strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Qualche osservazione sul gestire un blog

23 commenti

Si discuteva, la notte passata, di quante visite al giorno sono abbastanza per un buon blog.
Bella domanda, che dipende tuttavia da un sacco di variabili.
Il tema, la lingua usata, e il linguaggio, la frequenza di aggiornamento, l’argomento trattato…

Da lì si è passati alla faccenda di cosa sia essenziale per un buon blog.
E poiché in giro per la rete c’è un sacco di gente tosta, le opinioni, le liste di cosa da fare e da evitare, si sprecano.
Ci sono quelli che hanno il decalogo definitivo, quelli che hanno i sette elementi fondamentali, quelli che vi garantiscono che è possibile fare dai 10.000 ai 35.000 dollari col vostro blog – e se vi interessa sapere come, hanno l’ebook pronto da vendervi.

Ora, io ho avviato questo blog cinque anni or sono – ouch! – sostanzialmente senza sapere cosa stavo facendo, ed il processo di apprendimento non è ancora terminato.
Tuttavia è passata molta acqua sotto i ponti, e quindi sarei quasi tentato di dire anche io la mia.

Perciò, ecco un incrocio fra un pork chop express e una top five, cinque cose che (credo) fanno funzionare un blog.

Ed ovviamente, trattandosi delle mie osservazioni, basate sulle mie esperienze, è probabile che non coincidano con le vostre, e che voi abbiate idee migliori.
Che potrete naturalemnte esprimere nei commenti.

Ma vediamo di procedere…

Prima osservazione – avere un tema centrale non è essenziale, ma aiuta

Quelli che se ne intendono, consigliano di delimitare con precisione i temi e gli argomenti trattati; ciò facilita l’indicizzazione da parte di motori di ricerca e directories, e va incontro al livello attenzione medio dell’utente internert, che viene stimato in 50 secondi.
Ma io non sono esattamente interessatissimo a comunicare con persone che hanno solo 50 secondi da dedicare alle mie idee, per cui non mi impongo né limiti di spazio, né di tema.
Poi, ok, io sono io, e si casca sempre a chiacchierare delle stesse cose, ma la libertà di poter cambiare disco compensa abbondantemente la difficoltà a venir schedati da Wikio o da Liquida.

Formula empirica – questo è il mio bar,  qui io parlo di quel che mi pare.

Seconda osservazione – i commenti sono essenziali

Due terzi di ciò che di divertente, intelligente e stimolante capita su questo blog, capita nei commenti. Il che significa che devo trattare coi guanti i miei commentatori, perché in fondo lavorano per me (e gratis!)
Nella pratica questo si traduce nel tentativo di mantenere un livello di cortesia minimo nell’interagire coi commentatori, e mantenere la discussione su livelli civili.
La cosa sembra pagare – le persone che ho bannato con un sospiro di sollievo da questo blog si contano sulle dita di una mano.
Per il resto, da queste parti è sempre possibile essere daccordo sul non essere daccordo, senza per questo odiarci.

Formula empirica – ciascuno di noi ha i lettori e i commentatori che si merita, sulla base di forma e contenuti.

Terza osservazione – nessun blog è un’isola

Un terzo di ciò che di divertente, intelligente e stimolante capita su questo blog, capita perché innescato da qualcosa là fuori: un post su un blog contiguo, una discussione online, uno scambio di mail…
Avere un feed-reader e tenere d’occhio un po’ di blog contigui è un gran modo per avere una parvenza di vita sociale, rubare delle buone idee, e avere persone che, scoprendosi menzionate, vengono a vedere di cosa si tratti (e contano come visitatori extra!)
Più in generale, che il blog sia ultraspecialistico o un baraccone da fiera come strategie evolutive, è importante capire che fa parte di una comunità, ed a quella comunità si appoggia, si rivolge e fa riferimento.

Formula empirica – i link in uscita generano link in entrata.

Quarta osservazione – l’autopromozione stanca

Aprire e curare un blog è certamente una delle più spudorate dimostrazioni di egocentrismo e di vanità che si possano immaginare, ma proprio per questo, aggiungere altro egocentrismo ed altra vanità non è una politica costruttiva – i lettori alla lunga si stancano.
E con questo posso ribadire la mia vecchia formula, per cui il blog non deve dire che genere di persona fantastica io sia, deve dimostrare che genere di persona fantastica io sia.
Che sarebbe poi il solito show don’t tell, a ben pensarci…
Ma non apriamo quella scatola di vermi.
Il blog parla già di noi, anche quando parla del nostro gatto.
L’eccessiva autoreferenzialità frena la crescita del blog.

Formula empirica – siamo ciò che scriviamo.

Quinta osservazione – le cose cambiano

Il mio blog oggi non parla delle stesse cose di cui parlava tre o cinque anni or sono, e considererei un fallimento una situazione diversa.
Esiste una continuità, naturalmente, una tendenza generale, ma le cose cambiano perché le persone cambiano: diffidare sempre di chi è inflessibilmente sempre identico a se stesso.
Il che significa, naturalmente, che anche le regole cambiano, o anche solo il modo in cui le applichiamo.
Un post al giorno, un post alla settimana, un post quando mi pare… scegliamo la nostra cadenza non sulla base di qualche osservazione di un web-guru, ma sulla base del nostro ritmo, della nostra intensità.
Cento parole, seicento parole, mille parole, cinquemila parole… credere che l’attenzione media del nostro lettore sia 50 secondi non dovrebbe essere il motivo che determina il nostro metro.

Formula empirica “Coraggio, e mischia le carte.” (Lola Montez, 1821-1861)

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

23 thoughts on “Qualche osservazione sul gestire un blog

  1. Devo dire che è stata una lettura molto “illuminante” xD, soprattutto per chi è alle prime armi come me può dare una mano a rendersi conto in cosa ci si imbarca 😀

  2. Grazie per le gentili parole di apprezzamento, ma se credevi che tutto questo fosse gratis avrai presto un’amara sorpresa 😉
    Per il resto concordo in pieno:
    Tutto ciò che facciamo rivela qualcosa di noi.
    Perche perdere tempo per confezionare qualcosa destinato a chi è disposto a concedere solo 50” del suo tempo?Ogni bar ha i frequentatori che si merita.
    L’isolamento nuoce gravemente alla salute.
    “Il Ch’i è il cambiamento, sia ciò che produce il cambiamento”: chi non cambia non è reale

  3. Bentrovato Domenico.
    Ricordati che queste sono opinioni personali, eh… ciascuno ha il proprio sistema, nell’affrontare certe cose.

    @Enzo
    Già, chi non cambia non è reale.
    Peccato che non riesca ad accorgersene.

  4. Concordo, concordo, concordo. Si comincia con ariose buone intenzioni e poi s’impara by trial and error. Oppure non s’impara per nulla, ma questo è un altro discorso – e tende a non finire bene.

    “Formula empirica – ciascuno di noi ha i lettori e i commentatori che si merita, sulla base di forma e contenuti.”

    Si direbbe che la mia forma e i miei contenuti mi meritino lettori timidi. Con un certo numero di eccezioni, i miei lettori non commentano: mi scrivono mail…

  5. Ho capito che sono opinioni personali u.u, il fatto è che concordo in pieno con quello che hai scritto.
    Oltretutto mi sembrano cose basilari per una buona gestione non solo di un blog, ma di qualsiasi altra attività 😉

  6. Ecco un tema che mi ha portato via un po’ di tempo e qualche riflessione. Senza peraltro giungere a nessuna conclusione risolutiva. Un blog non è un diario – anche se può diventarlo -, non è ma può essere uno sfogatoio professionale, non è ma può diventare un luogo di confronto per la scrittura, non è ma può diventare un luogo di riflessione politica e sociale… Ma il dubbio di rivolgersi alle stesse persone non assale mai? Che, come una volta, ci si ritrovi – sia pure virtualmente – tra noantri a riflettere circolarmente? No, calma, non lo penso, infatti continuo a postare, ma una riflessione sulla comunicazione a mezzo blog, tanto più nei tempi di facebook e di twitter, non sarebbe malvagia. Ci penso per un prossimo blog…. Ecco, appunto.

    • @Massimo e Davide:
      Il rischio di ritrovarsi sempre gli stessi a parlarsi addosso sempre delle stesse cose esiste, ma la soluzione è contenuta nella quinta ossevazione ed in parte nella terza: essere collegati ad una comunità più vasta ed il coraggio di cambiare opinione, sono una garanzia per non cadere nell’osessiva ripetizione degli stessi concetti

  7. @la Clarina
    Meglio timidi che eccessivamente espansivi…
    Di solito tende a non imparare nulla chi parte dal presupposto di sapere già tutto.
    Credo.

    @Massimo
    Già… siamo sempre solo noi che ci rileggiamo ossessivamente e ci palleggiamo gli stessi argomenti.
    la comunità è inesorabilmente chiusa?
    Io posso solo usare le statistiche del mio blog a supporto della mia opinione, che è – siamo una comunità in lenta espansione.
    Su queste pagine ogni giorno passa qualcuno che prima non ci era mai passato, e alcuni decidono poi di tornare.
    È un processo lento.

  8. Pingback: Il Blog di Hell. Sempre lui. | Book and Negative

  9. 50 secondi e la velocità di lettura di un bambino in prima elementare. il dato corretto spesso è questo.

  10. Post interessante e istruttivo.
    Io, che in questo mondo ci sono cascato meno di un anno fa, mi trovo spesso a chiedermi cosa sia giusto e cosa no, magari a volte finendo per pubblicare cose che col senno di poi mi chiedo perché…
    Beh, penso faccia parte del gioco, di quel meccanismo che porta ad una conoscenza maggiore dei mezzi a disposizione, interni ed esterni, e che se coltivato nel modo giusto alla fine premi.

    Narratore

  11. Bel post, si sposa bene con la discussione che stavamo facendo in Moon Base. In effetti nemmeno io ho un tema centrale vero e proprio, spazio nel campo della creatività in generale, e ritengo i commenti il vero sprone per continuare a scrivere e a interagire con gli altri, sia i commenti di altri nel mio blog sia i miei nei blog altrui. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

  12. Concordo su tutto, perché è su queste basi che si fonda anche il mio blog.

    1.Sicuramente non è monotematico, anzi. E’ quasi un portale che parla di una marea di cose, chiacchiere tra amici comprese.

    2.I commenti ai miei post sono spesso molto più belli dei post medesimi. E ritengo di avere dei commentato garbati e simpatici 🙂

    3.L’interazione tra blog è proficua, divertente e stimolante.

    4.Io dovrei fare più autopromozione, ma ogni volta mi pongo il problema di diventare noioso. Vedo che altrove alcuni blog sono vere e proprie vetrine per tutto ciò che produce/pensa/vende il padrone di casa. Non sempre la cosa è sgradevole. Dipende dal tono dei post, almeno credo. Ma in linea di massima preferisco i blog non solo autoreferenziali.

    5.Io cerco di tenere il ritmo di postaggio di un articolo ogni giorno, ma è l’unica sicurezza del blog. In quanto ad argomenti trattati cambio registro spesso e volentieri. Come dici anche tu, il mio blog non è quello di cinque anni fa (e nemmeno quello dell’anno scorso).

    Bel post 😉

  13. Post che capita a puntino nel momento in cui io invece, col mio blog, mi sono impantanato.
    Oh… niente di preoccupante, solo son due settimane che devo postare una recensione (e poi un’altra e poi un’altra) ma quando ho il tempo (ultimamente molto di rado, purtroppo) non ho la voglia, quando ho voglia, non ho tempo.

    Ma presto torno, spero.

  14. Argomento familiare… stasera me lo leggo 😉

  15. Sono dei bei pensieri..Ho creato proprio oggi il mio blog…Devo dire che è un impresa…!

  16. In bocca al lupo e benvenuta nella blogsfera.

  17. Bene, Davide, ormai ho eletto il tuo blog come la lettura più interessante di internet: dalle segnalazioni weird alla narrativa recensita alle curiosità alla TUA narrativa. La Regina dei Pirati di Atlantide è un gioiello.
    Continua così, che servi al bene del paese!

  18. Mauro, non esageriamo… che il bene del paese, in questo momento, è in acque pessime.
    Ma comunque grazie per l’apprezzamento! 😀

  19. Ah-A! Allora in realtà ti sono antipatica, ma mi tratti bene perchè ti leggo!
    Aha scherzo.

    Ottimi spunti di riflessione, i punti di cui parli.
    Sapete Davide e Maxciti, non credo affatto che si parli poi sempre in circolo, sempre gli stessi.
    Oltre a quelli che commentano sempre ci sono quelli che un po’ leggono un po’ commentano, un po’ seguono i link come le mollichine nella foresta approdando a mille cose nuove.
    Esempio: sono approdata qui cercando un software per la scrittura. Poi per curiosità sono saltata su Nocturnia, da Nocturnia ho appreso di Alias e di Maxciti, poi dal lì ho continuato il giro.
    Quindi, anche se a voi non sembra “eppur si muove” alle vostre spalle, sotto i vostri occhi, quando siete assorti in qualche pensiero.
    Voi muovete la blogsfera in qualche modo, mescolando i saperi.

  20. Ho notato una cosa: quando, meno di due mesi fa, ho cominciato a seguire questo blog c’erano 52 richieste di aggiornamento via mail, oggi sono 68, c’è di che essere soddisfati!

  21. Io diffido sempre di chi mi dice come gestire un blog (mastro Mana a parte che ha sempre la sua classe 😉 )… perchè OK, oggi adsense e banner vari fanno il loro sporco gioco e le regole possono aver senso… ma che diamine, se apro un mio blog come minimo pretenderei di gestirlo come voglio io 😛 ….. parola di uno che ha bloggato per un po’ … poi ha smesso che sennò ci prendi il vizio

  22. 🙂
    Grazie per la preferenza accordataci.
    Per il resto, le regole esistono per essere infrante.
    E sì, bloggare crea dipendenza.

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