strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Tema di italiano

22 commenti

Un’occhiata alle statistiche del mio blog rivela che indiscutibilmente due delle stringhe di ricerca più gettonate da coloro che si avventurano su Google e poi arrivano qui, sono

tema come ho trascorso le vacanze estive

e l’ancor più disperato

tema cosa fare dopo il diploma

… in compenso ci sono le App per smartphone.

Questo mi porta ad immaginare che non circolino più, alle medie ed al liceo, quegli orribili volumi di temi svolti sui quali i miei compagni di scuola spendevano cifre stravaganti in modo da ottenere sufficienze mediocri.
Ora il tema svolto lo si cerca in rete.
È cambiato il formato, ma lo spirito resta lo stesso:

Se proprio devo essere promosso, tanto vale che lo faccia sulla base delle idee degli altri

Credo sia estremamente diseducativo, e lesivo del tessuto morale della nazione.
NO, sul serio.

Ora, sia ben chiaro – io lo so bene che non è sempre caviale, e che si può anche finire col cenare dignitosamente con un precotto, ma se posso preferisco cucinare da me, e quindi a dirla tutta la mia idea è sempre stata piuttosto

Se proprio mi devono segare, tanto vale che lo facciano per le mie idee e non per quelle di un altro

Perciò, no, ragazzi, sul mio blog non troverete temi già fatti.
Garantito, potete provare a spacciare un mio post per un vostro tema.
Ma se poi vi segano, non venite a prendervela con me.

E tuttavia, mica posso lasciarvi andare così, no?
Che poi chissà cosa mi andate a copiare.

Perciò, temi svolti no, ma qualche idea per riuscire a fare un tema decente, perché no?

Si tratta di idee sfuse, che potete usare tutte insieme, o scegliendo quelle che più vi aggradano, nell’ordine che preferite.
Non ci sono garanzie, ma chissà…

Primo – leggete
OK, se siete arrivati qui a due settimane dall’esame e speravate in un qualcosa di rapido e indolore, questo non lo è.
È troppo tardi.
Avreste dovuto leggere prima – e non la Gazzetta dello Sport o qualche fumetto Bonelli ogni tanto.
Intendiamo libri e riviste.
Qualche saggio, un paio di romanzi, qualche vecchia copia di National Geographic.
Vi serve per vedere come si scrive, per darvi dei modelli di frasi da riciclare, per avere delle idee vostre, costruite a partire dalle idee altrui.
Leggete.
Senza questo, ogni altra strategia crolla.

Secondo – non cercate di blandire l’insegnante
Se si tratta di un insegnante serio, sentirà l’odore delle vostre blandizie a un chilometro di distanza, e vi caccerete nei guai. Se si tratta del genere che vuole sentirsi blandire, beh, in primo luogo capisco perché siete così impreparati d’italiano, e poi comunque non valuterà mai onestamente il vostro lavoro, a prescindere. Se va a simpatie e fin qui non gli siete statis impatici, non sarà un temino servile e senza spina dorsale a rendervi simpatici.
E poi è sempre la solita storia – vincere con la forza delle nostre idee e non perché abbiamo ingannato l’esaminatore facendogli credere che la pensavamo esattamente come lui è una soddisfazione.
Ce ne sono così poche, in giro, così a buon mercato, di soddisfazioni…

Terzo – fate una lista di parole
Leggete lo spunto del tema ed annotatevi le parole che quel breve testo vi fa venire in mente.
Scrivetele di getto, a lettura ancora calda.
Ora cercate delle correlazioni, dei collegamenti
a . fra le parole della vostra lista
b . fra le parole della vostra lista e le parole nello spunto
Scrivete almeno un paragrafo per parola o coppia di parole.
Il punto b vi aiuterà oltretutto a non andare fuori tema.

Quarto – pensate per blocchi
Non fate una prima stesura lineare, a meno che non siate molto in gamba a farlo (ma allora, cosa ci fate qui?)
Scrivete le idee mano amano che vi vengono, il più rapidamente possibile. Poi mettete in ordine quei paragrafi. Inserrite del testo per collegarli.

Quinto – ragionate in pause quando punteggiate.
Una virgola è il tempo che ci vuole a inspirare una volta.
Il punto sono due inspirazioni separate da una espirazione.
Il punto e virgola è una inspirazione ed una espirazione.
Provate a farlo, quando rileggete (leggere ad alta voce sarebbe l’ideale, ma probabilmente ve lo impediranno).

Sesto – metteteci del vostro
Non c’è NULLA di male a citare materiale non incluso nel programma – idee, testi di canzoni, programmi televisivi…
Create della varietà, uscite dai binari ponderosi dell’accademia.
Se ha un senso, se si collega al resto del discorso, se porta avanti la vostra idea, non abbiate paura di inserirlo.

Settimo – metteteci deir iferimenti interdisciplinari
Non abbiate paura di inserire elementi presi da altre materie, altre lezioni. L’interdisciplinarità è bella, e dimostra che avete tenuto il cervello acceso (oltre a farvi fare punti con altri insegnanti quando si sparge la voce).
L’importante è che non inseriate riferimenti sbagliati. Nel caso verificate.

Ottavo – Non cercate la frase di chusura.
“Non so come chiudere” è la frase che mi son sentito ripetere più volte, quand’ero al liceo e davo una mano alle compagne carine (ehi, non sono fatto di legno). Si tratta di un vizio, di un’illusione.
Non cercatela mentre scrivete la brutta.
Scrivetela per ultima, direttamente in bella, dopo aver riletto un paio di volte il testo da cima a fondo.
Dovrebbe venirvi abbastanza naturale.

Nono – non spacciate per vostre le idee degli altri
Vi beccheranno istantaneamente.

Decimo – date aria al testo.
Andate a capo (un punto a capo sono tre espirazioni e tre inspirazioni).

E a questo punto, in bocca al lupo.
Non ci sono garanzie – ma si può sempre provare.

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Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

22 thoughts on “Tema di italiano

  1. Bello!

  2. Pure da me trovo sempre chiavi di ricerca tipo ‘riassunto di’ o ‘commento a’… che tristezza ò_ò
    Non ho mai capito perché la gente si facesse suggerire i temi, a scuola… voglio dire, non c’è niente da sapere (almeno in quelli liberi), solo da scrivere quello che pensi ò_ò quanto può essere difficile?
    ”No cccioè, è un tema sulla pena di morte… e io sono favorevole… però non so perché! Mi puoi dire perché sono favorevole?”… T___T ho ancora negli occhi quel vuoto volto demente…

  3. Wow, bravo
    da passare al ministero della pubblica istruzione e da consegnare qualche giorno prima della prova scritta d’italiano agli studenti:-)

  4. undicesimo: seguite la rubrica di Beppe Severgnini “il quotidiano in classe”. E visto che hai citato il caviale ti consiglio questo: http://archiviostorico.corriere.it/1999/dicembre/08/SIGMUND_FREUD_PREPARO_CENA_PRIMARIA_co_0_9912086025.shtml . Bisognerebbe farne una versione di genere.

  5. Già… Internet ha assassinato il mercato dei temi svolti e dei bignami. Chissà se qualcuno li stampa ancora, i bignamini.

    Sarebbe bello che qualche implume leggesse questo post. Sarebbe bello che qualche implume lo avesse letto prima che gli esami incombessero su di lui/lei.

    Però una volta qualche implume giunse dalle mie parti cercando di scoprire “che aspetto ha il palazzotto di Don Rodrigo nei Promessi Sposi – capitolo quarto”, apparentemente nemmeno sfiorato dall’idea che bastasse dare una rapida occhiata al capitolo quarto in questione per accertarsene… Per cui mi viene il dubbio che il tipo d’implume che si cerca un tema in rete abbandoni la lettura nel momento in cui dici che “no, ragazzi, sul mio blog non troverete temi già fatti.”

    Però poi magari mi sbaglio e la rete pullula di implumi assetati di metodo e di idee…

    Certo che “tema come ho trascorso le vacanze estive” dà da pensare. Cercare un tema svolto sui Promessi Sposi è riprovevole – ma ha una parvenza di logica. Cercare un tema svolto sulle proprie vacanze estive mi sembra deprimente oltre ogni misura.

  6. Giro il tutto a Simone, mio studente per le lezioni di Matematica che giusto ieri mi ha chiesto dove trovare temi “preconfezionati” e si è sentito fare una ramanzina tanta ^^ La stesura non lineare continua a non venir insegnata ma nemmeno proposta, almeno non nei millanta tra istituti tecnici e licei che frequento per interposta persona (i miei studenti di ripetizione) e nemmeno nella rinomatissima scuola media dove va mia nipote, considerata un’eccellenza proprio nell’insegnamento dell’italiano scritto – dalla grammatica, alla produzione in genere di testi – eppure come te io la ritengo FONDAMENTALE anche solo per non farsi scappare l’idea che ti è venuta in mente in quel momento ma che nella stesura finale andrebbe al – metti caso – diciassettesimo posto in scaletta.
    A proposito del “metterci qualcosa di personale” probabilmente tu ancora non ti sei imbattuto nella nuova – per chi ha la nostra età – prova scritta di Italiano, che può essere svolta al posto del classico tema. Ovvero il saggio breve. Ti viene fornita la traccia, della documentazione preconfezionata ad oc e ti viene richiesto di scriverci un articolo di giornale o un saggio. Bene, in questo caso, la richiesta esplicita dell’insegnante è di non metterci nulla di personale ma di attenersi strettamente alla documentazione fornita. Almeno nei casi – tanti – di studenti maturandi con cui ho avuto a che fare ultimamente. Alla fine è la forma più scelta, soprattutto negli istituti tecnici. Quella spersonalizzazione del testo ha un che di rassicurante per i ragazzi, che sono spaventati dall’idea di poter essere valutati male perché le loro idee personali non coincidono con quelle del docente che corregge il loro elaborato scritto (che potrebbe essere il loro insegnante di italiano ma anche no, vista la composizione mista di interni ed esterni alla scuola della commissione). Tutto qui. Pezzo splendido, come sempre

  7. @laClarina
    Sì, è tristissimo.

    @Entropia
    Non ho mai avuto modo di vedere le nuove prove di italiano, e questa del saggio mi lascia assolutamente senza parole – da una parte, perché viviamo in un paese in cui sempre più spesso il giornalismo è di opinione, non di informazione (e quindi l’autore ci mette del suo eccome), dall’altra perché i saggi che vale la pena di leggere sono quelli nei quali l’autore, appunto, ci mette del suo.
    Si sta inseguendo, io temo, un’idea di standardizzazione industriale, di certificazione ISO della scrittura, che è nefasta, oltre che assolutamente irrealistica.

    • Quello che si persegue, in generale – poi per fortuna ci sono casi singoli a parte – è proprio l’ottenere giovani classi di lavoratori che non si chiedano il perché delle cose. E dove è meglio iniziare l’imprinting? Giusto a scuola… 😦

  8. Mi ero sempre chiesta come funzionasse davvero il saggio breve… Sconcertante.

  9. spezzo una lancia per la forma: nei miei anni di liceo ho visto dozzine di volte degli studenti contestare il giudizio del professore dicendo qualcosa del tipo: “qui c’è qualcosa di mio e personale, lei non può permettersi di giudicarlo”. Prima di aggiungere il mio tocco personale devo padroneggiare alla grande la struttura.

  10. Ma per un tema uno non è che abbia bisogno di una grande struttura – una semplice e pulita concatenazione di idee va benissimo.
    E ci sono insegnanti che tendono a giudicare le idee, non il modo in cui vengono espresse.
    Il tocco personale ci vuole sempre.

  11. E il contatore s’impenna! 😀

  12. Certo – è solo un bieco sistema per aumentare le visite 😉
    Ed oltretutto, è costruttivo (spero).

  13. costruttivo è costruttivo, ma dovrebbelo leggerlo anche gli insegnanti. raramente mi è capitato qualcuno che giudicasse come esponevo le cose, tanto che alla maturità mi sono sentito apostrofare: “E lei chi si crede di essere Moliere?” e un bel 4 che ho dovuto faticare per rimediare con un orale spettacolare

  14. “Lei non può fare certe cose con l’italiano! Lei è uno studente, non uno scrittore!”
    Vedo che avevamo la stessa commissione.

  15. “Non te lo posso classificare… non so di dove puoi aver copiato… o ti sei rivelata una scrittrice, o non so… lo non te lo conto. Comunque stai tranquilla, non lo conto come insufficienza.” Vedo che anche se cambiano i tempi le cose non cambiano molto. La storia del saggio breve è tremenda.

  16. Avrei dovuto avere te come insegnante al liceo. I miei detestavano qualsiasi “interferenza” extrascolastica” perchè citavo spesso canzoni, scrittori di altre discipline (esempio letteratura francese nel tema d’italiano etc…). Ma non era cosa gradita.
    Non scorderò mai poi un “on sent le copié” su uno splendido tema di francese dove non avevao affatto copiato, avevo STUDIATO.

    Ottimo post!

  17. “Guarda ti ho dato il massimo voto perchè, mentre correggevo i temi a casa, mia madre ha preso questo, l’ha letto e ha detto che era bellissimo, che le ricordava Leopardi (!!!)”
    Sul fronte della scrittura non mi sono mai più ripresa dal trauma.
    Comunque un pò li capisco quelli che cercano un tema sulle vacanze già fatto. Ma che cavolo! Proprio non ci hai voluto sprecare nemmeno un secondo della tua vita a propormi una traccia più stimolante, o ci hai pensato su a lungo e poi hai concluso – ma si! un evergreen, semplice ma mai fuori moda – come hai passato le vacanze estive!

  18. io è tre anni che gliele dico ste cose ma evidentemente stanno a cercà… cmq il saggio breve è davvero tutt’altra cosa, ahimé…

  19. Non te l’avevo ancora detto, ma abbiamo girato ‘sto post al figlio che deve fare l’esame di terza media. Che le stesse cose se glielo diciamo a voce, non serve.

    Spero lo trovi utile quanto lo abbiamo trovato ben fatto io e Annalisa.

  20. I miei migliori auguri al figliolo.
    Io naturalmente, non mi prendo responsabilità.
    (a meno che non vada benissimo… no, dai, neanche in quel caso).

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