strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

I vecchi hanno preso il controllo del gerontocomio

10 commenti

Le parole sono importanti.
È con le parole che pensiamo.

Ora, avrete letto/vistosentito dell’incontro fra l’ex premier e l’attuale premier.
Ed avrete anche sentito il commento positivo dell’ex premier sull’attuale premier.
Che include una frase che mi fa l’effetto di una mano artigliata che graffi la superficie di una lavagna.

Ragazzi, parliamoci chiaro, è un borghese come noi.

È orribile.
Ora, se uno desse del borghese a me, gli afferrerei il naso fra le prime falangi dell’indice e del medio e gli darei una bella rotazione, al solo scopo di fargli tanto male.
E questo non perché io sia un trotskista furioso (non lo sono), ma perché, da una parte, il termine porta con se una connotazione implicitamente negativa…

Borghese: Dei costumi, delle abitudini e della mentalità della borghesia, spregiativamente interpretate come reazionarie, conservatrici. SIN benpensante, conformista.

… E dall’altra perché – a differenza della middle-class anglosassone, alla quale non è che mi urti troppo l’idea di appartenere – ha una sostanziale connotazione di staticità.

Borghesia...

La borghesia non abbraccia il cambiamento.
La middle-class sì.
La borghesia non è upward-mobile.
La middle-class, sì.
La borghesia è chiusa.
La middle-colass no.

Ed in un paese in cui statisticamente è dimostrato che se nasci figlio di contadini puoi anche laurearti in ingegneria aerospaziale ma finirai a fare il contadino, perché a fare gli ingegneri sono i figli degli ingegneri, allora l’esistenza di una cultura classista e inamovibile diventa maledettamente significativo.

La borghesia è un monolito.
La middle-class può essere lower middle, middle middle o upper middle class.

Sì, è vero, il dizionario cita

alta, grande b., industriali, banchieri
media b., professionisti, dirigenti, funzionari, commercianti
piccola b., impiegati, artigiani

,,, Middle-class. Ci sono domande?

Ma allora esplicitiamolo – la suddivisione in classi in italia è basata sul reddito, nel mondo anglosassone è una questione culturale.
Non è quanti soldi hai in tasca, è come pensi.
E gli anglosassoni partono dal presupposto che quando hai una moderata quantità di quattrini in tasca, allora cominci a pensare a come stare meglio – non a come farne di più.
È una differenza sostanziale.

La borghesia teme il futuro.
La Middle class no.

Ed ammettiamolo, in questo momento nella storia – ma anche in qualunque altro, a ben guardare – noi non abbiamo bisogno di immobilismo e desiderio di sicurezza, abbiamo bisogno di dinamismo e capacità di correre dei rischi.
Che sono i tratti della middle-class in senso anglosassone, non del dannato ceto medio italiano.

Quindi, mettiamola così… si sarà capito che io non userei borghese come complimento.
E mi terrorizza questa oscena (considerata l’origine) celebrazione della borghesia come valore da parte di una cultura che la middle-class la sta affossando.
È l’ennesimo sintomo di quanto questa nazione sia ormai solidamente neofeudale e irrimediabilmente vecchia vecchia vecchia.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

10 thoughts on “I vecchi hanno preso il controllo del gerontocomio

  1. Tragicamente vero. E grazie dell’erudizione, non avevo mai dato troppo peso a quanta differenza ci fosse fra working class e borghesia. La prima comunque in effetti è già una definizione più aperta e generica, la seconda si porta dietro tutti quei connotati antipatici.

  2. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  3. L’Italia non è un paese per giovani, vecchio mio.
    E nemmeno per la middl -class…..

  4. Monti è un borghese? No? E un bel chissenefrega? Quello che fa male è vedere, di continuo, come si dia attenzione nei media a cose vuote di fronte ai fenomeni terrificanti che ci sono sotto. Tipo un politico che è anche capo di un impero economico che chiede garanzie a fronte di un ricatto. Che pretende, lo stesso losco figuro, di tenere un paese sotto scacco come se fosse la fiche di qualche gioco d’azzardo. Che ignora, sempre lo stesso tizio unto, che è il mondo ad essere diverso e che non cambiare paradigma porta dritti alla rovina. Sua. Non nostra. E nemmeno di Monti.

  5. @Angelo
    Sono d’accordo sul fatto che esistano notizie più importanti.
    E onestamente non mi interessa granché se Monti sia borghese o militare.
    E non intendo dare peso a certi deliri – ma mi interessa ciò che certi deliri rappresentano.
    L’affermazione del valore rassicurante dell’essere borghesi è un sintomo.
    Un sintomo di qualcosa di orribile.
    Che temo si sia diffuso, negli ultimi vent’anni, attraverso la popolazione.

  6. A me interessa onestamente chi è Monti. Perchè questo “lavoratore” si permette di parlare dei lavoratori senza aver fatto mai un lavoro precario. Perchè ci esorta a non correre dietro al posto fisoo, ma lui e la sua famiglia sono ben sistemati: Perchè in vita sua non ha mai vissuto la disperazione di un senza lavoro.
    Perchè se vuoi stare al governo devo sapere chi sei, cosa fai, con chi dormi, se sei retto moralmente, culturalmente. Perchè se mi devi rappresentare non devi dire corbellerie.

    E comunque e un paese di vecchi (di mentalità, non di età), governato da mummie saccenti che parlano di argomenti che NON conoscono.

  7. Mi spiace, ma non sono d’accordo né con te, né con il Sig. Berlusconi. Prima di tutti fatico a vedere lui e il Sig. Monti come dei *borghesi*, forse con questo termine intendeva dargli un’aura rassicurante, insinuare che fondera una nuova DC? Non lo so e non m’intessa, a me basterebbe che facesse qualcosa di davvero utile per l’Italia e per i suoi cittadini, non quello che ha fatto fin’ora, ma questa è un’altra storia.
    La tua descrizione di borghesia e middle-class inglese, mi spiace, non mi ha convinto per nulla. Se mi definosco borghese (o peggio piccolo borghese), io non mi offendo, sono conscia di appartenere a questa classe e non lo trovo minimamente offensivo, se mi volto indietro di cento anni trovo una serie di contadini, tavernieri, contrabbandieri che erano i nonni e i bisnonni, eppure mio nonno (che aveva studiato pochissimo), ha mandato all’università tre figli che ora fanno lavori diversi dal suo, quindi, forse sarà un discorso personale ma di miglioramento ne vedo parecchio, che è dipeso anche dal molto lavoro e dai soldi in più che entravano in quel modo, e nonstante questo sono cresciuta in una casa piena di libri letti, non di edizioni elganti. Appena imparato a leggere incappavo in Ungaretti, Quasimodo, Montale, Pavese e tutto questo, guardandomi indietro lo trovo molto *borghese*. La middle-class inglese che ho avuto la fortuna di incontrare un paio di volte nel suo ambiente è sicuramente affascinante, ma decisamente chiusa… mi ricordo una lettera di Tolkien in cui riferiva di una conversazione avuta in treno con un militare americano durante la Seconda Guerra Mondiale in cui diceva che aveva cercato di spiegargli che la loro società era il risultato di un sistema educativo estremamente settario.
    Spero di non essere stata troppo aggressiva, volevo solo esprimere la mia opinione, non fare polemica.

  8. Taurie, qui non sto cercando di convincere nessuno.
    E vorrei disinnescare quest’idea che io stia parlando di Berlusconi o di Monti.
    Io parlo delle categorie in cui apparentemente alcuni classificano le persone.
    E delle parole che si usano, anche a scopo “rassicurante”.

    Riguardo alla mobilità sociale…
    Ad una rapida occhiata si direbbe un fenomeno del passato, per lo meno nel nostro paese.
    Ed è probabile che nel dopoguerra la nostra società italiana fosse più mobile di quella inglese – certo, noi la lower lower class la esportavamo nelle miniere del Belgio in cambio di 200 chili di carbone a testa, ma (per parlare di esperienze personali) la figlia di una cameriera e di un operaio poteva diventare impiegata, mentre il figlio di un ferroviere ed una governante poteva avviare una attività commerciale… ed i loro figli hanno avuto la possibilità di studiare – a caro prezzo, se posso aggiungerlo e non suona troppo lower class – ed aspirare a qualcosa di meglio.
    Che tuttavia non si è materializzato, sostanzialmente per decisioni estremamente discutibili prese dalla borghesia (in senso marxiano – chi controlla i mezzi di produzione).
    Ci dicono che siamo arroganti bamboccioni e che dovremmo tornare a fare i ciabattini, “abbandonare gli atteggiamenti arroganti” e imparare ad amare il call center.
    L’impressione è che mentre la società anglosassone è cambiata parecchio dai tempi di Tolkien e dei suoi viaggi in treno(*), il cosiddetto “ascensore sociale” nel nostro paese si sia fermato.
    Le classi sono solo etichette che indicano un livello di reddito, certo – ma il vecchio patto per cui alla crescita culturale ed alla professionalizzazione sarebbe corrisposto un più alto tenore di vita non si è concretizzata, e la mobilità, specie in salita, qui, ora, è scarsissima.

    Poi, ovviamente, YMMV.

    (*) Pensa alla noia mortale di quel povero GI che si ritrova a beccarsi un sermone sul class system da quel vecchio trombone di Tolkien!

  9. Credo che abbiamo punti di vista molto diversi, derivanti da esperienza diverse (come dici anche tu), ma non credo che esista da almeno dieci anni nel nostro paese qualcosa che si possa chiamare *crescita culturale*, o meglio c’è per chi ha voglia di farsela per conto proprio, perché quella che viene data dallo stato è incredibilmente inferiore a quella che è stata data alla mia generazione e anni luce a quella della generazione di mio padre. Questa è una cosa terribilmente ingiusta, perché non è in cima alla scala che vengono fatte le differenze, ma alla base, fornendo un’istruzione inadeguata, in modo tale che anche se siamo tutti *Dottori*, stranamente qualcuno è più uguale degli altri.
    I discorsi sui bamboccioni non mi fanno né caldo, né freddo (anche se un pugno sui denti a certa gente che parla dall’alto dei soldi che rubano a noi mi piacerebbe darlo…), sono anni che accetto uno stipendio che è la metà di quello che meriterei per quello che faccio, per non gravare l’azienda di ulteriori costi, sono rassegnata al fatto che avrò una casa mia quando la erediterò.

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