strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Alza le mani, Bill Shakes, e voltati lentamente!

32 commenti

Il Bardo di Stratford-o-Avon, ma noi che siamo suoi amici lo chiamiamo Bill Shakes

Il 2012 comincia a scaldarsi, e le cose delle quali chiacchierare si moltiplicano.
Del tipo…

Le scuole dell’Arizona hanno rimosso e stoccato tutta una serie di libri dichiarati fuorilegge da una recente delibera dell’amministrazione dello stato.
Fra i titoli cassati – poiché potrebbe indurre all’odio razziale, e favorire lo sviluppo di gang urbane – insieme con rispettati saggi storici e testi sulla società multietnica, c’è La Tempesta, di William Shakespeare.

Già – un ragazzino potrebbe leggere La Tempesta di Shakespeare e decidere di unirsi ad una delle gang ispaniche che infestano le cittadine dell’arizona.

Non è d’altra parte la prima volta che Bill Shakes viene bandito dalle scuole americane.
C’è la questione dell’antisemitismo che ha portato all’eliminazione de Il Mercante di Venezia da molti istituti.
E Romeo & Giulietta è stato rimosso da molte biblioteche scolastiche perché promuove i rapporti sessuali fra minori.
E c’è la vecchia storia di quel giudice dello stato di New York che fece chiudere Come Vi Piace la sera della prima perché dal titolo si intuiva che era una cosa sconcia.

Ma cosa sta succedendo in Arizona?

Membri dello Shakespearean Reading Club di Tucson (AZ)

Lo Stato dell’Arizona ha un problema di integrazione.
Una parte consistente della popolazione è di origine messicana.
I problemi di integrazione sono aggravati dalla presenza di gang giovanili, che spesso utilizzano l’orgoglio etnico come motore per il reclutamento.
Come risolvere il problema?
Semplice, annullando i programmi didattici che esaminavano la storia dello stato e degli Stati Uniti dal punto di vista della etnia messicana o delle “minoranze” (bella definizione) e proibire per legge l’inclusione nei programmi didattici anche di tutti quei testi che potrebbero generare controversia o stimolare al disordine di natura etnica.

Perché anche discutere dei problemi potrebbe fomentare problemi, capite…?
Meglio il silenzio.
Meglio imballare i libri in tante belle scatole e stoccarli fino a che non arriverà il tempo di donarli a qualche thrift shop dal quale io, attraverso Amazon, li acquisterò per un centesimo.

Prospero e Calibano

E quindi, niente La Tempesta.
Che sarebbe poi Pianeta Proibito senza Robby il Robot e in costumi elisabettiani.
Un lavoro Shakespeariano fortemente fantastico, e quindi molto adatto a parlare di realtà scomode o difficili attraverso metafore universali anche parecchio divertenti (è questo il fantastico, giusto?)
E che tratta, in effetti di colonizzazione e di schiavitù.
E di stregoneria.
E naufragi.
E John Dee.
Ma non è la stregoneria ad aver inguaiato Bill Shakes questa volta, né i naufragi, e neppure John Dee, o i poteri mentali degli antichi altairiani… no, a inguaiare il Bardo è stata la convinzion che, poiché un’idea potrebbe essere pericolosa, è meglio che non circoli.

Ciò che non sappiamo non potrà farci male, giusto?

La censura dice a un uomo che non può mangiare una bistecca perché un infante non riuscirebbe a masticarla.

È di Mark Twain.
Censurano anche lui, nelle scuole americane, perché usa la parola “negro” – che ai suoi tempi era normale, ma oggi non si può più usare.

Ma naturalmente, non potranno mai fermare il segnale.

E in questo modo si perde proprio ciò per cui di solito si leggono i vecchi libri – che siano classici poco ci interessa – il senso di prospettiva.
La percezione della realtà attraverso altri occhi.
La visita, come turisti privilegiati, ad un altro tempo, un altro modo di percepire il reale, con in fondo gli stessi problemi e le stesse domande, ma altre soluzioni ed altre risposte.
No, ciò che si impone – che si tenta di regolamentare per legge – è che il passato si conformi alle nostre scelte, alle nostre opinioni, alle nostre sensibilità.
La pretesa, in fondo, di conformare il passato al nostro presente.
(sembra che molti dei problemi attuali dipendano da questo desiderio di un presente infinito, non vi pare?)

Mi preoccupa molto, questo diffusissimo atteggiamento dei nostri vecchi amici yankee, perché ormai sta arrivando anche da noi.
Ed è un sintomo di un paura spaventosa, profonda e divorante.
E tutte le scelte fatte in preda alla paura hanno un doppiofondo.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

32 thoughts on “Alza le mani, Bill Shakes, e voltati lentamente!

  1. L’America è un focolaio di assurdità di questo genere.
    Poi, primo, ho sempre trovata stupida l’idea di non parlare dei problemi.
    Se se ne parla, un ragazzo ed esempio, alle prese con quei problemi saprebbe come comportarsi o a chi rivolgersi. Se non se ne parla, lui non sa cosa fare, non sa con chi parlarne e succedono dei casini.

    Secondo, ho sempre trovato come personalmente offensiva l’idea che i libri (o la televisione, il cinema, i fumetti ecc.) possano influenzare i ragazzi.
    Ad esempio, io ho visto e letto Dragonball quando ero piccolo e uno dei personaggi più razzisti che abbia mai incontrato nel mondo dell’intrattenimento (Tv, Cinema, Fumetti, Libri) è Frezeer.
    L’esempio che dava era sbagliato, ma io di certo non sono cresciuto come un razzista.

    Anzi, la cosa che compresi da bambino era che un tipo del genere è sempre destinato a fare un brutta fine.

  2. Questo è il segno che stiamo parlando (con i libri censurati!) di cultura ‘vera’, quella che fa andare il cervello col pericolo, quindi, di far venire delle idee che potrebbero a loro volta far capire con che gente si ha a che fare. Oggi la gente ha bisogno di qualcuno che dica “questo è bianco e questo è nero” “questo è buono e questo è cattivo”, senza stare a pensare chi ti da quel giudizio e, soprattutto, perché. Far andare il cervello è un lusso non più permesso, tanto che se sai avvitare un bullone ti pagano (forse), se riesci ad articolare un pensiero su qualcosa sei pericoloso o comunque inutile alla società.

  3. Povero Will… mi verrebbe da dire qualcosa tipo “si rivolterà nella tomba”, se non fosse che c’è abituato. Voglio dire, in vita doveva combattere con il Master of Revels, che vedeva dappertutto sedizione, offesa, irriverenza e pericolo generale per la pace del regno, per cui… oh, wait! Questo significa che le cose non sono migliorate granché negli ultimi quattrocento anni e qualcosa? Hm…

  4. Mi sembra strano che qualche leghista non abbia già preso spunto…
    Come livello culturale i nostri amici in verde si ispirano molto ai redneck e a quella gente lì.
    Vedrai, vedrai.

  5. L’ America è una contraddizione vivente, alcuni anni fa perfino il libri di Tarzan vennero esclusi da diverse biblioteche pubbliche per motivazioni non troppo diversi quello che mi preoccupa è che stiamo arrivando anche noi a quei livelli.

  6. Che poi, se i ragazzi USA leggessero veramente quei titoli, anche se allo scopo di fomentare le rivolte, io sarei contento lo stesso. Ma queste censure sono fine a se stesse e fuori dal mondo. L’unica nota positiva è che quando si rende un libro proibito, i teenager ne saranno attratti. Speriamo.

    BTW quando è che “negro” è diventato politicamente scorretto anche da noi e abbiamo dovuto importare “nero” dalle serie TV americane?

  7. Non mi stupirei se, visti i tempi, i produttori di lanciafiamme iniziassero a fare grassi guadagni.

  8. @Mauro, libro tra l’altro molto bello e ben scritto.

  9. @Domenico
    L’idea sembra proprio essere che se non parli dei problemi, quelli spariscono.
    Me li vedo, i bravi consiglieri dell’Arizona, che discutono degli scontri apistoletatte fra gang e commentano
    “Sono quei dannati libri che mettono strane idee nella testa dei ragazzi…!”

    @laClarina
    Il mio timore è un altro – che le cose siano cambiate, e parecchio, in quattrocento e rotti anni, ma che ora si stia lentamente ma inesorabilmente tornando indietro.
    Ed è curioso, se ci pensi, che sia la generazione che aveva vent’anni negli anni ’60 e ’70, quando libertà e dibattito erano parole d’ordine, ad essere così ansiosa di tornare al medioevo.
    D’altra parte, se avevano vent’anni negli anni ’60 e ’70, ne avevano quaranta negli anni ’80 e ’90, e quindi sono quelli che hanno votato Reagan e Bush… e qui da noi cavalcavano la Milano da Bere prima di riciclarsi con Voi Sapete Chi…

    @Nick
    Tarzan è ancora proibito nelle biblioteche scolastiche di alcuni stati – gira nudo, uccide la gente, e soprattutto convive con Jane senza essere sposato (il che, oltretutto, è falso).
    Ma vedevo ieri sera che ora che Burroughs sta per tornare al cinema, tutto il suo catalogo viene ristampato in edizioni sontuosissime… come narrativa per ragazzi.

    @Andrea
    In effetti, un giro clandestino di vecchie commedie Shakespeariane nei bassifondi di Tucson non è male, come idea… (segnato per futuro utilizzo narrativo)

  10. Uh, sì,come dice Alex, libro consigliatissimo.
    L’Idiota in Politica è un gran bel saggio.

  11. Censurata La Tempesta nelle scuole dell’arizona? Non mi risulta, Se si va oltre i titoli volutamente proclamatori dei giornali la cosa e’ un po’ diversa. E anche nei titoli ci sono affermazionii piu’ precise.

    Quanto segue e’ estratto da Mail Online News, il link per il testo integrale e’:
    http://www.dailymail.co.uk/news/article-2087667/Shakespeares-The-Tempest-banned-Arizona-schools-law-bans-ethnic-studies.html

    Shakespeare work axed in Arizona schools as law bans ‘ethnic studies’

    (…)
    The Tuscon Unifed School District has announced they will end their 13-year Mexican American Studies Program after found in violation of the June resolution that bans the books during a court appeal this past December.

    The district had first appealed the June 15, 2011 ruling by Arizona’s Superintendent of Public Instruction John Huppenthal to cut the program using the books but it was rejected by an Arizona administrative law judge on December 27, 2011.del giudice competente

    (…)
    Read more: http://www.dailymail.co.uk/news/article-2087667/Shakespeares-The-Tempest-banned-Arizona-schools-law-bans-ethnic-studies.html#ixzz1lKEEW81W

    At issue, the district’s Mexican-American program violated the A.R.S. § 15-112 which prohibits courses and classes that ‘promote the overthrow of the United States government, promote resentment toward a race or class of people, are designed primarily for pupils of a particular ethnic group or advocate ethnic solidarity instead of the treatment of pupils as individuals,’ according to the Arizona State Legislature.

    The books used in the program, according to Mr Huppenthal in a statement reported by the Los Angeles times, assert that ‘Latino minorities have been and continue to be oppressed by a Caucasian majority.’

    As it’s explained by district spokesperson Cara Rene, the books ‘will be cleared from all classrooms, boxed up and sent to the Textbook Depository for storage,’ she said

    (…)
    If the district had continued the program, they would have lost about $14.4 million over the fiscal year, Mr Ducharme said.

    That’s an amount the school district decided they could not afford.

    Dunque quello che a me sembra sia successo e’ che in seguito a una decisione del giudice competente non verra’ piu’ finanziato un controverso programma scolastico in un distretto dell’Arizona, e di conseguenza il programma e’ stato chiuso e il materiale in esso utilizzato verra’ archiviato.

    Si potrebbe discutere sui meriti e demeriti del programma scolastico contestato, se si sapesse cosa effettivamente veniva insegnato. Ma dire che La tempesta e’ stata bandita dalle scuole pubbliche dell’Arizona sembra semplicemente una delle solite sparate mediatiche.

  12. Magari vado un po’ fuori dal topo, ma vorrei davvero vedere qualche recensore de’noantri alle prese con i membri dello Shakespearean Reading Club di Tucson.
    Secondo me ci sono tutte le potenzialità per veder nascere più di una discussione interessante.

  13. Hai una lista d nomi?
    Gli organizziamo una trasferta in gruppo 😉

  14. @Enrico
    La chiusura del programma interculturale è un fatto, ma non sorvoliamo sul fatto che l’adozione di certi testi è stata scoraggiata alla luce della legge citata.
    Insomma, hanno inscatolato i libri del corso – e i libri inscatolati non verranno reintrodotti.

    Come osserva uno degli insegnanti
    http://journalofeducationalcontroversy.blogspot.com/2012/01/faced-with-multimillion-dollar-penalty.html

    I asked [an administrator] if I could start teaching Shakespeare’s The Tempest and was told no, due to the themes that are present and the likelihood of avoiding discussions of colonization, enslavement, and racism were remote. Adding more uneasiness and first amendment chill to our lives, we are still unclear if we will be found out of compliance with the law if our students discuss themes of race, ethnicity or oppression. …Lastly, we are to be frequently monitored, student work is to be collected and books were seized from our classrooms on Friday.

  15. La censura è sempre un incognita. Perchè parte con dei presupposti benpensanti per poi declinarsi in estremismi senza fine.
    Da qui a bruciare i libri è un attimo.
    Come sempre, si elimina la possibilità di scelta.
    Che si lasci pensare con la propria testa gli studenti, le persone.
    Ma nel 2012 non si è ancora compreso che sono le persone buone o cattive e non i libri, i videogiochi, le canzoni metal?
    Per quanto le ragioni iniziali possano essere accettabili (e per me non lo sono), la censura è la strada sbagliata, sempre.
    La libertà di pensiero va di pari passo con la libertà di documentarsi ed acquisire sapere.

  16. In effeti Davide, la dichiarazione e’ preoccupante, e il distretto scolastico di Tucson sembra in gran confusione, ma e’ bene ricordare che il sistema educativo Americano e’ molto meno omogeno del nostro e che rigurgiti antiscientifici e anti democratici al suo interno sono un fenomeno ricorrente, e in genere vengono presto arginati. Dallo sito che indichi si apprende infatti che e’ iniziato ed e’ in corso il processo per dichiarare incostituzionale la legge che ha causato tutto il problema.

    Il progetto di introdurre Intelligent Design come alternativa alla teoria darwniana nelle classi di scienze e’ stato stroncato (c’e’ un ottimo documentario PBS in proposito che vi invito a guardare) e mentre a Tucson La Tempesta finisce in magazzino una mia amica che insegna nella piccola scuola della rurale Richton (MS) mi racconta che hanno da poco terminato un programma sulla seconda guerra mondiale, interamente basato sul Diario di Anna Frank.

    Curiosamente i giovani alunni non hanno avuto alcun problema a capire segragazione e odio razziale, ma non riuscivano a immaginare cosa fosse il razionamento di generi alimentari.

  17. @LadySimmons
    Ma negli Stati Uniti ogni tanto i libri li bruciano, e bruciano anche le bandiere in protesta contro i roghi dei libri. Tutte la loro dinamica sociale e politica e’ molto piu’ estrema e spettacolare della nostra, leggerla e guiudicarla con i nostri parametri europei e’, in my modest opinion, un errore.

  18. Ma certo che è in corso una processo per l’incostituzionalità.
    Ma il fatto che esista una cura per la malattia non significa che la malattia sia una cosa positiva, e che sia bello prendersela.

    Sull’avanzata del creazionismo, poi, mi permetto di dissentire.
    È vero che è stata bloccata gran parte della manovra per rimpiazzare le teorie evoluzioniste con l’Intelligent Design, ma il numero di istituti in cui l’ID viene ancora insegnato, spesso come “pari dignità” rispetto alla teoria dell’evoluzione, è ancora molto elevato.

    Insomma, che esista una reazione da parte della società civile è indubbio – ma il fatto che sia necessaria una reazione della società civile è un pessimo indice del lavoro svolto dalle amministrazioni.

  19. Qui rischiamo di finire way off topic, ma insomma:

    Se uno in treno mi si mette a far propaganda creazionista, a me scappa da ridere, e poi scappa da obbiettare. Io saro’ convinto che lui e’ un cretino, e lui mi dira’ che sono un amorale senza Dio, e nessuno dei due riuscira’ a convincere l’altro. Ma e’ nella dinamica della nostra appassionata, accalorata discussione che vive la democrazia, e nel mutuo diritto di esporre le nostre convinzioni, di chiedere leggi a loro favore e di chiederne anche l’abolizione.

    Insomma, si e’ capito, non voglio un governo di filosofi, e non volevo neanche quello dei tecnici!

  20. Io col creazionista non discuto.
    Perché accettare la discussione significa ammettere che le sue posizioni hanno pari dignità delle mie, mentre non è vero.

    E se il creazionista cerca di buttarmi giù dal treno, non lo ritengo parte del processo democratico.

    Ma è vero, stiamo andando off topic.

  21. Solo un’ultima nota:

    Insegnare Intelligent Design nelle scuole pubbliche degli Stai Uniti come disciplina scientifica e’ illegale, in quanto la sentenza di un giudice federale ha dichiarato che ID e’ una dottrina religiosa ed insegnarla come scienza, alternativa o meno alla teria dell’evoluzione, costituisce una violazione dei diritti costituzionali degli studenti.

  22. Ma secondo le Guidelines for Teaching About Religion in K-12 Public Schools in the United States, è lecito insegnarlo nei corsi di scienze sociali e nelle materie umanistiche.
    Il che genera ulteriore confusione – il prof di scienze mi dice evoluzione, il prof di filosofia mi dice ID…

    E lo scetticismo verso la teoria dell’evoluzione continua ad essere un cavallo di battaglia dei Repubblicani – il che è un importante segnale di quanto incida sulla cultura americana.

  23. Una volta di più, sono deluso dalla poca fede dell’umanità nel sano esercizio del buonsenso. Questa gran brutta abitudine – che porta con sé un saporaccio di déjà-vu – è una forma di oscurantismo o di “offuscamento” del passato che trovo inquietante, come in quelle famiglie dove è indecoroso ricordare un evento spiacevole legato a un parente di cui si parla malvolentieri. Parente che, in genere, risulta poi essere il frutto più squisito di un altrimenti insipido albero genealogico. Ecco, mettere il bavaglio al passato spazzando i classici sotto il tappeto non credo risolverà il problema della bande, ma potrebbe far inciampare chi entrerà poi in quella stanza senza conoscere un fico secco delle proprie radici, lasciate a marcire là sotto.

    … e comunque stavo pensando alle scene de L’Ultima Tempesta (“Prospero’s Book”, 1991) di Peter Greenaway, riduzione cinematografica che a suo tempo ho adorato, e a come guardandola abbia negligentemente evitato di soffermarmi sul grave problema delle bande giovanili messicane. Imperdonabile.

  24. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  25. Episodi del genere in salsa leghista ce ne sono già stati, sia per quanto riguarda i pochi testi in cui si esamina (disamina, dovrei dire) la storia del movimento sia per pubblicazioni ritenute in qualche modo offensive. Concetto applicato anche ad altri media, in nome di uno stato mai esistito e di un orgoglio pseudo cristiano integralista che non ha paragoni con niente altro della storia italiana.
    I roghi di libri sono facili, vengono bene in TV, fanno parlare di persone talmente in basso nella scala evolutiva da dare seri problemi anche a Darwin. Tanto alla fine, quandi si sentono tintinnare le manette, ci si può sempre appellare all’essere fraintesi e/o alla libera espressione.

  26. Libera espressione che tuttavia non dovrebbe contemplare la libertà di dire idiozie.
    E invece loro niente, imperterriti… 😦

  27. Ma per curiosità, che la Tempesta non l’ho letta integralmente, per cui ricordo a grandi linee la trama, ma che c’entra la tempesta con le minoranze etniche? pur volendo trovare un criterio logico nella censura, cosa c’è nella tempesta che potrebbe turbare i giovani virgulti americani?

    p.s: per quanto riguarda il creazionismo, non sottovaluterei la cosa, una volta lessi che in texas il 50& dei ragazzi lo studia tramite homeschooling. c’è il 50% di possibilità che un senatore texano voti qualche legge pro creazionismo.

  28. È possibile leggere ne La Tempesta una critica anti-colonialista (all’epoca, solo Spagnoli e Portoghesi avevano delle colonie, quindi Bill aveva mano libera) – in fondo Prospero arriva sull’isola e schiavizza Calibano, che era un indigeno.
    Che è un bello spunto, ma dubito abbia mai armato la mano di un gansta…

    E il creazionismo, credimi, non lo sottovaluto affatto.

  29. merci.

    il p.s. era diretto più che altro ad enrico.

  30. Anche Dante è a rischio. Probabilmente raggiungerò Bill Shakes per organizzare un fronte clandestino di resistenza,

    http://www.corriere.it/cultura/12_marzo_12/divina-commedia-eliminare-gherush92_674465d8-6c4e-11e1-bd93-2c78bee53b56.shtml

  31. *raggiungerà

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