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Sandwich e Panini

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Giorno di Pasquetta, tradizionalmente ci si sposta fuori porta, si stende una tovaglia su di un prato e si mangia al sacco.
Pasquetta, giorno del merendino.

Ma noi veniamo da un’altra scuola e sappiamo che il sandwich non è solo una cosa che si caccia nella borsa frigo per lo spuntino di Pasquetta.
Il sandwich è la colonna portante della dieta del single.
Il cibo dello studente.
L’ultima risorsa dell’uomo solo.
E della donna.

Il procedimento è semplice, ed è noto fin dai primi anni del 19° secolo – fra due fette di pane*, si dispone un certo numero di fette di

. salame
. prosciutto
. roast beef

Ed è fatta.

E se è vero che il più venduto libro di cucina del nostro paese include una ricetta per fare il toast**, noi siamo leggermente più avanzati, e quindi ci permettiamo di mettere giù una manciata di sandwich un po’ diversi dal solito.

Perché è vero che il toast è sempre il toast, ed anche l’ultimo dei cretini lo sa preparare, ma poiché non è sempre caviale, bisognerà sapersi arrangiare.

E cominciamo con qualcosa di radicale – il falso panino luau.

Prendiamo una fetta di prosciutto cotto tagliata spessa, facciamola friggere in zucchero caramellato, poi disponiamola fra due fette di pane integrale, guarnendola magari con un pizzico di ananas sminuzzato.

Non per i deboli di cuore, ma vale la pena.

A questo punto, avendo rotto il ghiaccio con l’idea che il panino non deve essere necessariamente noioso, possiamo tornare alle ricette delle uova strapazzate, e prepararci in un panino di uova ed acciughe.
Fra due fette di pane bianco, sistemiamo le uova strapazzate fredde, e guarniamole con filetti d’acciuga sott’olio opportunamente sgocciolati.

Panino di petto di pollo?
Perché no.
Qui serve la baguette, pane ideale per certe cose.
In mezzo al pane francese, sistemiamo un petto di polli sfilettato sottile saltato in padella, e guarniamolo con sedano tritato e olive nere.

Più calorie?
Il Double Decker di Pollo e Prosciutto, allora.
Con tre fette di pane, a separare un petto di pollo sfilettato e  saltato, e del prosciutto cotto.
Usiamo degli stuzzicadenti per tenere il tutto unito, poiché a questo punto, si prende il tutto, lo si immerge in uovo sbattuto, lo si frigge in padella.
Calorie, si diceva.

Qualcosa di più leggero ed elegante?
Un sandwich al salmone affumicato?
In mezzo al pane integrale, con dei capperi.

Panino al tonno… dio mio che tristezza.
Allora cambiamo le carte in tavola.
Acquistiamo in pescheria del tonno fresco, tagliato in filetti.
Saltiamo brevemente i filetti in una padella molto calda.
Guarniamo con una foglia di lattuga e un filo di extravergine, e schiaffiamo il tutto in mezzo a due fette spesse di pane casereccio.
Se abbiamo tempo e voglia, possiamo cospargere di semi di sesamo il tonno prima di saltarlo in padella.

A New York gli yankee hanno un’affare che chiamano Hero Sandwich (fin dal 1937), ma che va anche sotto al nome di Sottomarino.
Si usa una baguette, che viene poi farcita di un salume a scelta, a cui si aggiungono lattuga, pomodoro, cipolle, sale, pepe, origano e olio di oliva.
Più praticamente qualunque altra cosa vi salti in mente, dal tonno al tacchino alle uova sode ai funghi champignon, vari tipi di formaggio a cominciare dal gruviera, alle polpette di carne.

Inutile dire che non farei entrare – o uscire – dalla mia cucina una cosa del genere neanche sotto la minaccia delle armi.
Ma qualcuno potrebbe gradirlo.

Se proprio vogliamo farcire una baguette, meglio, molto meglio sistemare una miscela di panna da cucina, polpa di granchio e gamberetti fra due fette di pane nero, e aggiungerci magari un po’ di mayonese.

Ci avanza del roast beef o dell’arrosto?
Facile preparare un French Dip – impregnando una baguette con il sugo dell’arrosto prima di disporvi la carne affettata sottile.
Si consuma caldo, possibilmente servito con una tazza di brodo.

… E dalle ricette qui sopra si evince facilmente che il sandwich è anche lo strumento ideale per liberarsi degli avanzi.

Ma di avanzi riciclati parleremo in un altro momento.
Perché come si suol dire, non è sempre caviale – e coi tempi che corrono, tocca riciclare.

———————————

* E non scherziamo – c’è una sentenza di un tribunale americano che dice che ci vogliono proprio due fette di pane – quindi piadine, tacos e altri supporti non contano come panini. È roba seria, questa.

+* Però non resisto.
Sì, ok, due fette di pane bianco a cassetta, in mezzo prosciutto e formaggio, tostare fino al punto desiderato.
Facile.

Ma a noi le cose troppo facili nn piaciono.
Proviamo allora così…

Due fette di pane bianco a cassetta, in mezzo del prosciutto cotto e del formaggio fondibile – meglio dell’emmenthal o della fontina, ma se proprio dovete, usate delle sottilette.
Ma a questo punto, invece di tostare il nostro toast…
Sbattiamo un uove in un piatto, ed intingiamoci il toast, in modo che le due facce esterne siano ben impregnate di uovo sbattuto.
E poi saltiamo il tutto in una padella antiaderente con del burro, fino ad ottenere una bella doratura..
Li chiamano Croque Monsieur in Francia, Monte Cristo negli Stati Uniti (dove si può fare anche col tacchino).
I più dissoluti potrebbero voler aggiungere del formaggio grattugiato all’uovo.
Perché noi valiamo.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Sandwich e Panini

  1. Adoro questi post di cucina, la cucina e la cultura sono perfetti insieme, nutrimento per il corpo e per la mente. Il mio panino preferito? uno strato di stracchino, una spalmata di ‘nduja e sopra filetti di melanzane sott’olio.

  2. e io che pensavo di essere ferrata nei panini… hai colpito nel segno! bel post, accattivanti i panini, sempre azzeccato come dice ilblogdalfondodelmare l’accostamento cucina-cultura 🙂
    il mio panino preferito? se ho tempo, e soprattutto molta fame, questo:
    baguette ripassata in forno, aperta e spalmata di senape, rigorosamente in grani
    fetta di manzo passata in padella
    cipolla appassita, rucola e emmenthal
    proverò prossimamente il croque monsieur e quello col prosciutto caramellato, per forza…

  3. Ce ne vorrebbero un paio vegetariani perché a parte la rosetta “alla caprese” difficilmente si trovano nei bar etc in Italia. Un paio di miei favoriti:

    Ammerigano vegano: bagel integrale caldo con doppio strato di burro d’arachidi, due fette di pomodoro sottili e tanto cetriolo (sbucciato se siete di stomaco delicato). Un pizzico di origano o altra spezia a scelta.
    I bagel li trovate al LIDL quando hanno i cibi americani, fate incetta.

    Rosso e bianco lactovegetariano: “frusta” (variante locale della baguette) con bioccolino (formaggio bianco fresco poco saporito ma non cremoso, simile al tomino ma non appiccicoso) e pomodori secchi sott’olio conad.

  4. l’ultimo ricorda parecchio la mozzarella in carrozza, che è una meraviglia.
    così come è una meraviglia rifarsi gli hamburger del fast food in casa: pane al sesamo,tostato, macinato impastato col pane ammollato nel latte per le svizzere, da grigliare sulla ghisa. poi insalata cipolla e cetriolino. a scelta maionese, senape, maionese&senape e tabasco (che il sant’uomo di mio fratello mi fornisce fatto in casa, in comode bottigliette).
    m’hai fatto veni’ fame.

  5. bravo ! solo quello con la polpa di granchio mi ha fatto arricciare il naso ma gli altri sono andati dritti nel mio readitlater 🙂

  6. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

  7. La mia fidanzata lo chiama “il panino più buono del mondo”: pesce spada affumicato, pesco e olive, possibilmente con pane arabo. Poi c’è il vecchio cipollato, con cipolline e salsa rosa. Io adoro farmi dei panini bassi con hummus di mia produzione e carne salada.

  8. Ottimo, io adoro i panini!
    Se devo fare qualcosa di veloce opto per un bel sandwich di coppa. Che sta bene da sola, così com’è.
    Per qualcosa di più elaborato scelgo quello col petto di pollo.
    Negli States ne ho provati di ottimi con tonno fresco, lattuga e salsine a scelta.
    Ma anche gli hamburger dei locali storici, a gestione famigliare dagli anni ’50, infilati in due fette di pane… mmm…

  9. sto sbavando…

  10. Pingback: Non è sempre caviale – summer edition | strategie evolutive

  11. Pingback: Storie e sandwich | strategie evolutive

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