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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

La tristezza dello stinco di porco

6 commenti

Interessante discussone, due sere or sono in una pausa di gioco, sul fatto che poi, a ben guardare, il lavoro necessario per la preparazione di un paio di uova strapazzate o di uno stinco di maiale al forno, è lo stesso.
Circa venti minuti di preparazione.
Con la differenza, naturalmente, che dopo i venti minuti le uova sono pronte da portare in tavola, lo stinco è pronto per essere piazzato in forno per una quarantina di minuti.
E visto che le nebbie si addensano e la temperatura si è abbassata, le uova le lasciamo per la prossima volta, ed ora ci occupiamo dello stinco di porco.

Che esiste, come certamente saprete, in due incarnazioni
. crudo, presso la bottega del nostro macellaio di fiducia
. precotto e tristissimo, in una busta laminata, al supermercato

E poiché non è sempre caviale, noi ci occuperemo del precotto.

Secondo quello che dice sulla confezione, il precotto dovete buttarlo ancora avvolto nella sua busta di laminato, in un pentolone d’acqua calda, lasciarlo lì a bollire per un po’, e poi scodellarlo dalla busta.
Triste.

Si può fare di più, e di meglio.

Opzione 1 – togliete lo stinco dalla busta, mettetelo in una teglia (preventivamente foderata di carta da forno), eliminate l’eventuale gelatina, aggiungete mezza tazzina d’acqua, cacciate in forno a 230 gradi per 35-40 minuti.
Servite con patate novelle al tegame.
Già è meno triste.
Volendo potete aggiungere alloro, rosmarino e pepe – ma andateci piano, che è un precotto, e la speziatura minima l’ha già ricevuta.
Se ci stanno nella teglia, metteteci delle patate sbucciate e spezzettate.

Opzione 1b
Usate una tazza di succo d’arancia al posto della mezza tazza d’acqua.

Opzione 2 – come l’opzione uno, ma preparate a parte una miscela di

. mezza tazzina d’acqua
. un cucchiaio di olio di oliva
. zenzero in polvere, mezzo cucchiaino
. uno spicchio d’aglio tritato (o pochi fiocchi di aglio liofilizzato)
Versate la miscela sullo stinco prima di infornare.

Opzione 3 – sempre più esotico…
Partite con l’opzione 1.
Dopo 30 minuti di cottura, aggiungete una mela renetta grattugiata.
Portate a termine la cottura.

Un uomo disperato potrebhbe usare in caso di emergenza un bicchiere di succo di mela.

Opzione 4 – l’apoteosi.
Partite con l’opzione 1.
A 30 minuti di cottura, estraete e spennellate con una miscela di miele d’acacia e zenzero.
Completate la cottura fino a caramellamento completo.

Servire con una insalata leggera, o con patate al cartoccio.
Beveteci assieme quel che vi pare – il porco non si formalizza.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “La tristezza dello stinco di porco

  1. Quando ce lo prepari che veniamo in massa?

  2. Strategie Culinarie: ricette letterarie per agili cervelletti

  3. cio’ che non ci uccide ci lascia storpi e affamati

  4. ciò che non ci uccide ci ingrassa

  5. Ah… le gioie di avere una moglie cuciniera! Se non fosse per lei vivrei di carote e peperoni crudi, altro che buste di stinco di maiale precotto!

  6. Il Porco sposa bene anche con una miscela di miele millefiori e aceto balsamico

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