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Tutti gli uomini sono fratelli

13 commenti

Ed avendo cominciato con lo Xi Yu Ji, perché non continuare a ripulirsi i sistemi da tutto il ciarpame pseudoceltico e finto-medioevale del fantasy di dozzina che ci assedia, e buttarci su un altro bel classicone cinese?

Shuihu Zhuan è stato variamente tradotto come Il Margine dell’Acqua, ma anche come I Briganti, Le Paludi del Monte Liang e anche, appunto, Tutti gli uomini sono fratelli.

Il bello di questo colossale romanzone del quindicesimo secolo è che è talmente popolare, e talmente diffuso, e talmente presente nella cultura cinese, che negli ultimi cinquecento anni ne sono state sfornate una quantità inenarrabili di versioni, che tendono ad allinearsi al clima sociale e politico dell’epoca.
Nemmeno l’autore è accertato, poiché esistono quattro diverse mani – per lo meno – nella stesura del definitivo, che viaggia sui 100-120 capitoli a seconda delle versioni.

Ma procediamo con ordine.
Tutto comincia con un tizio che sa giocare bene a palla.
No, davvero!

Il perfido Cao Chu è un giovanotto di belle speranze che fa carriera nella struttura imperiale cinese grazie al fatto di essere un buon giocatore di palla.
Durante la sua scalata al potere, fatta di colpi bassi e carognate, Cao Chu si trova una sera a passare per un vecchio tempio.
I monaci lo accolgono con reverenza ma il perfido si accorge ben presto che c’è una porta nel tempio che non gli è stata aperta.
Chiede allora che la porta venga spalancata.
Inutilmente i saggi monaci gli dicono che la porta sigilla una terribile maledizione – Cao Chu è ostinato e spalleggiato da uomini bene armati.
La porta viene spalancata.
Dietro la porta c’è una caverna e nella caverna c’è un pozzo, chiuso da un macigno e con una iscrizione che informa i visitatori che nel pozzo sono custodite le anime furiose di 108 briganti giustiziati nei tempi antichi.
L’iscrizione cita anche una profezia, secondo la quale un malvagio di nome Cao Chu farà scoperchiare il pozzo, liberando le anime, e causando così la calamità, la guerra civile, la caduta dell’impero e la propria morte.
Cao Chu – esempio terminale del malvagio che deve compiere la propria malvagità anche a rischio di lasciarci la pelle – ordina che il pozzo venga scoperchiato.

I seguenti 100 e rotti capitoli sono la storia delle imprese dei 108 briganti tornati a reincarnarsi, e poi riuniti in una compagine schierata contro Cao Chu, nel frattempo salito al titolo di reggente imperiale.

Da qui in avanti è sostanzialmente avventura melodrammatica e fantastica ad elevato numero di ottani – inseguimenti, battaglie, tradimenti, sbornie colossali, gesti eroici e dimostrazioni di cortesia e senso dell’onore senza precedenti.
Resta forte l’impressione che i buoni siano un po’ fresconi e i malvagi un po’ troppo egocentrici, ma la narrativa scorre furiosa.

Come va a finire?
Eh, dipende – esistono decine di versioni diverse, da quelle nelle quali i briganti trionfano, a quelle in cui vengono eliminati e l’ordine ristabilito dal saggio imperatore, a quelli in cui i nostri eroi semplicemente si ritirano per continuare la lotta.
A seconda della versione che pescate… è come giocare a tombola.

Il peso del romanzo nell’ambito della letteratura fantastica è notevole – al punto che il termine “water margin” è entrato nel linguaggio dela critica del fantastico, per indicare quelle storie ambientate in un luogo i cui confini e le cui caratteristiche geografiche sono strani e mutevoli – proprio come il margine della palude, che difficilmente si può cartografare.

Ma si tratta comunque di una lettura fantastica.
Se lo si riesce a trovare.
le edizioni abbondano – a cominciare da quella giapponese illustrata da Hokusai, che tuttavia temo sia al di là delle nostre possibilità economiche.
In Italia lo pubblicò Einaudi – ma l’ultima ristampa è del 1995… buona caccia.
Più facile da reperire – e altamente consigliato – è l’adattamento a fumetti in chiave fantascientifica ad opera del grandissmo Magnus… purtroppo incompleto, ma imperdibile.
In inglese, la solita Foreign Language Press ne propone una versione in tre volumi (circa 1800 pagine), come sempre stampati su carta di qualità infima ad un prezzo molto basso.
Innumerevoli gli adattamenti a fumetti, cinematografici e televisivi, uno dei quali – prodotto dalla TV giapponese – venne anche trasmesso anni addietro dalla RAI.
Senza contare naturalmente che il testo ha ispirato tanto Ken il Guerriero quanto Saint Seiya (per quanto molto alla lontana).
Eccellente si dice che sia la versione cinese del 2011…

No, nella locandina tutti e 108 non ci stavano...

Meno fantastico del Viaggio in Occidente, più vicino al wuxia che conosciamo attraverso il cinema di Hong Kong, I Briganti resta memorabile per la presenza di uno dei cattivi assolutamente più cattivi della storia della letteratura universale, e per la incredibile pluralità di finali possibili.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Tutti gli uomini sono fratelli

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Va menzionato che si può spendere molto meno con l’edizione ebucca inglese, disponibile in formato kindle (quindi leggibile pure su ipad e affini che montino l’app kindle) da Silk Pagoda per circa 3 euri.

    http://www.amazon.com/Outlaws-Marsh-ebook/dp/B00158SE2W/ref=sr_1_1?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1324373203&sr=1-1

    Curiosamente, sul sito di Silkpagoda.com costa un po’ di più (5,87 dollari)ma è in multiformato.
    Visto il numero di pagine, mi sembra il libro adatto da preferire in versione digitale, se si ha un lettore.

  3. Ah, ottima segnalazione – non solo per il prezzo ma sì, per il fatto che questi romanzoni cinesi non sono esattamente portatili, in cartaceo…
    E grazie per la segnalazione di Silkpagoda.com, che non conoscevo e che promette di risucchiare i pochi risparmi che mi restano…

  4. credo che il catalogo Silk sia tutto su Amazon, anche se quando leggevo sul mio primo kindle (comprato in USA) ero “costretto” a servirmi da loro in quanto il kindle store non era accessibile dall’Italia.

  5. Ovviamente la prima cosa che ho beccato sul loro catalogo che devo assolutamente avere (sì, vabbé…) è in cartaceo, ed è probabilmente la cosa più costosa nel loro listino 😛

  6. La serie di videogiochi Suikoden è ispirata al romanzo http://en.wikipedia.org/wiki/Suikoden Molto belli, fra l’altro.

  7. L’adattamento televisivo a cui fai riferimento è per caso L’artiglio del drago???

    ‘zz, che ricordi…

    (Finalmente riesco a ripassare da ‘ste parti. Mi sei/siete mancati!)

  8. @Iguana
    Il titolo non me lo ricordo…
    Potrebbe essere, son passati più di vent’anni.

    Anche tu ci sei mancato.
    Spero tutto vada per il meglio.

    @Wolframius
    Bentrovato.
    E grazie per la segnalazione – sapevo di parecchi adattamenti a videogioco (come succede con tutti i classici orientali), ma non è un ambiente che frequenti molto.

  9. Sì, diciamo che va tutto bene. Solo un po’ troppi impegni e il tempo libero se ne va…

  10. Credo proprio che esista un videogioco chiamato Water Margin, è stato citato da un fan dei miei giochi quando ha saputo che sto scrivendo un regolamento per miniature Wuxia (Song of the Dragon Kings). Però io i videogiochi non li frequento…

  11. Evvai ! Adoro questi post sul fantastico orientale ! Adesso mi hai fatto venire voglia di recuperare anche questo ( mi pare che una delle versioni sia su Youtube). Continua così !

  12. Molto interessante, in effetti avevo notato qualcosa di famigliare nei 108 guerreri malefici, da fan di Saint Seiya. Peccato per la scarsa reperibilità.

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