strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Fucile da dinosauri

30 commenti

Ah, finalmente una richiesta per il piano bar del fantastico che rende giustizia a tanti anni di studio e di frequentazione della letteratura pulp.
Il giovane Alessandro Girola, da Milano, mi scrive e mi domanda,

hai presente quei b-movie di fantascienza in cui si vedono soldati che svuotano inutilmente dei caricatori contro i dinosauri che li attaccano? Beh, ha una logica tutto ciò? E’ possibile dedurre che la pelle dei bestioni fosse sufficientemente spessa da risultare impenetrabile ad armi di piccolo calibro?

La risposta breve sarebbe – no, non ha una logica, tutto ciò.
Una scheggia metallica accelerata a velocità ultrasonica (con un P90, ad esempio) scava nel bersaglio una cavità grande quanto una palla da basket, quindi puoi anche essere un dinosauro, la raffica ti fa molto molto male.

Ma non è così semplice.

L’idea che i dinosauri avessero una pelle spessa e corazzata deriva dalle prime ricostruzioni dei dinosauri ad opera dei naturalisti vittoriani – usando i pachidermi moderni come base, immaginarono una pelle spessa come quella di un rinoceronte anche su creature come l’Iguanodonte.
Ho un agile volumetto in uscita su questi simpatici personaggi e sulle loro ricerche, tra l’altro.

Oggi abbiamo resti fossili di pelle di dinosauro, e sappiamo che non si trattava di una corazza impenetrabile (ci si trovano i segni dei morsi dei predatori), ma di normale pelle di rettile.
Che è tosta, ma non tanto da ignorare un colpo di arma automatica.

Il fossile della settimana: Pelle di Edmontosauro

C’è tuttavia un’altra serie di considerazioni, nel nostro ipotetico T. Rex vs AK47.
In primo luogo, che sotto alla, spessa, flessibile e spesso molto colorata pelle del dinosauro, c’è un bello strato di muscolo compatto.
Poi, naturalmente, c’è il problema delle piastre ossee, che alcune specie (soprattutto erbivori, in verità), avevano in corrispondenza del dorso e del collo.
E con le bestie veramente grosse possono passare alcuni secondi, dal momento in cui il proiettile impatta a quando il cervello registra l’impulso doloroso – perché la distanza dal cervello alla coda, ad esempio, è eccessiva.

E poi c’è il vecchio, annoso problema del dinosauro in corsa…

An elephant weighs—let’s see—four to six tons. You’re proposing to shoot reptiles weighing two or three times as much as an elephant and with much greater tenacity of life.

Il problema del’abbattere un dinosauro in corsa venne analizzato da Lyon Sprague de Camp nel suo classico racconto A Gun for a Dinosaur – che potete leggervi gratis sul sito della Baen.
Il racconto di Sprague de Camp è un autentico gioiello in quanto applica un principio di analogia nell’affrontare un problema paleontologico – quello cioé di determinare come fossero in vita i dinosauri che noi conosciamo solo come fossili.
Il racconto è anche molto noto in ambito accademico perché contiene una plausibilissima (e solo recentemente messa in discussione) ipotesi sul motivo per cui il cranio del Pachicefalosauro abbia una certa struttura.
Insomma, si tratta di eccellente fantascienza, scritta applicando il metodo scientifico.
Ed è una valanga di risate.
Sprague de Camp era in gamba.

Il dinosauro pesa due o tre volte quanto un elefante, ed è molto più duro a morire.
Lanciato in carica, lo si può anche accoppare, ma prima di rendersi conto di essere morto, quello vi stramazza addosso e vi spiaccica.

Per il mio denaro, come sui suol dire, la soluzione proposta da L Sprague de Camp è ancora perfettamente valida…

Here you are: my own private gun for that work, a Continental .600. Does look like a shotgun, doesn’t it? But it’s rifled, as you can see by looking through the barrels. Shoots a pair of .600 Nitro Express cartridges the size of bananas; weighs fourteen and a half pounds and has a muzzle energy of over seven thousand foot-pounds. Costs fourteen hundred and fifty dollars. Lot of money for a gun, what?
I have some spares I rent to the sahibs. Designed for knocking down elephant. Not just wounding them, knocking them base-over-apex. That’s why they don’t make guns like this in America, though I suppose they will if hunting parties keep going back in time.

Holland & Holland Nitro Express .700 (negli anni ’50, quando enne scritto il racconto, la H&H e la Continental producevano solo il .600).
Perché non lo vogliamo uccidere… lo vogliamo abbattere.
Vogliamo che si fermi e caschi a terra gambe all’aria.

Certo, si tratta di un’arma da sette chili con un rinculo della malora – non esattamente la cosa più comoda da portarsi nella Valle dei Dinosauri.

Certo, esistono addirittura calibri maggiori – il JDJ .950 e altre cose simili.
E c’è persino un formato che si chama Tyrannosaurus Rex.
Ma il .600 o il .700 Nitro Express rimangono insuperati nella caccia al dinosauro.

Rimane da considerare il Principio di Servadec, che prende il nome dal romanzo di Jules Verne.
Non è assolutamente detto che i dinosauri si spaventino per le esplosioni delle fucilate – si tratta infatti di suoni coi quali potrebbero avere una certa familiarità (la Valle dei Dionosauri, tradizionalmente, è costellata di coni vulcanici, gayser e fumarole, e soggetta a tempeste colossali).
Se si vuole spaventare la bestia, il clangore metallico di coperchi di pentole potrebbe essere per la creatura molto più strano ed inquietante delle fucilate.
certo, il rischio è che il dinosauro sia abbastanza intelligente da reagire all’insolito con curiosità anzichéè n paura.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

30 thoughts on “Fucile da dinosauri

  1. Pensa te, ho (ri)letto il racconto di cui parli solo 10 giorni fa, al mare, sul Kindle… e mi ha dato collateralmente lo spunto per uno scenario GdR…

  2. Grazie per aver risposto al mio interrogativo in modo così esaustivo!
    Devo dire che, armi da fuoco o meno, il tuo post dà l’idea che gestire un t-rex sia davvero un bel pasticcio.
    Però ok: mettiamo di avere a disposizione un H&H o un anticarro Milan o altre piacevolezze. Se non veniamo presi alla sprovvista possiamo ragionevolmente sperare di tirar giù il t-rex senza rischiare troppo.
    A questo punto mi sorge il dubbio: sarebbe più complicato cavarsela con un agile e scattante velociraptor? Combattendo in campo aperto forse no, ma in un’area boschiva…

  3. Il buon De Camp…non solo era in gamba, ma se non ci fosse stato lui siamo poi così sicuri che oggi come oggi avremmo avuto un revival di Lovecraft o d iHoward e il suo Conan ?
    O che senza le sue storie o la sua partecipazione ai Black Widovers avremmo avuto la moderna fantascienza?
    O sono io che sbaglio?

  4. Guarda Nick, se sbagli, sei in buona compagnia – perché un terzo sano degli autori di SF moderbna la pensano come te (e come me).

    @Alex
    I velociraptor attaccano in gruppo e coordinati.
    Unica soluzione – fuoco soppressivo.
    Qui il P90 torna maledettamente utile.

  5. Voi che siete esperti, per abbattere il berlu che arma sarebbe consigliabile?

  6. C’era un vecchio racconto di… mah, Walter Miller Jr., credo.
    Un dittatore viene eliminato avvelenando le parti intime di una signorina disponibile…
    Non ricordo il titolo.
    O forse era di Edgar Pangborn?
    Tendo a confonderli, Pangborn e Miller.

  7. Dev’essere sicuramente Pangborg, mi sta simpatico e poi ha scritto Davy l’eretico e Pianeti allo specchio!

  8. Interessante il post, ma voglio sottolineare che figata sia la raccolta di racconti linkata al sito della Bean, mi pare zeppa di roba molto interessante. bookmarkato all’istante.

  9. The World Turned Upside Down, dlla Baen – se mai un giorno riuscirò a tenere un corso sulla fantascienza (ci sarà un circolo dei lettori disponibile, là fuori?), questo sarà il libro di testo.

  10. E mettiamo che lo si voglia prendere vivo… i tranquillanti che funzionano sugli elfanti funzionerebbero su un metabolismo da rettile?
    Figata assoluta la pelle fossile, non lo sapevo– quindi si è risolto il fatto del colore e immagino che l’ipotesi dinosauri piumati sia finita nel dimenticatoio…?

  11. No, perché ci sono anche resti di dinosauri piumati… in realtà esistevano entrambe le varietà.
    Anche se forse il dinosauro medio aveva qualche ciuffo di scaglie modificate in penne nei punti topici, e per il resto era scaglioso come una serpe.

    Sul prenderli vivi… ah, i tranquillanti… servirebbe un veterinario.
    Però è un bel problema – vedrò di documentarmi, e se trovo abbastanza polpa, ci faccio un post.

  12. Scusate ma in un post del genere un bullonaro come me non può mancare. 🙂
    Se volete proprio andare a caccia di T-Rex fatelo da distanze di sicurezza. E usate un giocattolo come il McMillan TAC-50, 12.7 mm con penetratori all’uranio impoverito. Può avere le ossa spesse mezzo metro, non fa differenza. Distanza ravvicinata? Bersaglio in carica? Toglietevi di torno!!!
    Se dovete tendere trappole predisponete una bella Claymore. Più che sufficiente a stroncargli le gambe (anteriori se quadrupede, posteriori se T-Rex in corsa).
    Problema bestioline piccole&veloci: soluzione vecchio stile, Browning M60, sempre calibro .50″ e tiro di soppressione. Cambiate spesso la canna e non rimanete a lungo nella stessa posizione.

  13. Annotato.
    Ma io resto fedele al vecchio H&H… la distanza di sicurezza non si addice al cacciatore 😉

  14. Ah, per prenderli vivi…

    L’anestetico ideale per i rettili è l’Isoflorano, un etere alogenato che si assume per inalazione.
    Già, tocca gasarli.

    Per chi invece preferisce il vecchio fucile anestetico, il dardo si può caricare coi grandi classici:
    Ketamina
    Tiletamina
    Midolazam
    Diazepam
    Zolazepam
    Telazol
    Propofol

    la maggior parte dei veterinari giura e spergiura su un cocktail di Ketamina (un farmaco dissociativo) e Diazepan o Medetomitina (un rilassante muscolare).
    Il volume iniettato dipende dalla massa corporea della bestia.
    Il cocktail fa effetto in 10 minuti.
    Dopo i 30 minuti di sedazione, conviene girare al largo.

    L’ideale sarebbe iniettare fra due scaglie della pelle – perforare la squama infatti può risultare doloroso per la bestia e inefficace ai fini della sedaziione (risultato – dinosauro incacchiato e ben sveglio).
    Qesto significa, nei carnivori e nei saprofagi, mirare al collo della bestia da dietro, in modo da sfruttare l’orientamento delle squame.

    Il vero problema è il dosaggio – a 15 milligrammi per kilogrammo, tocca sparargli in vena un po’ di litri del cocktail.

  15. Pingback: Align-Trex-Parts.com » Blog Archive » Q&A: .577 Trex or .700 Nitro Express?

  16. Questo post è spettacolo puro, anche grazie all’aggiunta degli splendidi commenti 🙂

    L’idea di Angelo di utilizzare le Claymore per stendere un T-Rex è davvero affascinante…

    A questo punto rilancio: per penetrare la corazza dei bestioni corazzati – anchilosauri, saltasauri etc – che si usa? A cosa è paragonabile la loro blindatura? Ok, sono placche ossee, e fin qui ci siamo. Ma verrebbero sbriciolati da proiettili di calibro pesante o bisogna ricorrere alle armi anticarro?

  17. Come scrive Davide la Ketamina (solitamente somministrata ai cavalli)dovrebbe funzionare. E’ sufficiente vedere gli effetti che causa ai giovani, apparentemente umani, del sabato sera.
    Probabilmente i T-Rex potrebbero autoeliminarsi schiantandosi contro i platani

  18. Però dovremmo metterci anche la musica tecno…

    Resto invece freddino all’idea delle claymore – che danneggiano l’esemplare.
    Sarebbe un po’ come andare a pesca con le bombe a mano.

    Sulla questione delle placche ossee e della penetrazione… flechettes?
    Il Progetto SCMITR consisteva in un fucile a flechettes garantito contro un uomo in corazza antiproiettile a 150 metri… potrebbe anche funzionare.

  19. Rieccomi! Le Claymore sono pensate per distruggere, non per lasciare dei trofei di caccia. Credevo che l’idea fosse uscirne senza danni e distruggere l’avversario. 🙂

    Per quanto ne capisco io non credo che uno spessore osseo rilevante sia una barriera sufficiente per un.50″ (non a caso nato come anti blindatura). Sussiste una valutazione da fare sull’angolo di impatto con calibri medi (es. un 7.62 NATO o un 12mm da caccia) che potrebbero essere parzialmente deflessi da una placca ossea a seconda dell’angolo.

    @Davide
    H&H? Soluzione grandiosa come stile, meno efficiente sotto il profilo tattico.
    Le fletcher sono un’idea interessante come dotazione di artiglierial, per le armi individuali le ho sempre trovate strambe. A kill is a kill, anyway.

  20. Pingback: Q&A: .577 Trex or .700 Nitro Express? | alignrc.co

  21. Un ringraziamento a tutti i surfisti ed i commentatori in particolare – questo post è al quarantaduesimo posto fra i cento post in italiano più visti di WordPress.com per la giornata di oggi.
    Grazie!

  22. Sono arrivata fin qui su consiglio di McNab che non finirò mai di ringraziare. Post interessantissimi e molto divertenti. Visto che ci sto e sono in compagnia di esperti, chiedo: un privato cittadino (americano!) armato con fucile/pistola magari di grosso calibro ma non sofisticata, che cosa riuscirebbe a combinare se per caso beccasse il triceratopo che è corazzato o un T. Rex? Molte, molte grazie.

  23. Bentrovata, Giorgia.

    Bella domanda.
    Partirò dal presupposto che tu intenda armi di grosso calibro normalmente disponibili – il fucile da elefanti, per dire, o il pistolone compensativo da film con Schwarzenegger.

    Di fatto il triceratopo è massicciamente corazzato in corrispondenza del cranio, ed ha semplicemente la pelle spessa sul resto del corpo, così come il T. rex (sul cranio del quale, a seguire).
    Possiamo però immaginare che siano forti incassatori.

    Escludendo il colpo fortunato, mirare alla testa coi ceratopsidi è rischioso o inutile.
    Meglio sparare di fianco, o al limite mirare alle articolazioni – considerando la massa dell’animale, e la sua velocità al galoppo, farlo incespicare in corsa significa causargli danni notevoli.
    Lo stesso vale per il T. rex – con in più la considerazione che il suo cranio ha un sacco di finestrature (servono per alleggerire la massa del cranio) e quindi il colpo fortunato, col rex, è più probabile.

  24. Volevo chiedere per curiosità, se è possibile abbattere un T-Rex o un altro dinosauro di grandi dimensioni, usando armi storiche della Seconda Guerra Mondiale ?
    Che effetto avrebbero ?
    E le granate ?
    Invece su dinosauri più piccoli come i velociraptor, una raffica di colpi con un Thompson o un MP 40 potrebbe bastare per abbatterli ?

  25. Il trucco è lanciare una granata e sperare che il raptor l’afferri al volo con le fauci.
    A volte essere troppo svegli è deleterio 😉

    Più in generale, se l’idea è semplicemente fare carne morta della bestia, qualunque uso massiccio di fuoco soppressivo prima o poi farà effetto.
    Oltretutto, i proiettili per le armi da guerra sono più efficienti dei pallettoni delle cartucce da caccia (anche se c’è la versione del Tommy Gun a cartucce calibro 10 che mi stuzzica).

    I saurischia sono più semplici da abbattere, perché tendono a mettersi sulle zampe posteriori, e mostrare il petto e il ventre, dove dovrebbe esserci meno protezione – colpi ad alta penetrazione potrebbero fare un disastro dei loro organi interni, spacciandoli.

    Gli ornitischia tendono ad avere una struttura “a rinoceronte”, e spesso hanno piastre ossee o inspessimenti della pelle.
    Qui è certamente più difficile.
    Ma nulla che una mina anticarro non riesca a mettere a nanna per l’eternità.

  26. Grazie mille Davide, semplice ed esauriente al tempo stesso.
    Non avrei mai immaginato che le armi da guerra della Seconda Guerra Mondiale, potrebbero stendere un dinosauro anche di grandi dimensioni.
    Davvero interessante.

  27. bello questo articolo pensavo che una cartuccia non avesse scalfito la corazza di questi giganti saluti sito web dinosauri di sasso

  28. Un proiettile, che abbia un calibro di almeno 10 mm. Ed un peso che stia fra i 300 ed i 500 grani, spinto ad almeno 600/650 metri al secondo di velocita’ iniziale, sarebbe in grado di abbattere qualsiasi animale, a due o a quattro zampe, che calchi, o abbia mai calcato, il suolo di questo pianeta, o, magari, solcato a nuoto le sue acque.

  29. Dimenticavo: il proiettile deve essere costruito con le modalità costruttive che contraddistinguono i proiettili dedicati ai cosiddetti”big five ” della caccia africana: elefante, rinoceronte, ippopotamo, bufalo e leone… Il fattore formale ideale di detto agente balistico è il classico cilindro ogivale a punta fortemente arrotondata.

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