strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Ucronia a vapore

11 commenti

Alessandro il Grande si appresta a conquistare l’intero bacino mediterraneo.
Spinto da una ambizione divorante e perseguitato dalla convinzione – instillatagli dalla madre – di essere il figlio di Zeus, il principe macedone, una volta sbaragliati i persiani, rivolge il proprio sguardo verso occidente, conquista l’Egitto, ed ora minaccia il vasto impero che Atene ha creato sulle sponde del Mediterraneo.
Avversato dal padre, circondato da generali fedelissimi e da traditori insospettati, sospinto da misteriose profezie, Alessandro può contare sulle armi create grazie alla super-scienza sviluppata da Aristotele – armi tanto orribili che il filosofo, intuendone le potenzialità, si è dato alla macchia (probabilmente in Sicilia).
E intanto, mentre gli imperi collassano e la posta in gioco si fa elevatissima, quattro profughi improbabili, a bordo di una nave a vapore persiana superstite, stanno per mettere un colossale bastone fra gli ingranaggi della macchina macedone.
Ad Alessandro il grande non piacerà per niente…



Ci sono un gallo, un greco, un’egiziana ed una persiana…
The Pillars of Hercules, di David Constantine, corre spaventosamente vicino al territorio della barzelletta, ma riesce comunque a restare nell’ambito dell’ucronia e dell’avventura, ed a presentarsi come un romanzo serio, ben scritto, intelligente.
Ci riesce sostanzialmente grazie ad una solida documentazione storica, e ad una colossale facciatosta.

L’idea che Atene – eliminata dalla scacchiera Sparta – possa sviluppare un impero vastissimo, è presentata in maniera piuttosto convincente.
Il conflitto fra Filippo ed Alessandro è esplosivo e schizofrenico come ci si aspetta che sia.
I protagonisti sono tratteggiati in maniera credibile e per una volta sfuggono (quasi) con successo al vezzo di certa narrativa storica e pseudostorica di riversare nei propri eroi idee, atteggiamenti e sensibilità contemporanee.
L’intrigo è vasto, complesso e, quando si arriva al nocciolo, piuttosto sorprendente.

Certo, poi, Constantine non lesina sull’elemento meramente spettacolare…

  • fughe precipitose e vittorie inaspettate? Ci sono.
  • barbari? A bizzeffe.
  • vaste flotte greche in fiamme? Ci sono.
  • fuoco greco? Ovvio che sì.
  • specchi ustorii? Ci sono.
  • leve misteriose che rivelano mappe colossali intarsiate d’oro e pietre preziose? Certo!
  • sterminate masse di mercenari all’assalto delle mura di Atene? Ci sono.
  • robottoni giganti come macchine d’assedio che calpestano eserciti interi? Ci sono.
  • Elefanti contro Sciti nella Valle del Reno? Ci sono.
  • Demostene che organizza la Resistenza ateniese? C’è anche lui.
  • Atlantide? Vorrete scherzare…

L’idea di meccanismi ad orologeria e a vapore in mano all’antichità classica non è nuova, come non lo è l’interferenza di divinità (?) sfuse negli affari dell’uomo con conseguente modifica della storia.
Come sempre, l’aggiunta di tecnologia retrofuturibile e il riassestamento delle mappe porta ad un mondo tanto esotico quanto letale.
E nel momento in cui Alessandro avvia la sua (ciclopica) manovra a tenaglia per annientare Cartagine e impossessarsi delle Colonen d’Ercole, l’azione entra in overdrive.

Lo spettro di Lest Darkness Fall di De Camp (vecchio di oltre settant’anni ma ancora godibilissimo) infesta le pagine di Constantine insieme con le Legioni (perdute e altrimenti) di Turtledove (che non per nulla fu studente di De Camp), e se il prodotto finale non è perfetto, ed i due protagonisti maschili (il gallo Lugorix ed il greco Mathias) paiono spesso una versione squallida di Fafhrd e del Gray Mouser, per lo meno il romanzo si lascia leggere con estremo divertimento.*
I protagonisti usano con la più assoluta indifferenza un linguaggio moderno e sincopato, gli anacronismi lessicali oltre che tecnologici si accumulano, ma va bene così.
La competente, aggressiva e quantomai pepata principessa persiana è forse il personaggio più improbabile e che maggiormente si delinea come cliché, ma non ci importa.

The Pillars of Hercules si legge per l’intrattenimento, per il gusto dell’anacronismo, per l’avventura e i combattimenti, per l’intrigo politico e i colpi di scena (a ripetizione), non certo per imparare la storia classica o analizzare i ruoli maschili e femminili presso i persiani, i greci ed i macedoni.
Per quanto la dotta postilla dell’autore fornisca una buona bibliografia, oltre a svariate riflessioni sull’ucronia in generale e sulla storia controfattuale greco-macedone in particolare.

Non il miglior romanzo dell’anno, ma una interessante variazione di prospettiva.
Adatto al periodo estivo.

————————————————————————————

* Manca, per fare di questo pur piacevole romanzo una solida opera decampiana, la leggerezza che pure a tratti riesce ad insinuarsi in Turtledove.
Constantine ha un po’ la mano pesante anche quando vira alla commedia.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

11 thoughts on “Ucronia a vapore

  1. Un altro prodotto della Night Shade Books vero? In questi giorni c’è l’intero catalogo in offerta al 50% (e che catalogo!!)

  2. Decisamente affascinante, mi ricorda un po’ l’Alexander caratterizzato da Peter Chung.
    (p.s. son Taurie, non riesco a commentare con l’altro nick da quando ho un blog su wordpress)

  3. Ecco, il classico fantasy che leggerei ben volentieri, proprio perché non classico (scusa il gioco di parole).
    Clockpunk o qualcosa del genere, dico bene?
    Certo che la lista di cose da leggere si allunga all’infinito, complice il Kindle che mi permette di acquistare romanzi come questo cinque minuti dopo aver letto la tua recensione.
    Dovrei toglierti dai preferiti 😀

    PS: grazie del consiglio!

  4. PPS: Ogni volta che associo tecnologie anacronistiche all’antica Grecia mi viene in mente Go Nagai.

  5. Insomma un romanzetto senza pretese giusto per divertirsi un pochettino?

  6. @Squirek
    Vero!
    È un titolo della Night Shade, e la Night Shade è in campagna promozionale in questi giorni – si trovano capolavori al 50% di sconto.

    @Mcnab
    Sì, clockpunk o peplumpunk o chissà quale etichetta gli vogliono appiccicare.
    Ed in effetti sì, i robottoni che cigolano mentre assaltano Atene fanno molto Go Nagai 🙂

  7. @Nick
    Romanzetto no.
    Diciamo che poteva venire meglio, ma trattandosi di un’opera prima, va bene così.
    Più che altro l’ho trovato molto ansioso di mandare l’amplificatore a 11 – più azione! più combattimenti! più tecnologia! più morti per chilometro quadrato!
    Un autore più scafato avrebbe diluito un po’ la cosa e magari ci avrebbe fatto una trilogia (per quanto, non è detto che Constantine non la faccia).
    Diciamo che non lo considero memorabile per come racconta la storia, ma certo piuttosto originale per la storia che vuole raccontare.

    Se fossi uno che dà i voti come il nostro amico Angelo Benuzzi gli darei 8.5 per l’idea, 6/7 per l’esecuzione.

  8. Reblogged this on i cittadini prima di tutto and commented:
    Add your thoughts here… (optional)

  9. Fuoco greco, elefanti, Demostene, leve misteriose – e niente psicoanacronismi? O quanto meno poco o nulla? Combinazione promettente… poi il tuo ultimo commento suona un pochino allarmante, ma se è un primo romanzo, forse si può sperare che Mr. Constantine, con l’esperienza e i volumi acquisti anche un po’ di misura?
    Che poi è anche vero che nimini dii nimirum dederunt…

  10. Risulto frivola se posto questo link sul Steamfest http://www.steamfestatl.com/
    ? Mi sembrava più o meno a tema

  11. Sarebbe bello andarci.
    Ne fanno anche una interessante a Sheffield, di Steamcon…
    Ah, dannata crisi economica!

    (note to self: altro buon motivo per emigrare all’estero… acceso facilitato a convention steampunk)

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