strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Quattro su quattro

5 commenti

La serie positiva del fantasy arriva al quarto volume consecutivo.
Niente affatto male – specie considerando l’offerta generale piuttosto scarsina nelle nostre lbrerie.
Ma non stiamo a ripetere in continuazione quanto sia meglio affrancarsi dalla lingua nazionale, epassare a leggere in originale.

Dopo il massicio ma divertentissimo Warbreaker (di Brandon Sanderson, pubblicato da Tor), il breve e intenso The Winter Triptych (di Nicole Kornher-Stace, pubblicato da Papaveria Press) ed il divertente e stimolante The Desert of Souls (di Howard Andrew Jones, pubblicato da St. Martin’s Press), tocca al quarto libro della mia pila – quelo che avevo lasciato in coda per diffidenza.
Voglio dire, sword & sorcery scritta da un francese?

E invece funziona.
Ha i suoi difettucci, ma funziona decisamente.

The Cardinal Blades, di Pierre Pevel, pubblicato da Gollancz è uno strano animale – fantasy ucronico, con un sacco di intrighi e di complotti internazionali, si assesta sui modi della sword & sorcery anziché su quelli, più prevedibili, del fantasy epico.
Niente incantesimi straripanti, quindi, niente armate innumerevoli – semplicemente un pugno di cialtroni incaricati dal potere costituito di occuparsi degli aspetti meno piacevoli della diplomazia.

Nella Parigi del diciassetesimo secolo, il cardinale Richelieu ha ai propri ordini un manipolo di coraggiosi e leali furfati – le Lame del Cardinale – il cui scopo principale è quello di agire da controspionaggio e da sezione “colpi bassi e lavori sporchi” in una situazione resa complicata dall’ampia disponibilità di draghi di tutte le taglie – che vanno dagli animaleti da compagnia alle cavalcature volanti -, dalla presenza della magia (per quanto a bassa intensità, letale) e dall’esistenza di una sorta di Massoneria dei Draghi che si muove nell’ombra per prendere il potere in Europa.

Dopo un catastrofico fallimento all’assedio di La Rochelle, cinque anni prima di pagina 1, Le Lame sono state sbandate, ma ora la loro presenza è richiesta per affrontare una nuova minaccia – e parte del divertimento è la lunga operazione di rientro dei diversi personaggi, che caduti in disgrazia si sono reinventati ruoli opportunamente “pulp” (insegnanti di scherma, sicari a comando, crapuloni con il duello facile..)
Quella del gruppo di elite che si riunisce dopo un fattaccio è un cliché, certo, così come il subplot con la figlia segreta dell’eroe, e i maneggi spionistici assortiti… ma qui i cliché vengono sfruttati nella maniera opportuna e divertente, venendo incontro alle aspettative del lettore..

Pierre Pevel (già traduttore francese di Ian Fleming), che in Francia è molto popolare ed ha alle spalle un Grand Prix de l’Imaginaire ed un Prix Imaginales, e con questa serie si è pure candidato al premio Gemmel, pesca massicciamente dal repertorio dumasiano, e se la trama avventurosa è sostanzialmente un pretesto per introdurre personaggi e situazioni, il livello di azione è comunque piuttosto sostenuto.
Duelli, inseguimenti, colpi di scena, tradimenti, tutto nella miglior tradizione dei vecchi moschettieri.

Sospeso fra spy-story e classico intrigo di cappa e spada, The Cardinal Blades manca probabilmente di sottigliezza, ma da uno sword & sorcery di medio livello non ci attendiamo né trame apocalittiche né una scrittura particolarmente sofisticata.
Primo di una serie, si legge tranquillamente ed è il genere di cosa che potrebbe servire a svezzare un po’ di lettori ormai assuefatti ad elfi e nani fatti con lo stampo.

Considerando che il volume è autoconclusivo – come vogliono tutte le buone serie commerciali – e pesa poco più di 300 pagine, si tratta del libro adatto da avere in borsa per un viaggio in treno, o per un finesettimana di cappa e spada.

Sarà che mi aspettavo di peggio, ma il risultato finale, punr non essendo un capolavoro, è decisamente al di sopra della media.
Che, per un lavoro appartenente al livello medio del fantastico, è decisamente positivo.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

5 thoughts on “Quattro su quattro

  1. L’idea e` interessante, anche se i draghi mi sembrano un po’ tirati dentro a forza :).

    Se vi interessa, c’e` anche un RPG su un tema simile (anche se le premesse sono molto diverse), realizzato dai miei amici della Triple Ace Games.
    Si tratta di All for One: Regime Diabolique.

    http://www.tripleacegames.com/store/index.php?main_page=product_info&cPath=13_14&products_id=89&zenid=rj924d20iud8mh3vu5lkvd1q62

    Fanno anche uno scontone in questo periodo…

  2. Interessante,comunque l’abbinamento draghi e complotti mi ricorda “A me le guardie” di Terry Pratchett.

  3. a proposito di draghi: per caso hai letto “Tooth and Claw” della Jo Walton? Mi attira…ma sono indeciso.

  4. Il titolo che citi mi manca – ma Jo Walton è molto in gamba, per il poco che la conosco.

  5. Pingback: The new sword and sorcery – Le lame del cardinale di Pierre Pevel

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