strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

quarta tappa – un bilancio

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Vediamo quindi di metterci un punto fermo.
La prima stesura “di getto” storia, provvisoriamente intitolata Beyul Express,  è finita.
Elegantemente suddivisa in 4 parti (intitolate rispettivamente Shanghai, Tibet, Beyul e Oltre la Casa del Falso Lama), per un totale di 24 capitoli, la mia storia è arrivata alla fine nella notte passata, poco prima delle 23, tutte le sottotrame pertinenti chiuse a poco più di 44.000 parole.
Circa 280.000 battute.
Circa 270 pagine.
Il che significa che se corresse per il Nebula (hahaha – wishful thinking) correrebbe nella categoria novel.
È un dannato romanzo.

Quindi, mancato il target delle 60.000, ma raggiunta comunque la categoria.
E immagino che la revisione e l’editing aggiungeranno materiale, ampliando e raffinando le descrizioni, rendendo più articolato il dialogo.
Sono sicuramente in debito di circa 3000 parole, nel senso che prevedo un’ampia riscrittura di due capitoli centrali, per un motivo estremamente egoistico – essendo un paleontologo, se ci sono dinosauri nei miei due capitoli centrali, posso fare una prima stesura lieta e liscia, ma in fase di revisione voglio che tutti i dettagli siano ampi, articolati, corretti e stagni.

Detto ciò,…

Cosa ha funzionato

1 . La struttura.
La pianificazione di dettaglio ha mantenuto la storia in movimento, ed ha aiutato, come una indispensabile rete di salvataggio, nei momenti in cui la scrittura rallentava o si fermava.
E infatti dove la struttura era incerta, la storia si è schiantata, facendomi perdere tempo.

Ma anche qui – è stato sufficiente osservare la struttura complessiva per determinare cosa mancasse, o cosa fosse di troppo, cosa fosse necessario riparare, e come.
Ed è a tal punto potente la struttura, che nel momento del bisogno, si può abbandonare la trama, e lavorare coi singoli elementi – i capitoli dal sedici al tredici sono stati scritti io ordine inverso, risalendo la corrente, per così dire, in modo da scoprire la frattura che aveva bloccato la storia, e ripararla.
Ottimo.
Lo stesso processo a ritroso è stato utilissimo nello scrivere gli ultimi sei capitoli – il big bang e la soluzione finale.

Aggiungo che anche una semplice faccenda come la suddivisione di un romanzo in quattro parti, e ciascuna parte in sei capitoli, e ciascun capitolo in 2000 parole, è uno strumento sufficiente a imprimere un certo andamento allo sviluppo.

Il non avere una outline ferrea, ma una struttura sottostante piuttosto rigida, ha permesso anche alcuni sviluppi interessanti – come la comparsa di una sotto-trama al capitolo sette (risolta simmetricamente al capitolo quattordici), e il collasso quantico di due personaggi minori in un singolo personaggio minore (ma meglio) al capitolo undici.

2 . la Legge di Fleming
Scoperta grazie all’amico Alessandro Girola, la Legge di Fleming fa più o meno così:

Non correggo mai nulla e non torno indietro a quello che ho scritto, tranne alla fine dell’ultima pagina per vedere dove devo andare. Se vi guardate indietro una volta, siete finiti. Come ho potuto scrivere questo schifo? Come ho potuto usare “terribile” sei volte in una pagina? E così via. Se si interrompe la scrittura di narrativa veloce con troppa introspezione e auto-critica, sarete fortunati se scriverete 500 parole al giorno e sarete disgustati di esse. Seguendo la mia formula, scriverete 2000 parole al giorno e non sarete disgustati fino a quando il libro non è finito, che sarà nel giro di sei settimane.

Scrivere di getto, montare i pezzi nella sequenza prevista, e stringere le viti dopo. La applicavo già prima, questa regola, ma è bello poterle dare un nome.

In questi giorni la mia routine è stata tre ore di scrittura la mattina, dalle 9 alle 12, quattro ore al pomeriggio, dalle 14 alle 18, e poi a ruota libera dopo cena. Nel dopo cena, ho revisionato e ripulito il lavoro fatto nella giornata, in modo che si incastrasse al meglio con ciò che veniva prima.

3 . la preparazione a monte
Se non avessi avuto un sacco di materiale già pronto sulla scrivania (o sul desktop) per fare riferimento nei momenti di bisogno, mi sarei incastrato il primo giorno e sarei ancora al capitolo 3.
E ancora una volta, i problemi ed i rallentamenti ci sono stati quando ho dovuto interrompere la scrittura per andare a spulciare wikipedia o GoogleMaps.
Meglio è stato usare dei bla-bla e mantenere il ritmo, e poi dedicare il dopo-cena per documentarsi e colmare i vuoti (li chiamo “debiti” e li misuro in parole – sono brani che devono essere riscritti e inseriti con calma a posteriori)

4 . la dieta
Sulla mia scrivania ci sono 12 lattine di pepsi, e otto cartoni da un litro di succo d’arancio.
Non ho tenuto conto del té ingurgitato.
O delle brioches – indispensabili per a botta di zucchero delle 16.
Facciamo una dozzina?
Qualche focaccina.
E i normali pasti della giornata.
Non esattamente quanto di più sano si possa desiderare.
Ed ho perso quasi quattro chili.

Il che significa che se mantenessi questo regime per i prossimi, hmmm, due mesi, potrei tornare ad essere snello e bellissimo.
E morto, probabilmente.

Cosa non ha funzionato

1 . la gestione del tempo
Nota dolente, imprevisti quali un piccolo incendio in cucina, dei visitatori imprevisti e la metereopatia di mio padre mi hanno fatto buttare una giornata su sei, tutto considerato.
Capisco ora quegli scrittori che scappano da casa, e vanno a rintanars in un alberghetto in qualche posto di scarso interesse, fuori stagione, pensando solo alla scrittura per una settimana.
È indiscutibile – chi non scrive non riesce acapire che voi possiate voler trascorrere la giornata scrivendo.
È anormale.
È inquietante.
Bisogna assolutamente che ci aiutino a tornare alla normalità.
I risultati sono nefasti.


In conclusione…
Direi che è andata.
Non come speravo, con una serie di intoppi (sui quali tuttavia avevo pochissimo controllo), ma è andata.
Il principale effetto positivo di tutta questa faccenda è, abbastanza sorprendentemente, una certo ritorno dell’entusiasmo per la scrittura, e per la facilità narrativa, che negli ultimi tempi erano un po’ scemati.

Le tecniche apprese e sperimentate per scrivere un romanzo in sei giorni torneranno estremamente utili qualora dovessi decidere di scrivere un racconto in meno di una settimana.

Quanto alla storia scritta…
Beh, ora la lascerei riposare per una settimana.
Poi le darò una ripulita e la passerò ad un paio di lettori, per sentire la loro opinione e ragionarci su.
Poi una ripulita ulteriore, editing, impaginazione, copertina…
Per l’autunno, avremo qualcosa da mostrare, spero.

Ma avremo ancora occasione di parlare di queste cose.
Oh, se ne parleremo.

Ma non subito.

E chiudo con un ringraziamento a tutti per il supporto dimostrato.
E per la pazienza.

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

25 thoughts on “quarta tappa – un bilancio

  1. Intanto complimenti per il raggiungimento dell’obbiettivo. E poi hai perfettamente ragione: non si può scrivere a casa. Io lo vedo purtroppo ogni dannato sabato, unico giorno che mi riservo per scrivere. Capita sempre qualcuno che ti viene a suonare il campanello, anche quelli che sanno che stai scrivendo. Tanto lo puoi fare un’altra volta, no?

  2. Però, l’incendio in casa sa di romanzo d’avventura! Non sarà mica che stai già preparando il lancio del romanzo e queste cose fanno aumentare l’attesa? ahahahah. Complimentoni comunque! Già il fatto di essere arrivato alla fine è una vittoria. E poi: sì, per scrivere bisognerebbe uscire dal quotidiano; l’importante, però, è sempre avere qualcosa da dire e da scrivere!

  3. Grandissimo! Non sto a commentare le tematiche che tiri fuori in questo post perché non ho proprio metro di misura per comprenderne la portata.
    Complimenti, basta 🙂

  4. Per prima cosa complimenti. Target raggiunto, un tot di esperienza utile messa da parte. Se servono volontari per la lettura, io ci sono. 🙂

  5. Che schiaffo al time to market 🙂

  6. GRANDE DAVIDE!
    Sono contentissima di questo traguardo e anche di questo post che apre un sacco di tematiche che mi piacerebbe approfondire.
    Mi fa piacere che anche per te la struttura abbia funzionato bene come funziona per me.

    Concordo con Temistocle l’incendio in cucina è ASSOLUTAMENTE da utilizzare in fase di promozione quando pubblicherai un making of.
    (a parte che unito alla muffa dell’estate scorsa aumenta il sense of wonder del luogo in cui scrivi)

    Se ti serve un lettore io ci sono, anche se vuoi farmi leggere un solo capitolo o degli stralci.
    Interpreterò la cavia in modo eccellente!
    Promesso. 😀

  7. Replico sulla falsariga di ieri notte quando hai annunciato la fine della tua avventura in base.
    E seguirò il tuo consiglio di tatuarmi le parole di Flaming nel retro delle palpebre 🙂
    Ah, siccome sono pigro (sinonimo di non allenato), mi recuperi il link al libercolo inglese che parla di struttura? In quello sono ultra carente e me ne sto rendendo conto ancor più adesso che ho la testa su tre storie contemporaneamente.
    Complimenti ancora vivissimi e grazie di avermi(/ci) concesso di vivere in diretta con te questa tua avventura (no, grazie al puffo non lo dico). Perché se ha fatto tornare a te la voglia di scrivere, ha stranamente causato lo stesso effetto su di me, tirandomi fuori da un’apatia che durava due anni e mezzo. Dottor Mana in tutti i sensi
    Sandro
    PS: da schifoso paraculo quale sono, mi offro volontario anche io, anche solo per leggere due paragrafi, ovviamente dopo i guru a cui di solito ti affidi 🙂

  8. Complimenti. Poi quattro chili in questo piccolo lasso di tempo…
    WRITE FICTION TO LOSE WEIGHT – turn your creative energy in calorie-burning power
    By professor Davide Mana
    #1 on Self Help/Diet and Weight Loss on Amazon.com

  9. Un esperimento ben riuscito, a dispetto dei gufi e dei corvi.
    La dimostrazione pratica che a volte “volere è potere”, compresa una buona dose di organizzazione a far da contorno.
    Spero che i nostri incitamenti ti abbiano aiutato, almeno in minima parte.
    Farò leggere questo tuo post ad alcuni amici che hanno in testa “il romanzo del secolo” da almeno dieci anni. In testa ma non sulla carta.
    Perché non è necessario non avere niente da fare nelle vita per poter realizzare qualcosa.

  10. Complimenti, un vero mazziniano (spero per te non sia un’offesa, se così me ne scuso immediatamente), pensiero e azione!
    Non so se possa essere in qualche modo complementare alla natura del tuo esperimento, ma una volta ho letto un libro di Junger, Il libro dell’orologio a polvere, in cui confrontava le differenze su come il tempo è misurato.
    Con la clessidra, sosteneva, ognuno si crea il suo tempo per fare qualcosa, il tempo non è più indifferenziato, impersonale, ma strettamente interconnesso a un’attività liberamente scelta.
    I tuoi sei gironi di scrittura me lo hanno fatto ricordare.

  11. Bravissimo Davide, sono contentissimo che tu sia riuscito a terminare il tuo racconto \romanzo \novel.
    Se ti serve un lettore mi offro volontario.

  12. Grazie a tutti.
    Oggi sono di corsa – a Torino a pagar tasse e assicurazioni, poi stasera l’ultima lezione del corso sul taoismo.
    Sarò più articolato in nottata.
    Per intanto grazie.

  13. Complimenti, e non mi stupisco dei quattro chili persi, il cevello consuma un sacco di energia.

  14. congratulaz.
    vista la quantità di volontari, mi armerò di pazienza, anche se il cane da refusi l’avrei fatto volentieri pur di non aspettare l’autunno. poi cene possiamo iniziare ad aspettare uno al mese? pensa al guadagno in salute, tutti quei chili persi… e al risparmio sull’abbonamento alla palestra…
    no eh? vabbè.
    congratulaz. lo stesso.

  15. Evviva! E direi che l’esserci riuscito a dispetto dell’incendio, delle Poste&Telegrafi e di tutto il resto prova la validità del metodo al di là di ogni dubbio: funziona compresi gli imprevisti – e fa anche perdere peso. Che chiedere di più? 🙂

  16. Complimenti, Davide! e mi sento un poco tua socia….non nello scrivere, ahimè, ma nei pagamenti odierni…. Ti leggerò molto volentieri! BRAVO!!! mf

  17. Vivissime congratulazioni.
    Che altro aggiungere? Hai centrato l’obiettivo.
    Ora mi segno la legge di Fleming, che potrebbe tornarmi utile…
    (Ma quel Fleming di 007?)

  18. è la stessa tecnica con cui scrivo la tesi. Il mio prof di Filosofia medievale lo avrebbe chiamato scheminismo trascendentale: produrre schemini fino a dimostrare l’esistenza di dio. Mia nonna avrebbe parlato di imbastitura.

  19. Rieccomi.
    Secondo giro di ringraziamenti.

    Riguardo all’incendio – si è trattato solo del tentativo di produrre due uova al tegamino da parte di persona non abilitata – e che non legge i miei post culinari.
    Niente di grave, si cambia il tegamino.
    E la tovaglia.
    E lo strofinaccio.

    E inoltre

    @Andrea
    Ottima idea… talmente buona che temo già ci sia.

    @Pollo
    Mazzini mi è sempre stato abbastanza antipatico…

    @Xeno
    Sì, quello di Bond… ma ne riparleremo.

    @Jonnie
    Io sto pianificando così la tesi di dottorato.
    Imbastitura è perfetto.

    @Sandro
    Scrivere è divertentissimo, e credo metta in circolo delle endorfine da combattimento.

    @Mcnab
    Gli incitamenti hanno avuto un loro perché.
    Sul romanzo del secolo… mah, intanto scriviamo.

    @Marilena
    Le uniche due certezze – la morte e le tasse.

    @laClarina
    Cosa voglio di più?
    Posterò prossimamente un elenco.

    Per tutti gli altri, grazie ancora, alla prossima.

    NO, un momento!

    @Sandro

    Story Structure Architect: A Writer’s Guide to Building Plots, Characters and Complications [Paperback]
    Victoria Lynn Schmidt

    Amazon.com ne ha copie usate a 10 centesimi.

  20. Bene, bene. Ottima notizia. Condivido anche la questione “struttura”, che in sostanza fa il romanzo, almeno al 50%, e ne determina la velocità. È un sistema che sto adottando anche io, negli ultimi tempi, con esiti alterni. Devo allenarmi di più.
    Complimenti. ^^

  21. Massimo rispetto per l’impegno, la dedizione e il risultato.

    Mi metto in fila ad attendere il frutto dei tuoi sforzi. Nel frattempo ti faccio i complimenti, che leggere i post paralleli al romanzo era già divertente (e istruttivo!) di suo.
    Fortunati coloro che leggeranno il romanzo in anteprima!

  22. Ordino questo pomeriggio. Grazie 🙂

  23. Arrivo in ritardo per farti un immenso “Urrà”! 😀

  24. Ero in giro e mi sono perso il ‘finale’. Insomma ce l’hai fatta! Come dicevo con un po’ di pratica in 6 giorni scriverai anche il triplo, e a rileggerle e correggere ci penseranno i tuoi aiutanti 🙂

    Davvero complimenti, sono curioso di leggere il risultato.

    Simone

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