strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Questo blog è CO2 Neutral

11 commenti

Un post a tema ambientale, che era un po’ che non ne facevo.
E come sempre con una signora in verde a segnalarci l’argomento.

I più attenti di voi avranno notato che da un paio di giorni nella colonna qui a fianco compare una patacca che segnala come questo blog sia CO2 Neutral.
Che sarebbe come dire che la CO2 immessa nel sistema per alimentare i server di questo blog viene compensata da un albero che è stato piantato quando io ho messo in vista la patacca.
Beh, ok, magari qualche ora dopo.

L’iniziativa in questione si chiama “il mio blog è CO2 neutral” ed il suo funzionamento è molto semplice: il blogger dichiara la sua disponibilità ad abbattere l’impronta ecologica del proprio sito e DoveConviene.it, in collaborazione con iplantatree.org, provvederà a piantare un albero in zone soggette a processi di riforestazione.
Per saperne di più, potete fare un salto qui, o cliccare sulla patacca qui di fianco.

Il ragionamento e la matematica dell’iniziativa sono illustrati rapidamente dal grafico qui sotto, che fa parte del press-kit del progetto…

 

Ora, proprio due giorni or sono – guardacaso, il giorno in cui ho esposto la patacca – il sindaco del paese in cui vivo ha spiegato a mio padre che il cambiamento climatico è una balla, gli inverni rigidi ci sono sempre stati, ed in generale gli scienziati che si occupano di ambiente improvvisano, sparano balle e più in generale non sanno di cosa stanno parlando.

Pessima mossa, col padre di un geologo specializzato in analisi ambientali, eh?

Però, però, questo discorso demenziale da solo mi serve per spiegare il secondo importante motivo per cui c’è la patacca sul mio blog.
Perché evviva l’albero, evviva l’abbattimento della CO2, evviva l’azione dal basso…
Però ciò che è importante è far arrivare il segnale al resto della popolazione.
Finora, la questione ambientale è stata trascurata in maniera criminale – e l’esperienza di mio padre segnala come a livello di amminstrazioni, ed a livello di comunicazione col pubblico, ci sia ancora un sacco di lavoro da fare.
Senza contare che la crisi porterà certi problemi – erroneamente percepiti come “secondari” – molto indietro sulla lista delel cose da fare.

Eppure era stato previsto.
Moriremo tutti vecchi, poveri ed assiderati era una profezia che circolava da un decennio, e che non è assolutamente in contradizione con il fenomeno del riscaldamento globale.

Più CO2 in atmosfera significa più CO2 nelle acque marine, con effetti pessimi sul fitoplancton e sulel barriere coralline, che la CO2 lo dovrebbero assorbire.
Più CO2 in atmosfera catene alimentari marine danneggiate, e ancora più CO2 in atmosfera.
Più CO2 in atmosfera significa un maggiore effetto serra.
Che significa temperature più alte.
Che significano maggiore evaporazione sugli oceani.
Che significano maggiori precipitazioni sulle aree continentali, quindi un maggior dissesto idrogeologico nele aree a rischio, e una incidenza maggiore degli uragani.
Temperature più alte significano anche un rallentamento progressivo della Corrente del Golfo.
Che significa abbassamento delle temperature invernali nell’Europa continentale.
Che significa inverni molto freddi.
Aggiungete i consumi all’eccesso e l’assenza di scorte alimentari, e la dipendenza da energie non rinnovabili controllate da governi non esattamente democratici, e il pacchetto è pronto.
Assetati, intirizziti, poveri e vecchi.
Non sarà una bella fine.

Per questo anche una iniziativa piccola come esporre un badge assume una sua importanza.
Perché mi permette di fare un minimo – proprio un minimo – e mi fornisce una buona scusa per martellarvi con questi post a sfondo ambientale.
Perché è sempre la solita storia.
Se non siete parte della soluzione, siete parte del problema.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Questo blog è CO2 Neutral

  1. Io ho un frutteto, quanti blog posso aprire? 🙂 Ottima iniziativa
    A

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. “la questione ambientale è stata trascurata in maniera criminale” & “Se non siete parte della soluzione, siete parte del problema.” -> sono completamente d’accordo, Davide. 🙂

    Io avevo partecipato a questa iniziativa con il blog che avevo aperto specificatamente per le tematiche ambientali, poi ho detto che lo chiudevo e facevo convergere quei post sul mio blog principale, ma ancora non ho fatto nulla. A partire dal ri-aderire a questa iniziativa, che mi sembra una buona base con cui riniziare a prendere il discorso ambientale anche sul mio blog!

    Quindi credo in settimana di ri-partecipare di nuovo. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

  4. Credo che maggiore il numero di voci, più alta la probabilità che qualcuno si svegli.
    Io ho scoperto questa iniziativa tardi, ma mi pare più che meritevole di attenzione.

    Sarebbe anche interessante (e non è detto che non provi a farlo prossimamente con un paio di post) sottolineare come una parte consistente degli attuali problemi politici ed economici sia comunque legata a cause ambientali.

  5. Per quanto mi riguarda sì, è un post che leggerei volentieri. Sto al momento leggendo “La terza rivoluzione industriale” di Rifkin e il primo capitolo è proprio sui legami crisi economica, politica e problemi ambientali. Quindi una tua trattazione è più che benvenuta, almeno per me! 🙂

    Ciao,
    Gianluca

  6. Fatto, inserito nel blog! Grazie per la segnalazione (ringraziotti pubblicamente)

  7. Grazie a te per la fiducia!

  8. Tra un paio di giorni inserisco anche io!

  9. ” Se non siete parte della soluzione, siete parte del problema.” Verissimo.
    Quando , sessanta anni fa, parlavo dei problemi ambientali (come può farlo una bambina, ovviamente) , la gente rideva. Andando avanti negli anni, ho continuato caparbiamente a parlarne, e la gente ha continuato a prendermi in giro… adesso non ridono più tanto, ma è un po’ tardi, e le idee non sono ancora nè chiare nè diffuse… Buon lavoro, Davide!

  10. Ci sarebbero anche gli scenari da fine del mondo col botto. Con le risorse contese a suon di piombo e missili, il tutto ovviamente in nome del progresso, sempre secondo le brillanti lezioni apprese a partire dagli anni ’50. Saranno sempre dittatori e autocrati populisti ma devono essere i nostri bastardi, non quelli dell’altra parte. Anche se l’URSS non c’è più abbiamo sempre la Cina come brutto nemico cattivo da mostrare e non è poi così difficile fare dei pogrom con le comunità asiatiche, no?
    Fine del mondo? No, qualcosa di molto meno grave. Fine di quel buffo incidente chiamato umanità.

  11. A furia di buttare sassi nell’acqua i cerchi arriveranno da qualche parte… Speriamo, ma noi non demordiamo

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