strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Se credete a questo, cercatevi uno psichiatra (II)

39 commenti

Bene, secondo post ipotetico nella serie che prende il titolo da una frase in un bell’articolo di M. John Harrison che vi invito a leggere (il link è nel post precedente).
Scopo di questa serie di pezzi… ah, giusto!

Avendo letto un bel po’ di commenti qui, su alcuni forum e su faceBook, credo sia indispensabile una puntualizzazione:

qui non stiamo combattendo una guerra

Questi non siamo noi - fatevene una ragione.

Se vi sembra una guerra, se vorreste che fosse una guerra, se credete che il confronto dualistico e frontale sia la sola soluzione possibile, beh, questo non è il posto per voi.
Non è un problema per me, e credo non lo sia neanche per voi, ammetterlo.
Se d’altra parte vi scoccia a morte che sia una guerra, beh, consolatevi, non lo è.
Non qui, non adesso.
Non lo è negli intenti, nel linguaggio, nelle aspettative.

Con questo voglio dire che nel momento in cui scrivo che intendo ridimensionare Martin non intendo dire che coltivo il malsano proposito di ammanettare Martin a un termosifone e poi percuoterlo sulla pianta dei piedi con un manganello.
Significa solo che vorrei metterlo in prospettiva.
Vi piace di più, così?
Allo stesso modo, quando cito Gronk il Barbaro e la sua propensione per la spaccatura dei crani altrui, o quando cito il vagamente gaelico Borlamir e la sua quest, non intendo parlare di autori e personaggi specifici, ma di cliché usati nel peggiore dei modi possibili.

Il che mi riporta allo scopo di questi post, che sarebbe quello di togliere un po’ di polvere a dei titoli che sono stati dimenticati – ed è un peccato, perché erano facilmente disponibili una ventina d’anni or sono, o se leggete in originale, lo sono ancora, e aggiungono materiale al genere, lo rendono sfaccettato, interessante.
Questo non per fare a gara a chi sia meglio – l’abbiamo detto, non è una guerra – ma per sviluppare un vocabolario di opzioni che ci permetta di parlare del genere che sosteniamo di apprezzare senza ridurci ai monosillabi.
Per cercare di riformare un gusto.
Poi ciascuno si crea le proprie gerarchie, che cambiano nel tempo.
È la vita.

Il primo post elencava alcuni romanzi che, io credo, potrebbero piacere a chi di solito non bazzica il genere, mostrando intanto che non ci sono solo due formule fisse (e anche quando si parla di Re Artù in Powers, spiacente, non è il Re Artù di vostro padre).

Oggi vediamo di ampliare il panorama con qualche titolo che ribalti un paio di aspettative – tanto per negare che il fantasy sia solo letteratura consolatoria, ad esempio.

Il Pozzo dell’Unicorno, che da noi Mondadori maltrattò malamente, è probabilmente il fantasy più noto di Fletcher Pratt, il socio di tante uscite comiche di Lyon Sprague de Camp. E non ha nulla di comico. Si tratta di un romanzo stand-alone, per quanto ispirato ad un vecchio racconto di Lord Dunsany. Nella terra di Dalarna la popolazione è in rivolta contro i feudatari imposti dall’impero (toccava pagarli, i mercenari). Airar Alvarson, che a pagina uno ha perso tutto (casa, famiglia, posizione sociale) rimane invischiato nella rivolta – da frastornato capo di una banda di arcieri a riluttante comandante di una compagnia sempre più temuta di ribelli. Ostaggi, alleati, traditori… è possibile riunirsi e combattere per la libertà, senza perderla? E se ci venisse offerta l’opzione di dimenticare tutto e tornare ad una vita tranquilla?
Scritto con un linguaggio (volutamente) piuttosto qualunque, Well of the Unicorn offre alcuni personaggi memorabili ed un finale tutt’altro che consolatorio.
Uno di quei fantasy che parlano di responsabilità.

Non dovrei citare questo titolo, ma lo cito ugualmente: Le Spade di Lankhmar, di Fritz Leiber.
L’unico romanzo dedicato alle imprese di Fafhrd e del Gray Mouser non è probabilmente il punto più alto toccato dalla serie, ma che diamine, si lascia leggere maledettamente e no, è inutile, non è come ciò che avete letto finora.
La città di Lankhmar ha un problema di topi.
E di approvvigionamenti.
Il romanzo di Leiber è fantastico per amore del fantastico, ha un linguaggio inarrivabile, è pieno di azione e di trovate e vi spiazzerà almeno tre volte – ed è vero, nei romanzi per bene certe cose non capitano (un tipo in che parla in tedesco in groppa ad un drago a due teste? ma dai…! E con un casco da astronauta?!), ma attenzione – non è perché Swords of Lankhmar sia “sbagliato”… è semplicemente che gli autori che son venuti dopo (e parecchi di quelli che son venuti prima), non hanno avuto il coraggio di Leiber.
Né nessun’altra delle sue qualità.
E rimane un romanzo così… significativo!
(ve l’avevo detto che non ne volevo parlare… ora mi direte che sono parziale)
Lo pubblicò la Nord nella Fantacollana, e poi lo ristampo’ su carta da pizza – buona caccia.

La Foresta dei Mythago, di Robert Holdstock, anch’esso variamente tradotto da Mondadori, si riallaccia alle considerazioni sulla natura del mondo immaginario in Tolkien, ma gestisce la cosa in maniera relativamente originale. Vi sono luoghi, sulla superficie del pianeta, in cui le memorie ancestrali e l’inconscio collettivo possono generare manifestazioni reali. La foresta di Ryhope è uno di questi luoghi… e Stephen Huxley sta per scoprire un sacco di cose.
Con forti riferimenti al folklore anglosassone, alla psicologia jungiana ed alla storia, la serie dei Mythago è un gran bel leggere, che non subordina l’azione al sense of wonder, o viceversa.
Un gran bellibro, che non merita l’oblio al quale pare sia stato destinato.

E qui veniamo veramente all’archeologia avventurosa… vero e proprio territorio di Indiana Jones: la serie di Fionavar, di Guy Gavriel Key, venne tradotto in italiano da Sperling nella prima metà degli anni ’90.
Il che potrebbe lasciarci freddini, se ci scordassimo che Guy Gavriel Key è l’uomo che ha scritto il Silmarillion (qui i tolkienoidi si imbizzarriscono)… no, ok, è quello che è stato incaricato da Christopher Tolkien di riorganizzare gli appunti del padre e pubblicarli come Il Silmarillion.
Fionavar batte un terreno più pop, trasportando cinque studenti canadesi nel Mondo Primario (sensu Tolkien), ed obbligandoli ad inserirsi nei meccanismi mitici che il mondo prevede.
Fionavar (e il Silmarillion) gettano un’ombra lunga sull’opera del canadese Key – del quale probabilmente preferisco Tigana o A Song for Arbonne – che comunque associa sempre ad un solido world-building una buona caratterizzaziobne dei propri personaggi.
Pare che i tre volumi Sperling si trovino su eBay…

Di Glen Cook, autore notevolissimo che alcuni chiamano “il padrino della sword & sorcery”, in Italia mi risulta tradotto solo La Torre di Tenebra, che è un fantasy minore, nel quale tuttavia molti degli elementi caratteristici dell’autore americano sono già evidenti – complicati intrighi politici, una rappresentazione della guerra priva di ogni romanticismo o retorica, personaggi abbozzati rapidamente ma nonostante questo soddisfacenti.
Il malefico stregone Nakar è stato sconfitto, e la città sulla quale regnava è ora una città occupata.
Chi sono i buoni, chi sono i cattivi? È possibile distinguere? E Nakar, è morto davvero?
Vista la difficile reperibilità del tomo, chi fosse interessato all’opera di Cook potrebbe raccattare in originale titoli più soddisfacenti – la prima trilogia della Black Company, ad esempio, o la prima trilogia del Dread Empire.
Molto diverso dall’high fantasy tradizionale, spesso paragonato a Full Metal Jacket.
Per quelli a cui piace Steven Erickson (che fino a cinque anni fa era il prezzemolo del fantasy, ed ora nessuno più sembra ricordarlo).

In Italiano Beauty, di Shery S. Tepper non l’hanno mai pubblicato, che io sappia. Nel romanzo la Bella Addormentata schiva la maledizione del fuso, visita il futuro, visita Faerie, diventa la madre di Biancaneve e la nonna di Alice, affronta l’Oscurità, e capisce fin troppo bene quali siano le regole del gioco.
Ma la Tepper è più interessata all’idea di Bellezza come fonte di salvezza, ed agli abusi ai quali la Bellezza (in ogni sua forma) pare essere frequentemente sottoposta. Cattivissimo con i produttori ed i fan del cinema horror, Beauty è un romanzo fin troppo esuberante e, scritto nel 1991, il romanzo comincia forse a risentire dei suoi anni, ma è ancora leggibilissimo.
Nessuno vive per sempre felice e contento, in questo libro – e il lettore resta con un sacco di dubbi, ma forse un pochino più saggio.

E per oggi chudo qui, che da leggere ne abbiamo già abbastanza.
Al prossimo giro mi piacerebbe toccare certi sotto-sotto-sotto generi, così, tanto per farmi odiare ancora un po’.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

39 thoughts on “Se credete a questo, cercatevi uno psichiatra (II)

  1. Letti praticamente tutti, anche se La Black Company proprio non riesco a digerirla…

  2. In effetti la Black Company è un po’ spessina… ma non mi dispiace – diciamo non più di tre romanzi l’anno.

    Comunque grazie per la testimonianza – puoi confermare che si possono leggere questi titoli e non subire conseguenze negative permanenti 😀

  3. Dei titoli che proponi ho letto solo La Torre di Tenebra…che tristezza scoprire che è uno dei suoi fantasy minori…a me piacque molto.

    Trovo questi tuoi post ottimi, anche per sensibilizzare verso vecchi titoli ancora belli.
    Chissà che magari con gli ebook qualche editore non rinsavisca e li rimetta in catalogo?
    Voglio dire, in digitale.
    La traduzione ormai c’è.
    Non occuperebbe spazi in libreria, nè costi di stampa e distribuzione.
    Cosa diamine gli costerebbe?

    Cily

  4. Ah, ma il discorso è proprio questo.
    si tratta di libri che occuperebbero, in una libreria, circa un metro di scaffale – però sono scomparsi.
    OK, case editrici sono morte e risorte, sono cambiati editor ed editori…
    Ma la varietà non viene vista come ricchezza, bensì come fonte di disorientamento del lettore.
    Certo, l’ebook potrebbe riportare in vita un sacco di questi titoli, ma la sola spesa pubblicitaria per divulgarne l’esistenza sarebbe vista come inutile da molti editori, temo.

    Ma forse sono solo io che sono pessimista.

  5. Prendo nota (2). Thanks!

  6. Non sapevo che Fritz Leiber avesse scritto fantasy. Lo conosco come autore di fantascienza e mi piace molto, mi metterò alla ricerca!

  7. Credevo di essere il solo ad aver letto La torre di Tenebra ed averlo apprezzato molto….
    Comunque mi sembra doveroso ricordare un altro grande…lo scomparso David Gemmell, che ho amato molto nonostante il difetto dela ripetività di temi nei suoi romanzi, ma che da molti punti a diversi autori moderni contemporanei….

    Nicola

  8. Mi hai fatto ricordare la mia dispersa collezione di Urania Fantasy!
    La Torre di Tenebra sembra interessante, cercherò di reperirla, però nella trama mi ricorda vagamente (come atmosfere), quelle di quattro racconti fantasi usciti all’inizio degli anni 90′ per mondadori, incentrati sulla figura di un ladro, che sottraeva non so che manufatto alla regina vampira della città 🙂

  9. Continuo a scoprire quanto sono ignorante in materia, e continuo a prendere appunti. Grazie di questi post, Davide!

    Ciao,
    Gianluca

  10. Dei libri consigliati ho letto (solo) Le spade di Lankhmar di Leiber e La spada spezzata di Anderson. Continuerei subito con quanto suggerisci (magari partendo proprio da Moorcock che ho conosciuto e a adorato prima sul versante steampunk…), ma sto finendo la trilogia di Ken Macleod e poi già mi attende Surviving Armageddon…
    Tornando al fantasy, della M. Zimmer Bradley non ti garba niente?
    Ok… forse è scontata, ma almeno “Le nebbie di Avalon” (e anche qui c’entra re Artù) lo consiglierei. Ma anche il lunghissimo ciclo di Darkover…
    Riguardo Holdstock e la saga dei Mythago: mi ha così incuriosito che quasi quasi inizierò dal primo libro in ordine cronologico, “The bone forest”.
    Come sempre, grazie.

  11. ti prego basta pubblicare titoli interessanti o mi faranno socio amazon prossimamente..comunque buon anno!

  12. Come sono belli questi articoli! Grazie!
    Dei libri che consigli ho letto: La spada spezzata, Il re pescatore, i libri di K.E.Wagner e Le spade di Lankmar.
    A parte l’ultimo, chè io Leiber proprio non lo capisco, gli altri li considero effettivamente dei “must” del fantasy.
    Ho messo in coda di lettura la Black Company di Glen Cook, Ash della Gentle e Fionnavar di Kay.
    Nella mia classifica personale rientrano anche Le nebbie di Avalon della Bradley, che secondo me è 1000000 volte meglio di tutti gli altri suoi romanzi e mi ha fatto davvero sognare (forse è il mio fantasy preferito), e la quadrilogia di Shadowmarch di Tad Williams. Che ne pensi?

  13. Ho odiato ogni pagina delle Nebbie di Avalon della Bradley.
    Ma proprio odiato.
    A morte.
    Andai addirittura a parlarne con la persona che l’aveva tradotto – mi disse “io l’ho fatto per i soldi”.
    Mio Dio quanto ho odiato le Nebbie di Avalon!

    Tra l’altro, sarebbe bello verificare quali Nebbie di Avalon voi abbiate letto – perché tra la prima edizione (libro che ho odiato) e la ristampa (libro che ho evitato come la peste), qualcuno (la Bradley, il mio amico traduttore, un editor mascherato) tagliarono un centinaio di pagine “tattiche”, alleggerendo il brodino.

    Darkover temo sia invecchiato malissimo.
    Naufragio sul Pianeta Darkover è in lizza per la top five dei cinque peggiori romanzi che io abbia mai letto.

    Riguardo alla Bradley, io di solito dico che pochi dei suoi libri mi son piaciuti davvero – quelli scritti da suo fratello (Paul Edwin Zimmer, che a volte faceva da ghost alla sorella).
    Mi è piaciuto molto, ad esempio, I Cacciatori della Luna Rossa, che è un SF light “alla Predator” – probabilmente scritto da Paul.
    E poi c’è un romanzo che ho davvero odiato…

    Riguardo al fantasy arturiano (che non è proprio il mio genere preferito), io credo che l’ultima parola sia la serie di Merlino di Mary Stewart.

  14. Io ho amato intensamente l’opera di MZB (con in testa La Torcia, Le Nebbie e i romanzi di Darkover incentrati sulla matrice Sharra), però mi rendo conto che è un autrice che si rivolge ad un pubblico prettamente femminile e fuori da quell’ambito non può essere molto apprezzata. Detto questo però io non l’ho mai considerata un’autrice fantasy nel senso stretto del termine.

  15. Oh, MZB ha pubblicato tonnellate di fantasy stretta con DAW – è inequivocabile, trattandosi di una delle maggiori case editrici di fantasy/science fiction del 20° secolo.
    Tutto Darkover (Heritage of Hastur, Broken Chain, Shattered Matrix…) per dire… è science fantasy – molto anni ’70, ma science fantasy.
    Nei lavori non scritti dal fratello, tuttavia, le posizioni politiche e filosofiche sono invecchiate piuttosto in fretta.
    Poi c’è stata la virata su cicli forse più user friendly ma, per me, decisamente inammissibili – la sola Ginevra che soffre di agorafobia in Avalon è insopportabile.

    Poi, ovviamente, questioni di sensibilità diverse – io ho letto Avalon dopo i libri della Stewart, e a quel punto c’era poco da fare…

  16. Ah, ecco, ora capisco la mancanza della Zimmer. In effetti ho sempre preferito il ciclo di Darkover, ma mai avrei immaginato che Le nebbie di Avalon potesse scatenare odio.
    Ci sta di sicuro la questione della sensibilità e, ancor più, quello che si è letto prima e il quando…
    Ritornando al principio del primo dei due post, quindi alla storica-tragica-condizione dell’italianFantasy, non riusciamo a salvare proprio nessun autore? Nemmeno Zuddas?
    Io ho letto solo “Il volo dell’angelo”, regalatomi alla fine degli anni ’80, e non ho più recuperato altro…
    Bo?

  17. …sigh, povera Marion Zimmer …

  18. No, ok… credo che ai tempi suoi avesse anche un forte impatto.
    Ma col tempo il carico ideologico, io credo, è diventato eccessivo.

    Poi, ok, scriveva anche pornografia a sfondo lesbico con uno pseudonimo maschile… ma a chi ha amato Le Nebbie di Avalon non glielo diciamo, che poi roviniamo la poesia 😛

  19. Lieta che ti piaccia Mary Stuart… Buina Epifania!

  20. Mai sentita…

    No, scherzo.
    Ci sono alcune cose che mi sono piaciute, soprattutto cose brevi – Il Mondo di Rocannon è un ottimo romanzo breve, io credo.
    Sulla narrativa lunga, mah… non riesce a prendermi.
    Resta una autrice da leggere, ma non è molto alta nel mio gradimento.
    E poi la schedo come fantascienza, non come fantasy 😉

  21. Earthsea è fantasy puro, forse un tantinello intellettuale, ma io lo amo.

  22. Ah… me l’ero completamente scordato!
    😀
    Son passati trent’anni…
    Sì, Earthsea è decisamente buono, anche se orientato a un pubblico giovanile (oggi lo schederebbero come “Young Adult” o qualche altra cosa del genere)

  23. Di questi conosco per esperienza diretta solo la foresta dei Mitago, che però, pur come fantasy, io avevo classificato sul lato fantascientifico della barricata. 🙂

    Nel senso che Holdstock, nel suo collocarsi a metà strada tra Ballard e Gaiman (secondo me!), è molto più vicino al primo che al secondo.

    (ma nessun accenno al fantasy più stupefacente, meraviglioso, profondo e bellissimo io abbia letto negli ultimi dieci anni?)

  24. A proposito di Gaiman e fantasy stupefacente, meraviglioso, profondo e bellissimo, guarda caso proprio nell’ultimo post di ieri nel suo Journal ha ripubblicato la sua introduzione (in stile gushing fanboy) alla versione americana di Viriconium, che fra l’altro ha voluto come primo titolo nella sua linea di audiobooks Neil Gaiman Presents:
    http://journal.neilgaiman.com/
    🙂

  25. Molto bello il pezzo su Harrison.
    sarà interessante vedere quali saranno i prossimi titoli della serie di audiobooks – Gaiman ha una conoscenza enciclopedica del genere (che sfrutta fino all’osso).

  26. Ma che caso e caso. Lo sanno tutti che Gaiman segue Strategie Evolutive!

    (Ma tu, Marco, l’hai letta la Matute?)

  27. (BTW, Gaiman è riuscito a farmi venir voglia di leggerlo, ‘sto Viriconium…)

    (BTW2, a questo punto mi piacerebbe leggere anche quella di Banks, any hints?)

  28. Questa di Gaiman che legge strategie evolutive è un po’ come quella veccha storia…

    Chiedono a Neil Gaiman dove trovi le sue idee.
    Lui risponde che quando non ha idee va a casa di Alan Moore, che Moore c’ha un cassetto con dentro tutte le idee che ha scartato, e gliene presta qualcuna.
    Allora chiedono ad Alan Moore dove trovi le sue idee.
    Moore risponde che in casa sua c’è una porta che che da su una scala, che porta nell’ufficio di Dio, e Dio c’ha un cassetto con dentro le idee che ha scartato, e gliene presta qualcuna.
    Allora vanno da Dio e gli chiedono dove trovi le sue idee.
    E Dio spiega che lui, quando è a corto di idee, va da Brian Talbot, e Talbot c’ha un cassetto…

    @Iguana
    A quale titolo di Banks ti riferisci?

  29. Mi riferivo all’introduzione di Viriconium scritta da Banks e citata nel pezzo di Gaiman.

    (bella la storia del cassetto delle idee…)

  30. Ah, no, avevo capito un fantasy di Banks non meglio identificato.
    L’intro per Harrison è sull’edizione Unwin dell’88… non se ne trova traccia online.

    Comunque leggilo, Viriconium.
    Se hai odiato Light, Viriconium… eh, Viriconium…
    Soprattutto arrivando da Martin… una bella mazzata, Viriconium.

    Intanto, se te lo fossi perso…
    http://www.sfsite.com/12b/mjh142.htm

  31. @Davide
    Bellissima la storia delle idee nel cassetto… 😀

    Cily

  32. (Ma tu, Marco, l’hai letta la Matute?)

    No, ma lo tengo in considerazione.
    googlando le recensioni in spagnolo ho trovato questo che mi sembra promettente:

    Me imagino un tomo de Olvidado Rey Gudú junto al Señor de los Anillos y Juego de tronos, dándoles golpes y saltando sobre ellos.

    immagine simpatica 🙂

  33. Pingback: Se credete a questo, cercatevi uno psichiatra (II) | Italian Sword&Sorcery

  34. Pingback: Se credete a questo, cercatevi uno psichiatra (II) – Hyperborea

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.