strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Il Segreto di Giacomo Bove

20 commenti

(questo post piacerà al mio amico Mcnab…)
Si scoprono le cose più curiose, girando col cervello acceso per queste colline.
Per dire, Giacomo Bove.
Voi naturalmente sapete tutto, di Giacomo Bove.
Io fino a ieri sera ne sapevo pochissimo.
E chissà poi perché…

Vediamo di mettere giù due dati essenziali.
Nato a Maranzana, qui in Astigianistan, nel 1852.
Genitori vignaioli, che lo mandano a scuola a Genova.
E lui, a Genova, decide che da grande vuole fare il marinaio.
Di più, lui vuol fare l’esploratore.
Peccato che, essendo di famiglia contadina, gli sia precluso l’accesso all’Accademia.

I genitori riescono comunque a farlo ammettere – in cambio di una fornitura di vino alla mensa ufficiali, finché lui sarà allievo.
Ottenuti i gradi, viene imbarcato come cartografo sulla Governolo (una “pirocorvetta” – molto steampunk), e fra il 1872 ed il 1873 cartografa le coste del Borneo, per poi toccare le Filippine, la Cina e il Giappone.
Ci rimane una sua foto in kimono che fa il samurai…

Passa allo studio delle correnti del Mediterraneo, ma nel 1878 lo vogliono come cartografo della spedizione Nordenskiold, che circumnaviga l’Eurasia dal Baltico al Mediterraneo percorrendo il passaggio a nordest.
Non esattamente una passeggiata.

Tornato da questa seconda impresa, Bove mette in cantiere una esplorazione dell’Antartide – ma il regio governo nazionale non scuce le 600.000 lire che servirebbero per finanziare la spedizione.

Bove ripiega allora sul Sud America, dove gli argentini sarebbero forse interessati a finanziare la sua missione antartica, ma per intanto gli finanziano due spedizioni in Patagonia e Terra del Fuoco.

Tornato dal Sud America, nel 1885, Bove è parte di una spedizione che risale il corso del Congo.
Si becca la malaria, e tornato in patria i medici decidono di curarlo con dei bagni termali.
Nel 1887, minato nel fisico e in preda alla depressione, sulla strada del ritorno dall’Austria si ferma a Verona, e si suicida.

Non male, eh?
Ma non è finita, aspettate – c’è una seconda parte della storia.
Perché il giornalista veronese inviato a coprire il ritrovamento del cadavere di Bove – e la persona che ne identifica i resti – è Emilio Salgari.
Che scriverà di viaggi straordinari, per poi morire suicida nel 1911.
Salgari che è un autore di riferimento, per quanto possa sembrar strano, per il conterraneo di Bove, Cesare Pavese… che cita l’immaginario salgariano ed i luoghi dell’avventura in una lettera all’amico Davide Lajolo [e ringrazio Fulvio Gatti per questo dettaglio].
Pavese muore suicida nel 1950.

Ma si tratta naturalmente di coincidenze.

Ed a questo punto a me sorgono una serie di domande.
No, neanche domande…
Perché questo personaggio curiosamente rimosso dalla nostra storia è palesemente uno dei grandissimi – con Giovanbattista Belzoni, con Paolo Avitabile… un avventuriero e un esploratore, un personaggio larger than life, come direbbero gli americani…
Uno che starebbe bene in un romanzo, o in un racconto.
Come si può leggere quella sequenza di suicidi concatenati senza provare un brivido lovecraftiano, fatto di ombre venute dal tempo, di Montagne della Follia e creature antartiche, senza immaginare Il Segreto di Giacomo Bove?

Esiste un museo, nella cittadina di Maranzana, allestito e gestito da volontari e appassionati – gran parte delle notizie in questo post derivano dal loro sito.
Vi si conservano le foto, i diari, le lettere di Bove.
Un luogo che mi piacerebbe diventasse un santuario per gli appassionati di avventura e di storia nel nostro paese.
Che bello, se periodicamente un’orda di scribacchini e steampunker calasse su queste sonnacchiose colline, per ricordare uno dei nostri fratelli dimenticati da troppo tempo…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

20 thoughts on “Il Segreto di Giacomo Bove

  1. Ma… ma…. ma è tutto fighissssssimooo! Ora vedo subito i treni per Marenzana, e quasi quasi nel weekend…

  2. Eccellente materiale. Sembra che dobbiamo smettere di lamentarci della carenza di sunti nel nostro paese. Basta sapere dove guardare…

  3. Sarebbe entrato a pennello anche ne Il pendolo di Focault; strano che Eco non ci abbia pensato, le sue origini non sono poi distanti

  4. E` veramente una figata di storia! Certe volte la realta` supera la fantasia…

  5. interessantissimo, mi hai fatto venire voglia di scrivere una storia su di lui! c’è già tutto quello che occorre…

  6. Beh in questo caso è decisamente la fantasia che ricama su una bella realtà 😉

  7. Bel post! Diciamo che lo avevo sentito nominare (non ricordo assolutamente in che contesto!) e tutte le notizie che dai sono molto intriganti.
    Grazie per la segnalazione.
    Certo…la storia dei suicidi mette un po’ a disagio, ma ci sono diverse zone dove l’incidenza dei suicidi è più alta che non gli omicidi .
    Ogni volta questa cosa mi fa riflettere e partire per la tangente fantastica, ovviamente! 😉

    Cily

  8. Bello, c’è veramente materiale per un grande romanzo. Le coincidenze che alimentano la teoria del complotto non mancano (mi viene in mente anche Augusto Franzoj, anche lui legato a Salgari e morto suicida lo stesso anno), con una punta di mistero lovecraftiano e creatività italica… Da lettore mi frego le mani.

  9. Ma che bello, sì! Un post che mi è piaciuto moltissimo!
    Tanto che in serata, prima di uscire per una pizzata, cercherò di rilanciare con una segnalazione che apprezzerai 😉

    Comunque è triste constatare che qui in Italia tutti sanno tutto degli avventurieri di mezzo mondo, tranne dei nostri.
    Ricordo ancora la bella mostra allestita a Palazzo Te (Mantova), riguardante l’esplorazione dell’Egitto di inizio ‘800 da parte di Giuseppe Acerbi. Chi se lo ricorda? (ok Davide, tu sì, ma non vale 😉

  10. Un sacco di spunti :D…ce ne sono ovunque ma purtroppo non sono conosciuti :(…siamo accecati dagli “idoli” stranieri, senza renderci conto che di nostri ce ne sono a bizzeffe.

  11. Rilancio con Amleto Vespa: sintomatico che che wikipedia Italiana gli dedichi meno spazio (e la parte meno interessante) rispetto a quanto non faccia la controparte in inglese.

  12. Ah, mi raccomando, volevo usarlo come spunto per un racconto quella concatenazione di suicidi tra personaggi delle mie colline, Davide non raccontarlo a nessuno… ehm… 😀

    Vabbè, la prossima giornata dell’Iguana vi porto anche al museo, va bene?

  13. Beh, non lamentarti… col commento di Eugenio qui sopra hai un quarto anello della catena.

    E considerando i tesori nascosti dell’Astigianistan, toccherebbe organizzare un weekend dell’Iguana, e fare una processione fra i vari musei…

  14. Una storia interessantissima, succulenta quanto a mistero.
    Sarebbe splendido organizzare una “museata” ed incontrarsi alla casa-museo come avventurieri…!

  15. Perché no… magari con la primavera…

  16. C’è anche un quinto anello, che apre prospettive ancora più inquietanti: Primo Levi muore suicida nello stesso albergo di Pavese (e se fosse anche la stesa stanza?)

  17. …sento odore di antologia 😉

  18. Ciao sono emerson, dal Paraguay, bove e estato in paraguay. Ho delle storie molto particure della sua stadia in questa nazione. Que secondo lui ha visto una delle maraviglie piu spettColare al mondo. Los saltos del guaira.. Che furono stati una volta. salgari a letto queste cose e dopo ha scritto un libro misterioso in 1895: il tesoro del presidente del paraguAy. Riferendose al grandioso marsical Francisco solano lopez in difensa dei diritti di una guerra genocida la guerra della triple alianza contra il paraguay criollo.

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