strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Giornata della memoria

11 commenti

Tradizionalmente (?) nella Giornata della Memoria strategie evolutive pubblica uno spezzone di un film comico.
Resto fermamente convinto che una risata sia l’arma migliore contro il totalitarismo.

L’anno passato, avevamo linkato un brano di To Be or Not To be di Ernst Lubitsch (guardatelo guardatelo guardatelo – in italiano si intitola Vogliamo Vivere e lo trovate tutto su YouTube).

Quest’anno, qualcosa che conoscete già… ma fa sempre bene ricordare…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Giornata della memoria

  1. Si, abbiamo bisogno di “speranza”. Molto bisogno !

  2. L’ idea del film comico in una giornata del genere è splendida.Lubitsch stesso avrebbe approvato con entusiasmo.

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Tutto va bene, purché se ne parli.
    Perché noto che di anno in anno cala sempre un pochino il livello d’attenzione…

  5. Ma infatti.
    Oltretutto è sinistro ammetterlo, ma gli unici a capire Hitler e ciò che rappresentava furono, palesemente, i buffoni – Chaplin, Lubitsch, i fratelli Marx…
    Tutti gli altri restarono infinocchiati per un tempo troppo maledettamente lungo.
    E lasciamo perdere quelli che con Hitler ci si allearono…

  6. “La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l’avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza”

    Ahhh questo discorso mi fa sempre venire la pelle d’oca!
    Grazie per averlo riproposto in una giornata così delicata.

    Cily

  7. Milano ore 16

    Il letto trema, penso: “L’Esorcista”.
    I Ninnoli appesi al lampadario dondolano: penso “corrente d’aria”
    Il liquido contenuto nella bottiglia ancheggia: penso “sono ubricaca”.

    Scarto a priori l’idea più semplice: “il terremoto”.

    Divento fredda dentro.

    Non so se uscire o restare.

    Alla finestra del cortile non scorgo altre sagome.

    Torno sul letto, ma lascio la porta della camera aperta.

    A che serve, poi?

    La paura fa reagire in modo strano.

    Decido di togliere gli auricolari.

    Come sopra.

    Sto in allerta.

    Rinuncio al concerto di atmosfere timburtiggianti.

    Immagino voragini in tangenziale est mentre ci vado.

    Digito su google “italia zone sismiche”.

    La Lombardia non è compresa.

    Ma è una buona scusa per rinunciarci.

    Domani lavoro eppoi sono pigra.

    Mangio yogurt magro con fettine di banana tagliate.

    Poi un gelato.

    Fumo Camel.

    Leggo la posta, o meglio, cancello le spam.

    Cerco notizie sui Linea 77.

    Tento di scaricare da emule.

    Cerco un film sul fratello di Megavideo.

    Maledetta connessione lenta.

    O forse vogliono farti abbonare?

    Vediamo che dice oggi Davide.

    Anche youtube mi ha abbandonato.

    Mi ero scordata del giorno della memoria.

    Oggi però scrivo, va là.

    G.

  8. anche noi ci siamo lasciati abbindolare per vent’anni dalla stessa classe politica con la scusa della seconda repubblica. forse, come diceva Troisi, fare il secondo è sempre difficile e c’è il pericolo che venga male. Saremmo dovuti passare direttamente alla terza.

  9. Troisi la sapeva lunga e forse per questo “è stato ammalato”… ma è un’idea complottistica puramente mia.

    Poco fa al TG3

    Sotto la Stazione Centrale di Milano esiste un luogo, il famoso “binario 21”, da cui allora partivano treni di deportazione. Con tanto di vecchi vagoni.
    Fino agli anni 90 lo stesso luogo era dimora di clochard e altri sventurati.
    Questo però non lo hanno detto.
    Un luogo di dolore che ha ospitato altri dolori, come se “miseria chiamasse miseria”.
    Peccato che lì, almeno, avessero un tetto sopra la testa e una parvenza di riparo.
    Quello che invece hanno aggiunto è stato che occorrono 5 milioni di euro per renderlo “un luogo della memoria”.
    Nel frattempo rimane un binario morto che non ricorda nulla a nessuno mentre per quegli sventurati adesso esiste solo il cielo. Mi piacerebbe aggiungere di “stelle”, ma sarebbe come dare una connotazione romantica a un fatto atroce.

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