strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Fase due

42 commenti

OK, ricapitoliamo.

L’idea è quella di scrivere una storia ispirata ad un fatto reale – quello della casa abbandonata che ha telefonato alla polizia.

L’idea è quella di scrivere una storia in un round-robin.
Una storia sviluppata da più autori, in più capitoli, come una staffetta.
Il primo scrive l’inizio, il secondo scrive il secondo capitolo, il terzo scrive il terzo… finché l’ultimo della lista non chiude la storia.

Ho partecipato ad un paio di questi giochini in passato e sono estremamente divertenti.
C’è sempre il rischio che la storia deragli, che i personaggi proliferino, che non si arrivi a nulla, ma con un minimo di attenzione, si può riuscire a fare qualcosa di divertente sia per chi scrive che per chi legge.

Come procederei…

L'ordine di battuta può fare o disfare una partita...

Stiamo raccogliendo gli iscritti.
Come già annunciato, le iscrizioni si chiudono sabato.
Tra l’altro, io onestamente non so ancora se scrivere (mi piacerebbe) o limitarmi a coordinare l’intera faccenda.
Si vedrà.

Una volta ottenuta la lista degli iscritti, vedremo di stabilire un ordine di battuta – chi va per primo, e chi segue.
L’ordine di battuta non è scolpito nella roccia – se siete in lista al quinto posto e quando arriva il vostro turno la vostra vita reale interferisce, è possibile chiedere all’autore successivo di rimpiazzarvi – basta che non diventi un’abitudine, e che diate al vostro rimpiazzo un minimo di preavviso.

Ciascun autore avrà poco tempo per scrivere il proprio contributo – io direi 3-4 giorni, con l’eccezione dell’ultimo, che avrà l’ingrato compito di tirare le fila di tutto il materiale e metterci la parola fine… e avà perciò 10 giorni.
I tempi brevi sono parte del gioco, ma hanno anche una ovvia ragione pratica – se siamo in venti, e ciascuno si prende due settimane, questa cosa la finiamo nel 2012…

Nel momento in cui l’ordine è stabilito e tutti sono soddisfatti, si parte.

secondo – le regole di campo

Il nostro intento è creare un horror elegante e di classe.

. la storia deve necessariamente essere basata sul fattaccio della casa abbandonata che telefona alla polizia.
casa deserta, tubature marce, muffe tossiche, proprietario ricco che vaga per il mondo.

. ciascun autore è libero di usare i personaggi degli autori che lo hanno preceduto, entro i limiti della continuità.
Se Nick scrive che Maria è una single bionda e rotondetta, io non potrò farne un’anoressica coi capelli viola e sposatissima… posso però manipolare la trama in modo da modificare il ruolo di Maria, che presentata da Nick era (per dire) una passante innocente, e invece si rivelerà essere <inserire il twist opportuno>

. ciascun autore è libero di inserire nuovi personaggi, ma entro l’economia della storia. Niente personaggi che compaiono e scompaiono senza ragione.

. tutti amiamo farci due risate, ma non tramutiamo la storia in una farsaccia o in una parodia stile Scary Movie.

Ci ispireremo a modelli classici.

. allo stesso modo, non facciamola diventare una storia di zombie (c’è già stato il Sirvival Blog) o di vampirelli adolescenti, ok?

. e niente personaggi dei media – niente comparsate di Buffty, dei Fratelli Winchester o dell’equipaggio dell’Enterprise… questa non è fan fiction.

. poiché siamo su un mezzo flessibile, usiamolo – possiamo inserire nella nostra storia immagini, filmati o link (nei limiti del buon gusto)

. ricordiamoci che è una storia, e che deve muoversi verso un finale.

. lo stiamo facendo per divertirci. Divertiamoci il più possibile.
Se partecipare al progetto vi stressa, mollatelo, non ne vale la pena, ok?

terzo – la logistica

A questo punto esistono tre eventualità…

ipotesi uno – strategie evolutive ospita il progetto.
Nessun problema da parte mia, anzi.
Mettiamo su una pagina, e ciascun autore mette il proprio contributo nei commenti.
Problema – i commenti hanno un limite di lunghezza, e questo potrebbe rompere.

ipotesi due – ciascun autore posta il proprio capitolo sul proprio blog, e così costruiamo una catena attraverso la blogsfera.
Che è una figata, ma bisogna che tutti i partecipanti abbiano un blog.
Ma poi, chi non ha un blog, mi manda il suo contributo e io lo copio-incollo su strategie evolutive. Quindi no prob.

ipotesi tre – ci apriamo un blog ad hoc, come blog collaborativo.
Richiede più lavoro (ma non tanto), ha degli ovvi vantaggi (visibilità, stile, commenti puntuali, RSS feed) e degli ovvi svantaggi (primo – tocca abbonarsi tutti a blogger o a wordpress o a quel che sarà)

Siamo aperti a suggerimenti.

Aggiungo che non sono esperto di Facebook e Twitter, per cui se avete qualche idea costruttiva in quel senso, scrivetela qui sotto.

quarto – il futuro

Ridi fin che puoi, pistola, che stiamo arrivando...

In prima battuta, la storia esiste così com’è – nel senso che ogni tre-quattro giorni compare un nuovo capitolo, e questo è quanto.
Se poi abbiamo voglia, si può prendere il materiale, dargli un’editata per renderlo omogeneo, e farne un ebook.
Lo si distribuisce gratis o se da qui ad allora capita qualche bella disgrazia, lo vendiamo e doniamo i danari in beneficenza.

E questo allo stato attuale è quanto.

Commenti, suggerimenti, correzioni e aggiunte, nei commenti qui sotto, grazie.
E già che ci siete, proponete un titolo.

Io sarò off-line fino a venerdì mattina – non fate casino e chiudete gas e luci quando ve ne andate.

=-=-=-=-=
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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

42 thoughts on “Fase due

  1. Non ho mai partecipato a un qualcosa del genere (si può dire che non ho nemmeno scritto, in realtà) quindi non so se quello che sto per dire è una cazzata:
    Ma per poter fare una cosa del genere, non serve una trama/filo conduttore da far seguire a tutti gli autori?
    Ok, si parla della casa. Ma non si è meglio fare una trama per sommi capi (magari decisa tutti assieme) e poi ognuno ne sviluppa una parte (magari lasciando grande libertà)?
    Così si diminuiscono i rischi.
    Se io mi prenoto, faccio un esempio, e sono il secondo o il terzo su venti partecipanti, il rischio di mandare a puttane tutto è molto alto.
    Magari brucerei tutta la storia con idee cretine o chiudendo vie che potrebbero essere usati – con profitto – da persone più preparate di me.

    Per quanto riguarda la pubblicazione sul blog, penso sia meglio fare un blog ad hoc su una qualsiasi piattaforma e poi dare i permessi ai partecipanti.
    Sarebbe molto meno dispersivo. Il bello del SB era proprio il fatto che ogni partecipante era una persona storia a sé, possibilmente slegata dagli altri.
    Qui invece sono diversi scrittori che fanno un’unica storia.

  2. Inabile (nel senso che non garantisco sicuramente la qualità narrativa) ma arruolato.
    Temistocle

  3. Vada per il blog unico.
    Io, abitualmente, non scrivo cose troppo lunghe, quindi, mi siedo al pc con un’idea di massima e vedo dove mi portano le prime righe di senso compiuto che scrivo. Lo so, non è un modo “organizzato”, ma per adesso ha sempre funzionato.
    L’unica cosa che chiedo è che di non essere né la prima né l’ultima e, anzi, propongo che sia davide l’autore sia dell’incipit che della chiusura (visto che tutto parte da una notizia sul tuo blog… hehhehehheheh)

  4. O blog unico o blog personali, eviterei invece i commenti che sono anche graficamente penalizzanti.

  5. IO voto per i blog personali,mi sembra più semplice dal punto di vista pratico.Mi riconfermo anche come volontario.(più va avanti più questa scrittura collettiva mi intriga)

  6. Le ipotesi di struttura organizzativa mi vanno tutte bene, no problem at all. Quando si vuole, si parte. Io ci sono.

  7. Va bene, sono della squadra.
    Restano alcune piccole cose da chiarire.
    Tipo, sarà il caso di creare un minimo di scaletta alla quale conformarsi anche per evitare clamorosi fuoritema? I personaggi principali sono già definiti o saranno scelti dal primo autore? E CHI SARA’ il primo autore? E, già che ci siamo, chi sarà l’ultimo? Andiamo per sorteggio, per età, per numero di partner sessuali nell’ultimo anno? O per figliolanza e idee politiche? Lo stile immagino sia il più piano possibile onde evitare troppe oscillazioni e sobbalzi nella lettura, ma dovremmo essere – penso – tutti d’accordo. Poi, presente o passato remoto? Prima o terza persona? O magari seconda persona 😦
    Temo – o sospetto – debbano essere l’ideatore o gli ideatori a rispondere.
    Direi che va bene se pubblichiamo l’opera su questo blog, con la possibilità (eventuale) di pubblicarlo anche sul proprio blog. La possibilità di creare un blog a bella posta temo possa essere un po’ dispersiva.
    Ultimissima cosa: 3 o 4 gg. vanno (abbastanza) bene. Almeno spero.

  8. Ok, le regole prendono definizione e consistenza e devo dire che mi piacciono.

    Ti scrivo le mie osservazioni in ordine sparso:

    – Vorrei, e spero che sia così, che non vada a finire tutto in una storia comica o surreale. Perché a volte succede, quando si tratta di progetti partecipativi. L’hai già detto tu, ma mi preme sottolinearlo 🙂 Facciamo che sia l’horror, con tutte le sue possibili interpretazioni, a farla da padrone.

    – Stabiliamo una lunghezza massima dei pezzi. Che secondo me non dovrebbero essere di troppe parole, visto che in fondo abbiamo pochi giorni per scriverli. Che ne so… tra le 500 e le 1000 parole a contributo? Senza essere troppo fiscali, si capisce.

    – Logistica. Per esperienza col SB, direi che ospitare il proprio pezzo sul proprio blog sarebbe una bella molla promozionale. Poi si potrebbe aprire un blog ex novo(o una pagina qui su Strategie) a fare da indice dei contenuti. Oppure pubblicarli sia sui blog singoli che sul blog di raccordo (che male c’è?)

    – Fondamentale aprire una fanpage su Facebook, come è stato per il SB. Se vuoi qui posso darti una mano io, senza grossi problemi.

    – Il futuro. E’, appunto, futuro. Iniziamo a far diventare tutto ciò una bella cosa, poi penseremo a diventare ricchi, famosi e drogati come gli scrittori veri.

    😉

    Se mi viene in mente altro, aggiungo.

  9. Ciao,
    scusa se vado off-topic (scuse doppie! Elimina il commento se vuoi 😉 )
    Leggo in continuazione i tuoi commenti da Elvezio ed è impressionante il modo in cui ti esprimi e la linearità delle tesi che sostieni e si denota una capacità di comunicazione non indifferente.
    Ti assicuro che non sono complimenti ma una constatazione.
    Mi ha colpito una tua affermazione sempre su Malpertuis: “Ah, non ricordo quale stratagemma retorico sia, ***… delegittimare le affermazioni dell’inerlocutore estremizzandole. Il sedicesimo?”. Io sono un ignorante maledetto ma amo far funzionare quei 4 neuroni che mi girano in testa. Riesci a delucidarmi? Cosa sono gli “Stratagemmi retorici”?
    Non pretendo certo una disquisizione sul blog (ci mancherebbe) ma hai l’indirizzo del mio blog e in fondo c’è la mia mail. Se ti va… chiaro! Il tempo è prezioso per tutti 😉

  10. Quoto Fabrizio Venerandi in toto (forse con qualche propensione per i propri blog), aggiungendo che tu non puoi scansartela. Concordo per almeno una definizione di massima dell’ampiezza dei contributi.

  11. Vediamo i pro e i contro: il blog unico è più pratico per il prodotto finale (+), ma una volta creata la storia è probabile che cada nell’oblio, fatta eccezione per gli autori (-), essendo nuovo è probabile che abbia poca visibilità (-) e appunto c’è da far cambiare piattaforma a un po’ di persone (-). Non tutti riconoscono il WordVerbo. 3(-) ed 1 (+).

    I blog personali hanno il difetto di essere ehm, personali, e chi non ha un blog non potrà pubblicare così facilmente come gli altri (-), ma immagino basterà trovare una soluzione comune. Inoltre, in questa maniera la visibilità aumenta (+), con conseguente crescita di visite e popolarità, gadget, happy meal ispirati e tutto il conseguente (+), ed inoltre si mostra davvero come un esperimento di scrittura condivisa. E qui sono 1 (-) e 3 (+).

    Se i miei calcoli sono esatti… direi che i blog personali sono la soluzione migliore!

    Shaggley, dinosauro con il pallottoliere

  12. Arrivo tardi, causa lavoro. Dunque, dico la mia allora prima cosa: il tempo limitato mi va bene,sul fatto di pubblicare sui vari blog mi andrebbe bene anche questa, però se si vuole creare un blog ad hoc mi andrebbe bene lo stesso. Se prevale la prima ipotesi e qualche partecipante fosse sprovvisto di blog personali offrirei Nocturnia come base di pubblicazione. Io direi comunque di :
    A) Preparare una scaletta di base almeno dei personaggi principali.
    B)Far fare a Davide il primo capitolo così s’imposta la “bibbia” della serie.
    C) Una volta ottenuta una lista dei partecipanti sicuri, procedere per sorteggio all’assegnazione dle numero dei capitoli.
    D)Nel caso non fossero tanti vedere quanti sarebbero disposti a scrivere due capitoli (nel caso dò la mia disponibilità).
    E) Niente fan-fiction e sono d’accordo. Decidiamo però se vogliamo un ambientazione Italiana (io sarei propenso per questo) oppure no.
    Insomma ladies and gentlemen, il brainstorming è iniziato, fatemi sapere.

  13. Alla fine ho deciso di tentare pure io. Se non si gioca non si vince, no?

    Per le questioni logistiche, per me la soluzione migliore è di scrivere ognuno sul proprio blog.
    Inserire i capitoli come risposte ad un post iniziale la vedo come una cosa piuttosto scomoda: sicuramente ci sarà chi avrà voglia di fare commenti al capitolo scritto da Tizio o da Caio, e mescolare capitoli e commenti diventa caotico. Certo, si può impedire di commentare, ma allora il bello della collaborazione scompare.

    Il blog unico potrebbe essere una soluzione, ma andrebbe pubblicizzato, cosa che invece con quelli esistenti è molto meno necessaria.

    Invece ognuno sul suo blog, con una pagina di riferimento e di indice qui su SE, sarebbe l’ideale; quelli che non bloggano possono sempre chiedere ospitalità a qualche altro partecipante, credo che nessuno la neghi.

    Poi concordo con McNab, un’indicazione sulla lunghezza dei capitoli, almeno in linea di massima e con buone tolleranze, va comunque data.
    Per una cosa di questo tipo, quattro righe non vanno bene, e nemmeno duecento pagine.

    Anche io eviterei la deriva comico-stupida; per quelli poco avvezzi all’horror (tipo io!) c’è sempre la parte del ricco avventuriero in giro per il mondo.

    Sul canovaccio da avere già all’inizio invece sono poco d’accordo: il bello di questi esperimenti è proprio vedere dove vanno a finire. Se schematizziamo subito personaggi, luoghi, eventi, ci creiamo un binario che diventerà stretto in poco tempo.
    Si potrebbe però avere almeno una situazione iniziale da cui partire, ma senza che questa debba per forza implicare dei check-point da raggiungere in corso d’opera.
    Per fare un paragone sarebbe come lo start in una gara sportiva; dopo sta ai singoli atleti correre.
    Ed in questo caso Mastro Mana potrebbe assumersi la responsabilità di scrivere il primo capitolo, in modo da darci il via. Il che mi fa venire in mente che se dovessi scegliere, preferirei non dover essere nè il primo nè l’ultimo 🙂

  14. sono state presentate tutte le ipotesi possibili, io da parte mi eviterei i commenti sul tuo blog.
    Mi pare sensata l’idea di Alessandro di partire con il proprio e poi successivamente far convergere tutto in un blog dedicato che garantirebbe un editing molto omogeneo una volta concluso il lavoro… bello comunque:-)

  15. Creiamo un blog unico, è meglio, io ho un blog di cucina e altri due dove non sarebbe realistico piazzare post del genere.

    Horror e solo horror, niente buffonerie.

    Voto a favore perchè Davide Mana apra e chiuda la storia, dopotutto è il nostro zio Tibia qui… (ahahahaha risata satanica, mica comica)

    Non trascinatemi su facebook, lo evito come la peste e solo Zakk Wylde regalandomi tutte le sue chitarre assieme a Gene Simmons che non pensa più ai soldi potrebbero convincermi a metterci piede.

    Al massimo Flickr, per postare le foto dell’orrore della casa…casomai a qualcuno venisse voglia di fotografare ruderi che fanno all’uopo.

    I personaggi devono mantenere una coerenza caratteriale, pur potendo ovviamente cambiare attitudine durante la storia, ma dobbiamo mantenerli credibili.

    Per il resto…spazio alla fantasia.
    Il weekend dal 3 al 5 giugno non ci sono, perciò non mettetemi in lista per la scrittura in quei giorni.

  16. Dimenticavo: va bene promuovere la cosa su FB, ma spero che non diventi obbligatorio partecipare anche lì; non sono registrato e non ho intenzione di farlo 🙂

  17. ho già dato la mia disponibilità, ma volevo dire qualcosaltro. Io sono tra quelli che preferiscono un blog unico (ci sarà meno visibilità per i propri, ma penso che un link rimanderà comunque al singolo sito) su cui postare l’episodio, che dovrebbe essere comunque in qualche modo rivisto da un supervisore prima di essere pubblicato, non per censura, ma per assicurare una certa continuità narrativa e fare magari un minimo di editing. Anch’io sono contrario a FB (vedo con piacere che siamo in molti!), se non a scopi ‘pubblicitari’.
    Temistocle

  18. Son due giorni che ci penso…

    Sapete che mi avete fatto venir voglia di partecipare? Magari come riserva, però… beh… potete contarmi.

    Anche perché ho sempre subito il fascino di queste case abbandonate. (Vedi per esempio qui)

    (Io voto a favore del blog unico, che già mi immagino a dover saltare da un sito all’altro e non è che l’idea sia delle più comode – specie per chi deve vedersela con dei maledetti firewall aziendali)

  19. Ok, rientrato da pochi minuti – ero a un congresso.
    Letti tutti i commenti, fatta una rapida summa.

    In serata posterò una fase tre, chiarendo i punti oscuri e vedendo come muoverci.
    Le iscrizioni si chiudono domani alle 12.
    Lunedì va in onda la bibbia del progetto – considerando che abbiamo anche addescato l’Iguana, direi che ci si presenta un’esperienza quantomai gratificante.
    E divertente.

    Grazie a tutti per esservi ben guardati dal proporre un titolo.
    Adoro lavorare con dei professionisti 😀

  20. Come ho detto nell’altro post ho deciso di partecipare. Queste prime linee guida mi sembrano buone, e concordo anche sui dettagli espressi da Alex “McNab”. Sulla questione blog unico-blog propri-etc, non saprei: sicuramente utilizzare i blog propri fa molto alla survival blog, ma per un progetto tipo round-robin avrebbe più senso un blog unico, magari linkato da tutti i partecipanti e che linki a sua volta tutti i partecipanti. 🙂

    Sul titolo: “La casa che telefonò alla polizia” non va bene? Che poi fa molto giallo all’italiana, tipo “la casa dalle finestre che ridono”. XD

    Ciao,
    Gianluca “Redrum”

  21. la casa chiama, la polizia risponde
    😀
    Ci manca solo Fabio Testi…

    Credo che opteremo per il blog unico.
    Sto cercando templates…

  22. Come possibili titoli mi vengono in mente “linea morta”, “la chiamata silente”, “muffa”, “il mistero di villa xxxxxx”, “il viaggio di Mr. xxxxxx”.

    Direi però che bisogna tenere conto di quale sarà il tema principale della storia e quali degli elementi della notizia originaria avranno più peso

  23. Un solo blog sarebbe fico, con le complicazioni che ne conseguono (iscrizioni, ecc). Trovo forse un po’ dispersivo postare sui propri, anche se promozionalmente molto valido. E poi, come ha sottolineato qualcuno, alcuni blog non sono propriamente di scrittura/letteratura.

    Le opzioni logistiche le lascio a chi ha avuto l’ idea :P. Comunque credo che un minimo di pianificazione ci voglia, un canovaccio abbozzato, una sorta di struttura per non far degenerare il tutto in un grande marasma.
    Credo che poi sia necessario avere qualcuno che moderi, come un GM in un GDR, che giudichi quanto scritto e lo possa rifiutare se non adatto. Che ne pensate? Abbiamo pensato a una fase di riscrittura se il capitolo proposto fa proprio pena?

    Per il titolo, credo che si debba scegliere qualcosa che attragga l’attenzione e che sia facile da ricordare. Magari anche suggestivo. Qualcosa alla dylan dog: La casa dei mille ricordi, La casa sull’orlo del mondo (eh eh eh). Oppure La Casa di Tenebra, La casa di sangue (fanno tutte schifo, ma almeno c’ho provato)

  24. La casa alla fine del mondo 🙂

    (mi avete fatto tornar la voglia di guardare queste vecchie foto…)

  25. “La casa dalle finestre che ammuffiscono”?

    😛

  26. Come titolo ci starebbe bene qualcosa di mysterioso, come ‘9-1-1’, eviterei il declinare ennesimo de ‘La Casa…’

  27. Onestamente credo che il titolo sia più o meno l’ultima cosa che dovremmo fare… Possiamo trovarne uno temporaneo tipo «Una chiamata da nessun luogo» o «Quando il Nulla telefona» o qualche altra semplicioneria del genere, ma credo che il titolo definitivo dovrebbe arrivare alla fine del lavoro.

  28. Hmmm… la storia spaventosa che stiamo scrivendo tutti assieme e non sappiamo ancora come si chiami ma venite a leggerla

    Grande mossa di marketing, ma non credo di avere il coraggio di provarci 😉

  29. Alcune proposte:
    1)1IL BORGO DIMENTICATO.
    2) DENTRO AL GIARDINO.
    3) LA SOGLIA.
    4)SANGUE OSCURO.
    5)LE LUNGHE OMBRE.
    6)LA CASA DALLE LUNGHE OMBRE.
    7) BAGLIORI LONTANI.
    8)BAGLIORI NEL BUIO.
    E se non vi piacciono ce ne sono altri.

  30. Ho il titolo.
    Tutto sarà rivelato nel prossimo post.

  31. E allora dimmelo prima. Senza che mi fai spremere le meningi per niente.Che il mio unico neurone non era più abituato a pensare.:)
    Accidenti. 😉

  32. Recensione:

    LA CASA DALLA MUFFA INVADENTE
    Questo temerario e-book scritto a più mani dagli scalmanati di Mana, gigapalleontologo e fuffologo del blog strategie involutive, vi farà accapponare i capelli.
    A volte ritornano…trattasi della storia di suoceri invadenti decomposti che tornano dopo un secolo a rompere i coglioni a tutte le coppiette che decidono di abitare nella Playboy Mansion, un edificio dalla dubbia origine che ha il potere di ammazzare quelli che malauguratamente ci fanno le cosacce, soprattutto se sposati.
    Il protagonista Nick Derek, deve sbrogliare il bandolo della matassa come può con i suoi mezzi polizieschi low cost, mentre quelli di CSI lo surclassano con sorrisi hollywoodiani e mezzi tecnologici ad alto livello.
    Nik Derek si troverà davanti a fatti agghiaccianti come un cavo di rete spezzato, ma un computer che si connette ad internet, una settantenne in guepière che tenta di concupirlo, una strana muffa invadente che gli si infila nella borsa da lavoro, il fantasma di un tatuatore incazzato senza una mano e un sapientone nerd David Maine che cerca di aiutarlo nelle problematiche indagini, nonchè suo amico fraterno.
    Non mancheranno i colpi di scena, con un’apparizione persino di Edward di Twilight, che morderà Nick Drake sul piede destro durante un feroce combattimento di barboncini che Nick e David tentano di sedare con delle polpette al Tavor.
    Assolutamente da leggere.

  33. Sono già in fila per comprarlo 😀 Fantastica storia!

  34. FASE TRE!
    FASE TRE!
    FASE TRE!

    ^_^

  35. Nick Drake e David Maine?
    Nick Drake e David Maine?
    Nick Drake e David Maine?

  36. Sto già pensando ad alcune sfiziosità da aggiungere quando sarà la mia volta

  37. Nick Drake sei tu Nick e David Maine chi può essere…?????????

  38. Lo avevo capito che non potevo che essere io quel drago di Nick. LOL
    Ma chi potrà mai essere quell’ Mainaccio di David Maine. 🙂
    Voi conoscete qualcuno che si chiami Davide in giro? 😉
    A me non viene in mente nessuno . 😉
    Muahhhh ahhh ahhhhh ahhh.
    (Risatina malefica per entrare in sintonia con la trama).

  39. Ragazzi, voi cominciate a preoccuparmi.
    Consiglio una buona notte di sonno e domattina, non importa se il tempo è brutto, una bella passeggiata prima di colazione.

  40. FATTO. FATTO. FATTO.
    Quando si comincia ARF ARF BAU BAU?
    (visualizzare cane seduto, scodinzolante, in attesa di biscotto)

  41. Dammi tempo.
    Ora che la bibbia è pubblicata e le iscrizioni sono chiuse, è necessario

    a . mettere in piedi il blog (quasi fatto)
    b . avviare la pagina di riferimento qui su strategie evolutive
    c . attivare un indirizzo di gmail per gestire tutto l’ambaradan…
    d . stabilire l’ordine di battuta (assicurandosi di non lasciar fuori nessuno, e gestendo poi le proteste e le richieste di cambio)
    e . tutti i partecipanti devono accedere al blog, come amministratori, per poter postare il proprio contributo. Immagino vorranno anche fornire un link al proprio blog.
    f . mettere in piedi la macchina pubblicitaria
    g . scrivere e pubblicare il primo capitolo

    A tutto ciò, che dovrò fare mentre ho altre dieci cose da fare (ma quello è un mio problema, eh, niente recriminazioni – però spesso vorrà dire lavorare di notte) seguirà…

    h . gestire il caos successivo, per n settimane, dove n è pari al numero dei partecipanti moltiplicato per 0,7, che è poi il rapporto fra altezza e perimetro della Piramide di Cheope misurato in cubiti del faraone…

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