strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Una guida diversa

2 commenti

Buona festa dei lavoratori a tutti.
Avrei dovuto postare la seconda parte del mio post fossile sulla spinta, ma oggi è festa.

Vi parlo allora di una mia piccola ossessione.
È noto che sono un bibliomane – la lettura è il mio passatempo d’elezione, colleziono libri, ne parlo frequentemente senza curarmi dell’espressione annoiata dei miei interlocutori…
Amo la narrativa, ma sono fermamente convinto che la realtà superi normalmente la fantasia se abbiamo la pazienza di osservarla abbastanza a lungo, abbastanza da vicino, senza pregiudizi – amo la storia, la gegrafia.
Viaggi, esplorazioni.

Interessi adolescenziali, mi garantiscono, ma se è vero, come diceva Tom Robbins, chenon è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice, beh, un’adolescenza felice e avventurosa è ciò che ci possiamo augurare vicendevolmente.

Tutto questo, che ammettiamolo, è abbastanza confuso, per arrivare a parlare di un libro – e di una casa editrice – che sono per me un piccolo oggetto di culto.

Per l’horror, naturalmente, c’è la Arkham House.
Per la fantascienza pulp c’è la Haffner.
Per il fantasy c’era la vecchia Gnome, ed oggi Paizo pare ben decisa a scavarsi una nicchia nella sword & sorcery e nel planetary romance.
E poi ci sono i vecchi rilegati della SFBC.
Ed i volumi della NESFA.

Per i viaggi, ci sono le guide della Odyssey Books & Guides.
Una piccola casa editrice che fa base ad Hong Kong, la Odysey è da sempre specializzata in volumi di alta qualità – soprattutto guide di viaggio, soprattutto dedicate all’Asia, ma con questa strana idea: di fare qualcosa di diverso.
Fare delle guide di viaggio che si leggono come straordinari libri di storia, di avventura, d’arte.
Posseggo una manciata di titoli, e prevedo di procurarmene altri – poiché si tratat cetamente dell’esperienza più piacevole che si possa immaginare, con la sola possibile eccezione di alzarsi, partire ed andare di persona in certi posti.

Consideriamo il libro che è ormai esposto sul mio scaffale come una piccola reliquia.
Asia Overland, Tales of Travel on the Trans-Siberian & Silk Road, è un volumone rilegato di 544 pagine (formato trade), con 271 foto a cvolori, 154 foto in bianco e nero e 19 mappe.
Come facilmente intuibile dal titolo, il teo, di Bijan Omrani, copre le direttrici delaTrans-Siberiana, della Via della Seta e (non citata nel sottotitolo) della Strada dei Mughal, e tutto quello che ci sta in mezzo – da San Pietroburgo al Pacifico, insomma, per vallate, montagne e deserti, in treno, slitta, carrozza, automobile o battello.
Il tutto attraverso le storie dei viaggiatori – dall’epoca romana ai giorni nostri.

E ciononostante è una guida di viaggio – solo che anziché indicarci il ristorante, l’albergo o il quartiere dello shopping, ci fornisce informazioni su come viaggiare, su dove rivolgersi per l’assistenza, sul come progettare e definire il nostro itinerario.
Per confronto con chi ci ha preceduti sulla strada.
Ha una corposa apendice con tutti gli indirizzi fondamentali, un capitolo su come muoverci nell’organizzare il nostro viaggio…

Asia Overland fa la coppia con The Silk Road, di Luce Boulnois, del quale parlai molto tempo fa, e che esiste anche in italiano, in una edizione criminalmente priva di illustrazioni.
E si affianca a The Silk Road, X’ian to Kashgar, straordinaria guida per avventurieri appartenente ad un’epoca in cui la situazione politica e sociaalpermetteva ancora di immaginare un viaggio da qui a là, senza intoppi, fucilate, rischi spropositati.
E non parliamo dell’800, parliamo degli anni ’90.
Tutti libri della Odyssey.
Pieni di fotografie, di mappe, di storie.

I migliori viaggi possibili, se non ci si può permettere di lasciare la poltrona di casa.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

2 thoughts on “Una guida diversa

  1. ma intitolare una casa editrici di viaggi a uno dei viaggi più infelici della storia (dieci anni di ritardo, tutti i bagagli persi e tutti i tuoi compagni morti… un viaggione, eh?), o almeno dlela narrativa, non è un controsenso?
    non ha lo stesso sapore che intitolare una compagnia aerea hindenburg? o una compagnia navale titanic?

  2. Mah, io credo che l’idea sia proprio quella di creare delle guide che, in caso di improvvisa cattura da parte di ciclopi, se i tuoi compagni diventano maiali o se il dio del mare s’imbizzarrisce, ti possano cavare d’impaccio.

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