strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Mettete un mattone nel vostro sciacquone

11 commenti

La Signora in verde ci segnala che si parlerà di ambiente. Se non vi interessa, nessuno vi obbliga a proseguire.

OK, 22 aprile 2011, Earth Day.

Concediamoci dieci minuti per essere assolutamente cinici – diciamoci che certe cose non servono a nulla, che è solo tempo sprecato, che tanto l’umanità fa schifo, ed è destinata ad estinguersi comunque, ecchissenefrega di tutto il resto.
Non vorremmo mai, vero, che i nostri amici, coi quali ci ritroviamo per parlare di sesso e pallone, potessero pensarree noi si sia dei mollaccioni che si occupano samentee de stronzate, no?
E poi cosa? Pacifisti, magari?
No, no, dai, dieci minuti per essere stronzi e fieri di esserlo.
Dieci minuti per tirare fuori il peggio – per dimostrare che davvero l’umanità fa schifo, cominciando noi per primi a fare la nostra parte.
Dieci minuti…

Fatto?

OK, adesso, per punizione, vi beccate un po’ delle mie chiacchiere sull’ambiente.
È il 22 aprile, è il Giorno della Terra.
Perciò io vi parlo di acqua.

Vediamo.
Sul nostro pianeta c’è un sacco di acqua.
Ma proprio un sacco.
Ed è una fortuna, nel senso che se volelte dare un’occhiata a un posto senz’acqua, guardate Marte.
Brullo e monotono.
Un bel posto da visitare, ma non ci piacerebbe viverci.

Noi invece di acqua ne abbiamo in quantità.
Circa 1500 miliardi di metri cubi.

Ed è tutta quella che c’è – non ne fabbricano più, ne importano pochissima, grazie al cielo le esportazioni sono minime.
Dopo l’impatto delle comete e la degassazione della crosta terrestre, 4.6 miliardi di anni or sono, il bilancio si è chiuso.
Tocca farcela bastare.
Ma, insomma, 1500 miliardi di metri cubi…

1 . 5 0 0 . 0 0 0 . 0 0 0 . 0 0 0 di metri cubi
1 . 5 0 0 . 0 0 0 . 0 0 0 . 0 0 0 . 0 0 0 di litri…

Però, però…
Da una parte c’è il problema che il 97,5% di quest’acqua non è potabile.
E del restante 2,5%, due terzi sono bloccati nei ghiacciai.
Ci resta un misero 0,8% del totale per bere, lavarci, irrigare i campi e compiere il resto delle nostre attività umane.

Che son comunque 12 miliardi di metri cubi.
Per sette miliardi di abitanti del pianeta, fa 1,7 metri cubi a testa.
1700 litri a testa.
Considerando che per sopravvivere ci servono 5 litri d’acqua da bere al giorno, ciascuno di noi ha acqua in abbondanza per… 342 giorni.
Neanche un anno.

Ma l’acqua è parte di un ciclo, e quella che bevo oggi rientra nel ciclo in capo a ventiquttro ore, quindi possiamo stare tranquilli.
Giusto?
O no?

Beh, la presenza di un ciclo ci salva la giornata, diciamo così, perché di fatto l’italiano medio consuma 43 volte il suo fabisogno giornaliero minimo, vale a dire 215 litri al giorno per bere e lavarsi.
Il 30% per bere, il 70% per lavarsi, secondo le stime.
E qualcosa come 6500 litri al giorno in totale – 6.5 metri cubi.
Al giorno.
Bisogna farne, di pipì, per compensare un tale consumo sul ciclo.

I dati ufficiali stimano un uso pro capite di acqua in italia di 2332 metri cubi l’anno.
Solo gli americani ne consumano di più – 2483.
Poi c’è chi tira la cinghia – in molti paei il consumo inferiore ai 1000 metri cubi all’anno.
La media mondiale è 1243.
Noi in italia consumiamo quasi il doppio della media.

No, no, no… un momento… se io bevo e mi lavo con 215 litri al giorno, da dove vengono gli altri 6285 litri?
Perché ok che la media è ingannevole, che si finisce con la solita storia che tutti mangiano un pollo a testa alla settimana, ma… una discrepanza di più di seimila unità?

Beh, ci sono i costi di produzione di ciò che mangiamo ed indossiamo, per dire…

Servono 150 litri d’acqua per produrre un bicchiere di vino.
Un uovo – 135 litri.
Una t-shirt di cotone – 2000 litri.
Un hamburger – 2400 litri.
Un chilo di carne di manzo – 15500 litri.

E prima che qualche vegetariano santimonioso venga qui a dirci quanto siamo cattivi noi onnivori, il 70% del consumo di acqua potabile viene usato per irrigare i campi e produrre insalata (o altri vegetali commestibili).

Qui non stiamo facendo l’elenco dei buoni e dei cattivi.
Stiamo osservando la realtà.

E la realtà non è piacevole – perché non solo nel nostro paese consumiamo 65 litri d’acqua al giorno per bere a testa (una follia), ma ne importiamo dall’estero il 70%.

E comunque, su tre bottiglie di acqua minerale, una è riempita con comune acqua del rubinetto, opportunamente filtrata ed addizionata di gas (se ci piacciono le bollicine).
Oltre il 30 % dell’acqua in bottiglia che beviamo è acqua dell’acquedotto.
La stessa che usiamo per lavarci e per lo scarico dei servizi igienici.

E potremmo aggiungere che ogni bottiglia di plastica, se non riciclata, ha una pemanenza media di 500 anni nell’ambiente.
Ma non stiamo parlando di questo, quindi sorvoliamo…

Perché a questo punto ci sarebbe il problema del cosa fare.
Tocca ridurre le volumetrie.

E qualcuno potrebbe domandarsi perché – in fondo, se si tratta di un ciclo, e tutto più o meno torna all’origine… l’importante è che ce ne sia per tutti, no?

Il fatto è che non ce n’è per tutti – vaste aree del pianeta soffrono per la mancanza di acqua… anche a loro piacerebbe se qualcuno ne portasse un po’ da fuori.
E col clima che va come va (checché ne dicano i politici), potremmo trovarci con l’emisfero settentrionale sotto ghiaccio, e ancora meno acqua disponibile… a meno che il pendolo non vada in direzione opposta, portando ad un clima più arido nell’area mediterranea,  e vaste aree desertificate nella fascia tropicale.

Insomma, meglio comnciare a risparmiare.

Qualche consiglio?

  1. Il vecchio trucco di mettere un mattone (o una bottiglia d’acqua) nella vaschetta del water – pare nulla, ma pensate che ogni volta che tirate la leva, risparmiate un litro e mezzo…
  2. Dotarsi di testate miscelatrici per la doccia e filtri miscelatori per i lavandini – mantengono la pressione, ma miscelano l’acqua con aria, riducendo il deflusso.
  3. Abbreviare i tempi sotto la doccia – o fare la doccia in due (ehi, potrebbe essere divertente – basta che scegliate con cura con chi dividete la cabina).

Già, perché allo stato attuale, possiamo lavorare soprattutto su quei 215 litri al giorno che maneggiamo personalmente.

Il resto, che passa per i processi industriali, sarebbe bello ridurlo, ma ammettetelo – siete troppo maledettamente cinici e disillusi per scendere in piazza e sventolare dei cartelli, vero?

Tanto l’umanità deve morire e tutto quel genere di scemenze, no?

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Mettete un mattone nel vostro sciacquone

  1. Mi chiedo quanto sarebbe complicato un sistema di riciclaggio interno in cui l’acqua usata dalla doccia va a riempire lo sciacquone. Nel mio vecchio appartamento l’ho fatto per anni in modo artigianale, semplicemente tenendo un secchio con me nella doccia e usando l’acqua che vi si raccoglieva per sciacquare il water o come acqua per il mocio. Mi sembrava sufficientemente pulita e saponata, in fondo uno si lava tutti i giorni e non penso ci sarebbero talmente tanti batteri che un cucchiaio di amuchina non farebbe fuori, no?

  2. Questo vecchio e debosciato pacifista ed ambientalista ti ringrazia per l’ articolo. In fondo basta poco: tipo usare il bicchiere o chiudere lo scarico ogni volta che ci laviamo i denti; non comprare acque minerali o in alternativa comprare quelle di fonti vicine a dove viviamo; e così via. E’ vero non si deve fare una lista di buoni e cattivi, ma è solo una questione di scelte da compiere, nel nostro piccolo.

  3. Io sono uno che se vede tagliare un albero nel viale perché si è ammalato e poi magari è morto, ci sto male. Perché per me quell’albero mi ha dato ossigeno sino a qualche giorno prima e un albero in meno è come avere una bombola di vita in meno.
    Con l’acqua è lo stesso. Sento un rivolo di vita che se ne va quando vedo tubi riversi nei giardini privato che vanno per giornate intere o le fontane sempre private che scorrono tranquillamente. Ci sono poi gli sprechi ‘pubblici’, con impianti di irrigazione per parchi e giardini che si aprono a giugno e si chiudono ad ottobre senza che qualcuno faccia manutenzione per cui ci sono perdite ogni dieci metri di tubo e l’acqua va a perdersi per strada. Insomma è vero che ognuno può fare qualcosa, ma da questo punto di vista la vedo nera visti anche i numeri che tu hai giustamente fatto rilevare.
    Temistocle

  4. Uhmm… io questa cosa dello “spreco dell’acqua” ammetto di non averla mai capita poi tanto… voglio dire, mi sa tanto di “finiscilo tutto, pensa ai bambini in Africa”, ma non è che se io mi strafogo loro son più contenti eh…

    Poi si, io in questo caso sono decisamente parte del problema, amo l’acqua, non appena possibile mi ci butto dentro, calda d’inverno, fredda d’estate, la lascerei scorrere all’infinito (e ammetto di andarci molto vicino spesso)… ma ripeto non riesco a sentirmi realmente “colpevole” di questo se non dal semplice lato economico (l’acqua calda soprattutto mi dicono costi un pochino 😛 )… ok ok non spingete vado via da solo 😛

    PS
    e posso dire tranquillamente che sul fronte ecologia poi ho la coscienza ampiamente pulita

  5. Dovremmo ispirarci ai Fremen.

    E tu dovresti aggiungere il pulsantino per twittare i tuoi articoli 🙂

  6. Argomento che sento molto, e su cui mi sento ange dare della bacchettona pesante.
    Chiudo i rubinetti aperti, cerco di usare l’acqua per sciacquare i piatti con altre stoviglie sotto prima di metterle nella lavastoviglie, invece di buttare acqua imbevibile la do alle piante…etc…
    Il pianeta ci ospita, mica è nostro. Dovremmo averne più cura. Non è necessario stare sotto la doccia due ore o tenere sempre aperta l’acqua usando lo spazzolino.
    Ma si passa sempre per pesantissimi rompicoglioni, a dire queste cose.
    Ma io insisto.
    Domani, sempre.
    Ho troppo rispetto e non voglio essere un virus per il mio pianeta.

  7. Purtroppo il grosso in Italia va perso in tubature fallaci. Per lo sciacquone invece del mattone basta dotarsi del doppio tasto. Quelli nuovi sono tutti così

  8. mah, l’acqua “perduta” delle tubature rientra nel ciclo senza passare dal via – non è che venga spedita in un altro universo, semplicemente cessa di avere una disponibilità immediata.
    Il problema lì è che spesso la paghiamo ugualmente in bolletta, ma non è disponibile.

    Grazie comunque per il link alla pubblicità della caraffa filtrante…

  9. Tanto per farmi odiare un po’ meno 😛 segnalo un piccolo articolo interessante sulla questione acqua

    http://avsl.blogspot.com/2011/05/non-fate-londa.html

    A pensar male si fa peccato vero?

  10. Ma di solito non si sbaglia.
    Lo diceva Andreotti.

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