strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Fuga dal mondo perduto

6 commenti

È ormai noto che sono quantomai sensibile alla narrativa avventurosa.
Sarà la vecchiaia.
Sì, ok, resto un fiero sostenitore della fantascienza, non mi nego una tranquilla frequentazione della sword & sorcery, ma datemi una storia d’avventure alla vecchia maniera, con pericolo, località esotiche ed eroi improbabili, e io sono più che soddisfatto.

Peccato che cose del genere non ne facciano più – salvo pochi avventurosi su case editrici improbabili.

Ma per fortuna c’è la storia.
Guardate da vicino qualsiasi periodo storico, e ci troverete un cialtrone che cerca di salvare la pelle dopo essersi cacciato in qualche guaio surreale.
Meglio della narrativa.
Infinitamente meglio della narrativa.

Per dire…

Maggio 1945.
Un DC-3 con un carico di militari americani ed ausiliarie della WAC si schianta sulle montagne della Nuova Guinea.
In un posto che non è segnato sulle mappe.
Un altopiano isolato dal resto dell’isola, dove tribù neolitiche si contendono territorio, donne e maiali (non necessariamente in quest’ordine), la natura è incontaminata e la vita è… breve.
I sopravvissuti si tirano fuori dalla carcassa dell’aereo e cercano di arrabattarsi.
Una giovane (e attraente) caporale del WAC, un parà amante del rischio, un paio di feriti gravi, un uomo che nello schianto ha perduto il fratello gemello…
Per salvarli si mobilitano un esperto in alianti, un reista cacciato da Hollywood perché rubava gioielli, un colonnello con una impostazione alla John Wayne.
Riuscirà il malandato manipolo di soldati Filippino-Americani a soccorrere i sopravvissuti, fronteggiando i cacciatori di teste cannibali in vantaggio numerico con un rapporto di mille a uno?

Lost in Shangri la è un reportage sull’intera vicenda, che ebbe una minima eco sui giornali nel 1946, ma poi scivolò completamente nel dimenticatoio.
Mitchell Zuckoff si mette in cerca dei sopravvissuti fra i sopravvissuti, raccoglie articoli, diari, collezioni di fotografie.
La lettura è scorrevolissima e la vicenda è quasi troppo polposa per essere vera.
La prosa di Zuckoff è forse un tantinello arida, ma questo è dopotutto un reportage, non un romanzo – e il colore viene dalla vicenda, non da come viene narrata.
Un libro così uno non lo legge per il bel linguaggio – che se ci fosse non guasterebbe, ma accontentiamoci.

Certo, ne verrebbe fuori un buon film.
Ma credete che faranno mai una cosa del genere?

Una bella scoperta, un libro ordinato a scatola chiusa sulla base delle recensioni e che per qualche misterioso motivo da Amazon.it costa meno in hardback che in paperback.
Forse perché il paperback ha più pagine…
Comunque consigliato a chi ama la storia minuta, la cialtronagine e l’avventura ( e sennò, perché sareste qui?)

Come nota a margine, posso aggiungere di essere rimasto completamente conquistato dal caporale Margaret Hastings, una donna che “amava il liquore, moderatamente, e gli uomini, con altrettanta moderazione”, arruolatasi per sfuggire alla noia della vita da zitella in provincia.
Zitella?
Aveva trent’anni, al momento dell’arruolamento, ed io la trovo bellissima.
Per cui forse era zitella per scelta.
Comunque, certo my kind of lady, come cantavano i Supertramp.
Non ho idea di quanto abbiano photoshoppato la sua fotografia, ma presa così come mi viene presentata, la trovo semplicemente fantastica.
E poi, volete scherzare, ha affrontato i cacciatori di teste cannibali della Nuova Guinea…

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Fuga dal mondo perduto

  1. “È ormai noto che sono quantomai sensibile alla narrativa avventurosa. Sarà la vecchiaia.”

    Per me è lo stesso: apprezzo di più i racconti pulp adesso che ho 40 anni rispetto a quando ne avevo 18 …dobbiamo preoccuparci? 🙂

  2. Mah, tutto considerato, forse è un segno di miglioramento – per lo meno per quel che mi riguarda.

  3. Una decina di anni fa – forse perché cresciuto a pane e Salgari – mi sono abboffato di “Clive Cussler”. Ok, forse è fin troppo scontato, ma le parti avventurose delle sue trame mi hanno soddisfatto nella maggior parte dei casi e la spalla di Pitt – Albert Giordino – divertito come pochi.
    Di conseguenza mi attira molto il libro che segnali. Lo metto in lista.
    Su play.com ho anche trovato: http://www.play.com/Books/Books/4-/314865/In-Search-of-Shangri-La/Product.html?searchtype=bookall&searchsource=0&searchstring=Lost+in+Shangri+la&urlrefer=search&strefer=bookall&searchfilters=s{Lost+in+Shangri+la}%2bc{91}%2b
    Chissa?!

    Visto che ci sono e non ho un tuo indirizzo mail, vado un po’ OT e chiedo qui (magari anche agli altri lettori del blog):
    Hai letto The regeneration trilogy della scrittrice Pat Barker?
    http://www.play.com/Books/Books/4-/403520/The-Regeneration-Trilogy/Product.html?searchtype=bookall&searchsource=0&searchstring=the+regeneration+trilogy&urlrefer=search&strefer=bookall&searchfilters=sthe+regeneration+trilogy%2bc91%2b
    Recensioni varie – anglosassoni e non – ne parlano piuttosto bene.
    Ciao, grazie.

  4. Dunque…

    Io Cussler lo ammiro a livello personale, ma lo trovo spesso illeggibile.
    Mi piacciono i due saggi sulle sue attività di recuperatore, mi piacciono abastanza gli Oregon Files (ma non li scrive lui), e qualcosa di Pitt, ma a piccole dosi.
    Giordino è un mito.

    Non riesco a visualizzare i tuoi link, ma…

    The Search for Shangri la, se è il volume di Allen, è sul mio comodino in questo momento, e lo sto rileggendo per la seconda volta.
    Solidissimo volume di storia tibetana, misticismo e stravaganze varie, straordinariamente soft sul versante dell’insolito e del sovranaturale.
    Di Allen è consigliatissimo Plain Tales from the British Empire, tre serie di interviste condotte negli anni ’70 condotta con sopravvissuti dell’amministrazione britannica in India, Africa e Mar della Cina. Grandissimo.

    Pat Barker è in gamba.
    Il suo Blow Your House Down – un thriller psicologico su un caso (reale) di serial killer catturato non dalla polizia ma dalle prostitute che minacciava, è colossale.
    La trilogia della prima guerra mondiale è molto quotata, ma credo sia più focalizzata sui tormenti interiori che non sull’azione.
    Ma ripeto, Barker resta una gran bella scrittrice.

  5. Ah, che velocità! Grazie per le info sulla Barker. Annoto anche il titolo che sagnali.

    I ilnk… non so porca miseria, ora non li fa vedere nemmeno a me.
    Comunque il libro è: In Search of Shangri-La: The Extraordinary True Story of the Quest for the Lost Horizon – di Michael Mcrae (6 euro senza spese di spedizione su play.com)
    Ho preso nota anche di quello di Allen, comunque.
    Ciao. 🙂

  6. Ah, e io mi sono annotato quello di Macrae, che non conoscevo, e pare interessante.

    Di fatto, sto preparando un ebook su Shanri la e altre faccende tibetane, che spero di aver pronto per settembre.
    Questo pare un buon addendum alla bibliografia.
    Grazie della segnalazione.

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