strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Alla ricerca di Lemuria

3 commenti

Nonostante il titolo, questo non è un messaggio/marchetta per il Lemuria Social Club.
[che comunque potreste sempre visitare, giusto?]

È vero, avevo detto che l’estate sarebbe stata improntata alla saggistica ed alla hard-sf, ma uno strappo alle regole ogni tanto non fa poi così male.
Pulp, quindi.
Anzi, new pulp.

Ho scoperto The Myth Hunter, di Percival Constantine, grazie ai buoni auspici di Ron Fortier – che con le sue recensioni di letteratura pulp e neo-pulp mi ha fatto finora spendere cifre stravaganti e scoprire autori e titoli straordinari.
E anche questa volta, la segnalazione di Fortier non delude.

Fin dal primo paragrafo, quando incontriamo la protagonista in canotta nera e pantaloni militari coi tasconi, e attraverso le due pagine successive, nelle quali la giovane Elisa Hill spaccia cinque tagliagole usando una coppia di kukri e moderate quantità di kung fu, sappiamo molto bene in quale territorio ci troviamo.
The Myth Hunter è un romanzo breve (sono meno di 200 pagine) che mescola parti uguali di Tomb Raider, Indiana Jones e… ehm, Relic Hunter.
Tenedo solo le parti buone di quelle fonti.

L’idea – esiste una organizzazione di scienziati ed esploratori che si dedica alla caccia ai miti.
Alla ricerca, cioé, delle basi storiche e reali delle leggende e dei racconti folklorici.
Elisa Hill è una di loro – come lo furono i suoi genitori (facevano base alla Burroughs University… un dettaglio che da solo per me aggiunge dieci punti alla valutazione del testo).
Ma i genitori della ragazza sono scomparsi, ed ora Elisa è sulle tracce dell’uber-mito in assoluto – l’antica civiltà di Lemuria.

Contro di lei, un avversario cialtrone al soldo dell’Ordine – una organizzazione rivale che intende usare le aniche conoscenze per i propri nefasti propositi.

Niente di trascendentale, insomma, ma condotto con una mano decisamente salda ed un buon controllo di trama e personaggi.
Fedele alla propria vocazione avventurosa, il romanzo di Constantine intrattiene in maniera intelligente per un paio di serate (si legge in un amen) e ci lascia col desiderio di leggerne altri, di saperne di più, di vedere altre leggende esplorate e trascinate urlanti alla luce del sole come accade in questa storia.

Constantine riesce nel delicato gioco di equilibrismo fra aderenza alle fonti mitologico-cospirative e rispeto per lo scetticismo scientifico, e fa perciò di questa storia, a tutti gli effetti, un romanzo di fantascienza quasi-hard a bassissima intensità, ma rispettosissimo dell’inteligenza del lettore.

Difetti?
Il prezzo di copertina piuttosto alto ed i tempi lunghi del print-on-demand per farselo arrivare.

Ma ne esiste anche una versione Kindle, per cui chissà, magari i portatori sani di e-reader ne trarranno un vantaggio.

È infine molto molto interessante che questo romanzo venga pubblicato con l’etichetta della New Pulp, una sorta di organizzazione informale di autori contemporanei di narrativa pulp, che si propone di dare visibilità alle opere e ignità al genere che non vuole morire.
Bello.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

3 thoughts on “Alla ricerca di Lemuria

  1. Il libro pare interessante, non lo conoscevo affatto.
    Curiosa e spettacolare l’iniziativa di New Pulp, che ricorda in un certo senso il nostro tanto darci da fare per proporre generi che “i grandi” non si sognano nemmeno di considerare.
    Comunque sto guardando il loro sito e noto che è pieno di roba interessantissima.
    Grazie della segnalazione!

  2. New pulp l’ho scoperto anch’io tramite questo romanzo.
    Non si tratta dell’unica iniziativa di questo genere, ma è certamente molto invitante (ed una maledizione per le mie tasche!)

  3. Pingback: 15 euro di letture estive « strategie evolutive

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