strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Guest post all’arancia

9 commenti

Ah, i piaceri del guest post!
Idea geniale, se ci pensate – ci togliamo l’incombenza di aggiornare il blog senza alcuno sforzo.
Diamo qualcun’altro in pasto ai surfisti, e abbiamo così un paio d’ore libere per dedicarci ad altri interessi.

Alla cucina, ad esempio – poiché non si può vivere sempre e solo di spaghetti, sebbene – ormai ne abbiamo fatto il nostro credo – ci sia ben chiaro che non sempre può essere caviale.

Perciò per oggi mi ritiro in buon ordine, e lascio i fornelli alla Clarina (alias Chiara Prezzavento, apprezzata narratrice e autrice teatrale), che ha un blog qui vicino che come sempre vi consiglio di visitare.
E se c’è un che di perverso, probabilmente, nel chiedere ad una persona che parla prevalentemente di letteratura e di scrittura, di condividere la ricetta di un dessert… beh, ha cominciato lei, a parlare di arance caramellate, giusto?
E poi conoscendola finirà comunque a parlare di libri…

OK, mi levo di mezzo.
Buon appetito.

 . . .

Quando si parla di cucina, amici e parenti mi definiscono il Dipartimento del Fumo. E non perché carbonizzi più pentole di quanto sia sano*, ma nel senso di colei che di sicuro non provvede all’arrosto.

E in effetti, in linea generale, a me si delegano compiti minori come apparecchiatura, centrotavola, disposizione degli antipasti e altre faccenduole più connesse con la forma che con la sostanza.

Tuttavia esistono tre o quattro piatti che, quando compaiono, sono appannaggio mio – qualcuno, senza dubbio, perché è tanto semplice che persino io posso cucinarlo senza rischiare di umiliarmi e/o incendiare la casa, e qualcuno perché, if I say so myself, mi viene proprio bene.

In cima a questa seconda categoria risplendono, come il mio faro culinario personale, le arance caramellate. Le arance caramellate sono di semplice fattura e di sicuro effetto. Le arance caramellate sono di soddisfazione al palato e ingrassano marginalmente meno di un bombolone alla crema. Le arance caramellate concludono bene ogni tipo di pranzo o cena. Le arance caramellate… sto cominciando a suonare come Harris in Tre Uomini in Barca, vero? Ancora un po’ e vi farete l’idea che, dopo avere assaggiato le mie arance caramellate, la gente rifiuti ogni altro cibo fino a morirne…

D’accordo – ammetto che ci sono stati casi di gente che ha assaggiato le mie arance caramellate e non ha sviluppato alcun tipo di arcana dipendenza, ma nel caso voleste sperimentare questo dessert come mezzo di manipolazione delle masse, lasciate che vi spieghi come procedere.

Temo che non possiate aspettarvi dosi precise: è una di quelle ricette che si elaborano per tentativi attraverso gli anni, si annotano sul quaderno di famiglia con tanti punti di domanda e caveat e, alla fin fine, si eseguono sempre a occhio… Ad ogni modo, cominciate col procurarvi due o tre arance rosse**, dello zucchero, della cannella, del rum, del burro e del miele.

Lavate bene le arance e, senza sbucciarle, tagliatele a fette spesse tre o quattro millimetri. Tagliate perpendicolarmente all’asse dell’arancia, in modo che ciascuna fetta presenti la sua graziosa raggiera di sezioni di spicchio. Con la giusta combinazione di pazienza, manualità ed esercizio, arriverete a ottenere fette regolari – un risultato che, personalmente, raggiungo solo nelle buone giornate.

Disponete le arance a cerchi concentrici o a spirale in una pirofila rotonda*** – qualcosa che vada in forno e si possa portare in tavola. Badate di sovrapporre un po’ le fette così:

Zuccherate abbondantemente e spolverate di cannella a piacere. Bagnate con qualche cucchiaio di buon rum. Disponete su ciascuna fetta un fiocchetto di burro e infine spargete sul tutto due o tre cucchiai di miele di acacia o rododendro.

Passate in forno a 180°. Ora, i tempi di cottura in forno per me rimangono una questione esoterica. Il mio forno (che non è temperamentale e non ventilato) richiede una mezz’ora. Controllate spesso, punzecchiate con una forchetta per assicurarvi che la scorza conservi un po’ di consistenza e, di quando in quando, manovrate di cucchiaio per ricoprire le arance con la loro bagna.

Tutto qui.

Si possono servire come sono – ben calde e con la loro bagna – ma si prestano a variazioni.
Potete disporne tre fette sopra un piccolo disco di pan di spagna che avrete prima bagnato (e non inzuppato) con la bagna. Decorate con ghirigori di caramello for effect.
Potete servirle con qualche pallina di gelato di panna o crema.
Nel periodo natalizio, sostituendo alla cannella una spolverata di spezie miste, si accompagnano bene al panettone e, ancor più, al pandoro. If you are into Dickens, non stanno affatto male con il Christmas pudding.

Una volta fredde e tagliate a spicchi, se ne può fare una macedonia con mele, noci, pinoli e uva passa. Condite con la bagna delle arance – aggiungendo eventualmente un po’ di succo fresco e/o rum, se la bagna si fosse rappresa troppo.
E infine, in un crescendo di peccaminosità, se dicessi che un po’ di cioccolato fondente (in forma di salsa, riccioli, semicopertura, scaglie o gocce) le rovina, mentirei.
Il Dipartimento Fumo saluta, ringrazia e augura molte felici occasioni con le Prodigiose Arance Caramellate à la Clarina.
______________________________________________________
* Anche se, a dire il vero, quando abitavo a Cardiff bruciavo il pane tostato con tale costanza che una volta, rientrando dopo le vacanze di Natale, un coinquilino tedesco aprì la porta dell’appartamento, annusò pane bruciato nell’aria e commentò: Oh, Chiara’s back.
** Più rosse e più sugose che potete – evitando come la peste quegli arnesi spagnoli che sembrano palline di gomma riempite di stoppa gialla. Nello sceglierle, considerate che si mangia anche la scorza.
*** E in realtà non c’è legge umana, divina o naturale che impedisca di disporle in file in una pirofila rettangolare, ma in tondo sono più graziose a vedersi.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

9 thoughts on “Guest post all’arancia

  1. Ricetta molto interessante, da provare! 🙂

  2. Grazie per la ricetta. Una volta finita la dieta la passerò a mia moglie e la “verificheremo” sul campo…opps in cucina volevo dire. 😉

  3. Mmmmmm… non so che dire.
    Io sono più per il salato
    ma grazie lo stesso per la ricetta Chiara :-*)

  4. L’arancia caramellata non è molto nelle mie corde gastronomiche, ma la prosa della Clarina è gradevole anche in versione ricettario. Brava!

  5. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  6. Beh, decisamente interessante!
    Senz’altro è una ricetta originale, che ispira pure il sottoscritto, di solito amante dei gusti tendenti al salato.
    Inutile dire che la variante al rum mi pare particolarmente intrigante 🙂

  7. Pingback: Fagottini di salmone: Cucinando con Simona (6) | Plutonia Experiment

  8. Lusingata ringrazio per lo spazio concessomi. *drops a curtsey*

    Ancor più perverso è chiedere un dessert a una persona che, di qualunque cosa scriva, non sa cucinare granché… Ma le arance sono le arance: si possono sperimentare nella tranquilla certezza che nessuna delle numerose cavie su cui è stata provata ne ha mai riportato danni (a parte l’occasionale dipendenza). 🙂

  9. Questa la rubo.. e la copio!!! Ma sulle arance ho la mia ferma ricetta da Siculo/emiliana: si fanno ad insalata con olio prezzemolo pinoli sale e aceto balsamico. Se poi ci sfiletti il pollo… beh… è la loro morte! 🙂 Provare per credere!

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