strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

On the road again… and again…

6 commenti

Giugno, mese di trasferte.
Mentre mi leggete, sono in viaggio verso Urbino – dove trascorrerò parte della settimana entrante passeggiando su e giù lungo il tratto intermedio del Metauro, a raccattare gli ultimi dati per la tesi di dottorato.
Per cui se passate nei prossimi giorni fra Pesaro e Urbino, e vedete un tipo strano con un cappello scemo, un martello da geologo e una macchina fotografica, beh, quello sono io.

Nella seconda metà del mese ci sarà una seconda trasferta – questa volta per partecipare ad un corso di aggiornamento.

Ora, con la benzina alle stelle, l’intera faccenda si mangia circa i due terzi della mia borsa di studio – e d’altra parte cosa me l’han data a fare, se non per pagarmi le spese di studio?

Ma se su benzina e autostrada c’è poco che io possa fare, c’è un’altra voce che è assolutamente assassina, se si devono macinare un paio di migliaia di chilometri di autostrada in piena estate: cibo e bevande.

Gli amici dell’Autogrill mi vendono a 2.50 euro la CocaCola che il supermarket qui nel paese vicino mi lascia a 59 centesimi.
Il cibo è spesso molto mediocre e maledettamente costoso.

Qui le strategie sono due.

Primo – informarsi, mediante una guida, su buone trattorie appena fuori dallo svincolo, dove per gli stessi danari per i quali l’Autogrill ci lascerebbe un piatto di ravioli fossili, possiamo mangiare un primo e un secondo dignitosi.

Secondo – una borsa frigo da 26 litri, disponibile per circa 10 euro in un hard discount, e sistemabile senza problemi nel bagagliaio dell’automobile.
All’interno possiamo piazzarci una decina di lattine di bibite caffeinate e gasatissime (tutto veleno, certo), un paio di bottiglie d’acqua, una tanica di té freddo, ed il necessario per farci dei panini strada facendo (o i panini già fatti, se siamo così inclinati).
La borsa frigo diventa essenziale durante il lavoro di terreno, quando si striscia verso la macchina riarsi e impolverati dopo ore di peregrinazioni off road, e si apre il bagagliaio, e c’è una bottiglia di minerale fresca ad attenderci.
Non esiste gioia più grande*.

A questo punto, possiamo fermarci dove ci pare, quando ci pare, e goderci il paesaggio anziché i forsennati che si strappano di mano i gratta e vinci.

Per cui se state correndo fra Alessandria e Pesaro, e vedete un tale che si mangia un panino all’ombra su una piazzuola di sosta, mentre si legge un libro, potrei essere io.

Il che mi ricorda – nei prossimi giorni strategie evolutive non chiude, ma passa una serie di post programmati**.
Non credo avrò modo di rispondere ai commenti – e se qualcosa dovesse restare incastrato in coda di moderazione, toccherà aspettare fino al mio rientro.
Mi scuso per il disagio.

 

—————————————————

* Salvo forse togliersi le scarpe.
Ed entrambe sono alla pari con il cacciarsi sotto alla doccia.

** Non è dunque meravigliosa la tecnologia?

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

6 thoughts on “On the road again… and again…

  1. Innanzitutto buona trasferta. E, sì, meravigliosa la tecnologia. I post programmati li adoro.

    Riguardo al mangiare fuori, boccio anch’io gli autogrill, davvero tristissimi e deprimenti. Se fosse questione soltanto di un paio di giorni ti consiglierei senz’altro di cercarti qualche trattoria fuori dal grande traffico dei gitanti. Quei posti dove puoi mangiarti un buon pranzo con dieci euro, alzandoti da tavola bello pieno.
    In alternativa la borsa frigo è una vera e propria manna.
    Conta che oramai, quando mi allontano per i miei week end in montagna, optò direttamente per una spesa “preventiva” e per dei pasti in casa, o dei picnic in caso di camminata. Oramai mangiare fuori sta diventando esoso anche nelle microscopiche località semi-turistiche in cui vado io.

  2. Buona campagna, dunque! E buoni picnic.Tirata su dall’Esercito (si partiva con thermos di caffè, thermos d’acqua fresca, biscotti e frutta anche per andare ai Lidi Ferraresi…), il cestino da picnic è un’irrinunciabilità delle mie trasferte. Ai tempi in cui andavo spesso in Austria per lavoro, quando la stagione lo permetteva, entravo nel primo paesino, mi provvedevo di pane nero, salumi/formaggio locali e frutta e chiedevo dov’era un bel posto per un picnic.

  3. Buon viaggio e buon lavoro, non esagerare con la robaccia! 🙂

  4. Innanzitutto buon viaggio, io non sono stato tirato su dall’ esercito, ma facevo parte di una famiglia numerosa- quindi ci si “doveva ” organizzare per forza. Ne ho mangiati quindi di panini preparati ore prima di un viaggio.
    Faccio mio il consiglio di cercare qualche trattoriaeconomica in zona, oltretutto da quelle parti si mangia pure bene.

  5. Buon giro!

  6. Reblogged this on i cittadini prima di tutto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.