strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Parlando di evoluzione con Charlize Theron

55 commenti

OK, se ne era accennato nei giorni passati, qui ed altrove – questo post è una spece di condensato (piuttosto semplificato) di un “numero” che faccio di solito alle conferenze sull’evoluzione che mi capita occasionalmente di tenere.
Si tratta della parte che di solito mi garantisce che ci sarà un po’ di vita nell’ultima mezz’ora, quella in cui il pubblico è invitato a fare delle domande.
Di solito ci sono fra gli astanti una manciata di persone (solitamente donne) abbastanza infuriate ed offese da volere la mia pelle, e quindi la discussione si anima.
Credetemi, il silenzio glaciale che fa seguito a “Ci sono domande?” è infinitamente peggio di una infuocata discussione con serissime madame infuriate.

L’indignazione di alcuni elementi fra il pubblico è d’altra parte comprensibile.
Si parla di evoluzione e di comportamenti quotidiani nostri e dei nostri simili.
È molto bello e divertente parlare di evoluzione, di delfini e pescecani, di celacanti e coccodrilli, di fringuelli e farfalle, di leoni e gazzelle.
Ma quando si applica il pensiero evolutivo alle persone… eh, lì cominciano i problemi. Specie quando si applica il pensiero evolutivo a quei fattori che le persone considerano soggettivi, espressioni del se, personali e legati (Dio ce ne scampi) all’anima.

Il che ci porta, per vie molto traverse, a Charlize Theron…

Noi siamo tutti filamenti di DNA con qualche chilo di materia attorno.

Una delle presunzioni più diffuse, sulla quale si inciampa spesso, e che viene intrattenuta anche dai più intelligenti e preparati, è che l’umanità si sia in qualche modo sganciata dall’evoluzione attraverso la selezione naturale.
Noi siamo andati oltre, giusto?
Siamo in cima alla piramide, e siamo troppo maledettamente fighi per la selezione naturale.
L’evoluzione è qualcosa che succede agli altri.

Beh, non è così.
Considerate, ad esempio, l’immagine qui sotto – è una di quelle che mostro alle mie conferenze.
Si tratta dell’attrice Charlize Theron, ed è stata scelta per due motivi…
primo – è chiaramente un esemplare sano e in eccellente forma fisica di femmina umana;
secondo – solo una persona estremamente in malafede affermerebbe che la signora Theron non sia una donna attraente.

Ed è quell’attraente, che ci interessa.
Se accettiamo la tesi ultra-darwinista, ciascuno di noi, inclusa Charlize Theron qui sotto, è sostanzialmente un filamento di DNA con intorno un sacco di ornamentazione.
Lo scopo dell’ornamentazione è garantire che il filamento di DNA si riproduca – tutto il resto è incidentale.

(qui è dove le spettatrici più sensibili cominciano a pensare all’anima, e gli spettatori che vogliono darsi toni machoidi si mettono a pensare a… ok, lasciamo perdere)

Solo un filamento di DNA e qualche chilo di materia attorno.

Se chiedessimo al maschio medio perché la signora Theron sia attraente, ci sentiremmo rispondere qualcosa del tipo “Ma che, sei cieco?”, oppure “Guarda che gambe!” o cose anche più bassamente biologiche.
Ma cosa vediamo, quando la guardiamo?
Beh, vediamo sostanzialmente ciò che i nostri antenati, sulla savana, 200.000 anni or sono, vedevano, e valutavano in termini riproduttivi – la massima probabilità di fare un sacco di cuccioli.
Partiamo dal basso.
Caviglie sottili – nessun problema di circolazione.
Gambe lunghe e dritte – ossa dritte, quindi niente carenze in calcio (che una gravidanza potrebbe aggravare) e niente deformazioni allo scheletro che potrebbero interessare anche il…
Bacino – che se è ampio esclude problemi che in fase di parto potrebbero portare al decesso della puerpera o, peggio, della prole. Senza contare che è una scorta di grassi, utile scorta per il periodo in cui la femmina, in stato interessante, non potrà procurarsi il cibo da sola.
Seno alto e sodo – quindi giovane ma sessualmente matura, la scommessa migliore per produrre prole con buone probabilità di sopravvivenza. E chiaramente in grado di allattare.

Perciò, ammettiamolo – gli uomini guardano le gambe, il sedere e il seno.
E lo fanno perché da sempre sono tre buoni indici riproduttivi.
E 200.000 anni di evoluzione ce lo hanno bruciato nelle sinapsi, tanto che ormai è istintivo, automatico.
Non siete voi, che guardate il sedere della bionda che vi passa accanto per strada – è il vecchio tri-tris-tris-nonno Gronk, che dalla savana vi saluta tutti.

E i romantici?
Quelli che guardano per prima cosa gli occhi?
Illusi.
Beh, se non sono dei bugiardi che mentono per la gola…
Chiediamo al nostro soggetto di avvicinarsi e concentriamoci sul viso…

Però, ok, ammetiamolo, ci sono filamenti di DNA che si prestano molto meno a fare da esempio...

Capelli biondi – indicano una origine settentrionale, fuori dalle aree interessate da anemia mediterranea e da varie afflizioni che portano a carenze di calcio. Il fatto che non siano opachi o aggrovigliati è indice di buona salute (e di pulizia, che non è male).
Pelle liscia e senza piaghe, bubboni o lesioni visibili – chiaro indice di buona salute.
Ciglia lunghe – buona salute, niente infiammazioni o lacrimazioni anomale.
Occhi limpidi, non iniettati di sangue, privi di macchie, con iridi ben definite – buona salute, pressione sotto controllo, niente stati cronici.
Buona reattività della pupilla – nessun danno neurologico (che sarebbe secondario, ai fini riproduttivi, ma potrebbe essere legato ad una afflizione ereditaria).
Naso dritto – niente problemi di respirazione (e di notte non russa)
Labbra lucide e ben idratate – buona salute (non si seccano le labbra anche a voi appena vi beccate un raffreddore?)
Denti bianchi e regolari – indice di età giovanile, ancora calcio sotto controllo, nessun problema di masticazione e quindi capace di nutrirsi regolarmente, niente traumi.

(E notate che tutte queste cose potrebbe dirvele tranquillamente un medico – tanto che si trovano addirittura nei trattati di medicina taoista del quinto secolo.)

Aggiungiamo al mix che labbra e palpebre sono molto vascolarizzate – labbra rosse e palpebre e cerchio degli occhi tendente all’azzurro pallido indicano battito cardiaco accelerato, e quindi eccitazione. Lo stesso vale per le unghie (che si arrossano in caso di eccitazione).
La pupilla dilatata è indice di interesse e eccitazione (ragion per cui nei ristorantini tengono le luci basse).

I parametri basilari del nostro comportamento, come maschi, in presenza di una donna, sono automatismi selezionati da decine di migliaia di anni.

Poi, ok, ci sono fattori culturali secondari – quando i poveri lavoravano nei campi, il pallore era un segno di ricchezza, e quindi considerato attraente; ora l’abbronzatura non è più segno di lavoro nei campi ma di ore a poltrire su una sdraio (mentre i poveracci stanno chiusi in ufficio), quindi la valutazione si è capovolta.
E certo, make-up, tintura per capelli, tacchi alti e wonder bra esistono per infinocchiarci.
Ma alla base di tutto, rimane il vecchio Gronk, laggiù nella savana, tanti e tanti anni or sono.
Gronk, e il suo problema basilare – produrre progenie che potesse sopravvivere il più a lungo possibile.
Buoni geni.

A questo punto delle mie conferenze, di solito, in sala gli uomini sono imbarazzati (o distratti dalle foto) e le donne ridacchiano con superiorità.
È a questo punto che passo a mostrare una foto di Hugh Jackman.
Ma di Hugh ne parliamo giovedì.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

55 thoughts on “Parlando di evoluzione con Charlize Theron

  1. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  2. Bel post!
    A questo punto attendo il seguito anche se sospetto cosa scriverai… 😉
    Vedremo…

    A proposito dei canoni di bellezza ti risulta quello studio secondo cui al di la del peso corporeo una delle cose che è considerata attraente è un certo rapporto fisso tra larghezza fianchi e vita?
    Dico al di là del peso perchè uomini di diverse latitudini e culture hanno scelto come donne attraenti, soggetti di pesi diversi, più formose o meno ma il rapporto tra fianchi e vita rimane lo stesso.
    Anche le ragazze di Miss Italia sebbene negli anni sembra che abbiano cambiato conformazione di corpo, più rotonde negli anni 60 e sempre più magre, conservano questo numero magico tra fianchi e vita.
    Pare che quel rapporto sia garanzia di buone probabilità di successo del parto…
    Non ricordo il numero però…

    Cily

  3. SI parlera’ anche della tendenza dell’uomo a “spargere il proprio seme”?

    Si potrebbe mettere in relazione alla tendenza dei grossi animali che vivono in branco a uccidere la prole del maschio perdente (e non mi ricordo se e’ questo che fa andare subito in calore le femmine).

  4. Mi credi ? Arrivato ad un certo punto mi sbellicavo dalle risate, in effetti è vero tutto quello che dici, noi uomini non guardiamo mai gli occhi e chi lo dice mente.
    Poi quando hai parlato di donne inferocite durante le tue conferenze e poi hai capovolto la situazione mi hai fatto venire voglia di assistere alle tue conferenze.
    A proposito tanti saluti da prozio GronK. 🙂

  5. Questo spiegherebbe anche la natura genetica dell’omosessualità.
    Mi domando perchè Cherilze Theron non assomiglia ad una pin-up di inizio secolo, la seconda mi sembra fisiologicamente più salutare ed adatta al parto ma potendo, sceglierei la prima.
    Non siamo affrancati dalla selezione naturale ma la shortlist di Gronk originata dall’istinto desossiribonucleico ha mantenuto sempre lo stesso peso nella selezione?

  6. @Nick
    non è vero… ad un certo punto dovrai pur parlarci con la Charliz e non è che puoi farlo continuando a fissarle le tette 😛

    Comunque io sono fermamente convinto che la “genetica” partecipi solo per 1/3 all’attrazione oggi… i fattori culturali penso abbiano preso ampiamente il sopravvento e lo si vede, come è stato fatto notare, dall’evoluzione continua della ragazza tipo.

  7. @Eugenio
    Bella domanda.
    Sui fattori profondi si innestano certamente i fattori culturali (ne parleremo di più quando arriva Hugh Jackman, che lui a queste cose ci tiene) che variano nel tempo con maggior rapidità.

    Ad esempio, dai tempi di Gronk, uno dei fattori “nuovi” è certamente l’abbigliamento – che segue esattamente le stesse regole di tutto il resto… conviene mostrare di avere disponibilità di risorse in eccesso.

    Il fattore peso varia con la cultura – ai tempi di Rubens quello che noi definiremmo “sovrappeso” era indice di ampia disponibilità: poter mangiare fino ad ingrassare non era da tutti.
    Oggi la magrezza è un indice di benessere (e credo che quando si arriva all’eccesso, fatti salvi i casi patologici, l’idea sia di trasmettere una immagine giovanile).

    Ed alla fine è spesso una questione di proporzioni, non di misure, come osservava Cily…

    E già che ci siamo, sì, Riccardo… accenneremo anche al fatto che l’uomo preferisce molte partner giovani, mentre la donna dovrebbe prediligere un solo partner maturo.
    Ma se ne parla quando arriva Hugh…

  8. @Engelium
    Concordo che l’hardwiring genetico abbia un peso relativo.
    Ma resta la base delle nostre prime reazioni.
    Non importa la cultura dominante – le guardi le tette.
    Poi magari valuti altre cose (speriamo!) ma la procedura operativa standard rimane fissa.

  9. Cily
    sì quello che conta è il rapporto, è stato anche calcolato matematicamente http://en.wikipedia.org/wiki/Waist%E2%80%93hip_ratio

    sulla magrezza eccessiva dei modelli femminili proposti dalla moda (e non dall’industria del porno, che ha altre storture, ma nessuno si immagina che i pornografi siano campioni di correttezza) io ho una mia teoria complottista ed omofoba, che esporrò solo col consenso del padrone di casa in quanto potenzialmente molto controversa.

  10. Sto cominciando a pensare che le tue conferenze siano uno show da seguire… scherzi a parte, ho qualche perplessità anche io sul perdurare dei modelli ‘favorevoli’ per la riproduzione (sia maschili che femminili, non me ne voglia Gronk). Non per i canoni estetici ma proprio per le indicazioni ‘ok per la riproduzione’. Per capirci, un tipo Loren non risponde di più agli aspetti di cui hai parlato?

  11. @ Engelium.
    E pensi che la Charlize non utilizzi parlando con te gli stessi metodi di Nonna Gronk? 🙂

  12. Ottimo articolo, Davide. Devo anche ammettere che appena è apparso Gronk nel ragionamento, sono scoppiato a ridere come non facevo da tempo, su internet. E assieme riflettevo, il che non è proprio male, anzi.
    Se sono così le tue conferenze, mi piacerebbe davvero starti ad ascoltare, per poi sommergerti di domande alla fine..! 🙂

    Ciao e attendo il seguito del post. 🙂

    Gianluca

  13. Ah, quante cose…
    (non per niente alle mie conferenze apro alle domande solo alla fine, con Hugh Jackman a spalleggiarmi).
    Vediamo…

    @Cily
    Tu vuoi farmi chiudere il blog, vero? 😉

    @Angelo
    Le mie conferenze sono un baraccone pirotecnico che di solito lascia gli astanti traumatizzati ma più saggi…
    Sulla Loren, niente da dire.
    Ma fai attenzione, ciò che io dico non è che quando uno di noi guarda una donna pensa coscientemente alla riproduzione, ma semplicemente cerca in automatico degli elementi che nel nostro cervello sono “buoni indici” – ovviamente con una filtratura culturale… gli abiti sono importanti, i gusti e lo stile dell’epoca (le maggiorate dei tempi della Loren, le “donne grissino” dei tempi di Twiggy…)
    Se ad esempio invece della foto qui sopra io avessi usato questa…

    … l’impatto iniziale sarebbe stato radicalmente diverso – anche se il nostro occhio corre comunque ad osservare certi dettagli.

    Insomma, oggi la spinta riproduttiva è secondaria, ma la procedura operativa standard resta in posto.
    Che ci piaccia o meno.
    Sulle conseguenze di ciò, se ne parla giovedì.

    @Jonnie
    Ottimo link, anche se va su campi che io batto poco.
    Il mio riferimento di base resta Survival of the Prettiest, di Nancy Etcoff (spero di aver ricordato il nome corretto), ma per chi fosse interessato a leggere qualcosa di rapido e divertente sull’argomento, Perché lo facciamo, del paleontologo Niles Eldredge, dovrebbe essere facilmente disponibile per pochi soldi.

  14. Molto interessante.
    Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi, di certo non questo. Mi ha divertito e incuriosito.
    Ah, ti saluta anche Charlize, che per tutta la settimana occhieggia da un angolino del mio blog…

  15. Vista e apprezzata.
    Sul non sapere cosa aspettarsi, spero la sorpresa sia stata piacevole.
    Su strategie evolutive vale la regola, aspettatevi l’inaspettato.

  16. Bellissimo.

    E alla voce: “Ci sono domande?”, alzo la mano e sventolo il braccio spasmodico.

    Davide, la tesi ultra darwinista sostiene che tutto i nostri comportamenti son dettati dai nostri geni per poterci riprodurre. Da cui la valutazione, gambe sedere seno.

    Mentre la preferenza abbronzatura-pallore, oppure l’abbiglimento sono decisioni “culturali”, più rapide nel cambiamento. Ma la cultura stessa è geneticamente influenzata?

  17. Che bello. Anche se, io preferisco un’altra signora… e magari ai fini evoutivi non è manco la scelta giusta. Anzi, lo so per certo. 😀

  18. @Federico
    Io li odio quelli che fanno le domande così.
    Se ci fidiamo dell’articolo linkato da Jonnie, esistono controlli genetici anche lì – legati alla tendenza evolutivamente selezionata all’imitazione.
    E certi elementi culturali sono comunque variazioni su tendenze geneticamente codificate.
    Quindi sì, almeno per ciò che riguarda i comportamenti che portano alla definizione di una cultura, è possibile che anche la cultura abbia una componente genetica.

    @Hell
    Tranquillo, la riproduzione non c’entra.
    Quello era un problema di Gronk… noi non abbiamo ereditato i suoi problemi, abbiamo ereditato le sue soluzioni!

  19. Uno che ci è stato (una persona di cui mi fido come di me stesso) mi ha detto che le conferenze di Davide non sono perdibili, affrettatevi dunque!!!

  20. (grazie, Enzo, sarai ben ricompensato)

  21. Quindi se la genetica è (tautologicamente) dettata dalla genetica, e la cultura è in parte dettata dalla genetica, la genetica influeza le nostre scelte per molto più di un terzo?

  22. Il Gronk che c’è in me ripete “hunga bunga Charlize” da mezz’ora! 😉
    Io invece invece mi chiedo se l’affermazione di Eugenio: “Questo spiegherebbe anche la natura genetica dell’omosessualità.” sia corretta o no.

    Comunque grazie Davide, sei davvero un grande!

  23. @Federico
    Non sono in grado di dare proporzioni matematiche esatte.
    Esistono delle componenti, ed è molto probabile che i rapporti cambino nel tempo e negli individui.
    Il punto qui non è definire se la genetica determini la cultura (anche perché genetica è facile da definire, cultura no)… il punto qui è cercare di capire, ad esempio, perché per vendermi un’automobile o uno spazzolino da denti, ci mettono sempre e comunque una donna con le gambe di fuori…

    @Gian
    Sulla faccenda dell’omosessualità non mi esprimo… non ho letto granchè in ambito naturalistico, e quindi è probabile che mi manchino dei bei blocchi di informazioni.
    Io credo che si possa collocare – in termini evolutivi – all’interfaccia fra coscienza (intesa come fenomeno emergente della complessità del nostro cervello) e biologia (intesa come lo zio Gronk e il suo tran tran familiare sulla savana).
    Ma è solo una mia teoria estemporanea.
    E come dicevo a Cily non ho granché voglia di chiudere il mio blog, al momento, quindi se non ti dispiace passo.
    Sono argomenti – come dicevo in apertura – che stimolano nervi scoperti.

  24. Uuhh!! Se ti beccano i Transumanisti… (quelli che “noi guideremo la nostra evoluzione”)

  25. >il punto qui è cercare di capire, ad esempio, perché per vendermi un’automobile o uno spazzolino da denti, ci mettono sempre e comunque una donna con le gambe di fuori…

    che guardo, e “geneticamente” apprezzo. ma se l’effetto sulla mia libido è programmato, perchè questo dovrebbe farmi comprare l’automobile? Non vedo il nesso tra la scelta evolutivamente programmata e la preferenza del prodotto. una proprietà traslazionale?

    (lo so, so rompicojoni)

  26. Post splendido.
    Non vedo perché la cosa debba urtare i trans o post umanisti o quel che sono…

  27. @Federico
    Da figlio di una persona che per cinquant’anni ha venduto automobili, posso ripetere quello che era uno dei mantra di mio padre “l’acquisto dell’auto è un atto emotivo”.
    E se davvero è un atto emotivo, io ti voglio un po’ sovreccitato e un po’ distratto.
    Anche perché, come fa notare Vincenzo, il bieco pubblicitario ti ha già suggerito che le tue probabilità di riproduzione sono più elevate se possiedi quel determinato modello.

    @Bruno
    I transumanisti non mi preoccupano.
    O meglio, mi preoccupano, perché “guidare l’evoluzione” è un po’ come “guidare la valanga”… provateci pure, ma non venite a piangere da me 😉

  28. @Vi ncenzo:qui il passaggio mi lascia perplesso.
    Voglio dire, se migliaia di anni di evoluzione mi hanno geneticamente portato a preferire un tipo di donna, o meglio una donna con certe caratteristiche, quale meccanismo evolutivamente programmato dovrebbe farmi scegliere il prodotto reclamizzato dalla donna in questione?
    Una sorta di condizionamento di Pavlov? Cioè vedo lo spazzolino al supermercato, ripenso alla pubblicità, mi sale la pressione e acquisto?

    • Il discorso è estremamente complesso e rischiamo di finire fuori tema, ma proviamoci: la pubblicità sfrutta una serie di meccanismi mentali, meglio dire emotivi, codici di colori, posizioni, tipo di inquadrature che vanno ad agire sui nostri meccanismi genetici, suggerendo, faccio un esmpio banale, che chi usa quel modello è il maschio alfa, quindi con maggiori chance di riproduzione. La pubblicità rivolta ad un pubblico femminile sfrutta meccanismi diversi che analizzeremo con Hugh

  29. @Federico
    Messa giù molto rapida, sì, l’idea è quella.
    L’idea della pubblicità è associare nel tuo cervello il prodotto con l’eccitazione indotta dal personaggio femminile.

    @Charly
    Bentrovato.
    Nella mia esperienza, a nessuno piace essere trattato da soggetto di discussione accademica.
    E a nessuno piace sentirsi dire che certe sue scelte molto personali, intime e legate all’identità, sono in realtà le risposte ai problemi che si poneva il povero Grock tante migliaia di anni or sono.
    E poi arriva Hugh Jackman, e la discussione prende una piega proprio pericolosa… 😉

  30. E allora facciamolo entrare in campo questo Hugh Jackman…!

    In un libro letto molto tempo fa leggevo che le donne scelgono gli uomini in base certi simili principi, ma non anticipo nulla perchè per niente al mondo mi perderei la conferenza su Hugh…!

    E’ tristemente vero che quando si affrontano tematiche simili qualcuno insorge per tirarsi fuori…”Eh ma io guardo davvero gli occhi, è una donna fine”… seh tutte storie.

    E per la cronaca, non credete mai alle donne che affermano “Io di un uomo guardo SOLO le mani e gli occhi…”

  31. Amen.
    E peggio che peggio quelle che vogliono “un uomo che le faccia ridere.”
    Anche perché di solito poi se ne cercano un’altro che le faccia… ma lasciamo perdere.

    Comunque, pazienza, Jackman è di là che prova le sue espressioni, giovedì si balla.

  32. Attendo il post con Jackman, nel frattempo complimenti per questo. 🙂

  33. Bell’articolo, ma se posso avanzare qualche perplessità, qui si vaglia solo un particolare aspetto della questione.
    È innegabile che siamo animali e che le leggi evolutive si applichino anche a noi, e come giustamente fai notare, chi afferma il contrario è in malafede. Inconsciamente questi meccanismi sono presenti in ognuno di noi, ma non sono sicuramente gli unici che determinano

    Però mi pare che tutto il discorso fatto si applichi a tutti quei fattori che riguardano il primo impatto, sicuramente importantissimi, ma che poi la situazione inizi a cambiare sin dalle prime parole scambiate con la Charlize di turno.
    E dal quel momento in poi, ed anche in questo caso credo sia onesto dirlo, entra in gioco tutta un’altra serie di fattori come il modo di porsi, l’atteggiamento, e via dicendo; senza contare la compatibilità fra i vari tipi psicologici/caratteriali, che ovviamente è una cosa che entra in scena più tardi e quindi in questo discorso c’entra poco.

    Io guardo gambe, sedere e seno (e non ci trovo nulla di strano, sconveniente o scandaloso) ma guardo (e molto) anche il viso, ed in generale il mio interesse nei confronti di una donna dipende molto anche dal suo modo di fare e da tutto quello che, anche da una prima superficiale impressione, possa far capire com’è la fanciulla come persona. Poi so bene di non fare molto testo, ho un carattere piuttosto particolare e probabilmente funziono in maniera abbastanza diversa dalla maggioranza delle persone (e non lo dico per fare il figo, si tratta di una cosa che crea più problemi di quelli che possono essere i possibili(?) vantaggi) .
    E poi, perlomeno dal mio punto di vista, la bellezza è una somma di vari elementi, non solo fisici; anche i manichini possono essere belli ma anche, a meno di non avere strane perversioni, decisamente poco interessanti.
    Sarei disonesto se dicessi di essere attratto da una piuttosto brutterella ma dotata di un qualsiasi mix fra simpatia/gentilezza/intelligenza/e-via-dicendo, ma una superbellona antipatica/maleducata/poco-intelligente/eccetera ha qualche punticino in più giusto per la gradevolezza dell’aspetto.
    Fortunatamente questi sono solo stereotipi, e nella vita reale ci sono delle ottime vie di mezzo.

  34. Scusa il doppio post, ho schiacciato “invio” per sbaglio!
    In ogni caso avevo quasi finito, volevo solo aggiungere che il mio ragionamento non era basato su argomentazioni romantiche o spirituali o quant’altro, ma su altre di tipo psicologico.

    E alla fine del primo paragrafo la frase finisce con “determinano il nostro comportamento”.

  35. Io non ho mai detto che siano gli unici fattori importanti.
    Ho solo detto che esistono, sono in posto ed hanno un peso.
    Poi, grazie al cielo, essendo creature intelligenti e non solo istintive, esistono altri fattori ed altri parametri.
    Ma l’hardwiring genetico esiste.

  36. @Davide
    Ti confesso che non mi aspettavo questa valanga di commenti quando hai postato questo articolo.
    Si vede che non sono stata ad una delle tue conferenze. 😉
    Che ci sia dell’altro oltre all’istinto per me è ovvio…e ho dato per scontato che fosse sottinteso nel post, proprio perchè questo post era nato dalla tua osservazione che era impossibile trovare foto di attrici che non avessero tra i 20 e i 30 anni il che faceva pensare ad uno sfruttamento di certi meccanismi di nonno Gronk da parte dei media.

    E anzi avevamo riflettuto proprio sul fatto che è un po’ triste delegare solo a nonno Gronk la scelta dell’attrice giusta per una parte perchè c’è molto altro oltre all’istinto in chi guarda il film.

    Cily

  37. Spero di non aver dato vita a fraintendimenti, l’intenzione non era quella.

  38. Mi è sovvenuta una domanda: è possibile che anche la lunghezza del capello abbia una qualche attrattiva per nonno Gronk? Noto una discreta fetta di maschi che inorridiscono quando una donna coi capelli molto lunghi annuncia di volerli tagliare…

  39. ed io fra questi… boh sarà indice di buona salute pure l’avere i capelli lunghi? in malattia si tende magari a perderli o comunque averli meno “sani”, così come in vecchiaia…

  40. Grazie dell’articolo, è interessante, ma fa anche sorridere 🙂
    Adesso resto in curiosa attesa di quello su HJ!

  41. Buona quella sul capello lungo…
    Potrebbe avere radici affini – i capelli lunghi sono un modo sicuro per valutare l’età, e sono un extra, una dimostrazione di disponibilità di risorse; mantenere una lunga capigliatura richiede lavoro e attenzione.

    @Sekhemty
    Poche scuse, ormai sei stato bollato come bieco maschilista 😛
    😀
    No, tranquillo, nessun fraintendimento.

  42. Bel post.

    Sull’argomento avevo letto qualcosina in “Lo scimmione nudo” di Desmon Morris e “Perché il sesso è divertente?” di Jared Diamond.

  43. @Sekhemty

    certo, dopo il primo impatto scattano altri parametri ed il cervello dice la sua, ma a PARITA’ di simpatia, carattere, intelligenza, profumazione, carisma tu sceglieresti Charlize o la sua versione racchia?
    Certo che se la bonona è antipatica e la bruttina è carina non siamo alla pari.
    E’ come s emi chiedessi di scegliere a parità di qualità etc etc tra Hugh Jackman e Lucio Dalla (con tutto il rispetto). Sceglierei OVVIAMENTE Hugh Jackman. Il perchè ce lo dirà Davide giovedì.
    Certo l’osservazione sull’assenza di venuzze degli occhi come indice di buona salute è stupefacente.
    In effetti è così,ma non ci avevo mai fatto caso.

  44. @Lady
    In realtà sì, ci hai fatto caso… ma non a livello consapevole.
    Ora che lo sai, e ci farai caso consapevolmente, il resto della tua vita sarà un inferno… 😀

  45. @Lady Simmons
    >certo, dopo il primo impatto scattano altri parametri ed il cervello dice la sua, ma a PARITA’ di simpatia, carattere, intelligenza, profumazione, carisma tu sceglieresti Charlize o la sua versione racchia?

    Chiedo scusa per il post tardivo, ma leggo il commento solo adesso.
    La domanda e’ interessante, ma la risposta onesta e’ brutale e, alas, sconsolante per molti, e la risposta e’: dipende da quale delle due mi fa capire per prima che e’ disponibile ad avere un rapporto sessuale.

  46. Diciamo che 18 chili di Photoshop (specie nel close up) aiutano anche.

    Osservazione che non inficia la tesi di fondo, anzi la avvalora – lavoriamo sull’immagine per avvicinarci ai modelli inconsci.

  47. Esatto.
    In fondo cosa si fa con Photoshop su un viso – si regolarizza il profilo, si eliminano macchie e lesioni della pelle, si “migliorano” gli occhi (rendendoli più luminosi), le labbra ecc.
    Si mira ad un ideale che ha un forte legame con i nostri parametri inconsci.

  48. Caro Davide

    da un annetto buono leggo con gusto i tuoi post e finalmente ho materiale da commentare con competenza.

    Da riduzionista estremo – i biologi molecolari come noi guardano a nanometri e picomoli perdendo spesso la visione d’insieme e per questo chiedo anticipatamente perdono – trovo alcuni punti stridenti nel tuo discorso.

    Premetto che comprendo ampiamente il target del post e non voglio sottilizzare su questioni troppo tecniche, inoltre devo dire che apprezzo moltissimo le energie che metti in campo nel veicolare concetti che – semplici ma chiari- dovrebbero essere nelle menti di tutti.

    Beh sì, insomma, le mie saranno barbose valutazioni che puzzano di accademia da due km di distanza e per questo chiedo perdono in anticipo.

    1) “Se accettiamo la tesi ultra-darwinista, ciascuno di noi, inclusa Charlize Theron qui sotto, è sostanzialmente un filamento di DNA con intorno un sacco di ornamentazione.
    Lo scopo dell’ornamentazione è garantire che il filamento di DNA si riproduca – tutto il resto è incidentale”.

    Oddio, questo è Dawkins della prima ora…Dopo essere stato smontato da Gould neanche lui avrebbe il coraggio di ammettere cose simili.
    Sottolineo il passaggio perchè ti assicuro che sono estenuato da umanisti hipster che mi sbrodolano misconceptions presi a piene mani dal gene egoista (un libro scritto ere geologiche fa) come fossero verità divine.

    2) “primo – è chiaramente un esemplare sano e in eccellente forma fisica di femmina umana;
    secondo – solo una persona estremamente in malafede affermerebbe che la signora Theron non sia una donna attraente.”

    Senza nulla togliere all’adorabile Charlize (“quello schianto di femmina” suonava un po’ sciovinista), ci sono diverse culture in cui lei sarebbe considerata un gran bel cesso e nessun maschio eterosessuale e sano di mente penserebbe a lei come una partner.
    Questo proprio in virtù principalmente dello scarso rapporto vita-fianchi e dell’ “eccessiva magrezza” che la succosa signorina mostra.

    Ora come inquadriamo questa cosa in un’ottica evoluzionista?

    Ed ecco il punto: fondamentalmente non concordo con l’interpretazione “funzionale” che hai fatto sulle caratteristiche anatomiche del soggetto (il “ci piace perchè c’è un motivo”) e demanderei il tutto – o almeno la maggior parte- alla sempre buona e sempre più dimenticata selezione sessuale.

    Evoluzione non è certo solo adattamento (e quella buon’anima di Gould ce lo ricorda ogni volta si scrive un paper scientifico) ma è Caso forse prima ancora che necessità – se mi passi la citazione deformata-.
    Inoltre consideriamo che hai scelto di analizzare un sistema maledettamente complesso -la mente umana- praticamente impossibile da modellizzare (ecco che il biologo molecolare che c’è esce allo scoperto) e quindi con molto poco “sperimentabile” (nessun referee esterno potrebbe dare ragione con certezza ad uno di noi due).
    Insomma un gran casino!

    Urca che sproloquio! Non ho proprio il dono della sintesi…

    Chiedo perdono
    616

  49. @LadySimmons
    Intanto scusami per la risposta tardiva. È ovvio che nella situazione che prospetti la scelta va su Charlize senza nemmeno pensarci.

    In realtà quello che volevo dire, e che probabilmente non ho espresso molto chiaramente, non è che la bellezza (percepita attraverso tutti quelli che possono essere i canoni legati ai tempi e ai luoghi di riferimento) sia qualcosa di secondaria importanza e di cui non si debba tenere conto.

    Più che altro volevo agganciarmi al discorso che si faceva sempre su questo blog qualche giorno fa ( https://strategieevolutive.wordpress.com/2012/01/22/la-faccia-delle-donne/ ), in cui si parlava della standardizzazione e dell’appiattimento dei canoni di bellezza su un modello vendibile e vincente sul piano commerciale più che su quello interpersonale, che non necessariamente deve coincidere col personale ideale del singolo.

    Insomma, tutto ciò che dicevo prima (ovvero che dopo il primo impatto ognuno sceglie in base a parametri personali più che a canoni condivisi) secondo me, anche se probabilmente in misura un pò minore, succede anche dal primo istante in cui si posano gli occhi sulla donzella/giovanotto di turno, anche tenendo buoni alcuni punti fermi come li ha spiegati Davide.

  50. Pingback: Come un gatto sull’Aurelia « Sei Un Idiota Ignorante

  51. Manca tutta la parte sull’attrazione legata alle caratteristiche che ci differenziano dagli animali.

    Ma in fondo, di fronte a Charlize, sai che ti frega.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.