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La leggerezza è tutto

17 commenti

C’è una certa ironia nel segnalare, dopo il colossale e massiccio Eclipse Phase, una cosa minuscola e lieve come Mini Six.
Ma non manca una certa logica.
Se infatti è vero che esistono giochi di ruolo nei quali il sistema è integrato completamente con l’ambientazione – come nel caso di Eclipse Phase (provate a spiegare il setting senza far creare i personaggi ai giocatori), ma anche nel caso di Barbarians of Lemuria – è anche vero che il pregio principale di un sistema generico deve essere la leggerezza.
Lo aveva capito Steve Jackson quando pubblicò la prima edizione di GURPS (peccato che non abbia mantenuto lo standard – se escludiamo GURPS Lite).
È questa la filosofia alla base di Savage Worlds, il mio house system d’elezione.
Ed è questa la filosofia di Mini Six.

Con in più il vantaggio che Mini Six si può avere gratis.

Mini Six è una versione stripped-down del vecchio, classico D6 System.
Il motore del compianto, magnifico Star Wars RPG della West End – uno dei giochi di ruolo più eleganti del secolo scorso.
Certamente il D6 System fu il più sfortunato fra i sistemi generici – sfortunato e calunniato, poiché non era affatto male quanto sostengono gli snob.
Ora, la AntiPaladin Games offre gratuitamente in scarico, come PDF, la versione Bare Bones di Mini Six, di Ray Nolan e Phil Morris.

In 36 pagine scaricabili gratuitamente, ci viene offerto un sistema di gioco completo, che include

  • meccaniche di base e generazione dei personaggi
  • lista minima di equipaggiamento e armamento
  • sistema per la gestione dei combattimenti veicolari
  • sistema magico
  • un catalogo di personaggi standard e creature (per fantascienza, fantasy, horror, pulp, ambientazioni contemporanee)
  • un sistema di conversioni per adattare altri giochi
  • opzioni per alleggerire ulteriormente il sistema
  • cinque setting per altrettante campagne (space opera, sword & sorcery, horror, poliziesco, space western)
  • scheda dei personaggi e riassunto delle regole

Dal sito del gioco si possono poi scaricare altre ambientazioni – una per il viaggio nel tempo, il sinistro Zombies Ate my Best Man e il pulpegiante Rocket Rangers.
E un primo supplemento per il setting horror di default.
Una ricerca in rete rivelerà altre meraviglie.

Come tutti i sistemi basati sul vecchio D6, Mini Six si adatta molto bene al gioco d’azione, e cigola leggermente quando si deve gestire l’investigazione.
Ma per improvvisare… beh, sostanzialmente qualsiasi cosa – si tratta di uno strumento particolarmente utile.

Chiunque sia stato abbastanza fortunato da giocare al vecchio Star Wars avrà una dimestichezza generale col motore D6.
I personaggi sono caratterizzati da un set di skill piuttosto generici, e la risoluzione dei check avviene sullaa se del lancio di un certo numero di dadi da sei, il cui risultato viene sommato e confrontato con un livello di difficoltà.
Il sistema sta su un post it.
Ci stava negli anni ’80 quando ci giocavamo a Star Wars, ci sta oggi nella versione Mini.

Il D6 è quasi una RDA per giochi di ruolo – un post-it per le regole, due/quattro pagine per l’ambientazione, un po’ di template per i personaggi (la parte più lunga), una manciata di dadi a sei facce e si è in affari.
Nella variante Mini Six si rivela a distanza di molti anni ancora un buon sistema, con dei setting essenziali ma divertenti, l’ideale da tenere in borsa per i casi di emergenza, o da adoperare per costruire rapidamente il proprio gioco, concentrandosi di più sull’ambientazione che sulle regole, pi sul gioco che sui numeri.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

17 thoughts on “La leggerezza è tutto

  1. GURPS l’ho usato sin dalla prima edizione e non capisco perché dici che la prima fosse più leggera. Le meccaniche sono le stesse, solo che nel manuale di base non c’erano tutte le regole perché venivano aggiunte nelle espansioni. Quando fecero la seconda, semplicemente fecero un po’ di restyling e sistemazione logica delle regole.

    Una maggiore crunchiness venne aggiunta con la terza quando si aggiunsero Accuracy e i danni dettagliati per le armi da fuoco, però il motore e il numero di regole restarono fondamentalmente invariati.

    Sulla quarta non commento avendo solo sfogliato il manuale. Concordo che per i tempi e le necessità moderne, GURPS è superato (quello che resta a mio avviso insuperabile è la ridda di supplementi che coprono tutto lo scibile dell’adventure gaming).

  2. I supplementi di GURPS sono una miniera inesauribile di informazioni, e ne ho una pila sul mio scaffale.
    GURPS prima edizione era materialmente più leggero, e mancava di un sacco di opzioni che vennero aggiunte nelle successive. Era un manuale breve che si leggeva in poche ore e ti metteva in condizione di giocare più che dignitosamente.

    La mia antipatia per GURPS – che pure ho giocato con soddisfazione – deriva tuttavia più dai GURPSisti che non dal manuale… nel momento in cui ti viene presentata la gaussiana della funzione che misura lo scivolamento di un uomo armato di coltello su un acciottolato bagnato, per stabilire se possa o meno arrivare in scivolata a sgarrettare uno dei cattivi, l’unico fatto positivo di GURPS 3 è che è massiccio abbastanza da poterglielo sbattere ripetutamente sulla testa.
    Ora tu mi dirai che di maniaci urlanti se ne incontrano giocando qualsiasi sistema.
    Sacrosanto.
    Ma GURPS aiuta il piccolo ingegnere assatanato nel cuore di taluni giocatori ad emergere… 😀

  3. Onestamente preferisco di gran lunga sistemi leggeri o medio-leggeri. Non è un caso che poco a poco ho abbandonato D&D per migrare su True20, mentre Il Richiamo di Cthulhu mi piace ancora molto.

    Al d6 non ho mai giocato, noi quando si improvvisa, si improvvisa tutto, giusto un dado a scelta, che di solito è il d20, e poi a buon senso del Master.

    PS: A Star Wars avevo giocato la versione d20 revised, e ne ho un buon ricordo…

    Ciao,
    Gianluca

  4. Anch’io preferisco il True20 a D&D 4.
    E per quanto mi piaccia Pathfinder (D&D 3.75, lo chiamano) ci sono troppe maledette tabelle, troppi numeri.
    Cthulhu e il Basic Roleplaying hanno un sistema che non solo funziona, ma si può hackerare in tutte le maniere possibili senza sforzo alcuno.
    E anch’io recentemente ho improvvisato usando solo un D20 – ho in squadra un giocatore che partecipa ad una partita su sette… impossibile fargli preparare una scheda in corsa. Abbiamo messo giù due appunti e mentre tutti gli altri giocavano con il sistema Savage Worlds, lui viaggiava con un forglio di notes e un D20.
    Ha funzionato.

  5. Tengo a precisare una cosa: io ho abbandonato pian piano D&D terza edizione, la quarta non sono arrivato nemmeno a provarla. 🙂 Pathfinder idem, mai visto, quindi nemmeno mai provato. E non ho nemmeno l’interesse a farlo, sto benone con i miei metodi (True20, CoC per le avventure horror, d20 libero da regole per le improvvisate).

    Alla fine non c’è bisogno di avere tomi immensi, il fulcro del GdR del resto è la fantasia.

  6. Io in D&D 3 ho faticato a entrare.
    Nel senso che trovo il manuale di base arido e brutto da leggere.
    Ho giocato una lunga campagna con Conan, che è un D&D 3 leggermente modificato e alleggerito.
    A metà corsa, i giocatori hanno cominciato a buttare interi blocchi di statistiche, suggerendomi metodi per giocare certe caratteristiche anziché ridurle al lancio di dadi.

    È stato il segnale che toccava trovare un sistema più leggero.

  7. Eheh, io con D&D 3° ho una storia lunga da raccontare, che tocca anche il “Blocco del Master”, cugino meno noto del Blocco dello Scrittore. Magari un giorno ne parlerò sul mio blog direttamente. Con D&D avevo iniziato in realtà con la versione vecchia, dove la CA bassa era un bene, poi sono migrato sulla terza e anche se è colma di difetti eravamo riusciti a divertirci (finché è durato).

    Per Conan: io sto facendo da giocatore in una campagna ambientata nel mondo di Conan con le regole del True20. Il mio amico master aveva creato anche un modulo free che aveva postato sul forum ufficiale del T20 e aveva riscosso un po’ di apprezzamenti, e devo dire che il sistema T20 si sposa bene con l’ambientazione hyboriana.

    Di certo, se dovessi scegliere ora un sistema per fare una campagna, D&D 3.0/3.5 sarebbe la mia ultima scelta…

    PS: A proposito di GdR, a che percentuale dei lavori è il modulo del Survival Blog? 😀

  8. Ach… è fermo.
    Il tempo che avrei voluto dedicargli ad agosto se ne è andato col trasloco della biblioteca e la lotta alle muffe… 😦
    Perseverate nella fede…

  9. La ricerca del sistema perfetto è una chimera affascinante che accompagna il discente lungo un cammino che ha qualcosa di mistico, tipo ricerca del Sacro Graal o del posto auto sotto casa.
    In attesa di rimediare Eclipse Phase in formato cartaceo ho divorato Mini six grazie a questa segnalazione. Non male, di solito non mi piacciono i sistemi statisticamente non uniformi (a meno che non lo sia anche la realtà) ma a parte un paio di sviste mi sembra agilissimo e sufficientemente “approfondibile”.
    Certo io sono uno dei pochi che aveva apprezzato “simulacri”…

  10. Simulacri me lo ricordo… era anche quello molto leggero.
    E virato all’azione e all’avventura.
    Erano anche usciti dei supplementi – su rivista, credo.
    Io all’epoca giocavo quasi esclusivamente D6 (per Star Wars e TORG) o BRP (per Cthulhu e RuneQuest), però un paio di cose le avevamo provate, con Simulacri.
    Ce l’ho ancora qui da qualche parte.
    Momenti eroici della storia del gioco di ruolo.

  11. Simulacri!
    Credo di essere uno dei pochi master ad aver scritto una campagna intera basata su questo sistema. Imperfetto e migliorabile, ma senz’altro affascinante… Peccato che abbia avuto una diffusione a dir poco scarsa.

  12. Io ho scritto e pubblicato un supplemento per Simulacri, nel 1993, qualcuno se lo ricorda?
    peccato che ai miei giocatori però lil sistema troppo astratto non piacesse.
    A

  13. Pubblicato nel senso che fu pubblicato dalla Nexus, non self-published. Il self publishing aveva da venire… si chiamava Inferno e feci anche le illustrazioni. Credo che le copie cartacee siano esaurite, ma dovrebbe esserci un PDF gratuito su Arima.it

  14. Mi correggo, il PDF ERA gratuito ma adesso lo vendono a 2.50. Tengo a precisare che non ci guadagno niente (la Nexus mi offrì un forfait all’epoca ed acquistò tutti i diritti) quindi spero che non vediate il mio intervento come un consiglio per gli acquisti.

  15. Tranquillo, qui non ci facciamo problemi del genere.
    Gli darò volentieri un’occhiata – anche se la mia copia di Simulacri è sepolta chissà dove, posso sempre adattarlo 🙂

  16. Pingback: Fast, Furious & Fun « strategie evolutive

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