strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

40 euro al minuto

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OK; Nick insisteva, la serata è moscia, facciamo un Pork Chop Express a sfondo economico-finanziario.
Ci mancava.

Molti anni or sono, con alcuni amici sparsi in giro per il mondo, creammo una cosa che il mio amico Mark battezzò “the Mars Bar Standard” – lo standard dei Mars.
Sì, la cioccolata ripiena di roba chimica che si compra al supermercato in pacchi da sei.
L’idea, era quella di capire, a seconda delle diverse nazioni, come funzionasse il potere d’acquisto della moneta locale, andando al di là del brutale cambio monetario – perché è una gran cosa dirmi che un ingegnere in india guadagna cinquecento euro al mese – che a me pare una miseria, ma magari lui un Mars se lo compra con sei centesimi invece che con un euro e venti come faccio io, e allora a conti fatti, sta molto meglo di mé.

Poi, certo, anche così, c’erano posti al mondo dove il Mars proprio non ce l’avevano, e se ce l’avessero avuto, non se lo sarebbero comunque potuti permettere… ma quella è un’altra storia.

Ora, Cesare Geronzi, il finanziere (sarà questa, la sua qualifica?) che è stato appena siringato – ma lui dice sul suo sito web personale di essersene andato di sua sponte – iceveva un compenso di oltre 21 milioni di euro l’anno.
Ora, io sono uno che ha una certa dimestichezza coi grandi numeri – milioni di anni, centinaia di migliaia di metri cubi, cose così – ma onestamente 21 milioni di euro sono per me qualcosa di astratto.
Posso scendere alla diaria – 58.000 euro al giorno, ma anche così, si tratta di una cifra mmolto lontana dalla mia esperienza… non riesco a visualizzare le mazzette di banconote, per dire… ci vorrà una valigia? Due?
Se scendo ancora di un livello, però.

Geronzi prendeva per il suo lavoro 40 euro al minuto sulle ventiquattro ore.
Ecco, quaranta euro – proprio come la barretta di Mars – li capisco eccome.
Sono una spesa di metà settimana.
Un rifornimento di benzina prima di partire per una lunga percorrenza.
Uno dei vei volumi della Haffner che ristampano fantascienza classica.

Ecco, Geronzi poteva comprarsi tutta la collana di ristampe di Jack Williamson della Haffner con mezz’ora di compensi, spese di spedizione incluse.

Quanto ai Mars… eh, da schiantarsi il fegato con un solo minuto di lavoro.

Mi sorgono a questo punto, due dubbi che rigiro ai surfisti in cerca di lumi.

Il primo è – a cosa è proporzionale il compenso di un personaggio di questo tipo?
Perché se scaviamo sul sito ufficiale, troviamo una curiosa carenza di qualifiche di partenza – la laurea è “honoris causa”, le onorificenze sono successive ai grandi risultati ottenuti… ma tutto ruota attorno a un “colpo di fortuna” – un concorso per entare in banca “vinto” nel 1960, a 25 anni.
Insomma, è un ragioniere che ha fatto carriera.
Niente di male in ciò – anche se personalmente non credo che i concorsi si “vincano” sulla base di un “colpo di fortuna”.
Nel mio universo, ci si squadra il culo col duro lavoro di preparazione, e si superano degli esami.
La fortuna serve per giocare ai dadi.
Ora, attenzione, niente di male nel fatto che un ragioniere faccia carriera, anzi.
E niente di male, anche, nell’idea del “lucky break” – ci stanno, poi devi essere in gamba per far fruttare il colpo di fortuna.
Ma, ok, sei in gamba, ammettiamolo…
Ma cosa deve fare, detto ragioniere, per guadagnarsi 49 euro al minuto anche quando dorme?

Sì, ok, l’economia, il tasso di inflazione, le banche… e il “default” della Cirio e della Parmat, perché “crack” suona male…

Ma, avanti, onestamente… quaranta euro al minuto?

Però ok, ammettiamolo, è un ragioniere fortunato che per qualche motivo “vale” quaranta euro al minuto, ed io non posso capire perché sono poveraccio nell’anima.
E bastardo – perché io, fossi l’azienda che lo paga, cercherei un ragioniere un po’ meno fortunato e gliene offrirei quindici, di euro al minuto, così, per vedere se le cose cambiano davvero tanto…

(…hmmmm…. non sarà che gli è saltato l’ultimo impiego perché…)

Ma qui c’è il secondo problema – cosa diavolo te ne fai di quaranta euro al minuto?
No, seriamente – 21 milioni di euro l’anno… 58 mla euro al giorno… wow, grande.
Ma, puoi farci qualcosa di radicalmente diverso da ciò che potresti fare con, diciamo, 12 milioni l’anno?
Non credo.
Credo che esista una cifra limite, attorno ai dieci milioni di euro, per cui ad ogni raddoppio successivo il tuo stile di vita non cambia più significativamente.
Tutto ciò che puoi avere ce l’hai comunque.
C’è un livello, grossomodo quello al quale puoi permetterti di cibarti di animali in via di estinzione appositamente uccisi e macellati per te, oltre il quale non si va.
Puoi farli marinare nel caviale, brasarli nel Bowmore di sedici anni, spolverarli di cocaina come se fosse zucchero a velo, ma parliamo di migliaia di euro… di un paio d’ore di lavoro… di un servizio che ti offrono gratis il più delle volte, per il gusto di farsi fotografare mentre ti servono…
Si arriva a un livello oltre il quale i soldi in più sono inutili.
E se sei il tipo che paga le tasse, diventano in effetti un problema.
(ma rischi in questo senso non ce ne sono, vero?)

Certo, un reddito del genere ti fornisce una specie di campo gravitazionale politico ed economico.
Dopo aver saturato la tua vita di tutto ciò che desideri, in triplice copia perché puoi, hai ancora abbastanza potere da poter incidere sulle vite degli altri.
Tuttavia non vedo questo campo di quattrini all’opera per il bene comune – non vedo, iciamo due miliardi di quei ventuno spesi per vaccinare le popolazioni dell’africa subsahariana, non vedo il peso politico utilizzato per accendere le luci in Corea del Nord.
E mi sorge perciò il classico dubbio che chi possiede un simile campo gravitazionale, lo utilizzi, sì, per influenzare le vite degli altri – e renderle miserabili.

Perché o sei parte della soluzione, lo sappiamo, o sei parte del problema.

Ed io comincio ad avere fortissima quest’impressione che i ragionieri fortunati seduti là fuori siano una parte sostanziale del problema.

E su tutto questo, aleggia infine un’ultima domanda.
Cosa se ne fa, un fortunato ragioniere che ha fatto carriera, di un sito web personale.
Perché, per dire, una rock star, ci mantiene i contatti coi fan.
Uno scrittore, annuncia le sue prossime uscite.
Un politico ci si fa propaganda.
Ma un finanziere?

Brian Jones se la gode... a bordo piscina

E mi sorge allora un sospetto, e con quel sospetto una speranza.
Sospetto che i fortunati ragionieri che guadagnano 40 euro al minuto si stiano rendendo conto che c’è un limite al godimento che il denaro può comprare, c’è quella soglia, quel punto di non ritorno.
Sospetto che comincino a desiderare una cosa che il quattrino da solo non compra – la popolarità.
Sospetto, in altre parole, che sotto sotto, nei piccoli cuori irrigati di avidità di questie mummie, covi il desiderio di diventare rock star.
E ho allora la speranza che ci riescano.
Che diventino come rock star.
Che condividano al più presto il destino di Brian Jones.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “40 euro al minuto

  1. Splendida riflessione e stamattina compro con venti euro un uovo di pasqua il cui ricavato sarà utile per i bambini malati di leucemia…

    venti euro tanto cosa sono? li guadagno in un… mezza giornata:-(

  2. uno legge queste cose e zac, di colpo, capisce la storia della Rivoluzione Francese.

  3. Io non riesco neanche a comprendere: quaranta euro al minuto ?
    Io quaranta euro li guadagno in sei ore e mezzo di lavoro. Le utilizzo( o meglio le utilizza mia moglie) per far la spesa per tre\quattro giorni o per pagare il condominio di un mese.
    Geronzi (nomen omen di Gerontocrazia ?) invece no. Effettivamente gente come lui è parte del problema, continua ad esserlo ed ha anche il coraggio di fare la vittima, quando perde quei “pochi spiccioli”. Ma la domanda delle domande è: per il tipo di lavoro e di retribuzione: Geronzi ha portato risultati ? guadagni per gli Italiani ? o solo per lui ed il suo gruppo di personaggi come lui;Intanto cifre ufficiali parlano di almeno quattro milioni di precari in Italia. Vorrei che gente come Geronzi avesse il coraggio di guardarli in faccia a quei quattro milioni di precari

  4. Difficile guardare in faccia chi ti insegue con fiaccole e forconi.
    Io sono molto perplesso, però, proprio per l’assenza di fiaccole e forconi.
    Siamo tutti cos per bene – e così terrorizzati di affidarci ad un Potere arbitrario – che stiamo zitti e tiriamo avanti.
    Non potrà che peggiorare.

  5. Bill Gates guadagna di piu’ e molti soldi li mette nella Bill Gates & Melinda Foundation. Per fare un esempio.
    Rockfeller destiva il 10% del suo stipendio alla sua Chiesa (Battista) e ha creato la General Education Board.

    Questi sono alcuni esempi, per non parlare delle scolarship concesse da queste persone agli studenti (quando l’universita’ ti costa dai 20 ai 40 mila dollari l’anno, la borsa di studio aiuta non poco). E’ pieno di supericchi che fanno beneficienza (magari non aiutano la corea o l’Africa, ma spendono centinaia di milioni nell’educazione o nella ricerca medica).
    Se vuoi un panorama meno sconsolante guarda the Chronicle of Phylantropy:
    http://philanthropy.com/section/Home/172

  6. Ah, ma è un classico.
    sarà l’eduicazione protestante, sarà qualcos’altro, ma molti plutocrati nel resto dell’universo dedicano parte deio propri introiti a cercare di rendere migliore il mondo in cui vivono.
    E come detto nel post, si tratta di quei soldi che tanto sono un surplus.
    Qui da noi prevale una mentalità feudale – e vediamo come vanno bene le cose…

  7. Penso dipenda anche da come e’ vista la ricchezza. Da loro l’obbiettivo e’ arricchirsi essere persone di successo dal punto di vista finanziario (una mentalita’ della societa’ molto piu’ materialistica), da noi chi si arricchisce “troppo” e’ sempre visto come uno sfruttatore, un criminale o peggio (non che alle volte non sia cosi’, per carita’).

    Ora, in un ambiente in cui la ricchezza e’ vista in modo piu’ positivo, magari uno e’ piu’ incentivato a dare alla societa’; in un ambiente che la ricchezza te la fa pesare, magari si e’ meno invogliati.

    In America, ho visto una mentalita’ del primo tipo. Chi si arricchisce con il lavoro ed ha successo (e gli americani che ho conosciuto tendono a non separare troppo le due cose) e’ visto come un esempio positivo. Le storie mirabolanti del piccolo ragioniere che diventa genio della finanza e passa dal monolocale alla supervilla sono favole che si raccontano ai bambini (Gardner e’ un esempio, ma ci sono mille mila altri brocker e real easter).

  8. Mostratemi un capitalista e vi mostrerò un vampiro.

  9. Geronzi è un buon esempio per illustrare la categoria delle persone ‘di sistema’; la lunghezza della sua carriera attraversa un periodo di storia italiana (dal punto di vista finanziario e politico) che ha condizionato il presente e che ha scaricato sul futuro di tutti un carico pesantissimo. Potremmo anche definirlo un benemerito. Che si è conquistato i galloni con il coinvolgimento nei crac Cirio e Parmalat, che ne sa parecchio anche sui retroscena dei collocamenti dei bond argentini, che è stato protagonista della ristrutturazione dei 3.000 miliardi di lire di debiti che aveva il gruppo Fininvest, che c’è stato un periodo in cui praticamente controllava una dozzina di squadre di calcio tra A e B dato che ne supportava gli enormi debiti, che è stato l’ispiratore di norme tipo la spalma debiti per le suddette squadre di calcio. Un benemerito, no? Ci sarebbe anche da esplorare la storia delle banche romane fino a Capitalia, domandarsi se quando è stata creata Unicredit sia andato poi così tutto bene oppure interrogarsi su come faccia un pluri inquisito a essere inserito prima nel board di Mediobanca e poii alla presidenza di Generali.
    Sì, benemerito. Decisamente benemerito. Colonna portante di un sistema che si regge su patti di sindacato, plusvalenze che esistono solo sulla carta, su performance aziendali che altrove genererebbero solo scherno.
    Quanto al lato economico, concordo sulla difficoltà di immaginare cifre così alte. E sulla latitanza assoluta del concetto di ‘give back’. Nel nostro simpatico orticello esiste la beneficenza, per fortuna. Peccato che venga spesso usata come veicolo di pressione politica / sociale o come espediente fiscale.

  10. E a conti fatti, la beneficenza funziona grazie alle piccole donazioni provenienti dalla base della piramide.

    Una bella retrospettiva sulla carriera del nostro, comunque.
    Grazie dei dettagli.
    Ora è più facile odiarlo.

  11. Che ci si fa con 21 milioni?

    http://goo.gl/ow1j2

    Questo no, per questo ne servono MOLTI di piu’

  12. Hmmm… faccio un sacco di soldi e poi mi compro la barca.
    Che effettivamente è un po’ un’aspirazione standard da travet.

  13. 21 milioni… cavolo ma se non sei il tipo (OK qui è difficilissimo… personalmente conosco solo me stesso che corrisponde alla descrizione O_o ) che deve subito cambiar stile di vita e fare il riccone, quante accidenti di cose puoi fare smettendo totalmente di lavorare?

    Condivido comunque soprattutto la definizione di mentalità feudale… rende magnificamente il concetto

  14. Pingback: Il salario dei sociopatici « strategie evolutive

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