strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Ritorno al Basic

16 commenti

No, non in termini di programmazione.
Oh, sarebbe bello, poter tornare a programmare qualche sciocchezza in Basic, ma non è questo l’argomento di questo post – magari ne parliamo un’altra volta.

Stringo fra le mani una copia di Basic Roleplaying, della Chaosium.
L’atmosfera è quantomai appropriata – l’aria della sera è fresca senza essere spiacevole, il tramonto sui fiori di ciliegio del giardino suscita pensieri mainconici, una teiera di Chai Nori stimola la riflessione, e mentre la campana a vento tintinna, io sfoglio questo massiccio tomo di 400 pagine, e rifletto sulla ricerca del perfetto sistema di gioco.

Ora, per chi non si occupa di queste cose, si tratta di vuote chiacchiere da nerd, ma per chi gioca di ruolo, specie per chi gioca come Master, la ricerca del Sistema Perfetto è una sorta di ricerca mistica, come la ricerca del Graal, o la più robusta rierca del Segreto dell’Acciaio.
È una cosa che fa più o meno così…

Un tempo i giganti vivevano sulla terra, e nelle tenebre e nel caos, i contabili della T$R mistificarono Gygax, e gli rubarono il segreto del Sistema Perfetto. Gygax si infuriò, e la terra tremò, ed il fuoco e e il vento spazzaarono la T$S, e ne gettarono i corpi nelle acque della Costa degli Stregoni. Ma nella loro rabbia, gli Antichi dimenticarono il segreto del Sistema Perfetto e lo lasciarono su Internet, e noi lo trovammo. E noi siamo solo giocatori – non giganti, non contabili, solo giocatori. Ed il segreto del Sistema Perfetto ha sempre portato con se un mistero. Devi apprenderne l’enigma, apprenderne la disciplina, perché di nessuno, di nessuno a questo mondo ti puoi fidare, non degli uomini, non delle donne, non delle bestie… Di questo, ti puoi fidare.

E questo è un manuale.

Ho amici che giurano e spergiurano sul manuale di GURPS – seconda edizione, terza edizione.
Molti continuano a giocare con AD&D seconda edizione.
C’è chi si butta sullo Storyteller, chi sul Cortex, chi sul True20.
Alcuni individui polverosi ricordano il MasterBook, FUDGE, D6, FUSION
È noto che io da tempo, gioco prevalentemente con Savage Worlds.
Che ricordo con affetto la Rules Cyclopedia, e CHILL.

C’è una specie di gerarchia, capite…

D&D Scatola Rossa è il primo sistema che impari a usare, perché ti permette di mantenere la distanza dal giocatore. Più ti avvicini ad essere un XDM, più vicino arrivi al giocatore. Savage Worlds, per esempio, è l’ultimo sistema che impari.

Io il Basic Roleplaying della Chaosium potrei anche giocarlo senza manuale.
Ho passato quasi dieci anni, giocando a Call of Cthulhu, che gira col BRP, ed alla lunga ho imparato tutto quello che c’è da sapere, e che volendo sta su un post-it.

Ma questo libro, con la sua falsa copertina leonardesca e le sue illustrazioni in bianco e nero fumettistiche e pulite, è quasi un testo sacro.
E mi rendo conto che dopo tanta ricerca, in fondo il sistema perfetto ce l’avevo sullo scaffale dal giorno che ho cominciato a giocare di ruolo.
Il BRP si spiega in un amen.
Le meccaniche sono rapide e pulite.
La creazione del personaggio si mantiene sotto la mezz’ora e non richiede software.
Il sistema profondo è talmente semplice che è facile mettere in piedi house rules, improvvisare soluzioni. gestire soluzioni inaspettate.
Ci si può giocare qualsiasi cosa.
Nelle mani diun master esperto può essere rigido come una tegola, flessibile come una lama d’acciaio, free-form come l’acqua.
Cosa si può desiderare di più?

Il BRP è vecchio – esiste dal 1978.
Nei primi anni ’80 la Stratelibri ne fece uscire una versione light in italiano, con un paio di interessanti supplementi.
Ed ho qui da qualche pate un Casus Belli fuori serie che è de facto un manuale del BRP esteso, con due ambientazioni incluse (un high-fantasy e un horror vittoriano stile Hammer).
Questo volume è un distillatio di trentacinque anni di revisioni – ed un bell’articolo in apertura ne traccia l’evoluzione.

Savage Worlds è più leggero – anche fisicamente – meno costoso, più veloce.
Più colorato, con ambientazioni più strane ed originali.
Ma io ho cominciato con questo – Call of Cthulhu, Elfquest, Stormbringer…

E forse, semplicemente, il Sistema Perfetto è quello che ci si adatta come un guanto, che ci resta appiccicato addosso.
Ma il vero XDM può giocare anche senza manuale.
Il Sistema Perfetto non esiste.
Il che è molto zen.

Non so se lo userò mai (certo che lo userò, non ne ho dubbio, ma restiamo nel vago, per ora), questo massiccio volume, ma leggerlo, sfogliarlo semplicemente, mentre bevo té e guardo i ciliegi, mi porta a riflettere sul fatto che sono ormai venticinque anni che gioco.
È ora di festeggiare.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Ritorno al Basic

  1. Beh le parrots piu belle che ricordo sno sicuramente scatola ross a( e scatola blu e vedremo, reggeva bene fino agli alti livelli) e adnd 2 edizione…solo che ora mi hai convinto a scaricare Savage World, che spero di testare a Pasqua..non mi mettere in testa altre idee 🙂 cmq auguri di nozze d’argento 🙂

  2. Meraviglioso…
    è vero: il Sistema Perfetto è come la pietra filosofale dei nerd, l’araba fenice (che vi sia ciascun lo dice, ove sia niun lo sa). Continuare a cercarla è la missione spirituale di ognuno di noi.

  3. Pensa che anni fa mi ero cimentato nello sforzo di discretizzare più possibile la realtà (e la presunta tale) in modo da ridurre e sintetizzare, quasi algoritmicamente, le troppe variabili in una forma nello stesso tempo agile e coerente (fare una sorta di “mp3” della realtà sotto forma di regole cartacee).

    La cosa curiosa era che più mi avvicinavo formalmente al risultato sperato, più il sistema perdeva di giocabilità. Come se il sistema perfetto fosse effettivamente una chimera.

  4. Il problema, io credo, dipende dal fatto che il sistema del gioco di ruolo non deve emulare la realtà, ma emulare la narrativa.
    E la narrativa filtra dalla realtà tutto quello che non serve, lasciando in vista solo ciò che è importante.
    È lì che io credo che certi sistemi (GURPS? Io non ho detto GURPS!) falliscono – sono eccellenti emulatori della realtà, ma diventano più simili a manuali di ingegneria che a giochi narrativi.

  5. A-AH! sei caduto nella tua stessa trappola: teorizzare il Sistema. Come in fight club, la prima regola di chi cerca il GdR perfetto è non parlare mai del GdR perfetto…
    😉

  6. Fantastica la versione romanzata de “Alla ricerca del sistema perfetto” 😀

    Io mi sono sempre accontentato di quelli imperfetti ma divertenti:

    – ADnD Second Edition
    – Il richiamo di Chtulhu
    – Un salto nel buio (praticamente dimenticato, ma a mio parere molto, molto valido!).

    Il mio master giurava e spergiurava sulla perfezione di “Chivalry and Sorcery”, ma io ho sempre avuto da ridire…

  7. Oh, ma di teorico non c’è nulla… è solo pratica.

  8. Correzione: ovviamente volevo dire “Sguardo nel buio”, sorry.

  9. Uno Sguardo nel Buio!
    GDR tedesco… quello in cui il master doveva indossare una maschera…
    Un buon sitema, anche se un po’… tedesco.

  10. Anche io sono passato nella fase “trova il sistema perfetto”. Solo che alla fine ho capito che e` “il sistema perfetto per me”.

    E attraverso D&D, MERP, AD&D, GURPS alla fine ho trovato che per me il sistema perfetto e` Savage Worlds.

    Ma e` perfetto per questo particolare momento della mia vita, dove i tempi per giocare sono brevi e concentrati perche` mi permette di preparare uno scenario e gestirlo in veramente pochissimo tempo.

    Cmq fa piacere sapere che c’e` qualche altro “selvaggio” italiano. Fatevi sentire sul forum della Pinnacle (www.peginc.com).

    Ciao
    Umberto

  11. Bentrovato, Umberto.

    Credo che di selvaggi nel nostro panorama ludico ce ne siano parecchi.
    E concordo in pieno sui motivi della preferenza.
    SW è rapido, e funziona.

    Io sui forum della Pinnacle ogni tanto ci passo, ma non ho la pazienza e la costanza per pasturare da quelle parti con regolarità….
    Sarebbe bello se ci fosse una mailing list – ma capisco quali sarebbero le controindicazioni.

  12. A brevissimo il mio post su “Uno sguardo nel buio” 😀

  13. Ho bei ricordi su “uno sguardo nel buio”, il mio periodo felice di gioco attivo… Anche simile al BRP, nella sua edizione avanzata.
    Per chi è cresciuto a librogame è stato quasi un passaggio obbligato visto che l’editore è lo stesso.
    Recentemente mi è capitato di giocare al videogioco “Drakensang”, interamente basato sul gdr tedesco.

  14. Ma il vecchio sistema di Heroquest? secondo me è da provare almeno una volta nella vita…
    Uno Sguardo Nel Buoio era la cosa più tedesca del mondo… e Kata Kumbas la più italiana. Dovrebbero farci delle barzalette.

  15. Ormai mi sono abbastanza convinto che il Sistema Perfetto non esiste: esistono ottimi sistemi a seconda di ciò che si vuole fare, ma un Sistema Perfetto in generale no.
    Se voglio storie alla fratelli Coen prendo Fiasco, per pirati e violenza Poison’d; Grey Ranks per le storie dei bambini-soldato che combatterono nella Rivolta di Varsavia, e nessun D&D (ma anche nessuno di quelli qui nominati) potrà mai dare l’esperienza di Spione, se parliamo di spie nella Berlino della Guerra Fredda.
    C’è stato un periodo in cui cercavo il sistema migliore, “migliore” nel senso di quello che rendeva realisticamente meglio il mondo, ma ormai considero l’idea di Sistema Perfetto un falso Graal: inesistente, irraggiungibile, e mi va bene così; perché onestamente non m’interessa nemmeno averlo.

  16. Pingback: Ludi rinascimentali « strategie evolutive

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