strategie evolutive

ciò che non ci uccide ci lascia storpi e sanguinanti

Sull’ereader per l’estate

16 commenti

Una collezione di letture estive a costo zero.
Da caricare sull’ereader e da godersi in spiaggia, fra le colline, al lago, o anche semplicemente sul balcone di casa.

Una selezione di testi che io personalmente mi terrei a portata di mano con questi caldi.
Con i link per reperirli.

E considerando che la mia amica Chiara di Senza Errori di Stumpa una selezione di avventure l’ha già fornita, ora si tratterà solo di riempire gli spazi rimasti vuoti.
Il progetto Gutenberg, e il Gutenberg of Australia, ci daranno una mano.
Vediamo – diverse lunghezze, diversi generi, diversi livelli di competenza.
Nella speranza di accontentare tutti…

The History of Caliph Vathek, di William Beckford.
Storia scollaciata e scandalosa dalla penna di un autore scollacciato e scandaloso, questo romanzo arabeggiante è uno dei primi pubblicati sotto lò’influenza delle Mille e Una Notte di fresco pubblicate in lingua inglese.
Intrighi di corte, amori impossibili, magia e malefici…
Un testo indispensabile, misteriosamente poco praticato nel nostro paese.
Ideale per – gli amanti dell’esotismo, per chi ha nostalgia di Clark Ashton Smith, per quelli che il gotico sì, però…

Witch Wood, di John Buchan.
Buchan è noto soprattutto per I Trentanove Gradini e le storie spionistiche di Richard Hannay, quindi è probabile che questo interessante romanzo storico a sfondo sovrannaturale, basato sull’ipotesi dei “culti delle streghe” della Murray, sia passato sotto ai radar ad un sacco di lettori.
Citato fra i migliori 100 fantasy nell’eterodossa ma fondamentale lista di Moorcock & Cawthorn.
Qua e là ostico per l’utilizzo di termini desueti e dialettali, resta comunque una lettura piuttosto interessante.
Ideale per – un brivido storico occasionale, riscoprire un classico dimenticato e per chi è affascinato dal diciassettesimo secolo e dalle teorie antropologiche screditate.

At the Erath’s Core, Edgar Rice Burroughs.
Almeno un Burroughs ci vuole, e cosa c’è di meglio di un po’ di terra cava e di avventure fra primitivi, cavernicole in bikini di dinosauro e pterodattili telepatici?
Primo volume del ciclo di David Innes o di Pellucidar che dir si voglia, AtEC ci offre un Burroughs in piena forma e seriamente ironico nei confronti di se stesso e del genere che va scrivendo.
Ideale per – lasciarsi il mondo alle spalle, sprofondare nell’avventura.

Jurgen, a Comedy of Justice, di James Branch Cabell
Spaventosamente sofisticato e coltissimo, un fantasy che ha influenzato autori diversi come Leiber e Niven, Heinlein e Bradbury, a suo tempo processato per oscenità e assolutamente indispensabile.
Ne parlammo a suo tempo.
A tutti gli effetti uno spartiacque – c’è chi lo ha letto e tutti i poveri sciocchi che no.
Ideale per – chi vuole badilate di cultura, per ricordarsi che fantasy non è solo elfi e azione ripetitiva, per confrontarsi con una intelligenza vasta e argutissima.

Tigress of T’wanbi, di John Peter Drummond
Avventura africana per un signore della giungla dsi seconda classe, Ki-Gor… sostanzialmente Tarzan con i numeri del telaio cancellati e i capelli biondi.
Sofisticazione zero, però divertente.
Sano intrattenimento.
Ideale per – quelli che amano il Signore della Giungla, ovviamente.

She, di Henry Rider-Haggard
E restiamo in territorio africano per questo classicissimo romanzo a base di città perdute e regine bellissime e crudeli. Rider-Haggard crea alcuni dei migliori falsi documenti storici mai pubblicati per dare spessore a questo melodrammone avventuroso.
Consigliatissimo.
Ideale per – togliersi dalla testa l’idea che la narrativa avventurosa sia roba da perdenti

Lost Horizon, di James Hilton
Il primo romanzo a venire pubblicato in paperback, segno che era un romanzo da viaggio per antonomasia.
E probabilmente il primo autentico best seller.
La classica storia di un gruppo di fuggitivi che si ritrovano ospiti in una valle perduta del Himalaya, il romanzo di Hilton è un altro originale infinitamente imitato – avventura, misticismo, filosofia ed azione.
Ideale per – tornare alle origini.

Tros of Samothrace, di Talbot Mundy
Intrattenimento storico ad elevato numero di ottani da uno dei maestri indiscussi della narrativa avventurosa. Ambientazione antico-romana (Giulio Cesare è un comprimario), azione, duelli, una punta di magia.
Primo di una serie, e consigliatissimo.
Ideale per – chi vuole il fantasy storico scritto come si deve, per chi ha nostalgia dei bei tempi andati.

Nightlife of the Gods, di Thorne Smith
Uno scienziato ubriacone, una nipote piccante, divinità classiche, il potere di dar vita alle statue, la notte newyorkese… una classica commedia ribalda degli anni ruggenti – con un finale insolitamente amaro, da parte di un autore che fu un classico per un breve istante, e poi venne dimenticato.
Romanzo di cui parlammo molto tempo fa.
Ideale per – chi ricorda le vecchie commedie sofisticate…

E per chiudere, un italiano.

Racconti fantastici, di Iginio Ugo Tarchetti.
Perché noi valiamo.
A dimostrazione che ci fu una tradizione fantastica anche nel nostro paese, l’alessandrino Tarchetti – autore del fondamentale Fosca, ha un buon catalogo che sarebbe il caso di riscoprire e magari di provare a trovarci un’ispirazione.
Lo trovate gratis sul Progetto Gutenberg – e pare incredibile.
Ideale per – riscoprire l’orgoglio nazionale?

Così, tanto per cominciare…

Autore: Davide Mana

Paleontologist. By day, researcher, teacher and ecological statistics guru. By night, pulp fantasy author-publisher, translator and blogger. In the spare time, Orientalist Anonymous, guerilla cook.

16 thoughts on “Sull’ereader per l’estate

  1. A parte Burroughs e Haggard, gli altri sono tutte scoperte per me, quindi il mio kindle si abbufferà, grazie.

  2. anche il mio 🙂

  3. Da Gutenberg australia suggerirei di scaricare anche Max Brand: i suoi romanzi western sono eccezionali…nonostante li scrivesse dalle colline vicino a Firenze!

  4. Non ho mai frequentato granché ilk western – questa potrebbe essere l’occasione buona per provarci.
    Grazie della segnalazione, Squirek.

  5. Grazie mille! She sembra esattamente quello che ho voglia di leggere in questo momento. E anche gli altri mi stuzzicano.

    La solita miniera.

  6. Di questi ho letto solo Tarchetti e devo dire che, trascurando elementi tipicamente ottocenteschi (i vari “od”, i lunghi preamboli) è godibilissimo. Anzi, il racconto “I fatali” è un quasi necessario complemento a Fosca.
    Consigliatissimo!
    Riguardo alle altre proposte, vedremo. Mi sa che questa estate sarà dedicata allo smaltimento del cartaceo…

  7. Ecco, ecco, ecco…! come tener dietro a tutto ciò? Presente l’effetto pasticceria? Un Buchan al cioccolato, per favore – no, aspetti: un JBC al rum – oppure uno Smith al limone – no, senza panna, grazie, ma forse, invece…
    Se non altro, nulla di tutto ciò ingrassa… 🙂

  8. @laClarina
    Si parlava appunto di non saper resistere alla tentazione di un buon libro, no?
    E questo mi suggerisce un post, per la prossima settimana.

  9. Sappi che una decina di giorni a questa parte, investendo regali di compleanno e tessera punti feltrinelli mi son (finalmente!) dotato di ereader. Questi consigli giungono quindi a puntino, anche se stanno minacciando tutti i mei buoni propositi di riempire l’aggeggio sol con quei testi che hanno qualche speranza di essere letti. Ma Smith e Capell – che non conosco per nulla – sembrano interessanti, anche se prima ho già in attesa la Benson suggeritami da Marco (per tacere di tutta la carta ancor buona impilata sugli scaffali).

  10. @Iguana
    Credo che Cabell ti piacerà più di Smith.
    Comunque è vero – appena acquistati, gli ereader vengono imbottiti di roba che poi finisce dimenticata.
    Però dai, la vita è ancora lunga…

  11. tra te, quell’altra di là e gli spinoff di 2MM un po’ vi odio. non faccio in tempo a sfoltire la lista di lettura che mela triplicate. e in inglese sono maledettamente lento, o talvolta troppo pigro. o smetto anch’io di dormire o mi sa che non cela faccio.
    l’alternativa è farsi togliere la patria potestà. o farsi licenziare.
    aiutatemi

  12. Sappi che una decina di giorni a questa parte, investendo regali di compleanno e tessera punti feltrinelli mi son (finalmente!) dotato di ereader.

    Acc…un altro che mi lascia al palo. Il fatto è che non ho grossi problemi a leggere al computer – teoricamente anche per ore, se non avessi altro da fare – per cui l’ereader lo vedo un po’ come un lusso di cui potrei fare a meno – anche se sicuramente acquistatolo leggerei molto di più su schermo di quanto non faccia ora.

    Smith e Capell – che non conosco per nulla – sembrano interessanti,

    Cabell è citato un paio di volte da Gaiman in Sandman. E’ per questo che l’ho scoperto. Scrive bene, ma mi ha lasciato freddino. Forse ti potrebbe piacere più Dunsany.

    anche se prima ho già in attesa la Benson suggeritami da Marco

    Non ricordo se ho già messo altri libri di dominio pubblico nel mio tumblr, ma ce ne saranno diversi.

    Rilancio il post di Davide con una mia lista alternativa – che vi farà mettere alla prova anche il dizionario multilingue del reader 🙂

  13. George Grossmith, Weedon Grossmith – Diary of a Nobody
    http://www.pseudopodium.org/repress/DiaryOfANobody/

    Romanzo comico che, scritto in prima persona (dal Nobody del titolo) trae il suo humor dalla dabbenaggine del protagonista che si rivela agli occhi del lettore limitato, poco intelligente, pieno di fisime e pregiudizi – e tuttavia, cosa più unica che rara, riesce ad essere magnanimo e affettuso più che crudele e sarcastico.
    Con illustrazioni. Anche se è ormai scaricabile dal Project Gutenberg, rimando alla versione messa online da Ray Davis, grazie a cui l’ho conosciuto.

    Karel Capek – The War with the Newts
    http://gutenberg.net.au/ebooks06/0601981h.html

    In una traduzione del 2002 resa generosamente disponibile da David Wylie, scritto dall’uomo che ha dato al mondo la parola Robot, uno dei più bei romanzi di fantascienza satirica, ristampato recentemente anche nella collana Masterwork della Gollancz.
    Viene scoperta una piccola colonia di tritoni (l’animale, non la creatura mitologica) intelligenti e socievoli, e subito si pensa di sfruttarli come forza lavoro a basso costo. Ben presto i tritoni, un tempo popolazione stabile e circoscritta, si espandono in tutti i mari del mondo. What could possibly go wrong?

    David Lindsay – A Voyage to Arcturushttp://www.gutenberg.org/ebooks/1329

    Fra i libri preferiti di Harold Bloom, il cui unico romanzo ne è una fanfiction. Un tipo di nome Maskull (Mask/Masculine/Skull – in questo romanzo o tutti hanno tre nomi o i nomi alludono ad almeno tre cose diverse) partecipa per noia ad una seduta spiritica che evoca un uomo ectoplasmatico immediatamente ucciso da uno strano personaggio che fa irruzione. L’assassino esorta lui e l’enigmatico Nightspore a compiere un viaggio sulla luna di Arturo, Tormance (Torment/Romance etc.) e visto che Nightspore conosce un metodo… su Tormance Maskull rimane subito solo, incontra esseri strani, inizia a trasformarsi in esseri ancora più strani, scopre nuovi colori primari ed ha varie avventure, il tutto mentre si delinea un conflitto cosmico fra un dio creatore, Crystalman/Shaping, e il suo “Angelo Ribelle”, Surtur (ma possono le cose essere così semplici?) prima di una sorprendente rivelazione finale.
    Sembra il romanzo scritto da uno che ha sperimentato troppe droghe in poco tempo, vuole essere un roman philosophique a tinte vivaci, non si distingue per scrittura o caratterizzazione, ma è certo che sfonda il weird ed esce dall’altra parte.

    Artur Machen – The Three Impostors
    http://www.gutenberg.org/ebooks/35517

    Classico esempio di romanzo a cornice, racconta il destino del transfuga da una organizzazione simil Golden Dawn dedita all’esercizio dell’atrocità come via alla perfetta realizzazione dell’uomo (secondo l’esempio dell’imperatore Tiberio) braccato dai tre implacabili impostori del titolo, per come appare a due gentiluomini non molto bright che incrociano ripetutamente la strada dei suddetti. Splendide descrizioni di una Londra fumosa, misteriosa, off the track, e alcuni dei più bei racconti di Machen.

    E.T.A. Hoffmann – Der Sandmann
    http://gutenberg.spiegel.de/buch/3093/2

    Hoffmann ha scritto lo straordinario Gatto Murr e fiabe-capolavoro come Il Vaso d’Oro, Mastro Pulce e Lo Schiaccianoci, ma probabilmente la cosa per cui continua ad essere più famoso è questo racconto nero che insegnò a Freud il concetto di perturbante.
    Ah sì, se proprio volete lo potete trovare anche in inglese o italiano.

    Theodor Storm – Der Schimmelreiter
    http://gutenberg.spiegel.de/buch/3488/1

    Da molti considerato il più bel racconto dell’ottocento tedesco (e ci sono notevoli concorrenti al titolo, inclusi altri dello stesso Storm) questo racconto a cornice drammatizza lo scontro fra tradizione e razionalismo, scienza e superstizione. Era tradizione diffusa, nell’europa medievale, inaugurare opere come ponti o costruzioni varie col sacrificio di un essere vivente, e le dighe dello Schleswig-Holstein, da cui dipende la vita di molte persone, non fanno eccezione. Hauke Haien, il nuovo mastro delle dighe, il tipo di ingegnere pignolo che studia l’olandese semplicemente per poter leggere un libro tecnico, è uomo di scienza e non ha grande pazienza per queste superstizioni, ma in questo tipo di storie di solito se il sacrificio non viene offerto spontaneamente viene richiesto poi con gli interessi, no? Chissà quanto è attendibile la versione raccontata dal maestro a quattrocento anni di distanza, certo è che la diga di Hauke resiste, e ogni tanto qualcuno vede ancora lo spettrale cavaliere del titolo…

    Friedrich Glauser – Matto regiert
    http://gutenberg.spiegel.de/buch/1855/1

    Il Simenon (svizzero-) tedesco, o un Dürrenmatt più divertente e meno glaciale? In ogni caso i gialli del tenente Stuber hanno un atmosfera tutta particolare. Perché non iniziare dal sardonico Matto regiert, ambientato in un manicomio?

    Gustav Meyrink – Des Deutchen Spiessers Wunderhorn
    http://www.zeno.org/Literatur/M/Meyrink,+Gustav/Erz%C3%A4hlungen/Des+Deutschen+Spiessers+Wunderhorn

    Famoso per il Golem, ma autore di moltissimi racconti brevi di stampo weird soprannaturale, quasi tutti leggibili qui.
    Per esempio quello Die schwarze Kugel in cui quando una sfera magica che rende reali i prodotti dell’immaginazione – più essa è intensa, più reali i risultati – viene messa alla prova da un colonnello dell’esercito crea il nulla assoluto che, come un buco nero, finirà per inghiottire l’intero universo.

    Su http://www.ebooksgratuits.com/ebooks.php dovete solo scegliere Romans Fantastique & SF dal menu a tendina del genere. Troverete gli steampunk di Verne (eh), il pulp grandguignolesco di Lermina o Féval, gli eleganti racconti fantastici di Théophile Gautier o Maupassant, quelli crudeli di Villiers de l’Isle-Adam e, forse soprattutto, i suggestivi e ancor oggi originali romanzi dell’antesignano della fantascienza francese, J.-H. Rosny aîné, con ripetuti incontri fra l’umanità e alieni inesplicabili.
    Senza dimenticare l’Arsène Lupin di Leblanc e il fantasma dell’opera di Gaston Leroux!

    Gustavo Adolfo Bécquer – Rimas y leyendas
    http://www.cervantesvirtual.com/obra-visor/rimas-y-leyendas–0/html/

    La Biblioteca Cervantes Virtual è ideale se se si vuole esplorare la letteratura spagnola del Siglo de Oro, il realismo del primo Novecento o la poesia di Ruben Dario, ma purtroppo si ferma un po’ troppo PRESTO. Però ci sono i racconti del soprannaturale di Gustavo Adolfo Becquer, che ha praticamente inventato il racconto fantastico moderno in lingua spagnola: ad esempio Los Ojos Verdes, quelli di una donna bellissima forse spirito delle acque forse creatura demoniaca…

    E in portoghese, l’opera completa di Machado de Assis, gigante della letteratura brasiliana!
    http://machado.mec.gov.br/
    Come si può resistere per esempio a un capolavoro surrealista come le Memorie Postume di Bras Cubas, dedicate “al verme che per primo rosicchiò le mie fredde carni, in affettuoso ricordo”?

  14. Ottimo e abbondante, Marco.
    Sul povero Lindsay concordo quasi completamente – ammettiamolo, se non altro gli anagrammi ed i riferimenti obliqui di Cabell sono un tantinello più impegnativi (e il suo impianto filosofico un po’ meno infantile).
    Diary of a Nobody lo scoprii una quindicina di anni or sono con la collana Penguin Popular Classics (una bieca operazione per ristampare titoli fuori copyright), e ricordo una certa esasperazione di fondo. Ma è noto che io ho dei problemi con l’ironia 😉

  15. @ Marco: maledetto te! Come faccio ora? La tentazione di scaricare tutto è fortissima, ma resisterò, resisterò, resis…

    Avrai mie notizie.

  16. Ottimo!
    She e Lost Horizon saranno le mie prossime letture, dopo l’abbuffata di Poul Anderson che sto facendo con somma soddisfazione.

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