strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Buttiamola in politica

14 commenti

Post assolutamente egocentrico ed autopromozionale, ma con una vaga tematica ambientale (per cui, ci mettiamo la signora in verde come è ormai nostra abitudine).

Il fatto è che ho trascorso la mattinata facendo qualcosa che – sulla base delle mie regole personali – non avrei dovuto fare: ho recuperato una manciata di libri dallo scaffale tecnico, e mi sono messo a buttar giù un’ipotesi di conferenza pubblica.
Senza avere un committente.
Non solo lavoro nel weekend, quindi, ma senza neanche una speranza di retribuzione.
Suicida.

Il fatto è che mio fratello – che vive molto più vicino alla civiltà del sottoscritto – mi ha ricordato che il 12 ed il 13 di giugno ci sarà il referendum sull’acqua.
E me lo ha ricordato notando che non è che se ne parli granché.
I più paiono disinformati, non sembrano proprio intenzionati ad informarsi, e volendo essere cattivi, se ne infischiano.

Ma come diceva il poeta

I see through the glasses of the drunken blind
a city were tragedy is an industry
but it’s food for a healthy mind

.. e perciò, perché non approfittare del vuoto, ed organizzarsi per riempirlo?

L’idea è quella di mettere insieme due presentazioni, una che si aggiri attorno all’ora e che descriva in dettaglio…

  • il ciclo dell’acqua
  • lo stato delle risorse idriche
  • i progetti di partecipazione privata alla gestione delle acque pubbliche
  • i quesiti referendari
  • le ragioni del si – cosa succede se vince il si
  • le ragioni del no – cosa succede se vince il no

… ed una tattica e veloce, che stia sotto ai venti minuti e copra i punti essenziali della precedente.

Più magari il classico pecha-kucha da sei minuti e quaranta, così, per il gusto di farlo.
La presentazione da spingere è naturalmente quella lunga, ma quella breve la si può proporre per situazioni particolari.

Così, ho preso un po’ di volumi ed ho fatto un progetto di fattibilità.
In forma di mappa mentale.
Niente di troppo difficile.

I dati sul ciclo dell’acqua li posso prendere da una mezza dozzina di testi diversi – ma quasi certamente prenderò un’immagine in rete e la correggerò, in modo da darle un taglio sistemico.

Worldchanging 2.0, l’ultimo libro a raggiungere casa mia dalla Gran Bretagna prima che Via Mazzini 7 shiftasse in un universo parallelo, si è dimostrato come sempre una assoluta miniera di informazioni e indirizzi utili.
Le fondazioni e le organizzazioni NG mettono un sacco di materiale online a disposizione del pubblico – dai più astrusi testi tecnici ai manualini per il cittadino consapevole: tramite il web, in venti minuti ho scaricato 600 pagine di dati aggiornati agli ultimi 5 anni, oltre che a pacchi e pacchi di report sul problema privatizzazione delle acque.

Sempre in rete reperisco anche i testi dei due quesiti referendari relativi alle acque.
Ho così modo di scoprire che

  1. una prima buona idea sarà tradurre i quesiti in italiano
  2. ma guarda che strano, il sito Green Style mi fornisce i testi, ma per accedere a quella pagina devo sorbirmi venti secondi di pubblicità sull’acqua in bottiglia della Coop…

Tornando al cartaceo, posso ricavare un bel po’ di idee sulla resilenza dai lavori di Holling e Gunderson.
E c’è certamente qualcosa anche nel manuale di Totnes sulla Transizione (ottimo, considerando che parlerò – se parlerò – a delle piccole comunità).

E poi riscopro un volumino che avevo quasi dimenticato, e che si nascondeva sullo scaffale dell’oceanografia – il manuale Hold Your Water, della Wyland Foundation, che è americanocentgrico, ma è assolutamente zeppo di spiegazioni in parole povere o poverissime di questioni ecologiche ed economiche legate all’acqua
In retrospettiva, sei euro ben spesi.

La mappa è ben sviluppata – passare alla presentazione con Impress non sarà difficile.
Diciamo che se fossi pressato, potrei avere il utto pronto per martedì.
Considerando che non ho ancora un posto dove presentare il mio lavoro, mi basta avere pronto per lunedì uno schema generale con una lettera di presentazione, in modo da fare un po’ di propaganda dopo Pasqua, e vedere cosa si riesce a combinare per maggio.

Molto divertente.

Considerando che avrei altre diecimila cose da fare…
Ma questo è, ancora una volta, uno di quei casi in cui chi non è parte della soluzione è irrimediabilmente parte del problema.
Sarebbe orribile se i referendum saltassero perché un pubblico non informato non sente la necesità di votare.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “Buttiamola in politica

  1. Ottima iniziativa. E confermo che la questione referendum è assolutamente misconosciuta fra il popolo votante… e, diciamocelo, non esattamente e strettamente per colpa propria IMHO (cioè ma avete visto un qualche spot, cartellone o altro? … chissà perchè…)

    Io stavolta sono decisamente parte della soluzione credo vista la quantità di persone che ho informato finora (tutte rigorosamente “cadute dalla naca”)

    buon lavoro 😉

  2. da alcuni anni (…) si sta chiaramente operando, al ivello istituzionale, per delegittimare la pratica del referendum.
    Ironico, che una simile linea sia portata avanti da un gruppo che ci sbatte in faccia la libertà ogni tre per due, ma non facciamo polemiche.

    Di sicuro, le istituzioni non stanno facendo nulla per informare, ma anche il pueblo non pare esageratamente ansioso di essere informato.

    Sul nucleare, invece, caspita se erano vispi – già due mesi addietro, coi loro spot subliminali.
    Peccato che poi Dio, nella sua infinita bontà, abbia deciso di dare una sua personale indicazione di voto a spese del popolo giapponese.
    Avete più visto uno spot sul referendum sul nucleare da allora?
    Eh, mai mettersi contro Dio… 😉

  3. Ne parlavo anch’io con mio fratello (guarda un po’ i fratelli sono preziosi),
    ci si metterà Dio anche in questo caso?
    Ottimo, sono certo che ci fornirai le giuste delucidazioni in merito,
    Ti ringrazio in anticipo:-)

  4. Coraggio Davide!
    Dobbismo fare senza TV e senza altri mezzi di distrazione di massa. Ma dobbiamo farcela.
    Se ognuno di noi riesce a informare – anche senza convincere di alcunché – una decina di persone, dovremmo farcela.
    Giusto per dimostrare che l’Italia non è in coma. O morta.

  5. pensa alla soluzione, non al problema ahaha

  6. Io quel referendum l’ ho firmato ed ho convinto altre persone a firmarlo. Non mi sorprende il fatto che se ne parli poco e niente, ma mi fa girare di brutto le scatole!
    Considerando che questa sarà solo l’ occasione per far arricchire ancora di più le tasche dei tre o quattro soliti noti,mi chiedo cosa ancora ci aspetta. X(

  7. Beh, dopo la privatizzazione dell’acqua, rimane solo l’aria che respiriamo, credo.

  8. @Davide: a proposito del tuo ultimo commento, uno dei racconti di Ucronie Impure parla proprio di questo, ossia della privatizzazione dell’aria a scopo dittatoriale.
    Ti piacerà (credo).

    A parte il piccolo OT, viviamo in tempi inquietanti. Ogni giorno che passa sembriamo sempre più profeti folli e derisi. Ma di stare zitti proprio non se ne parla, per fortuna.

  9. I referendum sono caduti in una sorta di oblio proprio perchè si è smesso di parlarne in maniera aperta e diffusa. Anche esulando da quelli sull’acqua qualsiasi quesito degli ultimi anni è stato messo ai margini e le date delle consultazioni tenute accuratamente distanti dalle normali scadenze elettorali proprio per drainare qualsiasi consenso.
    Poi ogni volta si spendono 250-300 milioni di euro extra ma tanto paga lo Stato e non chi ha la ventura di governarci…
    Proviamoci ancora, ne vale la pena.

  10. Iniziativa lodevole e soprattutto utilissima.
    Spero che tu riesca in qualche modo a trovare gli spazi in cui promuovere queste conferenze.

    Fra l’altro, visto che la rete è un’ottimo veicolo, si potrebbe pensare di pubblicizzare questa cosa anche attraverso un tam-tam blogghesco, e, sempre che tu sia d’accordo, mettere a disposizione un minimo di materiale informativo anche per quelli che non potranno presenziare fisicamente.

    P.S.: ma il Worldchanging di cui parli è quello nuovo? E’ già stato pubblicato?

  11. @Sekhemty
    Il nuovo Worldchanging è uscito l’undici di marzo.
    Su Amazon.it risulta non disponibile, su quello inglese lo vendono a 8 sterline e 50 (meno di 12 euro).
    Strano, eh…?

    Per ciò che riguarda il mio materiale, appena avrò qualcosa di solido vedrò di distribuire anche in rete…

  12. Grazie mille per entrambe le cose 🙂

  13. Sarebbe orribile se i referendum saltassero perché un pubblico non informato non sente la necesità di votare.

    Ti ringrazio per questo post e l’altro. L’idea del comitato organizzatore era di non sprecare soldi per passaggi televisivi (anche per l’evidente svantaggio in termini economici e di presenza mediatica) e concentrarsi sulle iniziative dei gruppi locali. Sul sito del Forum di Associazioni che ha promosso i referendum http://www.acquabenecomune.org si può scaricare del materiale e controllare se ci sono iniziative nelle vicinanze – io in passato ho raccolto le firme per Legge Popolare Regionale per la Ripubblicizzazione, poi quella Nazionale (entrambe finite in stand-by nonostante 40 e 400.000 firme) e l’anno scorso quella per i Referendum, ed è faticoso per pochi volontari essere presenti in maniera continuativa e significativa, specie in territori comunali vasti e frammentati.

  14. Si fa quel che si può.
    Grazie per il link.
    Ora pare che quasti post siano un po’ inutili, vista la piega presa dagli eventi.
    Ma i problemi permangono, anche se non sono più oggetto di consultazione referendaria.
    E quindi, le informazioni non perdono significato… né perdono urgenza, credo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.