strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Navi fantasma

11 commenti

Scrivere una recensione per Navi Fantasma, l’ultimo (in ordine di tempo) ebook sfornato dal nostro comune amico Alessandro “Mcnab” Girola è problematico.

In primo luogo perché, lo sapete, è convinzione diffusa che i lavori degli amici non si recensiscano.
“Eh, bella forza, è amico suo…”
Forse è per questo che si immagina normalmente lo scrittore solo e senza amici – perché così si può star tranquilli sull’oggettività dei suoi recensori.

Poi c’è la storia che la recensione negativa è più onesta di quella positiva.
“Tutti buoni, a dir bene di questo o di quello…”
E che qui è un auitentico problema, perché di Navi Fantasma posso solo dire bene.
È ben scritto, presenta una galleria di eventi inquietanti al punto giusto senza mai deragliare nel sensazionalistico o nell'”Effetto Giacobbo”.
Se vogliamo trovarci un difetto è breve – si arriva in fondo e se ne vorrebbe ancora.
Ma è un difetto al quale si pone facilmente rimedio.

C’è poi da aggiungere che l’ebook gratuito di Alex fa parte di un progetto nel quale stiamo cercando di offrire un altro tipo di ebook – l’agile volumetto del fantastico e del misterioso.
E il primo a buttar fuori un affare del genere sono stato io – il che fa di Mcnab e me due complici che stanno chiaramente tramando qualcosa ai danni dei poveri, ingenui, candidi lettori là fuori.
Quacosa che – conoscendoci – coinvolge casse di dobloni illecitamente estorti, la sovversione dello stato, e le vostre figlie corrotte ed avviate ad una vita di stravizi nei bar dell’angiporto di Lemuria.

Il che ci porta al Lemuria Social Club, che ospita tanto le uscite di Alex quanto le mie, ed è chiaramente qualcosa di malvagio, e che tende a sottrarre visibilità ad individui infinitamente più dotati di noi in campo letterario.

Ed io c’ho fatto la postfazione, al libro di Girola.
Figurati se ne parlerò male, no?

E per finire – recensire un ebook gratuito?
Se è gratis non vale nulla, giusto?
Perché se ha un prezzo, ci si lamenta che è troppo salato e poi l’ebook si ruba su eMule – se invece è gratis, lo si scarica a prescindere e poi ci si scorta di leggerlo, ma in generale se ne pensa male.

Insomma – una bella serie di problemi.

Che sono tutti assolutamente privi di significato.
Navi fantasma si legge in una sera, e ci lascia con la voglia di leggerne ancora.
È scritto con un taglio giornalitico privo di sbavature.
Ha una copertina fantastica.
Non costa una lira.

Leggetelo.

=-=-=-=-=
Powered by Blogilo

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Navi fantasma

  1. Per me fai bene a recensirlo. Conoscendo la bravura di Alex sarà un capolavoro, e poi abbasso l’effetto Giacobbo.
    Mi sa che lo recensirò anche io, così accusano anche me di essere un bastardissimo approfittatore ed interessato a parlare solo degli amici.
    Nick

  2. Ma sì, in fondo lo siamo tutti.
    Tutti bastardissimi approfittatori interessati solo a parlare degli amici.
    Anche perché parlare deinemici sarebbe piuttosto sterile, no? 😉

  3. Vado a leggerlo.

  4. È in formato ePub.
    Ti servirà un software come il plugin epubreader di Firefox, oppure Stanza per Windows e Mac, o Calibre per Linux…
    Sono tutti gratuiti.

  5. Beh… sono lusingato 🙂
    Grazie, davvero.
    Poi ovviamente taciamo ai lettori del tuo blog che per scrivere questa recensione abbiamo stipulato una mancia di cento euri (pagabili in dobloni).

    Battute a parte, mi piacerebbe ragionare un po’ ad alta voce sull’impostazione e la lunghezza di questi primi agili volumetti.
    A me piace l’idea di tenerli su un numero di pagine inferiore al centinaio. E’ più semplice e piacevole lavorarci, si evita di scrivere enciclopedie scopiazzando da articoli già letti sul web per allungare il brodo etc etc.
    Voi che ne dite?

    Io già stasera mi metterò a lavorare al secondo volumetto. Penso che sarà un’altra solta di “top 10” dedicata a un campo specifico del misterioso e dell’insolito.
    Ho il netbook che trabocca di inquietante roba sulla scienza nazista. Indovinate di cosa parlerò? 🙂

  6. Una copia sta qui sul mio pc:-)))

  7. @Mcnab
    Io credo che 100 sia il limite massimo di pagne – o se preferisci 25.000/30.000 parole.
    Ma sforzandosi i restare fra le 50 e le 80.
    Sia per evitare come dici di ricucinare il già sentito, sia per evitare di sfiancare il lettore.

    In base a due conti che avevo fatto, sarebbe possibile, stando su queste misue, sfornare 6 agili volumetti all’anno – ammesso che uno abbia qualcosa da dire, ovviamente… 😉

    PS. per i dobloni ci si sente in privato.

  8. Letto e apprezzato; lettura rapida ma interessante, ideale per dare un’idea generale e creare curiosità.

    McNab:

    mi piacerebbe ragionare un po’ ad alta voce sull’impostazione e la lunghezza di questi primi agili volumetti

    Concordo con la lunghezza: sono molto comodi perché danno un’infarinatura generale senza richiedere di leggere centinaia di pagine, e creano interesse; poi è sempre possibile approfondire ulteriormente per contro proprio (e in tal senso sono utilissime le bibliografie).

  9. Ragazzi, complimenti! L’ho letto d’un fiato. L’argomento trattato mi ha sempre interessato molto, e va bé; ma la fluidità del testo e il fatto che si rimanga ben lontani da particolari che il lettore, volendo, può approfondire da sé, rende tutto ancora più gradevole.
    A parte la storia della Mary Celeste, che in parte già conoscevo, mi hanno lasciato basito quella della Joyita (diabolica!), della Ivan Vassili e della Zebrina. Ma mi ha intrigato molto anche l’ U-boat fantasma…
    Il mare, anche quest’anno, non lo vedrò nemmeno con il binocolo… ma di sicuro m’immergerò di nuovo tra le Navi fantasma.
    Bravi!

    ps: quindici anni fa (o forse più, azz!) vidi un film che parlava proprio di una nave fantasma… e vorrei rivederlo. Il ricordo è sbiaditissimo, ma ho questo flash di una scena girata nel cinema della nave. Dopo la proiezione le luci si accendono e una ragazza (non ricordo se fosse la protagonista) si ritrova seduta con uno (o forse più?) scheletri…
    Riuscite a dirmi il titolo di ‘sto film? Ipotizzo sia stato girato verso la fine degli anni ’70.
    Grazie 😉

  10. Così a memoria non mi dice nulla.
    farò indagini.
    Intanto grazie anche a nome di Alex per aver letto il volumetto.

  11. Porca miseria, io che impazzivo nelle ricerche più assurde e alla fine l’ho trovato su youtube. Il film si chiama “Death ship” girato nel 1980 da Alvin Rakoff.
    Ho scovato anche la scena che mi perseguitava: in effetti non è esattamente come l’ho descritta… ma di anni ne sono passati un bel po’ e ci sta che ricordi, sensazioni e altre cose viste abbiano mischiato le carte in tavole. Ma poteva andare anche peggio.
    Comunque… Il cinema era solo una sala proiezioni, anche perché la nave non è da crociera; appena si accendono le luci non ci sono scheletri, che invece appaiono in alcuni flash qualche istante dopo… (non voglio spoilerare troppo)
    All’epoca rimasi piuttosto turbato. Che potevo avere? sette/otto anni…
    Ora ho letto qualche recensione tutt’altro che positiva. Ma va bé, lo rivedrò lo stesso.

    Link alla prima parte (di dieci) del film in lingua originale: http://www.youtube.com/watch?v=ZuCqMjBE02k&feature=related

    Ciao 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.