strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il Vetro Scuro di Dennis Detwiller

29 commenti

Delta Green rappresenta una fetta importante della mia vita.
Quelli fighi là fuori possono ridere – se sono ciò che sono lo devo anche a Delta Green.
Nessuno di noi è più stato lo stesso dopo Delta Green.
Il progetto nacque circa uin anno prima del primo episodio di X-Files, e Chris Carter ancora ci deve delle spiegazioni.

Domanda: se l’orrore in agguato di H.P. Lovecraft è là fuori, perché non lo vediamo in TV quotidianamente?
Risposta: perché esiste una cospirazione all’opera affinché il pubblico non sappia.

Integrandosi perfettamente con la visione e la narrativa del gentiluomo di Providence, Delta Green costruisce un mondo contemporaneo nel quale una vasta e malandata cospirazione combatte ogni giorno affinché la Verità non trapeli, e la Fine dei Tempi venga rimandata di qualche ora.

Delta Green è una linea di supplementi per giochi di ruolo.
È una comunità online.
È la fonte di ispirazione per molti autori.
È un universo mediatico al quale fanno capo videogiochi, fumetti, racconti e romanzi.

Delta Green è certamente la più dinamica comunità alla quale abbia partecipato.
Vi ho conosciuto amici veri, non virtuali, e mi sono fatto un sacco di risate.
E mi ha ridato la voglia di scrivere dopo gli anni aridi dell’università.

Ora, esce Through a Glass Darkly, romanzo cospirativo e orrifico di Dennis Detwiller, uno dei cervelli del progetto.
E c’è più di un motivo per tenerlo d’occhio.

Through a Glass Darkly pesca profondamente nella mitologia di Delta Green – compaiono personaggi, situazioni, persino termini gergali, che sono nostri e soltanto nostri.
Coniuga spionaggio, thriller e orrore ovrannaturale lovecraftiano senza tradire nessuna di queste fonti.
Ed è un bel pugno nello stomaco.
Perché è Delta Green, ed è scritto da Dennis Detwiller.

Il romanzo è stato finanziato utilizzando Kickstarter.com.

L’autore e l’editore, Arc Dream Publishing, hanno determinato la cifra necessaria a creare e distribuire il romanzo, ed hano posto una scadenza (il 19 di giugno 2011).
Poi hanno cominciato a raccogliere offerte.
Se, e solo se, la cifra-target di 26.000 dollari fosse stata raggiunta entro la data stabilita, il romanzo avrebbe visto la luce.
La cifra è stata superata con circa 48 ore di anticipo, grazie a 340 volontari che hanno donato cifre che vanno dal singolo dollaro, ai 3000 dollari.

Chiunque abbia versato dieci dollari o più riceverà copia dell’ebook, e sarà citato nella pagina dei ringraziamenti.
Chi ha superato i 30 dollari, si becca anche una copia in tiratura limitata del romanzo in cartaceo.
Chi ha superato i 60 dollari, il volume a tiratura limitata ce l’ha autografato dall’autore.
Le librerie possono versare dai 150 ai 210 dollari e ricevere dieci copie dell’hardcover.
Un fortunato – mi domando chi sia – in USA o Canada ha versato 3000 dollari: il volume sarà dedicato a lui in particolare, riceverà l’ebook e 50 copie dell’hardback, e Dennis Detwiller prenderà un aereo e andrà da lui, per masterare una partita a Call of Cthulhu/Delta Green per lui ed i suoi amici, o per tenere una presentazione e lettura pubblica.
Il biglietto da 4000 dollari – la stessa offerta di cui sopra, ma per i residenti al di fuori del continente norrdmericano, è ancora disponibile per poche ore mentre scrivo.
Non credo che qualcuno la prenderà (anche se una grossa libreria farebbe il colpo del secolo), ma non importa – i 26.000 ci sono, il libro esce.

Ah, già – chi non ha partecipato al finanziamento, potrà acquistare l’edizione in paperback o l’ebook, online o in libreria.

Ora, due consideazioni.

La prima considerazione – il modello a riscatto usato da Detwiller e soci ha funzionato, complice una solida fanbase (sì, anch’io ho scucito) ed una procedura semplice.
Una volta segnalata la cifra e la scadenza, l’autore ha mantenuto desto l’interesse del progetto postando due capitoli-campione, e poi regalando un lungo racconto ambientato nello stesso universo, e mantenendo un dettagliato aggiornamento sull’avanzamento dei lavori.

In fact, here’s a breakdown of the budget (click to enlarge).

“Printing” is the estimated cost of printing about 1,000 copies of the hardcover limited edition, based on recent quotes from our favorite printers.

“Shipping and Handling” is the expected total cost of packing, shipping and handling to send the hardback edition to supporters, based on past sales and fundraisers.

“Writing and Art” goes to Dennis, the author and cover artist, to pay him for years of hard work in creating and improving this story.

È interessante notare che, così com’è strutturato, il modello gestisce non solo la produzione – rastrellando i soldi per l’autore, gli editor, gli illustratori ed i grafici, e per la stampa materiale del romanzo – ma anche la pubblicità e la distribuzione.
Il modello di finanziamento è la pubblicità del progetto.
E ovunque nel mondo, una libreria specializzata in fantascienza o horror, o un negozio di giochi, con 200 dollari (poco più di 150 euro) si accaparra dieci volumi tranquillamente vendibili a trenta euro l’uno, raddoppiando così il proprio capitale.
Inutile dire che i volumi sono altamente collezionabili, e varranno dieci volte tanto fra un paio d’anni.
Bello liscio.

La seconda considerazione – il modello mette malamente in crisi l’ipotesi che i libri non si debbano vendere, ma regalare.
Qui abbiamo un autore che ci dice “Ho una storia chè è uno spettacolo. La vuoi leggere? Servono 26.000 dollari.”
E sappiamo che una fetta di quei danari andrà in tasca a lui, una fetta in tasca all’autore della copertina, una fetta in tasca all’editor, una fetta in tasca al tipografo che tirerà le n copie che poi saranno spedite ai partecipanti al finanziamento, più le altre che verranno vendute in maniera tradizionale.
Siamo molto molto lontani dal “Non vedo perché qualcuno debba guadagnarci.” che è un credo diffuso, diffusissimo, e a quanto pare vale solo nelle librerie e non, per dire, in panetteria o dal benzinaio.

Si dirà che il sistema è ricattatorio.
Vuoi leggermi? Paga.
È vero – è maledettamente ricattatorio.
Non per nulla si chiama Modello a Riscatto.

Ma d’altra parte, non è forse ricattatorio il frequentemente reiterato “Scarico gratis i libri che l’autore non regala”?

In questo senso, il modello a riscatto riequilibra in maniera semplice e drastica il rapporto di potere autore-lettore.
È vero, il lettore mi può ricattare minacciando di non comprare i miei libri.
Ma l’autore può minacciarmi semplicemente non scrivendo ciò che io vorrei tanto leggere.

Mi piace.
Funziona.
È fondato sul rispetto e sull’onestà.
I soldi escono dalle tasche di chi è fortemente interessato, ed entrano nelle tasche di chi è seriamente e intimamente coinvolto nel progetto (niente cene da Nobu coi ragazzi del marketing, niente fondi dirottati per finanziare campagne elettorali…)
Il libro è al centro del progetto.
E funziona.

PS: a un’ora dalla chiusura delle offerte, qualcuno ha pagato i 4000 dollari del ticket restante.
Qualcuno. da qualche parte nel mondo, passerà una serata con Dennis Detwiller.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

29 thoughts on “Il Vetro Scuro di Dennis Detwiller

  1. Sarai mica tu quel qualcuno da qualche parte del mondo?
    A parte gli scherzi sappiamo il perchè in italia non funzionerà mai, e mi ci metto anch’io, eterno squattrinato, tra le cause del “Male”.

  2. Confesso la mia triste ignoranza su Delta Green (mi informerò, lo giuro sull’innominabile) e applaudo a quattro mani un progetto del genere. Al di là della resa artistica o della bravura dell’autore è un modello perfetto dei progetti del ventunesimo secolo, del contato DIRETTO tra tutti gli interlocutori (tecnici e no).
    Semplicemente fantastico.

  3. Garantito, la mancanza di fondi è cronica.
    E quii parliamo di un progetto con un groso budget e che poteva già contare su un ampio bacino di fan.
    Però anche qualcosa di piccolo, costruito sullo stesso principio, e con un budget di un paio di migliaia di euro (cifra valida, per un progetto a scalaitaliana) naufragherebbe.
    È una questione di testa.

  4. @Angelo
    la pagina di TV Tropes linkata ti dà già una buona idea di cosa possa essere Delta Green.
    In circolazione ci sono poi una dozzina di volumi – tutti eccellenti; raccolte di racconti, un paio di romanzi e una manciata di supplementi per giochi di ruolo.

  5. Domande:
    1) se il progetto non fosse andato in porto, i soldi “spesi” sarebbero stati restituiti oppure se li sarebbero intascati gli autori e chi si è visto, si è visto? a suo tempo “finanziai” il documentario “get the lamp”, ma sapevo che il progetto sarebbe andato in porto comunque e che non c’era una cifra da raggiungere, era più un preordine su un lavoro in corso d’opera.

    2) quali sono i videogiochi ispirati a Delta Green (l’unico progetto che mi viene in mente è Delta Green, ma il gioco è stato cancellato nel 2002)?

    Di giochi basati su CoC ce ne sono moltissimi, alcuni meravigliosi (da shadow of the comet a Eternal Darkness, il mio preferito). Se proprio vogliamo, possiamo vedere una lontanissima parentela fra Parasite Eve 2, Resident Evil e Delta Green. Anche se il primo è un incrocio fra l’idea originale di Parasite Eve e uno SWAT movie, mentre il secondo può essere accostato al massimo alla serie “Herbert West–Reanimator”.. Sono curioso perché’ ho sempre pensato che quest’ambientazione avesse del potenziale per un gioco di ruolo o di strategia, qualcosa tipo XCOM, per intenderci.

  6. I soldi vengono riscossi attraverso le carte di credito solo nel momento in cui si raggiunge la cifra-target.
    Se il progetto non va in porto, il pagamento viene semplicemente cancellato prima di avvenire.

    Per i videogiochi, a parte il titolo del 2002 (che non ricordavo cancellato, ma pensavo fosse solo dormiente), c’è in via di sviluppo qualcos’altro – ma non ho informazioni.
    Pare ci stiano lavorando alcuni elementi del cast tecnico originale.
    Esistono poi tutta una serie di modding di giochi classici – usando il motore di Quake, per dire.

  7. Non e’ che mi daresti il nome di una di queste mod (o Total Conversion, sarebbe triste se avessero ridotto Delta Green a uno sparaspara) o magari un sito di riferimento. Sai mica quale developer sta lavorando al nuovo delta green o quale sito/community sta “monitorando” i lavori? Sono interessato a seguire il progetto

  8. Sono secoli che non me ne occupo.
    Tutti i link che avevo sono morti.
    Ora cerco e appena so qualcosa ti dico – potrebbe anche darsi che tutto sia morto mentre io guardavo altrove… 😦

  9. Certo, meglio il riscatto (da parte dell’editore) del furto (da parte dei lettori non paganti).
    C’è da dire che con l’ebook puro si abbatterebbero tutti i costi di stampa e quasi tutti quelli di distribuzione, ma il mercato non è ancora maturo. Forse ci si arriverà quando gli ereader costeranno 50 euro, o quando le persone nate col cartaceo, per motivi anagrafici, saranno una netta minoranza.
    Complimenti a Detwiler che è riuscito a fare una cosa che non è riuscita a Stephen KIng (se non ricordo male, lui il romanzo a riscatto lo interruppe).

  10. Sì, King non c’è riuscito.
    Aveva provato anche una cosa a puntate, ma con esiti anche lì piuttosto scarsi.

    Sull’ebook puro io credo – me è una mia impressione selvatica – che una parte consistente di ciò che si salva su stampa e distribuzione deve essere reinvestito in pubblicità.

    E da lettore cresciuto col cartaceo e col fetish del libro rilegato, credo che più che l’anagrafica sia critico il costo dei reader.
    E se un anno fa i cinesi mi lasciavano un solido reader a 80 euro, oggi a quanto me lo dovrebbero vendere?
    Però nulla, i prezzi restano alti.

  11. Mah, io vivo di ebook e ho un budget di pubblicità di ben 64 dollari annui, quindi dissento. Forse dipende dal saper trovare una nicchia e basta. Ovviamente, questo vale solo per i testi scritti in inglese. E dal lavoro quotidiano di networking che è essenziale anche per il cartaceo secondo me.

    i sino-cloni dell’ipad a 100 euro li lascerei proprio perdere, sono delle sòle come si dice qui in centro italia.

    Credo che il problema sia il costo della tecnologia degli schermi (sia quelli epaper che quelli tradizionali), che alle dimensioni necessarie per un buon reader restano difficilmente abbattibili e in regime di non concorrenza (pochi fabbricanti, uno solo nel caso degli schermi tipo quello usato dall’iPad).
    Comunque, il costo di un kindle te lo ripaghi con la differenza tra la carta e l’ebook in poco tempo (un lettore heavy duty come te se lo ripaga in 4-5 mesi secondo me! ricorda di fattorizzare anche i costi di spedizione e dogana, a meno che non trovi tutto su Amazon.it — e non credo proprio che tu lo faccia).

    Ti invito a fare un giochino… per 6 mesi, annotati sempre quanto spendi per i libri cartacei (soprattutto i romanzi che, una volta letti, non saranno più usati per tutta la vita e prenderanno polvere su uno scaffale, o saranno venduti a pochi centesimi o regalati nel migliore dei casi) e annota in una colonna a parte quanto avresti risparmiato con l’edizione digitale (quando c’è, ovviamente…) Poi alla fine del periodo vedi che ereader ti saresti “dovuto” comprare 😉

    Se ti interessa un Kindle 1 (ahimè non legge i pdf ed è lento rispetto all’iPad, quindi è finito in soffitta) te lo vendo al prezzo di un buon paperback 😀

  12. Il giochino porta ad ovvie conclusioni, ma io rilancio con due considerazioni:
    a . molti titoli da diporto li acquisto usati o usatissimi, quindi ap rezzi inferiori ai 50 centesimi.
    b . ormai gran parte del cartaceo che acquisto è a fini collezionistici.

    Mi complimento comunque per il budget pubblicitario di 64 dollari.

  13. Il collezionismo lo capisco, ovviamente, anche se mi sembra strano collezionare libri usatissimi perché immagino cadano a pezzi 🙂 io comunque ho tutti i gamebooks della serie Fighting Fantasy.
    però, poi bisogna aggiungere al costo della carta e della spedizione anche il costo scaffale (e qui dobbiamo ringraziare Santa Ikea da Stoccolma patrona dei lettori compulsivi) per tenerli in casa.

  14. No, aspetta, distinguo.
    Per la lettura brutale cerco l’usato che mi fornisca il miglior rapporto prezzo/condizioni.
    In questo modo risparmio talleri che posso investire in volumi collezionabili – o usati in condizioni ottime o nuovi.

    Santa Ikea, ora pro nobis.

  15. Anche io sono passato all’ebook quasi totale (grazie a un regalo natalizo di mia moglie, il Kindle2) e devo dire che in 6 mesi penso di aver risparmiato, tra romanzi, gdr e altro, se non il costo del lettore almeno un buon 70%.
    Senza contare che molte cose altrimenti, ritrovabili comunque solo in ebook, le avrei dovute stampare, con ovvi costi supplementari, sia monetari che di tempo/spazio.

    Certo, anche a me piace avere il libro cartaceo, soprattutto cose da collezionista (sono uno dei 500 che anni fa compro` per uno sproposito GURPS 4th edition in edizione limitata da Steve Jackson, che tra parentesi mi arrivo` anche con una pagina rotta), ma se devo dire, il Kindle per me e` stato uno degli acquisti/regali migliori della mia vita.

    PS Non so se questa e` la sede adatta, ma complimenti per la Ganesha, Andrea, sei (siete) veramente forti! Magari prima o poi riuscirai anche a far uscire il GdR di Song of Blades and Heroes :).

  16. (Premetto che, per mancanza di tempo, non ho letto i vostri precenti commenti 😦 )

    Di questa storia ne avevamo già parlato un pochetto, e sai come io sia del tutto affascinato da tali forme di autoproduzione/autofinanziamento etc.

    Quel che risalta quando parliamo di casi come Delta Green o Terra Naomi, è l’enorme diversità di cultura tra noi e loro (intesi come americani, ma anche inglesi, tedeschi, probabilmente anche francesi).
    Qui oramai è passata l’idea che “i libri (e le canzoni) ce li devi regalare”. Perché comunque vengono intesi come prodotti in cui l’investimento è vano.
    Altrove, e questo paragone mi mette grande tristezza, nascono movimenti spontanei di fans disposti a finanziare i loro beniamini affinché producano libri e/o canzoni, considerati quindi elementi imprescindibili delle abitudini e delle vite di ciascuno di loro.
    Da noi le uniche cose imprescindibili (e quindi quelle per cui vale la pena sfoderare la carta di credito) sono gli abbonamenti alle pay-TV, alle apps del telefonino e alla SPA all’ultimo grido.

    Possiamo discutere a lungo delle strategie di autoproduzione (quella di Delta Green mi sembra ottima), ma secondo me, in Italia, faticheremmo a raccimolare 260 euro. E non ditemi che è solo una questione di densità demografica…

  17. Sembra figo; peccato che sia già scaduto il KickStarter, avrei partecipato volentieri.
    Ora si aspetta che esca.

  18. AllaArc Dream dicono 4 settimane per la stampa degli hardback.
    Poi tocca ai paperback.

  19. Grazie Umberto. Sono bloccato dal tunnel carpale ma mi dovrei operare la settimana prossima e subito dopo il GdR uscirà, tranquillo. Magari approfitto per mandare una copia di recensione al buon Mana se è interessato, non so se ciò violerebbe la deontologia di strategieevolutive.

  20. @Andrea: auguroni per l’operazione! Non e` niente, l’ha fatta anche mio papa` due volte…

  21. Non so cosa significhi deontologia – probabilmente è qualcosa che riguarda i dentisti.
    Sarò felice di recensirti e di testare il tuo GDR su cavie vive alla prima occasione.
    E poi sai benissimo che acquisterò caninamente tutti i supplementi successivi.
    O cercherò di vendertyene dei miei 😉

    Per intanto, auguri con l’operazione – il tunnel ti ha tormentato troppo a lungo.

  22. Ah guarda se tu avessi voglia di scrivere un supplemento lovecraftoso o una variante pulp o un supplementino swordensorceroso in tempo per il traino del film di conan, hai già trovato l’editore. Ovviamente non so quanto venderà il gdr perchè il mio fancore è composto principalmente da giocatori di miniature… Però tutto è possibile. Sentiamoci in privata sede semmai…

  23. I miei amici ormai hanno lanciato il meme “andrea deve uscire dal tunnel” 🙂

  24. A proposito di Conan, Sword and Sorcery e GdR, a breve (luglio) esce

    http://www.peginc.com/forum/viewtopic.php?t=30735&highlight=beasts+barbarians

    ideato e scritto dal sottoscritto, gia` proposto per la Savage Worlds Deluxe Edition!

  25. Complimenti.
    Sarà bello aggiungere una ambientazione barbarica alla collezione di setting per SW.

  26. Noi operiamo per il bene dell’umanità.
    La troppa conoscenza è pericolosa, il nostro lavoro è duro e pericoloso, ma lo facciamo con spirito di sacrificio.
    E non ci piace che si parli troppo di noi.

  27. Beh, considerando quanti chilometri hanno fatto i buoi prima di essere ritrovati mutilati nel bel mezzo del nulla, direi che è un po’ tardi per chiudere la stalla no?

    http://www.delta-green.com/about/faq.html

  28. Ho appena finito di leggere il Neonomicon di Moore, penso possa interessarti. E’ il seguito del racconto Courtyard di Alan Moore (contenuto nella raccolta Starry Wisdom e poi trasposto in fumetto dalla Avatar Press)

    http://www.amazon.com/ALAN-MOORE-NEONOMICON-HORNBOOK-Moore/dp/B0033CJXSM

  29. Bene, la disinformazione procede. Non pensate a quando arriveranno gli Antichi per succhiarci il cervello, noi vi proteggeremo, siamo pronti e determinati.

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