strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Weekend col Pulp

11 commenti

(pubblicità subliminale? Io? Naaaa...)

Sarà un finesettimana pulp.
Chissà, forse è il ritorno online de Il Crocevia del Mondo, forse è il post fatto da un paio di giorni addietro dal mio vicino di cella Alex Girola, sui generi narrativi con la desinenza in “-punk”, sarà che un sacco di cose diverse mi sono arrivate a tiro contemporaneamente, sarà la creatura misteriosa che si è introdotta nottetempo nel pollaio del vicino facendo scempio delle sue galline…
Gli indigeni sono irrequieti, qui in Astigianistan, ed io penso al pulp.

Che, tanto per evitare fraintendimenti, non è che abbia molto a che vedere con Quentin Tarantino, con la violenza e il turpiloquio e con le cose “estreme” che ci spacciano appiccicandoci quell’etichetta.
Scordatevi di Tarantino, pensate a Indiana Jones.

Ma anche Indiana Jones è solo una istanza del genere.
Un genere capace di accomodare Conan il barbaro, Capitan Futuro, Doc Savage e Sailor Steve Costigan, l’Uomo Ombra e Domino Lady.
Forse sarebbe opportuno chiamarlo meta-genere.
Popolare, fantastico, avventuroso.
Efferato forse per l’epoca (si tratta di un genere che proliferò fra gli anni ’20 e gli anni ’50) ma non più per gli standard moderni.
Scritto spesso a cottimo.

Ora, i ragazzi di NewPulp, l’associazione informale di appassionati, autori ed editori del pulp e delle sue moderne permutazioni, chiedono al pubblico di spiegare perché ci piace il pulp, cosa ci piace del pulp.
In attesa di rispondere da loro, rispondo qui.

Il motivo per cui mi piace il genere (…) è proprio ciò che la tarantinatura dell’etichetta ha fatto scomparire – la miscela arbitraria di elementi, l’estrema varietà all’interno di un modello apparentemente piuttosto rigido.
Avventura esotica.
Avventura storica.
Orrore.
Superscienza.
Antichi Misteri.
Spionaggio.
Crimine.
Magia.
Western.
Pirati.

Un personaggio come Doc savage, per citare un classico del pulp, può affrontare da una storia alla successiva uno qualsiasi deglie lementi elencati qui sopra, o una miscela di due o più, a seconda delle inclinazioni dell’autore.

E se oggi, per dire, l’avventura basata sulla superscienza la chiamano – a seconda dei casi – dieselpunk o atompunk, a meno che non si tratti di una parodia o una sovversione/revisione degli elementi standard, l’etichetta coincide perfettamente con il vecchio Thrilling Wonder Stories.

Mi piace il pulp, insomma.
Mi piace questa miscela variabile di elementi spurii, mi piace l’idea dell’avventura e del mondo da esplorare, dei misteri annidati negli angoli oscuri della terra, della storia che viene a prendersti sotto forma di armata di spettri, o di maledizione Inca, o di antiche rovine.
Scrivendolo – o provando a scriverlo – scopro che il genere richiede una disciplina infinitamente superiore a quanto si potrebbe immaginare.
Lo abbiamo già visto nel lungo articolo di Norvell Page, ma esiste un secondo livello – quello di adesione assoluta a certe regole, che non sono il trito “show don’t tell” o il fatto che non si possa iniziare una frase con una congiunzione, ma piuttosto regole estetiche imposte dal genere.
C’è una vena di realismo, nella narrativa pulp, che deve integrars con gli elementi incredibili ed irrealistici.
C’è una coerenza che contraddice l’apparente incoerenza del descrivere un mondo in cui coesistono scienza, superscienza e due o tre diverse razionalizzazioni del sovrannaturale.
C’è una ingenuità che deve andare a braccetto col cinismo dichiarato dell’eroe.

Non è affatto facile.
Ma è dannatamente divertente.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Weekend col Pulp

  1. So che è una mia fissa, ma a me piace il pulp…perché adoro le copertine delle riviste!
    E poi per il “sense of wonder” delle storie: di solito lo si applica solo alla fantascienza, ma secondo me lo si può associare a tutte le varianti del pulp.

  2. E io che credevo che il Pulp fosse Tarantino e tutta una serie di scrittori italiani (all’epoca definiti “Cannibali”: Aldo Nove, Nicolò Ammaniti, Tiziano Scarpa etc) che sono stati pubblicati sull’onda di questa etichetta a metà degli anni novanta.

    Ammetto che quando ho letto il titolo del post mi sono detta :”che c’entra con strategie evolutive un genere così noioso?”(sì diciamo che li ho sempre trovati un po’ prevedibili e noiosi, tolta qualche nota ironica qua e là)
    E invece scopro che si chiama pulp proprio quell’insieme di elementi che adoro.
    Avventura esotica, orrore, antichi misteri, crimine, magia e pirati! 😀

    Niente da dire, purtroppo sono ignorante anche sulle cose che mi piacciono. SIGH! 😦

    Grazie mille e aspetto qualche altro post di approfondimento su questo tema, sempre se hai voglia! 🙂

    Cily

  3. Anche io adoro il pulp! Sia nel romanzo che nel gioco di ruolo! Per questo non vedo l’ora di masterizzare, ai miei cuginetti, la serie Daring Tales of Adventure, reperibile qui:

    http://www.tripleacegames.com/DaringTales.php

    PS Non l’ho scritta io, quindi non e` pubblicita` occulta. Ma sono molto belle e meritano…

  4. Innanzitutto grazie per la citazione.
    Come sai anch’io adoro questo filone narrativo, anche se ne apprezzo forse più la riscoperta moderna che non i capisaldi un po’ datati (che a volte sono un po’ ingenui, anche se tutto ciò fa parte del loro fascino!)
    Meno male che hai fatto la preziosa distinzione tra il pulp vero e quello che viene attribuito a Tarantino, che poco ha da spartire con ciò che piace a me (a noi).

    Giusto per buttare lì una discussione tra appassionati, non pensi che la dicitura “dieselpunk” si attribuisca a quei romanzi che calcano la mano anche sul lato “protoscientifico” della storia (un po’ come per lo steampunk), mentre il resto sia ascrivibile al più generico filone del romanzo d’avventura?
    E’ una domanda, non un’affermazione 🙂

  5. Hai elencato esattamente gli stessi motivi per cui anche a me piace il pulp,soprattutto il miscuglio di generi e tematiche diverse.E parlando poi di Pulp moderno di solito più che a Tarantino io penso a Lansdale 🙂

  6. Un po’ di risposte…

    @Squirek
    Sì, il senso del meraviglioso, che sia superscientifico o esotico, è certamente un elemento del genere – d’altra parte era narrativa che doveva intrattenere le lower classes durante la depressione… se non ci mettevano il meraviglioso, marcava male.

    @Cily
    Io l’effetto Tarantino lo odio.
    Come odio il fatto che chiamino “noir” qualsiasi sciapo poliziesco.
    O “urban fantasy” le storie di vampiri innamorati e i cloni di Buffy.
    Il marketing è impazzito.

    @Umberto
    Ottima segnalazione Daring Tales… i quattro volumetti a stampa sono qui sul mio scaffale.
    Eccellenti supplementi, molto adattabili.

    @Mcnab
    Certamente il dieselpunk è narrativa pulp con elementi pseudoscientifici/superscientifici – cose come Operator n 5, con l’America invasa dall’Impero Purpureo o dalle orde di orientali furiosi agli ordini dell’Avvoltoio Giallo, o le storie di Captain Cody, che è poi il template su cui viene creato Rocketeer… e Doc Savage…
    Ma credo ci sia anche una vena teosofica – questa idea che esista una “scienza” che permette la trasmigrazione delle anime, e poi Atlantide, Lemuria, e tutta l’archeologia misteriosa…
    L’unica cosa che proprio non c’entra è Tarantino 😉
    Tra l’altro, mi accorgo di aver saltato il link al sito del New Pulp (visto che citi le varianti moderne)

    http://www.newpulpfiction.com/

    @Moretta
    Sì, Lansdale è uno dei perpetratori di New Pulp più noti (e tra l’altro ha dignità letteraria maggiore qui da noi che non in patria)

  7. Benissimo. Sul ” non è Tarantino, è Indiana Jones” mi hai tolto le parole di bocca.

    Noto che le storie di Costigan sono finite nel pubblico dominio. Secondo te ci sarebbe mercato per traduzioni in Italia? Mercato relativo s’intende. Non mi pare che l’abbia pubblicato nessuno ( io lo reperii legalmente in ebook sul solito feedbooks.org)

  8. Non so se siano incluse nella presunta edizione integrale di Howard pubblicata a suo tempo da Newton Compton…
    Sull’interesse per il pubblico italiano… mah!

  9. Se intendi il cofanetto Howard- Tutti i Cicli fantastici no, lì non ci sono, c’è Conan, Solomon Kane, Skull Face e il ciclo celta. Non so se poi abbiano fatto altri cofanetti.

  10. no, niente western. Solo roba con elementi soprannaturali (credo che il criterio sia stato quello).

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