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Tutti i colori del noir

6 commenti

La mia memoria è un setaccio.
Non nel senso che separa per categorie di dimensione le idee che ci passano attraverso – proprio nel senso che non trattiene le idee troppo a lungo.

Tempo addietro avevo ventilato l’ipotesi di un post sui testi essenziali per avvicinarsi al genere noir.
E mi sono scordato di farlo.
Ne avevo una buona metà salvata in bozza da secoli – toccava solo completarla.
Richiamato all’ordine, mi metto all’opera immediatamente.

Aprendo con una nota pedante.
Oggi si usa il termine “noir” per indicare qualsiasi poliziesco che si sia letto, e si voglia far la figura degli intellettuali.
La plebe in stazione legge polizieschi.
Quelli fighi leggono noir.

La distinzione è semplice – il poliziesco è costruito su un meccanismo che prevede un crimine ed una sua analisi e soluzione.
Il noir prevede l’esplorazione di un paesaggio, di una geografia e di una psicologia che possono o meno essere connessi col crimine, ma non esclusivamente.
Il giallo è la narrativa del crimine.
Il noir è la narrativa dell’alienazione – una delle possibili.
Il noir è più una modalità che non un genere (posso fare western-noir, fantascienza noir, fantasy noir).

L’etichetta viene dai francesi, che riconobbero una unità stilistica e tematica in una serie slegata di pellicole prima ancora che di romanzi, provenienti dall’america nel dopoguerra.
Poiché i romanzi dai quali molte pellicole erano tratte apartenevano alla Série Noir di Marcel Duhamel, l’etichetta – usata per la prima volta nel 1946 – rimase appiccicata.

Detto ciò, cosa leggiamo?

Primo e fondamentale – non posso apprezzare il noir se non guardo i film.
La letteratura è in questo caso un accessorio della cinematografia.
E per sapere quali film guardare, un buon punto di partenza è A Girl and a Gun, di David Meyer, che è poi una guida a tutto il noir ed il neo-noir disponibile su cassetta e DVD.
Con schede, critica, foto e un bel po’ di materiale documentario.

Procuriamoci la guida, cerchiamoci le pellicole, guardiamole.*
A questo punto, possiamo affrontare diverse angolazioni.

Per l’approccio enciclopedico, c’è naturalmente il Silver e Ward, Film Noir, an Encyclopedic Reference to the American Style, che è esattamente ciò che dice – un volume che pare una guida del telefono, con scheda tecnica, trama ed analisi critica di TUTTI i film noir, più i neo-noir in appendice – limitandosi alla sola produzione americana.
Colossale ed inarrivabile.
Questo è il classico caso della serie “se potete permettervi un solo libro sul noir…”
Non ci sono dubbi, quell’unico libro è questo.

Possiamo invece provare un approccio bibliografico, risalendo alle fonti originarie, agli articoli di critica – spesso apparsi su riviste ormai dimenticate e introvabili – che definirono il genere, le sue regole, i suoi elementi distintivi.
Tocca ancora una volta ad Alain Silver, con i volumi curati in combutta con James Ursini, nella collana The Film Noir Reader.
Per lo meno il primo è veramente indispensabile.
Ciascun volume raccoglie una ventina di articoli critici, di analisi di singoli film o dell’opera intera di registi scelti, ed altre meraviglie.

Se preferiamo un approccio estetico, ed abbiamo voglia di rifarci gli occhi con delle foto splendide, The Noir Style, ancora una volta di Silver** e Ursini, è un sontuosissimo volume di grande formato, che analizza l’estetica noir attraverso centinaia di riproduzioni fotografiche.
Splendido oggetto, e illuminante su molti aspetti del genere.
Perché parlarne a manetta, se una sola foto può spiegare più a fondo certi concetti?

E se il paesaggio urbano è indispensabile per il noir, allora perché non provare un approccio geografico, o psicogeografico?
Qui i titoli di riferimento sono due – il primo è Dark City, di Eddie Muller, che suddivide la città in quartieri, ed analizza i film a seconda dell’area urbana in cui si svolgono – i sobborghi, la zona degli uffici, il quartiere dei locali notturni…
E poi c’è il consigliatissimo Somewhere in the Night, di Nicholas Christopher, poeta e narratore già citato in passato, che analizza in maniera quasi autobiografica la relazione fra città, noir e psiche dell’america negli anni della guerra fredda.
Insolito, lontano dal linguaggio di una certa critica, ma spesso con intuizioni sorprendenti.
Vivissimamente consigliato.

Per chiudere, naturalmente c’è l’approccio filosofico.
Cos’è il noir se non un genere esistenzialista? O c’è di più?
reperibile anche in italiano e vivamente consigliato, Platone suona sempre due volte, di Mark Conrad (Piemme), è una bella introduzione, e non richiede una laurea in filosofia per essere letto.

E direi che ce n’è già un bel carico.
Se vogliamo rivolgerci a questo punto alla narrativa, la nostra guida ideale sarà Geoffrey O’Brien, col suo Hardboiled America, Lurid Paperbacks and the Masters of Noir, storia ed analisi di una generazione che scrisse l’alienazione e la corruzione, e gli editoi che ne stamparono migliaia di copie.
Ottimo riferimento, ci trovate i titoli di un sacco di libri da leggere..

Restano ovviamente da segnalare un paio di outsider.
Future Noir, the Making of Blade Runner, di Paul Sammon, è l’iperdettagliatissima analisi della genesi, dello sviluppo e della realizzazione di Blade Runner.
Forse un tantinello specifico, ma una buona occhiata al legame fra noir e fantascienza (qualcosa che Ridley Scott cercò al contempo di sottolineare e disinnescare).

In campo ludico, io giuro e spergiuro su A Dirty World, gioco ultraleggero ma robustissimo del sempre bravo Greg Stolze.
Un piccolo gioiello sconosciuto.

E per la musica, cercate Always say Goodbye del Charlie Haden Quartet West.
Se vi piace il noir, non ve ne pentirete.

———————————————————————————-

* Sì, a giorni potrei postare la mia personale top five dei film noir che preferisco.

**Alain Silver è un colosso della critica cinematografica di genere. Se sulla copertina c’è il suo nome, potete andare a colpo sicuro.
Oltre al noir ha pubblicato anche studi eccellenti sull’horror e sul chambara.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “Tutti i colori del noir

  1. Grande post!
    Grazie mille!Sei stato velocissimo e come sempre ricchissimo di belle cose da vedere, leggere e ascoltare.
    Credo che inizierò da Dark City e Somewhere in the Night.
    Certo a trovarlo anche Platone suona sempre due volte non sarebbe male.

    Spero di non aver gravato con troppo lavoro visto il tuo esperimento impegnativo! 🙂
    Grazie ancora e buon lavoro!

  2. Dal punto di vista letterario non sarebbe male recuperare i “colleghi” di Hammet e Chandler: in Italia abbiamo ormai “canonizzato” questi due mostri sacri (la critica nostrana ormai accosta Hammet a Hemingway), ma si tende a ignorare il contesto editoriale in cui hanno elaborato le loro opere, minimizzando di fatto l’importanza delle riviste pulp negli anni 20-40, la loro derivazione dalle detective stories dei dime novels (chi si ricorda di Nick Carter?) e il ruolo giocato da editor carismatici. Insomma sembra che Hammet e Chandler siano sbucati fuori come due funghi nel deserto, quando invece erano circondati da decine di scrittori che non erano poi molto distanti dai loro livelli qualitativi. A parte Cornell Woolrich, ricordato almeno dagli appassionati del genere, nessuno si prende ormai la briga di leggere John Carrol Daly (che è stato in realtà il primo a scrivere una storia con protagonista un detective privato), di Raoul Whitfield (amico e compagno di sbornie di Hammet), Fredrick Nebel, Charles Booth, Norbert Davis….ed è un peccato!

  3. David Goodis.
    È da poco uscita in inglese una collezione di cinqwue suoi romanzi.
    Altamente consigliato.

    E poi Chester Himes.

  4. Non so se hai letto qualche giallo di Simenon con il commissario Maigret come protagonista. Perché credo che in molti di quei polizieschi (con indagine e scoperta del colpevole) vi sia anche un interessante studio di quello che tu definivi “[… ]un paesaggio, di una geografia e di una psicologia che possono o meno essere connessi col crimine”
    cosa ne pensi?
    Stefano

  5. Pingback: Noir City « strategie evolutive

  6. Bella raccolta…riguardo il cinema consiglierei anche un libro appena uscito della taschen sui 100 migliori noir di tutti i tempi. Un librone, ne ho scritto sul mio blog http://dangerousground.altervista.org/taschen-film-noir-100-all-time-favorites/

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