strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La fine della vicenda

18 commenti

E così Sick Building Syndrome si è concluso.
23 capitoli per altrettanti autori – o viceversa.

A questo punto ci si aspetta dal sottoscritto un breve discorso – ed è quello che farò.
Un discorso.
Breve.
Niente post-mortem, niente autopsie.
La storia è là fuori – clickate sul link e leggetela.

Io intanto parlerò degli autori.
Che sono poi quelli che hanno portato avanti la storia – che sono quelli che hanno scritto.
Perché c’era solo quello da fare.
Scrivere.
Non fare arte.
Non affezionarsi ai personaggi.
Non guadagnarsi il pane.

Siamo alla mercé del lettore, e nel modo peggiore possibile.
Ieri qualcuno, su FaceBook, commentando Sick Building Syndrome ha detto

alcuni capitoli mi son piaciuti meno di altri

Lo sentite il brivido, la lieve ma innegabile stretta allo stomaco, all’idea che uno di quelli che sono piaciuti di meno sia il vostro?
Perché il round robin vi spoglia e vi espone – e se nessuno, leggendo un romanzo dell’autore X si penserebbe di dire “alcuni capitoli mi son piaciuti meno di altri” (pensateci – un romanzo o vi piace o non vi piace, non andate a discriminare per capitoli…), il fatto che si sappia che ci sono più mani all’opera autorizza il lettore a… beh, ok, ad avvicinarsi in modo diverso alla lettura.
Vi sta leggendo e vi sta giudicando – paragonandovi agli altri vostri compari *.

Ma attenzione, certi giudizi lasciano il tempo che trovano, perché il Round Robin è dei partecipanti e per i partecipanti.
Passa come un rullo compressore sulle paure, sulle incertezze, sulla spocchia e l’egocentrismo.
Mette l’autore nella peggior posizione possibile – lo priva della sua voce, del controllo assoluto, del tempo.
Ma soprattutto lo priva di tutte le affettazioni, le pose e le sciocchezze.
Non possiamo tirarcela, non possiamo atteggiarci a migliori degli altri, non possiamo schifare i dilettanti, non possiamo citare i manuali di scrittura che abbiamo letto, scritto o preso a prestito, non possiamo nasconderci.
Non possiamo “scrivere per noi stessi”.
Il round robin ci obbliga a pensare al lettore, e non come entità astratta, poiché ci sono (nel nostro caso) ventidue altri lettori ben reali per i quali scriviamo.
Cosa penserà chi è venuto prima se gli mando a gambe all’aria una buona idea?
Cosa penserà chi verrà dopo se gli metto i bastoni fra le ruote?
Che figura ci faccio se sforo?

Rispetto.
Il lettore non come il “ritardato” che non la pensa come me (comodo, così), ma uno esattamente come me, che ha lavorato esattamente nelle mie stesse condizioni.
E non importa se io ho un’infilata di premi sullo scaffale e lui di solito scrive solo cartoline.
Il round robin annulla la distanza fra lo scrittore esperto ed il principiante, proprio perché ciò che separa esperto e principante è una serie di strumenti tecnici acquisiti (la voce, la gestione del tempo, il controllo) che qui non sono disponibili.
Siamo tutti nudi davanti al Round Robin.

Non è necessariamente piacevole.
Ma – come molte cose che si fanno quando si è nudi – è divertente.
E l’importante è divertirsi – è un gioco (giusto NIck? 😉 )
E da bravi primati, giocando impariamo.

Alcuni autori di Sick Building Syndrome salutano i fan dopo aver fatto la loro parte.

È Sick Building Syndrome un buon horror?
Non lo so e – francamente – non mi interessa neanche granché.
Mi interessa di più che sia servito a chi ha partecipato – a trovare un po’ di coraggio, a riprendere a scrivere dopo tanto tempo, ad imparare a smettere di preoccuparsi ed amare le d eufoniche, scoprire che tre pagine in tre giorni possono essere l’inferno…
Fate voi.
L’idea era quella di divertirsi (…) e scoprire qualcosa di nuovo di noi stessi.
Se ha funzionato, ditemelo adesso nei commenti.
Adesso.
Fra un anno al massimo, vi vergognerete di aver partecipato e minimizzerete, assumendo toni blasè.

Ma finché è durato… eh, finché è durato…

Keogh disse, “Eravate felice in quell’universo?”
Gordon ci pensò, la sua faccia quadrata e onesta corrucciata per l’attenzione. “Per la gran parte del tempo ero spaventato.Le cose erano . . .” Fece un gesto, indicando vagamente dei grossi problemi. “Ero costantemente in pericolo. Ma . . . sì, immagino di essere stato felice in quel posto.”

(e chi becca la citazione, vince un giro guidato della casa malata o un accesso gratuito ai liveli segreti)

Nota * – È lo stesso, ovviamente per le antologie.
Dicono che al pubblico non piacciono le antologie – ah! pensate quanto possono piacere agli autori!
Tutti accalcati nello stesso posto, dove è così facile fare confronti… però l’antologia di raccionti lascia agli autori delle libertà che il round robin annulla.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

18 thoughts on “La fine della vicenda

  1. Si Davide, giusto. 😉
    E qualcosa mi dice che questo post nasce anche da alcune delle mail che ci siamo mandati in questi giorni.
    Anche a me alcune cose sono piaciute meno, compresa qualcosa che ho scritto io. Così tanto per chiarire.
    Alla fine la cosa importante è stata che alcune persone che non avevano mai scritto hanno rotto il ghiaccio.
    Divertendosi perfino.
    O che altri che non avevano abbastanza fiducia in se stessi si siano potuti ricredere. Divertendosi perfino.
    O che alcuni scrittori si siano affiancati a debuttanti assoluti.
    Divertendosi perfino.
    SBS è stato un unico ottovolante, una di quelle cose folli come un film fatto da Spielberg; Russ Meyer e Ed Wood assieme.
    E mettiamoci anche un Russ Tamblyn sotto acido e così completiamo il quadro.
    Ma, questa è stata la sua forza, le sue debolezze si sono trasformate in un unico gigantesco capolavoro POP.
    O come dice una persona notoriamente molto intelligente , nonchè modesta (;-D), alla fine è un gioco.

  2. L’autore della prima citazione sono io. Ma l’ho scritto anche sul mio blog, mica solo su facebook.
    E ho aggiunto anche altre considerazioni, che trovo in linea con questo articolo. Ed è giusto dirlo.
    Inutile aggiungere altro, discutere o ribadire l’ovvio. Solo una cosa, il mio è un giudizio di gusto e lo voglio esprimere.
    Posso anche discuterne, se volete. L’unica cosa è che oggi sono occupato e quindi la mia presenza online sarà scarsa.
    Fate voi.

  3. Ehm… mi dispiace, Hell, ma io non ho preso il tuo commento (a meno che tu non frequenti FB anche sotto pseudonimo… perverso).
    Si tratta di un commento di un lettore, non di un autore.
    E l’ho citato non per fare una distinzione fra buoni e cattivi – ché non siamo alle scuole elementari – ma proprio per segnalare come chi legge il round robin tenda ad avvicinarsi in maniera diversa al testo.
    Come la storia diventi di secondaria importanza rispetto al confronto fra i capitoli.
    Come insomma anche la consapevolezza del lettore venga influenzata non da cosa racconta la storia, ma da come la storia è stata raccontata.
    Ed anche questo è uno dei rischi che il RR comporta per l’autore.
    Si viene giudicati su parametri diversi da quelli che di solito si applicano a ciò che scriviamo autonomamente.

    Mi spiace di percepire una certa stizza nella tua risposta – non era mia intenzione suscitare polemiche, e mi dispiace di essermi espresso malamente.

  4. No, no, no. Nessuna polemica o stizza, figurati. È bene chiarirsi, soprattutto tra amici.
    Ma siccome sono le mie esatte parole, be’… 🙂 sfido chiunque a non sentirsi chiamato in causa.
    Scusami tu se sono sembrato aggressivo. Il fatto è che anche io ricevo mail e commenti e certe volte ‘ste cose stufano un po’.

    Poi credo sia naturale, leggendo, instaurare un paragone tra stili e rispettivi autori. Se proprio lo vuoi sapere io ho evitato fino a dopo la stesura del mio capitolo di leggere i nomi degli autori dei capitoli, proprio per ridurre al minimo i (possibili) preconcetti.
    Però, credo allo stesso tempo che, come per un’antologia di racconti, sia sano per il lettore gustare o meno i capitoli e chiedersi chi gli abbia scritti. Sulla questione autopsie posteriori e/o contemporanee alla lettura, be’ è un vizio di molti che non condivido.

    No problem 😉

  5. Tranquillo, anch’io li odio i martedì. 😉

  6. Sono completamente d’accordo su quanto espresso nell’articolo. Del resto è più o meno la stessa cosa che ho cercato di esprimere nel mio “making of” sul mio blog. Alla fine io mi sono divertito, e sono riuscito, nonostante tutto, a scrivere rispettando la scadenza, cosa di cui non ero completamente sicuro agli inizi. Quindi per quanto mi riguarda è un esperimento riuscito, poi sulla qualità decidano i lettori. È naturale che l’approccio sia quello a singolo capitolo, come in antologie, e ci sta. Fermo restando che anche il lettore non potrà farsi mai un’idea completa di un autore basandosi solo su un capitolo, che per come è impostata la RR, è snaturato dal modo di scrivere vero e proprio di quell’autore. La RR è un mezzo che rivoluziona tutti, sia gli scrittori che i lettori.

    PS: Questa storia dei livelli segreti mi sta mettendo hype…!

    Ciao,
    Gianluca

  7. Ultimissimo commento, poi scappo. 😉
    Avrei una proposta per Davide, che potrebbe applicarsi ai livelli segreti o magari (se ci sarà) al prossimo RR:
    non si potrebbe togliere il nome dell’autore del capitolo? Salvo svelarlo a cose fatte. Così si eviterebbero letture con occhio critico basate magari sulla conoscenza dell’autore.
    Che ne dite?

    😉

  8. Beh, onestamente non mi sconvolge particolarmente che qualcuno abbia dato il giudizio riportato da Davide. È abbastanza normale, direi, dal momento che i gusti delle persone nascono da un insieme di gusti, passioni, ricordi, impressioni e speranze. Personalmente sono piuttosto soddisfatto del RR e condivido ciò che ha scritto Davide. Mi ha divertito partecipare, tentando di spingere il mio pedone senza rovinare a nessuno la partita. Personalmente – a parte il mio pezzo che è per me ingiudicabile per antonomasia – ho apprezzato di più alcuni pezzi di altri, anche se immagino che questo dipenda dal mio gusto forse un po’ troppo affezionato al gotico (sorpassato, probabilmente) piuttosto che allo splatter-gore. Ma è stato comunque divertente anche leggere di mani tagliate e di putridumi vari. In fondo gli autori che amo di più avevano l’abitudine di «velare» gli aspetti più ripugnanti dell’horror e non è affatto detto che questo debba essere il canone.
    Comunque un GRAZIE davvero grande a tutti.
    Ho imparato qualcosa – cosa preziosissima – e sono convinto che il romanzo nel suo insieme sia persino leggibile.
    UN buon risultato.

  9. @Hell
    Buonissima idea – comporterebbe più lavoro di amministrazione, ma aggiungerebbe un certo non so che.
    E aprirebbe la possibilità al gioco a premi – accopia il nome dell’autore al suo capitolo…
    Credo che per almeno sei mesi non metterò in piedi un altro RR, ma sarà un’opzione da considerare.

    @Massimo
    Anch’io lo considero leggibile.
    Non un capolavoro, ma non era a quello che si mirava.

  10. @Gianluca
    credo che un paio dei livelli segreti ti piaceranno.
    (alimentiamo l’hype 😉 )

  11. Io mi sono davvero divertita a leggere come la storia si evolveva in modo assolutamente inatteso.
    Ovviamente alcuni capitoli possono piacere più di altri per via dei gusti personali ma io credo che il RR sia prima di tutto un gioco di squadra e non una competizione.
    Ad esempio i primissimi capitoli secondo me non potevano essere troppo estrosi perchè occorreva entrare piano piano nel vivo della vicenda. Bisognava in certo senso apparecchiare la tavola senza affezionarsi troppo alla propria proposta sapendo che di acqua sotto i ponti ne sarebbe passata tanta.
    Essendo la quinta avevo il vantaggio di avere mille possibilità, tuttavia pur avendo idee più complesse riguardo alla casa ho scelto un clichè semplice(ma si sapeva fin da subito che in una casa stregata i clichè sarebbero stati tanti) e mi sono preoccupata più dell’atmosfera che non di grandi colpi di scena, ma credo che questo fosse quello che si chiedeva al mio capitolo 5.
    Certamente se fossi stata, per dire, 15esima le cose sarebbero state diverse.
    Mi aveva molto intrigato ad esempio il fatto che ci fosse un numero minimo di parole perchè sono convinta che anche con quelle poche parole si sarebbe potuto fare molto, magari non all’inizio in cui mancano moltissimi dettagli e molte pedine ma se fossi stata a metà mi sarebbe piaciuto tentare.

    L’idea di Hell mi piace moltissimo anche se per questa volta sono stata contenta così. Non conoscendo praticamente la maggior parte dei partecipanti mi è piaciuto ricollegarli subito ai vari capitoli. Anche perchè poi ovviamente sono andata a curiosare sui vari blog e a leggere magari altre cose che avevano scritto.

    Davvero un’esperienza bella e costruttiva e se all’inizio avevo deciso di partecipare perchè pensavo che mi avrebbe fatto bene avere scadenze precise e numero di battute prestabilito adesso so che un RR è molto molto di più.
    Se ce ne saranno altri mi piacerebbe partecipare ancora.

    Aspetto con curiosità che si svelino i livelli segreti!

    Cily

  12. Come al solito concordo con buona parte di quel che dici e scrivi.
    La RR è stata divertente, piacevolmente faticosa e anche piuttosto interessante.
    Capitoli più riusciti e altri meno? Senz’altro sì.
    E allora? Non facevamo gare, né concorsi. E’ stato bello così.

    Una confessione piccola piccola: mentre si avvicinava il mio momento (di scrivere!) avevo un panico crescente. Poi è stato bello. Per come mi son posto io ho cercato di rispettare il lavoro altrui e al contempo di dare una svolta (il mio era il capitolo di mezzo).

    Al prossimo giro, se mi volete, sono ancora dei vostri.
    😉

  13. Io sinceramente mi sono divertito, all’inizio ho accettato con entusiasmo poi quando è arrivato il mio turno (quello vero, non quando ho tirato il bidone 😉 ) un pochino di ansia da prestazione è sopraggiunta, ma di quella sana che ti sprona.

    Mi pare assolutamente normale che a chi ha letto il nostro racconto possano essere piaciuti più alcuni capitoli rispetto ad altri. Ognuno scrive secondo il proprio stile, il proprio gusto, è guidato dalle proprie esperienze e dalle proprie preferenze ed ha influenze diverse da quelle degli altri, quindi è normale che ogni capitolo abbia avuto un’anima diversa dagli altri.
    Dopo tutto, anche a me alcuni sono piaciuti più di altri, e dico questo senza esprimere giudizi, si tratta di gusti personali.

    E faccio mie le due ipotetiche (ma non tanto) domande che poni nell’articolo:
    Cosa penserà chi è venuto prima se gli mando a gambe all’aria una buona idea?
    Cosa penserà chi verrà dopo se gli metto i bastoni fra le ruote?

    Cose che mi è capitato di pensare, ed alle quali aggiungo anche i due inversi, ovvero “Spero di riuscire a mettere giù la mia idea senza che quelli che mi precedono mi brucino la terra davanti ai piedi” e “Speriamo che quelli che seguono abbiano rispetto per ciò che scrivo”. Sono stato fortunato in entrambi i casi 🙂

    Per mia scelta ho deciso di “tenermi un pò in disparte” (in realtà più per poter parlare della figura del ricco avventuriero, che fino a quel momento era stata lasciata da parte e che mi affascinava molto più delle muffe), se così si può dire, parlando di un periodo molto precedente a quello della vicenda principale, ma ho cercato comunque di agganciarmi a ciò che era stato scritto prima di me e di fornire qualche appiglio a quelli che avessero voluto utilizzare il mio capitolo per fare altrettanto.
    Può darsi che il mio capitolo sia uno di quelli poco graditi per questo suo diverso focus e per essere stato scritto come finto documento perduto, sui cui aleggia lo spettro del temutissimo “spiegone”. Ma in realtà il bello è anche essere liberi di dare un proprio contributo personale e diverso dagli altri.

    Comunque, che dire, io mi sono divertito, lo ripeto.

    C’è solo una cosa che mi lascia perplesso: ma inizialmente non eravamo in 24? Dov’è finito il partecipante perduto?

  14. Se lo sarà mangiato la casa.

  15. Non mi importa nulla del commento sul capitolo non piaciuto. C’è sempre qualcosa che non piace. Ma un saggio diceva “Purchè se ne parli”… e se ne è parlato, e siamo ancora qui a farlo.

    IO MI SONO DIVERTITA UN SACCO.
    Mi sono impegnata, ho piegato la mente a pensieri horror, ho messo me stessa e l’invenzione più pura.
    E poi, ho amato i compagni di viaggio, è stato stupendo condividere con tutti voi l’esperimento. E’ stata questa la molla, scrivere con voi e per voi. Sentirmi parte di una combriccola narrante, di un’energia che produce uno sforzo comune per il piacere di scrivere e leggere.
    QUANDO LO RIFACCIAMO???
    Ma poi, soprattutto: I LIVELLI SEGRETI?
    Ne facciamo un file in PDF almeno da conservare come ricordo? Se nessuno si presta lo faccio io!!!!
    GRAZIE A TUTTI

  16. Vi prego non ditemi come finisce che devo ancora finire di leggerlo 😛

  17. Sto recuperando un po’ alla volta tutti i post di queste ultime settimane.
    Ma quanto scrivi??? 🙂

    Se per i post di cucina salto (tengo famiglia: gioco in un’altra categoria! :-)), qua mi tocca proprio dire la mia.
    Non mi sorprende leggere commenti come quello che citi. Cavoli, anch’io ho i capitoli preferiti così come quelli che non mi hanno convinto (e devo ancora leggere gli ultimi, mannaggia…).
    Questo non vuol dire che non mi sia piaciuto partecipare. Quel che mi ha attirato nella casa è stata soprattutto la sfida, non nei confronti degli altri autori, ma con me stesso, che volevo vedere cosa sarei riuscito a combinare. E ok, la qualità del mio capitolo è quella che è, ma oh… mi son divertito e sono comunque soddisfatto del risultato.

    Per quel che riguarda la proposta di eventuali riscritture di regole e affini. Sono contrario al nascondere il nome dell’autore in calce al relativo capitolo. Il Round Robin non è un concorso, non è una gara, è un gioco (l’ha già detto qualcun’altro? :-)) in cui ognuno partecipa e investe secondo le sue esigenze e possibilità.
    Se ho paura del lettore, se temo di essere giudicato, forse è meglio non partecipi proprio.

  18. Il commento in questione avrei potuto scriverlo anche io (e probabilmente tutti, anzi più d’uno l’ha proprio fatto tra cui Elgraeco). Concordo con tutti i commenti precedenti: che qualcosa piaccia di più o di meno ci sta, sia da un punto di vista stilistico che narrativo; le svolte non sono mancate e alcune sono state proprio inaspettate, ma fa parte del divertimento, dell’attesa, di sapere che quello che stai leggendo lo leggi mentre viene scritto e ad ogni capitolo di chiedi tu come continueresti e di solito è tutt’altra cosa da quello che poi viene scritto davvero. Un po’ come La storia infinita, eravate tutti Bastian la cui fantasia stava creando la storia quasi in tempo reale!
    Credo si capisca che ho seguito la RR in tutti i suoi aspetti, della maggior parte di voi seguo già i blog, e ho letto con divertimento ogni capitolo, quindi prendete questa critica per quello che è, spero costruttiva per il futuro. Al di là dei gusti personali un paio di capitoli davano la sensazione di poco curato, con diversi errori di battitura e punteggiatura… il tempo era poco, e faceva parte del gioco, ma è stata l’unica cosa fastidiosa… anche perchè molti altri erano impeccabili… soprattutto considerando che ciascuno di voi, come diceva Davide, sapeva di avere almeno altri 22 lettori suoi pari, la forma era da considerare quanto e più della sostanza… faccio un’ipotesi: potreste far leggere il capitolo che sta per uscire a chi vi ha preceduti, che è il più “fresco” di lettura, non per fare un editing in senso stretto ma per togliere almeno gli errori grossolani che uno può non vedere se sta lavorando su ciò che ha scritto da diverse ore!
    Per finire, mi piace molto l’idea dell’anonimato fino alla fine del giro, in quel caso sì che tutti gli autori stanno davvero sullo stesso piano 🙂

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