strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Tu chiamale se vuoi ucronie

9 commenti

Questo post è un po’ storto, perché riguarda una storia che non avete ancora letto.
Ma che leggerete presto, spero.

È ormai tristmente noto che il mio racconto La Regina dei Pirati di Atlantide è arrivato terzo al concorso Ucronie Impure bandito a suo tempo dal mio vicino di cella, Alex “Mcnab” Girola.
Qui possiamo allineare i soliti bla bla da autore in tour promozionale – è una storia alla quale sono molto legato, mi sono divertito molto a scriverla, fare ricerca è stato parte del divertimento, e poi vai coi personaggi, tutti simpatici cialtroni, Elisabetta Prima, il dottor Dee, i pirati, bello immaginarsi una storia parallela…

Ora però sembra che ciò che mi sono inventato sia accaduto davvero – per lo meno in parte.

Oh, cavoli!

In breve – a Newport, Rhode Island, c’è un vecchio edificio, una torre.
Secondo la tradizione, si tratta di ciò che resta di un mulino a vento costruito nel diciassettesimo secolo da Benedict Arnold, primo governatore dello stato.
Ma anche no.
Perché secondo una recente ricerca, l’edificio sarebbe più antico di una ottantina d’anni – e sarebbe stato edificato negli anni ’80 del sedicesimo secolo da una spedizione esplorativa organizzata da John Dee e dai suoi compari della School of Night, al fine di piazzare un segno materiale del dominio di Elisabetta Prima su quelle terre.
E considerando che quegli anni sono misteriosamente assenti dai diari di Dee – mago, matematico e cartografo, spia, astrologo di corte e traduttore del Necronomicon – non possiamo escludere che il buon dottore non sia andato di persona in Atlantide – come lui chiamava il continente americano – per supervisionare la costruzione.

A supporto della teoria, c’è sicuramente la fonte più inaspettata ed affidabile possibie – i registri dei servizi segreti spagnoli, che segnalarono a re Filippo di Spagna delle attività sospette in America, da parte di forze inglesi, già nel 1582.

Per gli amanti del lato esoterico, la torre è apparentemente orientata astronomicamente, in modo da poter essere utilizzata per verificare l’accuratezza del calendario – un po’ come Stonehenge.
Contiene inoltre numeri e simmetrie che potrebbero rapresentare una specie di incantesimo di protezione per quello che John Dee chiamava “Impero Britannico”.

Ancora una volta, la buona vecchia Realtà 1.0 batte l’invenzione senza neanche impegnarsi.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Tu chiamale se vuoi ucronie

  1. la soluzione mi sembra chiara. sei un veggente al contrario

  2. Se non sbaglio, c’è pure chi attribuisce quella torre ai Templari, tanto per essere originali.
    O forse effettivamente sto prendendo un abbaglio, e l’edificio a cui mi riferisco è un altro.

  3. La attribuiscono ai templari ed ai vichinghi (probabilmente non insieme).
    I dati recenti tuttavia sembrano essere un po’ più solidi delle teorie cospirative generalmente diffuse.
    Insomma, che si tratti di un pezzo elisabettiano piantato in America per giustificarne il dominio, pareper lo meno plausibile.

  4. Bellissimo post.
    Realtà che si fonde con la fantasia, miscelata dalla solita buona dose di sincronicità.

    Il racconto… lo leggeranno tutti entro un pugno di settimane. Oramai ci siamo. Sarà un bel volumetto da godersi in estate…

  5. Perfetto.
    Intanto, come vedi, la realtà ci anticipa…

  6. Ecco la prova del complotto! Richiederò la tua immediata squalifica dalle Ucronie Impure!!! 🙂
    scherzi a parte sono cose che fanno venire un brividino sulla schiena e pensare a un bel cronoscopio, tipo quello che tieni in cantina vicino al disco volante nazista.

  7. Ah, il vecchio disco volante nazista, con lo Stereo8 a cartucce e l’antenna con la coda di volpe… quelli erano tempi.

  8. Sai che ci fu uno “special” di Martin Mistere dedicato alla stessa vicenda e che aveva per protagonisti gli stessi personaggi? Lì Atlantide era l’Antartide; della spedizione elisabettiana faceva parte il giovane Shakespeare e l’avventura gli ispirò “The Tempest”.

    Poi c’é tutto quel mistero su Shakespeare, i Rosacroce, l’Elettore Palatino… 😉

    Con ciò, bentrovato: aggiungo or ora il tuo blog ai miei link!

    Alessandro Forlani

  9. Bentrovato, Alessandro – e grazie per la visita!

    La comparsa di una storia simile su MM non mi sorprende – la vicenda è abbastanza nota in certi circoli e Martin Mistere è un fumetto con un ecellente pedigree…

    Sulla faccenda dei rosacroce e tutto il resto, c’è un bell’articolo di Ken Hite che forse si trova ancora online.

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