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Il meglio del meglio

17 commenti

Charles de Lint è il mio salvagente.
Da tempo, da una decina d’anni, da quando ho scoperto questo autore canadese poco praticato nel nostro paese, mi tengo un paio di suoi libri sullo scaffale, da leggere in caso di emergenza.
Ho sempre almeno una dozzina di libri sullo scaffale d’emergenza, ed un paio sono di Charles de Lint.

Perché de Lint, che è stato definito da alcuni lo Stephen King dei canadesi, è meglio, infinitamente meglio di King.
Perché King al suo meglio è una macchina per costruire narrative efficientissime su trame ingegnose ma non originalissime, Charles de Lint scrive in maniera organica, storie – normalmente storie brevi – estremamente suggestive costruite sul nulla.
E lo intendo come un dato positivo.
Non c’è nulla di massiccio, o di ponderoso, o di scontato, o di prevedibile, in de Lint – anche quando scrive horror.
(oltre al fatto, naturalmente, che Charles de Lint non è rimbambito)

Un esempio?
Traduco a braccio…

Tutte le volte che piove un fantasma arriva a piedi.
Va su passando vicino alle case signorili che costeggiano Stanton Street, giù per Henratty Lane fin dove conduce alle stradine strette ed i vicoli affollati di Crowsea, e poi di nuovo su per Stanton in un giro che non cambia mai.
Indossa un completo di tweed consunato – prevalentemente marroni e grigi con un lieve tocco rosato di erica. Un berretto sformato preme sui suoi ricci bruni. I suoi tratti non danno una vera indicazione della sua età, mentre i suoi occhi sono innocenti e saggi. Il suo viso è lucido nella pioggia, liscio e bagnato come quello di una persona viva. Quando raggiunge il lampione davanti alla vecchia tenuta degli Hamill, si asciuga gli occhi con una mano bruna. E poi svanisce.
Samantha Rey sapeva che era vero perché lo aveva visto.
Più di una volta.
Lo vedeva tutte le volte che pioveva.

Ecco.
È il primo paragrafo di Timeskip, un racconto del 1989.
Sei pagine.

La prossima settimana dovrò procurarmi un nuovo volume di Charles dee Lint, perché in questo weekend lungo avevo bisogno di qualcosa di solido, ed ho messo mano a The Very Best of Charles de Lint, pubblicato dalla Tachyon, che finora avevo solo sfogliato colmo di meraviglia.
E che è una gran bella antologia, che riunisce un sacco di introvabili (per lo meno il 50% dei racconti del volume è uscito su piccole riviste, o in volumi a tiratura limitata).

Quando ha dovuto mettere insieme il voume, de Lint si è limitato a rivolgersi ai suoi lettori.
Ha usato Facebook e Twitter per farsi suggerire i titoli che il suo pubblico affezionato considera i migliori della sua produzione (settanta volumi fra antologie, romanzi e saggi).
La selezione risultante è ottima.
E la mano di de Lint è perfetta.
Si va dal fantasy celtico – ma un miliardo di anni luce dalle orde dei tolkienoidi – all’orrore psicologico.
E c’è quel gioiello che è In the House of My Enemy – che è semplicemente straordinario.
E in ogni styoria – che sia ambientato in un ipotetico Galles delle leggende, o sulle strade di una metropoli canadese –  l’autore mette comunque in campo una carica umana e una saggezza (non trovo altri termini) che fa bene all’anima.

Il canadese rimane probabilmente l’autore di narrativa fantastica più vicino alle radici folkloriche del genere.
E leggerlo non è solo un piacere, e un cardiotonico, è anche un corso di scrittura.

Il fatto che riesca anche ad essere un musicista, un saggista, ed occasionalmente un insegnante, rimane un mistero, ed una fonte di invidia.
O un modello al quale aspirare.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

17 thoughts on “Il meglio del meglio

  1. Mi incuriosisce molto

  2. Dovrebbe piacerti perché oltretutto è un musicista (ha appena pubblicato un album di blues acustico) e la musica ha spesso una parte importante nelle sue storie.

    Se dai un’occhiata in giro (su Amazon.fr, ad esempio) si trovano un sacco di suoi libri nuovi a meno di un euro.
    Le raccolte di racconti sono di solito un buon punto di partenza.
    I romanzi sono estremamente vari per tema, tono e target (CdL scrive anche per ragazzi), e vanno dall’horror massiccio (Mulengro, From a Wisper to a Scream) al fantasy tolkienoide (Into Green, il ciclo dell’apista), al fantastico sui generis (Angels in the Wires, Widdershins, Old Man Crow). E ha persino scritto un cyberpunk, in tempi non sospeti, che mescola alta tecnologia, misticismo dei pellirosse e crimine giapponese – si intitola Svaha.

    http://www.sfsite.com/lists/cdl.htm

    In Italiano c’è poco – racconti sparsi, e un paio di romanzi minori.

  3. Leggo in inglese, va benissimo! Meglio!
    Grazie per le info mi attivo per cercare i racconti, adesso sono davvero curiosa.
    Ho visto il link e da lì sono arrivata al suo sito.
    Ma che artista particolare!
    Bello il video, insomma i suoi giri di blues sono niente male!

  4. Pare che a Ottawa faccia normalmente serate gratis nei pub, come hobby, insieme con la moglie.
    Ci si domanda come riesca a fare tutto (70 volumi in trent’anni fa comunque 2/3 libri l’anno)…

    Se poi ti capita di leggerlo, fammi sapere cosa te ne pare.

  5. Io l’ho scoperto grazie a te (ammetto l’ignoranza pregressa… che posso farci?). Nel post sui fantasmi, ricordi?
    Sto aspettando giusto giusto l’arrivo di una sua antologia ordinata su Amazon e ammetto di avere grandi aspettative su di lui. Confermate da questo post.

  6. de Lint è molto diverso dal fantasy che circola di questi tempi.
    Forse è addirittura definibile come “fantasy letterario”.
    Credo che resterai sorpreso dalle sue storie – ma credo non deluso.

  7. Il fatto che sia diverso dal fantasy che circola di questi tempi per me è un ottimo punto di partenza 🙂

  8. Se può interessare anni fa quando ero un fanzinaro squattrinato (adesso sono squattrinato e basta) intervistai Charles Vess un grande disegnatore di fumetti in visita a Napoli (per intenderci il tizio che vinse un Word Fantasy Award insieme a Neil Gaiman) e di Vess comprai un antologia di fumetti scritta con alcuni autori. Charles de Lint era tra loro. Devo vedere se quell’antologia è ancora disponibile. Ricordo che si trattava di ballate celtiche riadattate dai vari autori e poi disegnate da Vess. Il racconto di de Lint, se non ricordo male, era LE RAGAZZE CORVO.

  9. Le Ragazze Corvo è uno dei racconti migliori di de Lint – ed è incluso nell’antologia The Very Best qui sopra.
    Ce l’ho lì da (ri) leggere per stasera…

    E la copertina dell’antologia è proprio di Charles Vess.

  10. 2-3 libri l’anno? Mantenendo un livello alto di qualità e facendo un sacco di altre cose nel frattempo. Vado a suicidarmi in modo orribile.

  11. Mettiti in coda, Angelo.
    Questo simpatico gentiluomo pubblica 2-3 libri all’anno (un romanzo, un romanzo per ragazzi e una raccolta di storie, di solito), più una dozzina di racconti su riviste e antologie.
    Fa una cinquntina di serate live nei pub di Ottawa.
    Fa il liutaio.
    Tiene corsi di studi folklorici all’università.
    Recensisce le nuove uscite fantasy per SciFiSite.
    Ah, e si fa il giro delle convention di fantascienza in Canada e negli USA, le leture pubbliche nelle librerie e biblioteche, e le sessioni autografi.

    Quando l’ho scoperto, sono andato in depressione per una settimana.

  12. Ognuno ha i suoi punti di forza e i suoi speciali talenti, e magari non ha ancora scoperto quali sono. Può darsi che Charles De Lint non sappia cuocere un uovo, per dire. All’università conoscevo un ricercatore geniale che sapeva spiegarti qualsiasi argomento della sua materia con semplicità cristallina e andava in confusione se gli dicevi:”ciao come va?”. Di Charles De Lint ho -The Onion Girl – sospetto di averlo comprato perchè ne avevi parlato tu. Mi sembra il momento adatto per iniziarlo. Farotti sapere.

  13. The Onion Girl è interessante.
    Fammi sapere.

  14. Ho il fortissimo sospetto di aver letto Timeskip. Del resto il nome dell’autore non mi era nuovo.
    Quello che non sapevo era che mr. De Lint fosse pure liutaio. Ci mancava giusto questa. A quanto pare nel continente americano non credono alle giornate di 24 ore e preferiscono quelle di 48. Lo dicevo per il fu Poul Anderson, lo ripeto per De Lint.

  15. Lo stralcio di Timeskip mi ha fatto letteralmente sbavare. Lo urban fantasy mi garba parecchio. Lo voglio!
    Pensavo di acquistare l’ebook ma la postepay mi dice che ho poco più di dieci euro e di andare alle PI a ricaricare non ci penso proprio. In più, mi sono follemente innamorato della copertina delle raccolta.
    La buona nuova è che su amazon.uk sono in vendita copie nuove e usate intorno ai dieci euro, spedizione compresa. Mi devo affidare a un seller con una valutazione del 98%.
    Mi fido, no?
    Ciao.

  16. Sto leggendo The Onion Girl, sono a metà e De Lint mi ha già convinta che esistono le fate e i mutaforma, mi sono beccata a piangere due volte e mi è venuta una voglia pazzesca di tirar fuori l’albo da disegno. Niente male per un libro, e dire che neanche mi piace il genere fantasy.

  17. Come volevasi dimostrare.
    De Lint colpisce ancora 😉

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