strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Hamburger

14 commenti

La risposta al primo post della nuova serie Non è sempre caviale è stato a tal punto entusiastica (33 commenti) da garantire la prosecuzione del progetto.
Ma d’altra parte i commenti dei surfisti sono stati tali da causare non poca preoccupazione.
A fronte di una semplice lista di minimi indispensabili per affrontare un’emergenza culinaria – ricordate, mettere insieme un boccone in trenta minuti – abbiamo assistito al sorgere del confronto fra partito della cipolla e partito dello scalogno, abbiamo scoperto l’esistenza di piatti della cucina tradizionale italiana con nomi che paiono presi dalla mappa dell’Era Hyboriana, l’autore del post è stato invitato ad impastare cavatelli pugliesi alla disperata per impressionare una eventuale ospite inattesa, ed infine – molto howardianamente – ci è stato preannunciato il crollo della civiltà occidentale a causa del vino in brick.
E non uno spaghetto aglio, olio e peperoncino a pagarlo.

È dolorosamente evidente che là fuori c’è gente che ha bisogno di tornare alle basi.
E cosa c’è di più elementare di un hamburger?

Conosco persone secondo le quali gli hamburger esistono in scatole nel settore surgelati del supermercato.
Indubbiamente, questa varietà esiste, e non sarò io a censurare chi se ne tenga una scatola in freezer per le emergenze.

Per altri, l’hamburger esiste allo stato brado da McD. o BK.

Ma parliamo di farcelo, il nostro hamburger, partendo da zero.
O quasi – diciamo che l’animale lo lasciamo catturare e macellare da professionisti…

Secondo Dean Martin, un buon hamburger si prepara così:

ingredienti – 500 grammi di carne di manzo tritata, una bottiglia di whiskey, sale
preparazione – porzionare la carne in quattro sfere delle dimensioni di una palla da tennis; schiacciarle ad ottenere dei medaglioni; grigliare a fuoco moderato fino al punto di cottura desiderato; salare; portare gli hamburger e la bottiglia davanti alla televisione e cenare.

Dino – che in linea di massima ci aveva preso – diceva bene: 500/600 grammi di carne tritata per quattro hamburger.
L’ideale è carne macinata all’uopo, meglio se macinata un po’ grossolana *
Ci serve carne magra ma non magrissima, o l’haburger risulterà troppo asciutto.

Ora, tuttavia, una domanda – perché tritare la carne prima di farla cuocere?
Perché non farci una bella bistecca?

Be, il fatto è che non è strettamente necessario fare gli hamburger solo con la carne tritata, ed il medium discontinuo, per così dire, ci offre alcune opportunità interessanti.

Ecco qualche idea (da usare singolarmente o combinare):

opzione 1 . anziché 600 grammi di carne di manzo, mescolare 450 grammi di carne di manzo e 150 grammi di salciccia sbucciata

opzione 2 . aggiungere mezza cipolla tritata finemente alla carne tritata

opzione 3 . aggiungere rosmarino sminuzzato alla carne tritata

opzione 4 . aggiungere le Quattro Spezie (mix di cannella, noce moscata, pepe e chiodi di garofano) all’impasto

Così, tanto per dare un minimo di carattere alla polpetta fondamentale.
Nulla vi impedisce, naturalmente, di usare carne di tacchino anziché la carne di manzo.

Oppure prova questa, che richiede più preparazione, ma…

500 grammi di carne di manzo tritata
mezza cipolla tritata
4 pizzichi di coriandolo
4 pizzichi di paprika
pepe
una manciata di pane grattugiato
un uovo sbattuto

Mescolare il tutto, e poiseguire le linee guida di Dean Martin…

A questo punto, serve una padella ben calda su una fiamma media, e si tratta semplicemente di portare alla cottura desiderata.
Non usiamo condimento – piuttosto, coloro che sostengono che il colesterolo è una cosa che capita agli altri, potrebbero voler mettere qualche fetta di pancetta affumicata nella medesima padella.

Una volta cotto (guarnito con pancetta o meno), lo serviamo su un piatto, con un contorno leggero (le patate sono ok, ma i salutisti potrebbero preferire una bella insalata).
A fianco, una birra leggera e fredda o della sana acqua fresca.
Un bicchiere di rosso senza pretese è altrettanto accettabile.

Certo, esistono pietanze infinitamente più sofisticate, ma come diceva quel tale, non è sempre caviale.

Nota *: trovarsi un buon macellaio affidabile è un importante passo per mangiare degnamente senza spendere un patrimonio.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

14 thoughts on “Hamburger

  1. E chi sono io per smentire il buon Dino Crocetti?
    E se non sapete chei è Dino Crocetti originario di Montesilvano (PE), allora siete sul Blog sbagliato….:)
    A proposito io preferisco l’opzione 4, quella con le quattro cosidette “spezie veneziane” magari da combinare con la cipolla tritata.
    O con lo scalogno….che il Nick è notoriamente interconfessionale. 😉

  2. Io purtroppo gli Hamburger li ho sempre mangiati allo stato brado…

    Però rileggerò il post verso la una, chi sa mai che non mi venga la voglia di sperimentare:-)

  3. Proposte di buon senso a cui aggiungo una raccomandazione: se proprio dovete andare a whisky che sia roba seria, scozzese, piuttosto che quelle sconcezze che vengono denominate bourbon.

    p.s. tornare alle basi? Io avevo proposto di tenere in casa parmigiano reggiano e aceto balsamico, se queste non sono basi…

  4. @Angelo
    Non rivanghiamo il parmigiano.
    Concordo sulla questione acqua della vita – lasciate perdere il burbon, a meno che non abbiate un’agenzia investigativa (e allora bevete Old Grandad).

    @Ferruccio
    La soddisfazione di farsi un sano hamburger con le proprie mani non ha prezzo.
    È l’ideale per quei giorni in cui si è soli a casa, non si ha voglia di fare nulla ma solo stare alla finestra a guardare il cielo.
    Zac! Hamburger autoprodotto… meraviglioso.

    @Nick
    Anch’io sono per le quatro spezie più cipolla.
    ma non bisogna mai limitare le proprie opzioni.

  5. Interessante, anche se come Hamburger non vado oltre quelli allo stato brado o surgelati.
    Come birra posso suggerire una hefe?

    Noto che nessuno nomina il curry, sono l’unico che lo usa [abusa]?

  6. una goccia di angostura nell’impasto e un old fashion da bere.

  7. Io proverò di sicuro le opzioni 1 e 4. La prima accompagnata da un buon vino rosso, tipo uno Squinzano; la seconda la vedo più un linea con una fresca Leffe rossa, più che bionda.
    Ottima idea per me, che adoro le carni bianche in genere, quella di usare il tacchino.
    Riguardo il mai dimenticato Dean, pendo dalle sue labbra… anche solo per gli anni in cui insieme a Jerry Lewis mi hanno fatto divertire. Glielo devo.
    Gracias e buon appetito… 😉

  8. @Coriolano
    Il curry non è per i deboli.
    Ne riparleremo.

  9. vada per l’hamburger, aggiungo gli ingredienti alla lista della spesa di oggi, interessante la variante angostura, ne ho una boccetta in casa ma non so che farne, forse ho trovato un’applicazione

  10. Ok mi costringete…FACCIAMO UN ROUND ROBIN DI CUCINA!
    Ricette inventate da noi, per i momenti di “emergenza”, Mi spiego: il Prof. Mana da una lista di 20 ingredienti, per dire, e noi giù ad inventarci ricette. Magari le possiamo chiamare con nomi fantasiosi tipo Pasta Enterprise o Soufflè di Zombie…che so…sfornato di cervella e lo stufato della forza…

  11. povera Lady Simmons… mai visto il nostro capitano tagliare così di netto le gambe alla sua ciurma 😛

    PS
    OK son progano… ma del sano ketchup ogni tanto non ha il suo perchè? OK fa molto McDonald e simili ma…

  12. Ah, poi, una volta cotto, ci metti quel che ti pare…
    Però io il ketchup sull’hamburger non ce lo metto… ma è una questione di preferenze personali.

  13. Pingback: Non è sempre caviale – summer edition | strategie evolutive

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