strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Per il gusto di impossibili connessioni

13 commenti

Sherlock Holmes ne possedeva una copia.
Phineas Fogg ne possedeva una copia.
Il Conte Dracula ne possedeva una copia.
Gabriel Syme ne possedeva una copia.
Zuleika Dobson ne possedeva una copia (ed era infatti uno degli unici due libri che possedesse).

È stato menzionato nei romanzi e nei racconti di Agatha Christie, di Erskine Childers, di Daphne Du Maurier, nelle poesie di Lewis Carrol, nelle storie di Ronald Knox, di Virginia Woolf, di Philip Pullman.
Oh, e di Charles Dickens.

È una delle cose più maledettamente vittoriane mai esistite.
Il simbolo di un’era, una “poesia dell’ordine” (per dirla con Chesterton).
È un aggeggio maledettamente utile per chiunque giochi a Cthulhu by Gaslight, o qualsivoglia gioco di ambientazione vittoriana.
E può fornire carrettate di materiale se si scrive narrativa storica, o steampunk.
Ecco… questo è un manuale infinitamente più utile di qualunque altro se si vuole scrivere steampunk di ambientazione pseudostorica e britannica.

Ma l’utilità è secondaria.
Questo volumetto che siede qui sul mio scaffale, che pare una Bibbia laica e che potrebbe fermare un proiettile col suo spessore e la sua robusta copertina, è un talismano.
Sprizza potere dalla legatura, tanto che non mi sorprenderebbe se brillasse al buio.

Raramente il grande intelletto dell’uomo è stato impiegato in un lavoro di maggiore utilità

… disse il Punch.

La prima edizione del Bradshaw Railway Guide era di otto pagine.
Era il 1841.
Nel 1898 il volume viaggiava sulle 946 pagine.
Ma è l’edizione del 1861, di circa 500 pagine, uscita a otto anni dalla morte dell’autore ed ideatore, Mr George Bradshaw, che un lungimirante editore britannico ha deciso di ristampare in anastatica, una riproduzione fedele dell’omnibus di quattro volumi separati che fu un best seller dell’epoca vittoriana.

Di cosa stiamo parlando…
Definire il Bradshaw’s Handbook (questa la definizione ufficiale) un orario dei treni sarebbe più o meno come definire l’Antico Testamento un elenco di patriarchi.
È vero, ci sono gli orari dei treni.
Ma ci sono anche concise ma dettagliatissime descrizioni dei principali centri abitati nei quali i treni potrebbero fare sosta.
I principali?
Beh, facciamo tutti.

Brackley
Distanza dalla stazione – 1/2 miglio
Una stazione telegrafica.
Hotel – Wheat Sheaf
Giorno di mercato – Mercoledì
Fiere – 11 dicembre, il mercoledì successivo al 25 febbraio ed al 10 di ottobre e secondo mercoledì di Aprile.
Questo posto ha una popolazione di 2239 abitanti; principali manifatture, pizzi e scarpe. È una delle sedi distrettuali più antiche del regno, e contiene alcuni resti del proprio passato prestigio. Brackley cede il titolo al Conte di Ellesmere.
Stiamo ora attraversando il settore sudorientale della contea di Northampton, nota per la caccia alla volpe e, ad una distanza 4 miglia e 3/4, arriviamo alla stazione di
Farthinghoe, nei cui pressi il fiume Ouse entra nel suo ramo principale. Ancora 4 miglia e siamo a
Banbury, nella contea di Oxford – ved. Sez. II, pag. 53

Appare abbastanza chiaro il motivo della venerazione per questo volume mostrata tanto dai giallisti quanto dai loro personaggi.

Ci sono le mappe, ci sono ampi passaggi descrittivi dei centri maggiori, ci sono poche illustrazioni e un minimo di pubblicità – come quella di Joseph Gilliott

metallic pen maker to the Queen

Un gioiello, che la Old House Publishing ristampa e vende per una cifra variabile dai sette ai dieci euro.

I tirchi, gli scettici ed i portatori sani di e-reader possono scaricarsi gratis l’edizione 1866 digitalizzata.
Ma non è, né potrebbe essere, la stessa cosa.
Mai come in questo caso, il medium è il messaggio.

NOTA:

A parte l’interesse documentario ed utilitaristico, a parte il feticismo vittoriano, il Bradshaw si presta anche ad un semplice esperimento di viaggio surrealista.
Semplicemente ci si reca alla stazione, si controlla sul Bradshaw a che ora parte il prossimo treno per, per dire, Southampton, si sale sul primo treno che parte a quell’ora, e giunti a destinazione, quale essa sia, si esplora la località aiutandosi con la mappa e la descrizione di Southampton del 1861.
Si tratta di un’esperienza da fare almeno una volta nella vita.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

13 thoughts on “Per il gusto di impossibili connessioni

  1. Che spettacolo, sono quelle note che ti fanno capire perché si passa da questo blog. Grazie.

  2. Mi stai facendo venire l’acquolina in bocca. Questo volume è un piccolo concentrato del Vittorianesimo, devo e dico devo averlo. 🙂

  3. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  4. Quoto Angelo, davvero davvero spettacolare, post e Bradshaw!

  5. l’esperienza di psicogeografia l’ho fatta girando Monaco di Baviera con la mappa di Milano. E funziona.

  6. J’adore le connessioni kiplingiane dello Hathi Trust – but then I’m odd that way.
    Però hai ragione: bisogna possederne una copia cartacea.

  7. Aggiungo per la dannazione di tutti, che la Old House ha un catalogo da ululato di ristampe incredibili.

    @Jonnie
    Io ho girato Parigi con la mappa di Firenze!
    Meraviglioso.
    Da organizzare dei tour…
    Hmmmm la Detour Tours… potrebbe anche funzionare…

    @laClarina
    Lo sai vero che a leggere Kipling si viene tormentati in pizzeria da antropologi imbufaliti che ti accusano di atteggiamento colonialista, cripto-imperialismo ed altri peccati mortali?
    O capita solo a me?

  8. Sono rimasto così *O*, fantastici entrambi (post e Handbook 😉 )

  9. Reblogged this on trenodopotreno and commented:
    grazie

  10. No, non capita solo a te. Sostituisci solo “pizzeria” con “treno”. E non sono certa che il mio esemplare fosse un antropologo – non si è qualificato – ma era senz’ombra di dubbio imbufalito.

  11. Tristi individui – e povero Kipling.
    Io per lo meno avevo la pizza a consolarmi.

  12. Effettivamente una cosa da provare, un vero “viaggio nel tempo” o.o

    Via, mi hai costretto ad un viaggio in Inghilterra (inoltre mi hai costretto a masterare una campagna di Vampiri, Victorian Age, ma è un altro paio di maniche questo!)

  13. Pingback: Per il gusto di impossibili connessioni | dai 42.195 mt ai 3000st e ritorno

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