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ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Turno di Notte di Natale

10 commenti

Sempre a fare l’originale, eh?
Però ok, lo sapete, c’è questa faccenda dei film di Natale, in giro per i blog qui del Braccio B della Blogsfera Nazionale.
Film degli anni ’80, per lo più.
Scrooged…
Una Poltrona Per Due…
Gremlins…

Beh, nelle prime ore del giorno di Natale, mentre la campagna dormiva silenziosa narcotizzata da una delle programmazioni televisive più soporifere e disperatamente vuote degli ultimi vent’anni, io mi sono guardato il mio film di Natale.
Anche questo un film degli anni ’80.

Si tratta di quel film di Ron Howard in cui Fonzie e Batman mettono in piedi un giro di prostitute d’alto bordo all’obitorio di New York.
Film di classe – quello per cui Burt Bacharach scrisse That’s What Friends Are For… sì, quella di Dionne Warwick, Stevie Wonder e Elton John… solo che qui la cantava Rod Stewart.
Il film in cui Kevin Costner fa la parte di un’universitario ubriaco e Shannen Doherty
Come?
Non lo conoscete?
Seguitemi.

Night Shift è un film del 1982, diretto da Ron Howard, all’epoca fresco reduce di Happy Days ed alla sua seconda regia dopo un esordio non esattamente entusiasmante.
Forse per questo, Howard affidò la parte del protagonista al suo ex compagno di sventura Henry Winkler, che in Happy Days era il figo per antonomasia, Arthur Fonzarelli.
Chuck Lumley, stralunato protagonista del film è molto più vicino, da quel che si dice, al vero carattere di Winkler di quanto non lo fosse Fonzie… ed il risultato è una interpretazione colossale in un piccolo film sciocco.

Vediamo…
Chuck Lumley ha tutto ciò che un trentenne può desiderare – un bel lavoro senza sbocchi all’obitorio, una fidanzata frigida, bulimica e nevrotica con una fissazione per la forma fisica, una madre possessiva e opprimente, dei futuri suoceri ipocriti e puritani, un matrimonio pianificato, una carriera da ex genio della finanza colata a picco perché Chuck non regge lo stress.
Chuck è debole e inadeguato, angariato dai prepotenti, desideroso dell’anonimato e del quieto vivere.

Un uomo di idee…

Le cose prendono una piega per il peggio (!) nel momento in cui un normale atto di nepotismo causa il trasferimento di Chuck al turno di notte.
Fortunatamente (?) il nuovo collega di lavoro, col quale Chuck deve trascorrere le notti di monotonia tombale, Bill “Blaze” Blazejowski, è “un uomo di idee”.
Idee come produrre carta commestibile per ridurre i rifiuti.
O nutrire direttamente i tonni con la mayonese, in modo da rendere più facile la produzione di sandwich al tonno.
Cose così.
Immediatamente, Bill si organizza per utilizzare i furgoni della morgue per imbastire un servizio di limousine – ed è anche pronto a dividere gli incassi con Chuck.
Ma quando Chuck soccorre una prostituta sua vicina di casa e scopre quali orrori attendano una professionista che sia rimasta senza protettore, Bill ha l’idea della sua vita.
In fondo all’obitorio c’è un centralino, ci sono delle autovetture disponibili…
No, non protettori… broker dell’amore!

… ma non sentite la anche voi, la mancanza degli anni ’80?

Bill Blazejowski è Michael Keaton, al suo debutto, iperattivo, selvatico e sconvolto come non mai, e con almeno trenta cambi di costume in circa 100 minuti di pellicola, la parte soffiata a Kurt Russel e a Mickey Rourke con un’audizione entrata nella leggenda (tre parole – Jumpin’ Jack Flash).
Linda, la prostituta dal cuore d’oro, è Shelley Long, buoni tempi comici, chassis attraente e volto irrimediabilmente simpatico, reduce da un ruolo senza nome ne L’Incredibile Hulk e futuro pilastro della serie Cheers/Cin Cin, per la quale vincerà un Emmy (e una mezza dozzina di nomination) e due Golden Globe.

Assistite da Chuck e Bill, le prostitute del giro di Linda fanno il grande salto di qualità – guadagnano dieci volte quanto guadagnavano precedentemente, hanno una lista di clienti d’alto bordo, un piano pensionistico, una assicurazione medica che copre le cure dentistiche, persino un investimento sicuro (un MacDonald).
Ma i loro ex gestori non apprezzano la cosa, i picchiatori entrano in scena, lo scandalo esplode dopo una sparatoria e solo il fatto che le elezioni siano in vista spinge il sindaco a cercare di insabbiare il tutto.

L’ossessione per il danaro che diverrà uno dei temi portanti del cinema anni ’80 viene ridotta al suo formato minimo – la prostituzione come impresa commerciale (un’idea che ritorna in Risky Business, altro film che guardo sempre con piacere… vediamo emergere uno schema?)
Ron Howard (che compare in un cameo, in apertura della pellicola, mentre pomicia selvaggiamente con sua moglie sotto casa di Chuck) costruisce alcuni straordinari momenti comici – il cowboy in mutande, l’agghiacciante cena coi futuri suoceri venuti dall’Indiana, la festa della confraternita Delta Tau Chi (la stessa di Animal House) nelle sale dell’obitorio, la festa di Natale, il confronto fra Chuck e Bill nell’ufficio del sindaco.

Chuck: Bevete qualcosa?
Futuro suocero: Noi non beviamo.
Chuck: Ah… e vi piace New York?
Futuro suocero: No, non ci piace.
Chuck: Se beveste vi piacerebbe.

Abbondano i cameo per fanatici di cinema e TV – Richard Belzer (il detective Munch di Homicide e Law & Order, nonché cugino di Winkler) è un gangster di nome Pig, Kevin Costner è uno studente della Delta, Shannen Doherty è una delle coccinelle che aggrediscono Chuck a colpi di scatole di biscotti, Joe Spinell (indimenticato Conte Zarth Arn in Starcrash di Luigi Cozzi) è un proprietario di night club, una manciata di comprimari regolari di Mork & Mindy compaiono in ruoli più o meno importanti.

L’inadeguatezza…

Chuck: Mentre noi stiamo qui a chiacchierare, delle donne, degli esseri umani di sesso femminile, si stanno rotolando in letti sconosciuti con uomini sconosciuti, e noi ci stiamo facendo dei soldi.
Bill: Non siamo in un grande paese?

Squallido e di cattivo gusto quanto a premesse, povero in termini di star e limitato a quattro set e due esterni in croce, Night Shift si eleva al di sopra della propria volgarità ed ai propri limiti per le interpretazioni eccellenti di un cast criminalmente sottovalutato (fatemi causa, Shelley Long è una prostituta più credibile di Jamie Lee Curtis in Una Poltrona per Due, Michael Keaton è più divertente di Eddie Murphy e Winkler è meglio di Ackroyd nel rappresentare l’inadeguatezza), per un paio di tocchi estremamente delicati e non necessariamente manipolativi, e per una colonna sonora colossale.

La mia personale alternativa a Una Poltrona per Due…

Resta un filmetto.
Ma un gran bel filmetto.
E si apre con quel pezzo dei Quarterflash che io lo sento una volta, e passo i tre giorni successivi a fischiettarlo.
E chi se li ricordava più, i Quarterflash?

[e lo si trova tutto su YouTube]

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “Turno di Notte di Natale

  1. Non conoscevo (cosa di cui non mi capacito), ma vedrò a breve se è possibile recuperarlo in streaming.
    Tra l’altro, beh, confesso il mio feticismo per tutti i film ambientati a NY, e la mia simpatia per Keaton (attore a mio parere poco sfruttato).
    Ieri sera, come ti dicevo, ho rivisto Le montagne della Luna. Che bello!

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. @Mcnab
    Come dicevo, dovrebbe esserci in streaming su YouTube – qualità così così, ma vale la pena.
    E pare lo abbiano anche distribuito in italiano (dove? quando? chi lo ha mai visto?), col titolo di Turno di Notte.
    Mah!
    Concordo su Michael Keaton, ottimo attore con una lunga serie di pellicole eccellenti, ed ora scomparso dai nostri schermi.

  4. Devo assolutamente recuperarlo!

  5. Ovviamente non è un caso che, cercandolo, mi sia ritrovato sommerso da una marea di porno omonimi…

  6. Ahimé, immagino il titolo si presti a questi equivoci…

  7. Devo confessarmi sorpreso, non conoscevo questo film. Ancora una volta, grazie.

  8. ma il signore, qualche commento più su, che ti reblogga?
    Mi sfugge il senso di fare reblog a casaccio, perchè non mi sembra ci sia un filo conduttore, su un sito che “si prefigie l’obiettivo di rappresentare un ponte ideale fra i cittadini e la Pubblica Amministrazione”
    ???

    “prefigie” è scritto proprio così, non è un errore mio

  9. Ah, è un grande mistero – aspetto l’anno nuovo ed il ritorno alla normalità per fare delle indagini.
    L’impressione è semplicemente che reblogghi tutto quello che gli capita a tiro, per cercare di salire nei motori di ricerca e nelle classifiche…
    Il risultato è surreale – i miei suggerimenti di letture piratesche fra la ricetta degli arancini di riso e l’analisi dell’economia del Brasile…

    Mi sto anche informando per interdirlo in qualche modo – anche perché, a conti fatti, non mi porta neanche un hit o un lettore in più.

    PS – speriamo che gli sia piaciuto il film…😀

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