strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Terra di Nessuno

13 commenti

Periodo di fuoco.
Giornate passate al computer o al microscopio.
Il tentativo- solo parzialmete riuscito – di fare tre lavori contemporaneamente.
Zero Tv, solo musica in sottofondo (altrimenti il cervello grippa).
poco tempo per il blog.
Nel pochissimo tempo libero che rimane, per lo meno cerchiamo di leggere un buon libro.
Ed in questo, una certa fortuna continua.

La Abbadon Books è una giovane e agguerrita casa editrice specializzata in serial.
Pulp fiction, la chiamano.

Intrattenimento e basta, ma fatto bene
Ho già avuto modo di apprezzare la produzione della Abbadon con il primo omnibus dedicato all’avventuriero pseudo-vittoriano Ulysses Quicksilver, scoprendo uno steampunk divertente e intelligente dove mi aspettavo semplicemente del pattume colorato.

Ora tocca a Black Hand Gang, primo volume nella serie No Man’s Land.
Ed ancora una volta è un gran bell’intrattenimento.

In due parole – il primo novembre 1916, da qualche parte sulla Somme, novecento uomini di una unità di fucilieri britannici in marcia verso le linee tedesche vengono investiti da un fenomeno misterioso, e finiscono sbalzati su un altro pianeta.
Qui dovranno vedersela con l’ambiente ostile, la flora aliena, la fauna aggressiva e gli indigeni non esattamente amichevoli.
O forse solo semplicemente alieni.

Non è un’idea originale.
Ci sono passati tutti, da Verne a Niven & Pournelle.
È planetary romance, e funziona.
E l’originalità dell’idea – o mancanza della medesima – non è il fattore principale, in questo caso.
Pat Kelleher, veterano di diecimila novelization e tie-in mediatici, allinea la prevedibile ma godibile squadra di soldati che non ci volevano venire, accoppiando una solida documentazione ad una buona inventiva.
Le scene di combattimento sono ben coreografate, il pianeta alieno è opportunamente alieno.
Il dialogo è ben scritto.
La storia ha un ritmo sostenuto, e nel momento in cui si passa dall’orore della trincea al sense of wonder del pianeta alieno, è difficile fermarsi.
Di più, ne vogliamo di più.

Insomma, un gran divertimento.
E non solo ci sono altri volumi in arrivo, ma il baraccone virale messo in piedi da Kelelher per lanciare questo primo volume ha già fatto delle vittime… fra i frequentatori del forum di fan di David Icke.
Kelleher non esita infatti a descrivere gli eventi che portarono alla scomparsa del 13° Fucilieri dei Pennini come uno dei grandi misteri della Grande Guerra, alla pari congli Angeli di Mons ed il Canadese Creocefisso.
E non manca di produrre documenti, stralci di filmato (il 13° scomparve insieme con la troupe di un cinegiornale) e un sacco di altro materiale falsissimo ma convincente.
Per lo meno per i fan di Icke.

È beo vedere che – hype a parte – il fantastico di medio livello continua a sfornare titoli interessanti, e che autori dotati di una buona tecnica riescono a farsi strada verso gli scaffali delle librerie.
Sembra davvero un altro mondo.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Terra di Nessuno

  1. Mooolto interessante, come al solito!

  2. 😀
    Si fa il possibile.

  3. Se mi conosci almeno un po’ ora saprai che voglio questo libro.
    Lovogliolovogliolovogliolovogliolovogliolovogliolovoglio!

    Da appassionato del periodo 1900-1918 mi incuriosisce molto la commistione tra steampunk, Grande Guerra e fantascienza.

    Segnalazione spettacolare, per quel che mi riguarda.

    Grazie mille!

  4. Immaginavo ti sarebbe piaciuto, come idea 😉
    In effetti l’esecuzione è ottima nonostante, come dicevo, l’idea non sia originalissima.

    Ma d’altra parte, quelli della Abbadon hanno un sacco di roba buona da spacciare – il prossimo esperimento, per quel che mi riguarda, sarà The Viking Dead – che sarebbe poi vichinghi contro zombie.
    Si può desiderare di più?

  5. Fantastico!
    E come sempre sarà un altra cosa che non vedremo mai tradotto. 😦
    Odio questo paese alle volte. 😦

  6. Auguri per i tuoi tanti lavori!

  7. Grazie 🙂
    Ci sto rimettendo la salute, ma in capo a qualche giorno, in un modo o nell’altro avrò finito…

  8. Davide, al momento non ho ancora avuto il tempo di cercare su Amazon, ma che tu sappia “Black hand gang” è disponibile anche in formato ebook?

  9. Costa come il cartaceo!
    Che sciocchezza!

    Senza contare che, tramite rivenditori secondari, lo si trova anche a un terzo del prezzo, in cartaceo…

  10. Infatti…
    Io compro ebook se c’è un buon risparmio (e di solito c’è, anche del 70-80% sul prezzo del cartaceo).
    Ma a parità di prezzo mi son preso il paperback. Non sono un integralista del digitale, guardo solo l’effettiva convenienza. Tra l’altro ordinandolo sul Play.com ho annullato le spese di spedizione (http://www.play.com/Books/Books/4-/12268005/Black-Hand-Gang/Product.html?searchtype=allproducts&searchSource=1&searchfilters=ae44{Pat%20Kelleher}+&urlrefer=search).

    Chiedo scusa per il link lungo.

    E poi hai ragione: perché non ho tempo di cercare, altrimenti in altri lidi si troverà senz’altro ancora più a buon prezzo.

  11. Ottima segnalazione. Mi sa che anch’io prenderò la versione cartacea. @Alex, grazie per il link.
    Ah, complimenti per la nuova veste grafica del blog.
    Mi garba! 😉

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