strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

My mind to me a kingdom is

24 commenti

Questo post è per i ragazzi e le ragazze della MoonBase...

Ancora pulp per il finesettimana.
Ci sono un paio di memi che circolano, qui nel Braccio C della blogsfera, al momento.
In uno, gli scribacchini mostrano al mondo quali sono le loro personali ossessioni scrittorie, quegli elementi che si sentono quasi in dovere di dover inserire nelle proprie storie.
Dall’altra, in dichiarata reazione all’accusa, spesso reiterata, di fuga dalla realtà, molti stanno presentando dei piccoli tour del loro personale mondo immaginario, della realtà fittizia che occupa una parte del loro mondo, e nella quale conducono parte della loro vita intellettuale.
Strana gente, eh?
Ma d’altra parte, perché pensate ci tengano qui nel Blocco C?

E così, in vista del mio mood pulp (Tarantino astenersi), vi faccio fare un giro del mio mondo – che contiene anche alcune delle mie ossessioni.

Accomodatevi…

Il Monastero
Grazie alla benevolenza riservatami dai monaci, posso subaffittare per una cifra in fondo modesta questa struttura fra le vette inviolate dell’Astigianistan.
Muri spessi, un sacco di spazio ma non tanto da sentirsi alienati, ed una vista sgombra sulla vallata.
C’è posto per i miei libri, una sala con un’acustica fantastica per fare esercizio col flauto, e naturalmente un silenzio straordinario per quando voglio meditare.
O scrivere.
O tutti e due.
Dal terrazzo si possono osservare le stelle col telescopio, e ci sono anche una comoda depandance per i miei rari ospiti, e un comodo laboratorio.
Gli spifferi possono essere un problema, e la posta a volte va smarrita, ma i vantaggi sono innegabili.
Mai visti Testimoni di Geova…

I Monaci
Spirituali ed ascetici, assolutamente pacifisti, gestiscono una specie di polisportiva di qualche genere giù a valle.
Si può contare su di loro per una discreta conversazione sulla natura della realtà, e per una tazza di té.
Di quando in quando ne trovo uno accoccolato nella mia biblioteca, ma la mia biblioteca, notoriamente, è aperta a tutti, basta che firmino il registro.
Tollerano le mie abituali incontinenze, e si tengono moderatamente fuori dai piedi, cosa che apprezzo.
Io faccio in modo di fare altrettanto.
Per quanto io sappia di poter fare affidamento sul loro aiuto in caso di necessità.

I Gatti
Sarebbe impossibile vivere senza.
Lo sappiamo, si affezionano più alla casa che al padrone, ma io sono ben felice di avere con loro un rapporto paritario.
Non abbaiano, non bisogna portarli fuori a fare i bisognini, non hanno la disgustosa abitudine di leccarti in faccia, non puzzano di cane bagnato e sono sufficientemente indipendenti da non essere d’impiccio.
Ed accarezzarli distende i nervi.
Davvero!
Anche se bisogna ammettere che nelle notti d’estate fanno un baccano infernale.

Il Cerchio di Pietre
Luogo magico?
Ultimo segno di una civiltà perduta e dimenticata?
Antico osservatorio astronomico?
Tempio innalzato a divinità innominabili?
Il luogo in cui gli astigiani (gli indigeni dell’Astigianistan) celebrano i loro oscuri rituali orgiastici?
Un primordiale gruppo rock? (ok, questa viene meglio in inglese)
Di sicuro, rende meno monotono il paesaggio.
E non richiede particolari manutenzioni.

Il Club
La vita fra i le colline è una gran cosa, ma non è possibile lasciarsi alle spalle completamente la civiltà.
Going native e tutto quel genere di cose.
Fortunatamente, il gentiluomo può sempre contare sul proprio club – un’isola di pace nel trambusto della metropoli, il posto in cui si può pernottare con un minimo di preavviso, in cui si possono incontrare spiriti affini, prendere in prestito una copia del Who’s Who e consultare i principali quotidiani.
La privacy e la discrezione vengono rispettate sopra ogni cosa (sì, anche sopra alle leggi vigenti).
Questa è la civiltà ma è la civiltà nei miei termini – e c’è sempre un tavolo disponibile per giocare di ruolo.

La motocicletta di Steve McQueen
Perché bisogna pur avere un mezzo di trasporto a questo mondo.
Two wheels good…
Io non ci salto le recinzioni ed i fili spinati, ma si destreggia bene tanto fra i vicoli della metropoli quanto sulle sterrate dell’Astigianistan.
E la manutenzione della motocicletta ha notoriamente un risvolto zen.
E poi, che diamine, dite quel che vi pare, ma quest’affare l’ha cavalcato The Cooler King, e quindi ha certamente un valore talismanico.
Non è cosa da poco
E consuma meno di un’utilitaria.

Lo Yeti
Come diceva Chesterton (mi pare) “Noi ci facciamo i nostri amici, noi ci facciamo i nostri nemici, ma solo Dio fa i nostri vicini di casa”.
Lo Yeti non sarebbe poi neanche male se restasse per i fatti suoi.
Io con lui non ho nulla da spartire.
Ma lui si ostina a venirmi a importunare.
Urla le sue opinioni non richieste nelle vallate, dove l’eco le moltiplica.
Sostiene che non so scrivere.
Che non seguo le regole della buona scrittura.
Che gestisco un blog approssimativo.
Che mi riempirebbe volentieri di botte.
Che lui scriverebbe meglio, se solo ne avesse il tempo.
E sarebbe anche un paleontologo ed un flautista migliore.
Beh, un flautista magari… è un sacco di tempo che non faccio esercizio.
A dire il vero, pensavo fosse una materializzazione delle mie insicurezze, evocata dalle vette innevate dell’Astigianistan ed alimentata dalle mie paure, ma i monaci mi assicurano che sono io, ad essere la materializzazione delle sue insicurezze…
Bah!
E poi dicono il karma…

Ben Kenobi
Dicono che ai vecchi tempi fosse una persona importante, al punto che c’era un posto col suo nome a Shanghai, un locale di lusso…
Vedeva gente, faceva cose.
Ma oggi è solo un vecchio hippy che gira per le colline e gestisce un posto macrobiotico giù in città.
Ma ha un sacco di esperienza e parecchio zen, ed è una fonte di illuminazione più informale dei monaci.
Perché a volte l’illuminazione arriva chiacchierando con un vecchio amico strambo delle cose che ha visto e fatto, e non dalla comunione col Tao o cose del genere.
Chiacchiera volentieri, il vecchio Ben, e poi di solito si finisce a farci una pizza o un riso alla cantonese, e a parlare di donne, di luoghi lontani e delle rispettive esperienze come insegnanti.
Ne ha viste tante.
In certi momenti mi dico che se va avanti così finirò come lui, da vecchio.
È un brav’uomo, Ben Kenobi.

La Baronessa Helena Kalaratri von Hungern-Sternberg
Probabilmente un titolo fasullo, considerando che Hungern-Sternberg non era esattamente… ehm, praticante.
Ma in un certo senso, meglio così… sarebbe oltremodo odioso immaginare che una signora tanto piacente condivida il patrimonio genetico di un individuo tanto esecrabile.
O magari, chissà, ha preso dalla madre.
Orribile pensiero.
Manipolatrice, trafficante, collezionista di reperti archeologici, mangiatrice d’uomini (e occasionalmente, donne)…
Ma non è il mio tipo.
Non che non abbia il suo fascino, badate, con l’accento francese e i tratti esotici, ma onestamente l’idea di un coltello fra le scapole quando meno te l’aspetti mi pare più efficacie di una doccia fredda, per frenare i bollenti spiriti.
Però non siamo nemici.
Nemici è una parola troppo forte… diciamo avversari.

L’Orda Cremisi
Un gran bel campionario di gentiluomini, non c’è che dire.
Razziatori, banditi, marmaglia assortita, il peggio dell’umanità che si possa incontrare lungo la Via della Seta, e armati fino ai denti.
Forti coi deboli e servili con i potenti.
Per storie lunghe a spiegarsi, devono la loro fedeltà alla Contessa, che li usa come bassa manovalanza, ed eseguono caninamente i suoi ordini.
Il genere di persone che vi ucciderebbero volentieri per trentacinque centesimi in pezzi da uno due e cinque, e vi torturerebbero gratis, prima, solo per il gusto di sentirvi strillare.
Ma non prima di avervi dato fuoco alla biblioteca (o spaccato il Kindle, a scelta).

La Fidanzata Immaginaria
Perché le ragazze immaginarie sono meglio, come diceva il poeta…

He said an imaginary girl
is so exciting!
Marry an imaginary girl
and you need nothing in writing!
She won’t upset you.
She’ll never forget you.
Hold on to your dreams…

I ragazzi e le ragazze del Blocco C della blogsfera.
La più intelligente accozzaglia di loschi individui che mai abbia messo mano a un blog.
Una vera rete di spiriti affini che come me sorvegliano il mondo in nome della legge e dell’ordine… a patto che non vi siano né troppa legge né troppo ordine, naturalmente.
La dimostrazione che esiste ricchezza nella varietà.
E che non si può giudicare una persona da come si veste (metaforicamente, intendo).
E che Buckaroo Banzai aveva ragione (grazie, sensei!)

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

24 thoughts on “My mind to me a kingdom is

  1. Mondi rilassante davvero, anche se mi preoccuperei a dormire con l’orda cremisi che circola libera xD.
    Prima o poi dovrò venire a farmi un giro nella tua biblioteca, gli orari di apertura quali sono? 😉

  2. I membri del Blocco C domineranno il mondo!

  3. Insomma, quello Yeti mi sembra di conoscerlo pure io….o magari sarà suo cugino, non so. 😉

  4. Luogo molto particolare quest’Astigianistan.
    Ho sentito dire che gli indigeni, cultori di una discreta tradizione gastronomica, siano anche dediti a bevande alcoliche inebrianti che ne condizionano parecchio usi e costumi.
    Mai stupirsi se appaiono visionari: dietro potrebbe semplicemente esserci un litro di quello buono.
    Personaggio interessante la Contessa Helena

  5. Ho cambiato l’inizio della frase ma non il modo verbale… pazienza

  6. Bellissimo post!
    Raccontato così il tuo mondo mi mette una curiosità e un’ invidia che non ti dico! 🙂

    Ma tu sei uno scrittore e quindi mi devo ricordare che non ci si deve mai fidare troppo di quello che racconta uno scrittore, si sa che si tratta della peggior specie di manipolatori e un bugiardi… 😉

    Cily

  7. Per ora ti linko. Più tardi ti leggo. 😉

  8. Gran bel mondo, complimenti! La Contessa sembra proprio un gran bel tipino 🙂
    Ok, chiedo anche io gli orari della biblioteca, ché tu sembri avere sempre tra le mani dei libri molto interessanti 🙂

  9. “ma i monaci mi assicurano che sono io, ad essere la materializzazione delle sue insicurezze…” Ahahah, mi sto piegando! 😀

    Il Blocco C ruleggia, inutile negarlo!

    Ciao,
    Gianluca

  10. E’ una realtà favolosa, soprattutto perché piena zeppa di gatti. E la motocicletta di Steve, su cui spero mi farai fare un giretto, se ti passo a trovare 😉

  11. Senti dai monaci se avanza una celletta, magari torno in Pedmont a trovare tutti i miei amici e i loro menhir. E poi a mio figlio piacciono i gatti e a me piace fare il tiro a segno con l’Orda.

  12. La motocicletta è in manutenzione.
    Ci sto scrivendo un libro, in effetti…
    Lo Zen e l’Arte della Manutenzione della Motocicletta di Steve McQueen.
    Infinitamente più cool del libro di Pirsing (che è già parecchio cool di suo).
    Ma una volta finito il lavoro… 😉

  13. ciao,

    posso sapere l’autore del ritratto della fidanzata immaginaria?

  14. Ciao, Riccardo.

    La fidanzata immaginaria (in realtà, Modesty Blaise, riconoscibile per il bracciale di perle), è Robert McGinnis, leggendario autore di copertine hard-boiled e locandine cinematografiche.

  15. Io mi limito ad applaudire per il post e a ringraziarti per la dedica, molto bella 🙂
    Poi “le nostre realtà” credono che risultino ben evidente dai post quotidiani che scriviamo, quindi avanti così 😉

  16. Veramente un bel mondo 🙂

  17. Ah, letto finalmente. Bellissimo. In particolare il monastero in Astigianistan. E la Contessa e la dedica. ^^
    Una di queste sere ti vengo a trovare insieme a Lauren e Zio Shaw. ,)

  18. Vorrei essere ospitata nella tua comoda depandance…e adotterei volentieri un paio di micetti^^

  19. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  20. Senti una cosa: se mi offro come sorella extra-bona della Fidanzata Immaginaria possiamo accordarci per saltuari soggiorni presso quel bell’ambientino che è il Monastero? Il Cerchio di Pietre è il mio luogo ideale ma, con la bronchite appena passata, non vorrei prendere freddo. Sai com’è…
    Mi facci sapere.

    Fed

  21. Real Pulp FIction!

    (Alla facciazza di Tarantino, che peraltro mi piace assai)

  22. Ma quando vuoi!

    Firmato La Sorella della Bonazza 😛

  23. Un posto incantevole, l’ho visitato, ma ci sono sempre cose nuove da scoprire

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