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Un po’ di buone ragioni per non parlare di scrittura

33 commenti

Beh, che diamine, il mio vicino di cella Alex Girola ha fatto una valanga inenarrabile di hit e commenti e condivisioni con tre decaloghi sulla scrittura e l’editoria, solo un idiota non gli ruberebbe l’idea per cercare di fare un po’ di movimento sul blog, giusto?

Leggendo i post di Alex ora sappiamo perché non scrivere, perché scrivere e, grazie ad un suo guest blogger, perché non aprire una casa editrice.
Un bel panorama avvilente, e non senza una vena di schizofrenia.

Ma scendiamo più vicini all’osso, parliamo di qualcosa che toccherà una valanga di nervi scoperti là fuori e scatenerà furioso l’urlo dei troll.
Parliamo di un po’ di buoni motivi per evitare di parlare di scrittura.

Perché ammettetelo, c’è molta più gente che parla di scrittura, là fuori, di quanta sia la gente che scrive…

Papa, Francis Scott e alcuni amici parlano di scrittura

1 . Evitate di parlare di scrittura perché tanto le Regole le sanno soltanto Loro.
Quando si parla di scrittura, indipendentemente dall’esperienza di chi ne parla, la libertà di opinione non esiste. Esiste un Manuale, che contiene le Regole, e Loro sanno quali siano queste Regole, perché hanno letto quel Manuale (o per lo meno ne hanno sentito parlare).
Certo, sarebbe bello se per lo meno concordassero su quale sia il Manuale di riferimento.

2 . Evitate di parlare di scrittura perché tanto non siete nessuno.
Questa è quasi un corollario della precedente, ma è più offensiva ed umiliante.
In fondo parlate parlate ma cosa avete scritto, voi?
Vi atteggiate a scrittori, ma Loro di vostro non hanno mai letto nulla.
Loro, probabilmente, leggono solo il Manuale.

Harlan parla di scrittura

3 . Evitate di parlare di scrittura perché i discorsi sulla scrittura sono come le il cibo spazzatura che mangiavate da ragazzini. Quelli fighi prima o poi crescono, e così come passano alla quiche dalle patatine Più Gusto, così passano dal parlare di scrittura a scrivere.
Se parlate di scrittura, voi non siete fighi.
Siete infantili e un po’ ritardati.

4 . Evitate di parlare di scrittura perché tanto non riuscirete mai ad arrivare ad una conclusione.
Il che sarebbe poi il principale motivo per parlarne, invece – perché la scrittura è liquida, mutevole, e la si può osservare da un milione di angolazioni diverse, ed ogni volta si scoprirà qualcosa di nuovo e di diverso, e sarebbe bello discuterne; ma proprio perché ogni volta c’è qualcosa di nuovo, non è facile arrivare a una conclusione definita.
Parlate parlate e non arrivate da nessuna parte.
Non solo non siete fighi e siete infantili – siete perdenti.

Bob, Sprague e Ike parlano di scrittura

5. Evitate di parlare di scrittura perché se lo fate onestamente, finirete col parlare di voi.
Perché alla fine è una cosa così personale e soggettiva, che non potete parlare di come scrivete, o come pensate sia ragionevole provare a scrivere, senza tirare in ballo voi stessi, le vostre esperienze, i vostri ideali…
Quelli fighi non fanno così.
Non hanno mai fatto così.
Loro c’hanno il Manuale e le Regole, e barricati dietro a quelli non hanno bisogno di mostrare ( e certo non raccontare) neanche una briciola della propria personalità.

David, Gregory, Greg e Vernor parlano di scrittura

6 . Evitate di parlare di scrittura perché finirete col fare affermazioni che vi perseguiteranno per l’eternità come perfetti spettri digitali preservati nell’ambra della blogsfera.
Come quella famosa autrice che affermò che scrivere un romanzo è come sternutire.
La rete ha la memoria lunga, e Loro vi rinfacceranno anche la minima svista, anche la più piccola indiscrezione, anche l’ultima delle sciocchezze, e fra strani eoni, su un forum sperduto chissà dove e dedicato al taglio e cucito le vostre affermazioni spurie sull’articolazione dei paragrafi verrannopresentate come ineluttabile prova della vostra pochezza.

7 . Evitate di parlare di scrittura perché attirerete insopportabili rompitasche come il miele attira le api. Persone non interessate a discutere di scrittura, ma solo ed esclusivamente interessate a spiegarvi dove avete sbagliato e perché.
Ma il perché lo sappiamo, vero?
Voi il Manuale non lo avete letto, vero?

Fritz non parla di scrittura... lui recita ne La Signora delle Camelie

8 . Evitate di parlare di scrittura perché vi troverete accomunati ad individui orribili che esprimono in maniera esecrabile opinioni manicomiali per un pubblico di minus habens capaci solo di applaudire, machoid posturers, grammar nazis and gunfondlers, e no, no, io non sono così, io non voglio essere così, io preferisco morire che essere così, ah, l’orrore, l’orrore!

9 . Evitate di parlare di scrittura perché se avrete delle buone idee ve le copieranno sui loro blog senza darvi il credito, ed anzi poi parleranno di voi così male ma così male, che ci sarà gente che verrà a leggervi solo per verificare se davvero esista qualcosa di così oscenamente di cacca come dicono… ed ammettetelo, è un modo un po’ triste di fare visite.

10 . Evitate di parlare di scrittura perché alla fine è solo tempo sottratto alla lettura, alla scrittura e ad un sacco, ma proprio un sacco di attività altrettanto divertenti, interessanti e costruttive, con il valore aggiunto di non essere infestate da una marmaglia di Profeti delle Regole, col loro dannato Manuale.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

33 thoughts on “Un po’ di buone ragioni per non parlare di scrittura

  1. Io voglio questo decalogo stampato e autografato… si può fare?
    Poi l’esordio è già di per sé illuminante: “c’è molta più gente che parla di scrittura, là fuori, di quanta sia la gente che scrive.”
    Il che a me fa sempre venire in mente l’Italia, paese di allenatori di calcio, ma con poca gente che sa com’è fatto realmente un pallone.

    Io ho parlato di scrittura attraverso i decaloghi perché mi sembrava una cosa in fondo più ironica che non pesante.
    Purtroppo – anzi, per fortuna – non riesco più a leggere né a commentare i millemila post del tipo “come scrivere il romanzo steampunk perfetto”.
    Innanzitutto perché, in linea di massima, non riconosco l’autorità in materia di chi elargisce tali consigli. Secondariamente perché si perde un sacco di tempo per ribadire posizioni che fin dal principio paiono vetrificate nell’eternità (questa la riciclo, che mi piace).

    Poi per fortuna ci sono le eccezioni. Tipo i nostri blog, in cui mi pare non manchino le discussioni costruttive. Non perché siamo più belli, ma perché siamo fott*tamente civili.

  2. Il Manuale… suona un pò come la “Guida galattica per autostoppisti”, con la differenza che questa sembra molto più utile! 🙂

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. @Macnab
    Effettivamente “vetrificate nell’eternità” è molto buona.
    Però vedi, io sarò un autolesionista demente, però l’articolo che citi (e che prego sia una tua invenzione e non qualcosa di effettivamente pubblicato), proverei anche a leggerlo.
    Poi ok, mi imbizarrisco, la mia fiducia nell’umanità cala di cinque tacche, però un’occhiata gliela darei.

    E comunque è vero, quanto a civiltà, i nostri blog sont tres badass.

  5. 92 minuti di applausi, Davide! 😀

    Non ho nulla da aggiungere a quanto hai già perfettamente illustrato nel tuo articolo. Però ci tenevo a dire che, ecco, sono molto molto d’accordo!

    Ciao,
    Gianluca

  6. L’articolo me lo sono inventato ma “si ispira a fatti realmente avvenuti”.

    Ogni tanto cado ancora nella tentazione di sbirciare certi blog. Poi vien voglia di tagliarsi le vene, ma indubbiamente restare un minimo aggiornati sulle strategie del nemico (anche se questa non è una guerra) può tornare quantomeno utile.

    Voglio dire, se un noto blogger mi cita in quanto “il male per il mondo dell’editoria digitale (…) arrogante, incompetente e idiota (…) scoreggia controvento”, a me in qualche modo fa comodo saperlo.
    Come dici tu, la memoria della Rete è lunga.

  7. Quale finezza retorica.
    Opinione ventilata (…) naturalmente senza un filo di arroganza.
    Ma che gente frequenti?! 😉

    Io mi rifaccio all’antica osservazione di (mi pare) Socrate, per cui in mia assenza possono anche bastonarmi.
    E proprio a questo proposito, ricordo qualcuno (credo strettamente apparentato col tuo critico) che affermò a suo tempo di volermi riempire di botte.
    Io sono ancora qui che aspetto, naturalmente.

  8. Il mio punto preferito è il 4, proprio perchè l’argomento della discussione è inesauribile.
    Sono duemila anni che l’occidente si accapiglia sulla cosa, non vedo come potremmo metterci noi la parola definitiva.

  9. Ah, sì, certo, le promesse di “riempir di botte” e di “distruggere” te, me e chissà quanti altri… Anch’io lo aspetto!
    Nel mentre un insider (non crederanno certo di avere l’esclusiva, vero?) mi ha rivelato che, visti dal vivo, questi grandi soloni della scrittura italiana sono dei pucciosi animaletti che diventano rossi non appena gli si pone qualche domanda polemica…

  10. Che poi è il motivo per cui invece che parlare di cinema, parlo di film, che non è la stessa cosa…

  11. Lucia, assolutamente diabolica…

    @Mcnab
    Mah, visto il loro modo di porsi quando hanno lo scudo della rete, non mi aspettavo nulla di diverso per la versione live…
    Com’era quella frase, bravissimi negli spogliatoi, ma in campo non reggono lo stress?

  12. Ma che bel decalogo…AZZECCATISSIMO!! 🙂
    Però trovo che sia difficile non parlare di scrittura perchè quando hai una passione ti viene spontaneo parlarne e confrontarti con persone che stimi.
    Nel mio caso mi ricorda un po’ la mia estrema passione per la mia bambina.
    Non mi stancherei mai di parlare di lei e di raccontare tutto quello che ci succede. 😉

    Certamente il problema qui è il Manuale ma SOPRATTUTTO i modi! 😦
    Io sono contenta di confrontarmi e come te non resisterei a leggere un articolo, per quanto prometta malissimo, sull’ennesima regola di scrittura.
    Purchè poi non mi si venga a dire che quella è la BIBBIA.
    Odio i dogmi e mal sopporto le tavole della legge (che poi nella vita sono principi che magari seguo!) anche nell’ambito della scrittura.
    In generale mi piacciono le provocazioni che mi fanno riflettere ma odio le imposizioni.

    E soprattutto ODIO chi mi vuole salvare a tutti i costi! 😦

    Se ti può consolare anche nel caso dei bambini esiste IL MANUALE e gente assai fomentata che ti deve guidare sulla retta via per il tuo bene e soprattutto per il bene della tua bambina! 😉

    Cily

  13. Mi è passata la voglia di parlare di scrittura. Stasera a cena con amici parlerò di cucina 🙂

  14. @Cily
    È così anche per le caffettiere all’americana… e per gli ereader… e per le automobili…
    Basta esprimere un’opinione, e si viene assaliti da una gran massa di persone che devono ASSOLUTAMENTE spiegarti dove stai sbagliando.
    E non dubito che lo facciano in buona fede, eh!
    Solo che è così bello e così istruttivo sbagliare per conto proprio e non seguendo un consiglio altrui!

  15. @Bangorn
    Oddio devo dire che un altro campo dove ho assistito a feroci guerre di religione è proprio la cucina.
    Cominciando dagli ingredienti, passando per le varie versioni regionali, internazionali della data ricetta fino ad arrivare ai metodi di cottura più salutari.
    Pensare che a me piace assaggiare tante versioni dello stesso piatto proprio perchè una delle cose sorprendenti è proprio come da mani diverse, con la stessa ricetta salti fuori un qualcosa di originale e diverso. Ahimè molte volte irripetibile!

    Cily

  16. L’annosa questione della cipolla contro lo scalogno.
    E il rosè? Cosa ne facciamo, del rosé?
    Alla griglia o alla piastra?
    E poi, come un’orda di cosacchi incacchiati, arrivano i vegetariani… 😀

  17. Stasera mi va bene, i signori invitati mangiano pizza. La prova di cucina ci sarà domani, con il cinghiale…

  18. Eh, ma pizza al mattone o al tegamino?
    Bassa e sottile o alta e morbida?
    Croccante?
    Mozzarella di bufala o no?
    E l’origano? Vogliamo davvero parlare dell’origano?

  19. Scalogno semper et ubique. La cipolla mi dà acido.

    Secondo me il trucco sta nello scriverselo da soli, il Manuale, ed essere sempre disposti ad aggiungere corollari, appendici e revisioni per migliorarlo.

    Tutti i mali di cui parlate nascono dal parco lettori ridotto, secondo me. Se ci fosse più mercato, sarebbe meglio per tutti (editori, autori, fanboy, Maestri di Regole), ci sarebbero più nicchie da esplorare. è così in tutte le attività creative: il rapporto tra autori e fruitori è sproporzionato.

    Poi, come mi disse una volta un regista TV, nessuno ti paga per divertirti.

    Nella scrittura è ancora peggio perché c’è il limite linguistico. Un prodotto di nicchia che vale 500 copie in inglese diventa 25 copie vendute in italiano.

  20. Il punto 10 dice più di parecchie altre cose lette di recente. Francamente mi chiedo da tempo che senso abbia arrabbiarsi tanto e spendere di conseguenza tanto tempo a parlare di questi argomenti. Sarà che ho molte cose da fare e non riesco mai a farle tutte o che guardando mio figlio mi rendo conto che gli adulti dovrebbero essere un pò più avanti di così.

    Caro Davide, capisco lo stress che deriva da certe cose (vale lo stesso per Alex) ma ne vale la pena? Nel senso che ognuno ha diritto alla propria opinione, specialmente dove non ci sono assoluti o assiomi. C’è chi va avanti a insulti e/o attacchi? Affari suoi. Il limite è dato dal combinato del codice civile e del codice penale. Chi va oltre paga, gli altri chissenefrega.

  21. Sulla pizza non ci sono problemi, uso la solita tecnica: mio il castello…

  22. Un decalogo pungente, ma uno stile da vero gentleman 🙂

    P.S. Ma l’immagine che hai nell’header di chi è?

  23. @Angelo
    Io qui mi sento perfettamente in linea con Cily la quale sostiene che, se qualcosa ti appassiona, oltre a farla ne vuoi anche parlare.
    E scoprirne i dettagli, confrontarti con chi insegue la stessa passione ma ha opinioni diverse…
    È un gran divertimento.

    E come dicevo ad Alex su al primo commento, anche se arriva qualcuno che esprime opinioni orrende (a mio parere, naturalmente), io non avrei problemi a confrontarmi… se stessimo parlando di persone disposte al dialogo.

    Io non credo che il tempo speso a parlare di ciò che ci piace sia buttato.
    È buttato il tempo passato ad accapigliarsi.
    Ma io qui non voglio accapigliarmi con nessuno, quindi sono relativamente tranquillo.
    Io voglio solo arrivare a 111 commenti… 😉

  24. @Sekhemty
    È una delle immagini Paramount per Sky Captain & the World of Tomorrow.
    È lì provvisoria da mesi, ormai.

  25. Scalogno; Cipolla e quando mancano utilizzo i porri. 🙂
    Origano si può mettere come no, mentre per i “puristi” della pizza napoletana andrebbe il fiordilatte (anch’esso con il latte di bufala ma in percentuale minore della mozzarella), ma poi in definitiva
    chissenefrega.
    L’importante in cucina come nella scrittura (come nella lettura) seguire quello che piace e alla larga dai cosidetti maestri di vita. 😉

  26. sono fuggita tanti anni fa dalle community dei giovani(ssimi) autori perché invece di racconti si parlava solo di polemiche, flames e drama.
    pensavo fosse colpa delle età giovani dei frequentatori, poi mi ritrovo improvvisamente post tipo questo tutti i giorni.
    possibile siano le stesse persone, cresciute?

  27. @Melodia
    Mi dispiace che tu abbia letto questo post in chiave polemica, infiammatoria o melodrammatica.
    Non era mia intenzione infastidire nessuno.

  28. Sì sa con l’età diventiamo vecchi tignosi.
    Fra un po’ ci siederemo davanti alla porta di casa coi fucili da caccia in grembo…

  29. … la pipa di pannocchia e il boccione del distillato casereccio…

  30. Ecco, appunto. Non ho ancora deciso se piazzare anche la sputacchiera per il tabacco da masticare o se farne a meno.

  31. Ma poi perchè accapigliarsi, fare polemiche?
    Anche se, secondo, me nel fiordilatte c’è solo latte vaccino… anzi vogliamo dibatterne per una decina di commenti?
    Aiuteremmo Davide a raggiungere i 111 😉

  32. +1 su tutta la linea… i manuali di scrittura sono utilissimi, il problema come sempre deriva da chi li maneggia a due mani e li agita sopra la testa come fossero veramente tavole della legge che servono a dividere il gregge tra pecore bianche e scimmie alla macchina da scrivere.

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