, non è mai apparso in alcuna produzione del Topo, ma è comunque erede diretto del lavoro di Goff.

Poi, naturalmente, vennero gli anni ’60.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “I rivetti di Nemo

  1. Il Nautilus è fighissimo.
    E mi torna in mente quando da piccolo, con mio fratello e un altro bimbo, giocavamo “al sottomarino” 🙂

  2. Quindi il film Disney si può considerare come il padre dello stile visivo dello steampunk? Avrei giurato che le sue origini fossero molto più vecchie

    PS
    Kirk canterino ti ha proprio segnato eh? XD Non è la prima volta che lo scrivi 😛

  3. Le attività canore dei duri di Hollywood mi lasciano sempre traumatizzato.
    Ho il primo LP di Bruce Willis.
    E un album di musica latino-americana di Robert Mitchum.
    Ma Kird Douglas…

    Quanto alla grafica – ci saranno altre suggestioni, anche più antiche.
    Ma il nucleo grafico viene dal lavoro di Goff, e da poche altre cose…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.